
In via Secchi si può riflettere sul lavoro di Nicolò Panzeri, a titolo Feed us. E’ uno dei lavori, a mio avviso che meglio esprime l’idea di fotografia contemporanea, almeno per come me la spiegò Francesco Jodice: qui il fotografo più che fotografia fa informazione e lancia stimoli. Insomma, usa anche la fotografia per innescare delle riflessioni nel fruitore. Feed us ha come protagonista il cibo, e le foto esposte estrapolate dalle informazioni sono poca cosa, (ad essere gentili).
Uno spazio nella rassegna Fotografia Europea di Reggio Emilia viene sempre assegnato ai giovani, così è pure quest’anno. Nella presentazione del tutor, Davide Tranchina, aprente la sala dove i vari giovani propongono le loro opere (lo spazio è sito in Via Secchi, 11) viene spiegato come la fotografia abbia subito negli ultimi anni una rivoluzione, diventando “un linguaggio ibrido”, che sconfina su altri campi. Il termine image, (immagine) sostituisce picture (fotografia). Questo scrive Tranchina.
Fotografia Europea ha ritenuto opportuno dedicare un importante spazio all’Iran assegnando agli artisti medio orientali i Chiostri di San Domenico (via Dante Alighieri, 11). L’ex Persia è un paese che di cambiamenti ne ha subiti parecchi, e nella prima sala vi è un interessante percorso cronologico dove associate a delle immagini vi sono da un lato il numero di abitanti di Teheran, e dall’altro alcuni episodi storici ritenuti significativi. A memoria ricordo la scoperta delle ricchezze petrolifere, l’interferenza straniera, come il tentativo di colpo di Stato da parte della C.I.A. (rif. 1 ) ai danni di Mohammad Mosadeq, il capo di stato che aveva deciso di nazionalizzare tutte le aziende estrattive del suo paese nell’interesse del suo Popolo. L’Iran ha subito nell’ultimo secolo numerosi cambiamenti, passando da realtà dove le donne erano all’avanguardia nel campo dell’emancipazione, a un ritorno dei principi religiosi. Qual è la situazione oggi?
Lo Spazio Gerra (Piazza XXV aprile) è una tappa che non va persa per chi pensa di visitare Fotografia Europea 2018. L’edificio ha come tema il fotoromanzo. L'argomento della rassegna emiliana, Rivoluzioni, ribellioni, cambiamenti utopie, può sembrare c’entrare poco con le storie a metà tra il fumetto e la fotografia, ma non è così, ed è merito di Innovazione Cultura e Società darne evidenza (gli organizzatori dell’esposizione che rispondono al nome di Stefania Carretti, Lorenzo Immovilli, Elisa Savignano). Come il fotoromanzo s’inserisce in un tema come quello proposto? S’inserisce in vari modi.
L’imprenditore palestinese Bashar al Masri ha deciso di fondare una città dove i suoi compatrioti, stanchi di piangersi addosso, lascino alle spalle il passato e vivano in una dimensione moderna, elegante, volendo usare una parola forte, felici. Rawabi è il nome di questa città destinata alla classe media palestinese. Il progetto una volta terminato, prevede l’insediamento a Rawabi di 25/40.000 persone.
La rassegna di Reggio nell’Emilia, Fotografia Europea propone sempre le ricerche più innovative in campo fotografico, ma, sinora, non ha mai mancato di aprire almeno una finestra nel passato, proponendo una fotografia che definisco tradizionale, con nomi o rassegne di tutto rispetto. La figura di riferimento in tal senso, per il 2018, è Joel Meyerowitz che propone a Palazzo da Mosto (via Mari 7) 120 scatti a titolo Transitions, 1962 - 1981. I generi fotografici esposti spaziano su molti campi della fotografia, si va dal reportage, nel documentario in lingua inglese proposto in una delle sale, vi è la sua testimonianza fotografica (e le sue impressioni verbali) sul crollo delle Torri Gemelle dell’11 settembre, al ritratto. Si va dalle foto paesaggistiche che ricordano Luigi Ghirri o Gabriele Basilico, giusto per rifarci a nomi italiani, alla street photography.
Fotografia Europea 2018, il festival della fotografia di Reggio Emilia quest’anno ha come tema le rivoluzioni intese anche come ribellioni, cambiamenti e utopie. Varie sono le mostre che affrontano il tema, dislocate in differenti location, ma direi di partire dalla più singolare, e forse la meno fotografica di tutte, quella di Palazzo Magnani (corso Garibaldi 29) che ha come titolo Sex & revolution! Immaginario, utopia e liberazione (1960-1977). Fotografia Europea, è il titolo che da anni accompagna le varie mostre dislocate nella città di Reggio nell’Emilia, ma chi frequenta questo evento sa che la fotografia sta allargando i suoi confini e il fotografo contemporaneo sempre più spazia fuori dai canoni della fotografia tradizionale. Solo partendo da una tale premessa si riesce a comprendere come mai la sezione di Palazzo Magnani dia così poco spazio alle immagini fotografiche per darne molto di più a spezzoni di film, interviste video, riviste cartacee, copertine di dischi e libri.
E’ il titolo della mostra che Francesca Della Toffola propone nel ex Municipio di Volpago del Montello (ultimo piano) sino al 6 Maggio 2018. (entrata libera, orari Sabato 16,00 / 19,00 Domenica 10,30 / 12,30 – 16,00 / 19,00). La peculiarità delle opere esposte dall’artista è la circolarità delle immagine, realizzate da fotografia dove sono evidenti delle elaborazioni, per lo più si tratta di scatti sovrapposti. In ogni opera appare chiaro il connubio tra Francesca, sono tutti autoritratti, e la natura. E sono proprio questi temi, la natura, madre terra, la femminilità che han indotto l’ideatrice a scegliere di porre in circoli le sue immagini.
Chiude oggi la nona edizione di Trevignano Fotografia, la prestigiosa esposizione fotografica che si tiene a Villa Onigo. Il soggetto proposto dall’organizzazione è il viaggio, inteso non solo come viaggio fisico, ma anche come viaggio interiore. Approfittiamo della presenza di Francesca Della Toffola per chiederle com’è evoluto, quanta strada ha fatto, questa mostra da lei organizzata con l’aiuto di tutta l’amministrazione comunale. “Come sapete nella mostra di Trevigiano spingo per una fotografia di ricerca, privilegiando autori e lavori che solcano i nuovi orizzonti fotografici. Se mi volto indietro noto che il flusso di pubblico cresce di anno in anno e, anzi, constato con soddisfazione che alcune persone si ripresentano puntuali ogni anno, segno che la mostra sta fidelizzando un suo pubblico. Di questo sia io, sia l’amministrazione comunale e tutti i volontari che mi aiutano in quest’impresa, siamo molto soddisfatti”. In effetti va riconosciuto a Francesca e a chi collabora con lei che l’appuntamento di Trevignano sta diventando un evento artistico di livello che travalica i confini provinciali risultando un punto di riferimento per gli amanti della fotografia sperimentale di tutto il nord Italia.
Ieri la mia amica Laura mi ha portato a vedere la mostra organizzata da Marco Goldin a Vicenza: Van Gogh tra il grano e il cielo. Devo riconoscere che sono rimasto sorpreso dall’immagine che la mostra restituisce dell’artista olandese. Premetto che non ho particolari studi artistici alle spalle e che non ho letto le numerose ed ampie didascalie proposte nella mostra vicentina, quindi le riflessioni che seguono sono frutto del mio pensiero, magari ingenue per chi si cimenta nell’argomento, o addirittura errate, ma tant’è, su va Gogh si è scritto di tutto e di più, e se anch’io, che sono un fotografo, aggiungo una mia opinione credo non far danno a nessuno.
© 2026 Qzone
Il presente sito web utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti. Proseguendo nella navigazione acconsentirai all'informativa sull'uso dei cookies.