
Sabato 7 dicembre 2019 alle h 18,00 nel Palazzo Bomben sede della fondazione Benetton (via Cornarotta 7 Treviso) Sandro Palla e la sua compagna offriranno ai presenti un brindisi di “finissage” per chiudere con eleganza la bella mostra esposta dal 10 Novembre. Al primo impatto le opere di Palla trasmettono un senso di energia grazie all’abbondanza di colori spesso sgargianti; questo colpisce il visitatore ancor prima di soffermarsi ad osservare i quadri.
Presso il foyer della Provincia di Treviso, in Via Cal di Breda è visitabile gratuitamente una mostra fotografica dove ad esporre sono dodici donne residenti nella provincia di Treviso. La mostra rimarrà aperta sino al 22 di novembre 2019. La prima autrice che vado ad analizzare è Cristina Pillan i cui scatti hanno come soggetto il rapporto uomo cane. Mentre sorseggiavo un prosecco in sua compagnia
Chiude il 27 ottobre (2019) il primo Festival internazionale della fotografia Photo Open Up dislocato in differenti sedi a Padova, curato da Carlo Sala. (RIf. 1) I numerosi punti di esposizione, che senza l’aiuto di un buon cellulare non sono facilmente rintracciabili (la cartina consegnata con il biglietto è scritta a caratteri troppo piccoli, e la mappa pur indicativa non permette di orientarsi a chi non conosce la città) sono un modo efficace per approfondire il percorso compiuto dalla fotografia dai suoi albori ad oggi. In particolare mi ha favorevolmente colpito l’esposizione tenutasi presso i Musei Civici degli Eremitani, a titolo Io, l’altro (e l’altrove) ove sono esposte dentro il museo 80 stampe di importanti autori che spaziano dalle origini della fotografia sino ai giorni nostri.
Chiude il 22 settembre (2019) la mostra fruibile gratuitamente organizzata dal CRAF di Spilimbergo (Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia) coadiuvata dalla Regione Friuli, un appuntamento fisso per gli amanti della fotografia. A Palazzo Tadea, nel cuore del sito medioevale, venerdì sabato e domenica si potranno godere le immagini di uno Giorgio Lotti, uno dei colossi della fotografia
Antonio Menegon ha introdotto la mostra di fotografia inaugurata il 20 luglio a Susegana, in Piazza Martiri per la libertà (ex biblioteca comunale con adiacente il Municipio); la cerimonia inaugurale, con tanto di taglio del nastro, ha visto protagonista il sindaco del comune, la Dr. Vincenza Scarpa la quale ha precisato come la fotografia sia un'arte che la sua giunta cerca di valorizzare non solo con questa iniziativa, ma anche con
Carlo Sala nella nona edizione di F 4 Un'idea di Fotografia 2019 cura una rassegna che si occupa di analizzare la conflittualità tra l’uomo e il paesaggio. Il più noto dei tre artisti è forse Olivo Barbieri, già ospite di F4 in passate edizioni, che presenta alcuni scatti del suo lavoro site specific_Emilia 12 (earthquake). Soggetto dei suoi scatti la distruzione generata dal disastroso terremoto che ha devastato l’Emilia Romagna nel 2012. Le immagini sono ottenute dall’alto con uno stile di ripresa che trasforma la realtà rendendola affine a foto che si otterebbero se il soggetto fosse un modellino miniaturizzato. Gli scatti dall’elicottero riprendono la realtà sottostante, ma è il gioco di colori e la prospettiva che fa sembrare ciò che è vero, una finzione.
Il progetto To get some air di Mimì Enna, è stato premiato con il Premio Fabbri. Punto di partenza e fulcro delle immagini esposte il villaggio voluto da Enrico Mattei, ora abbandonato in quel di Borca di Cadore, per rigenerare i dipendenti della ditta da lui gestita. La struttura vacanziera fu progettata dall’architetto Edoardo Gellner con l’intento di armonizzare l'immobile con l’ambiente naturale.
“Direi di iniziare da questa sala dove i due artisti, a modo loro cercano di presentare una montagna differente rispetto a quella cui siamo soliti. Non le solite foto dove la montagna è il luogo della tranquillità, della serenità, il luogo dove l’uomo trova un suo equilibrio interiore, ma una montagna teatro di catastrofi naturali quali l’avvento della tempesta Vaia che nel 2018 ha abbattuto 8,6 milioni di metri cubi di alberi ed ha devastato oltre 40.000 ettari di bosco…”
Nelle varie trasferte fatte in questi anni a Reggio Emilia, per visitare le esposizioni di Fotografia Europea, una tappa si sta caricando di aspettative, ed è quella dello Spazio Gerra (Piazza XXV Aprile, 2 - Reggio Emilia). Per tradizione (rif. 1 / 2) in questo spazio più che una mostra fotografica si colloca uno spezzone della storia italiana, dove ci si focalizza su elementi profondamente radicati nel territorio e più nello specifico nella regione che ci ospita.
Nel Chiostro di San Pietro, due autori hanno affrontato in modo molto diverso l’un con l’altro lo stesso tema, pur avendo svariati punti di contatto. Il tema che lega tutti gli artisti di Fotografia Europea 2019 è “I LEGAMI. Intimità, relazioni, nuovi mondi.” L’aspetto affrontato dalla francese Justine Emard (1987) e dall’italiano Francesco Jodice (1967) sono le relazioni tra l’uomo e il robot, relazione che rientra anche nel contenitore “nuovi mondi”.
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