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20180605 VM 18 25Uno spazio nella rassegna Fotografia Europea di Reggio Emilia viene sempre assegnato ai giovani, così è pure quest’anno. Nella presentazione del tutor, Davide Tranchina, aprente la sala dove i vari giovani propongono le loro opere (lo spazio è sito in Via Secchi, 11) viene spiegato come la fotografia abbia subito negli ultimi anni una rivoluzione, diventando “un linguaggio ibrido”, che sconfina su altri campi. Il termine image, (immagine) sostituisce picture (fotografia). Questo scrive Tranchina.

Il visitatore deve andare ad osservare i vari lavori esposti per comprendere cosa intenda Tranchina con il termine “sconfinare”. Vado male a commentare anche uno solo dei lavori presentati e poco interessa sapere al lettore il perché, io provengo e amo la foto tradizionale. Mi faccio scudo quindi di una frase raccolta da una delle signore che ha visitato la mostra per esternare un’opinione “Questi giovani sono molto confusi, … sarà la società odierna”!

Ora non è che l’opinione rubata origliando a questa persona di mezza età risulti la chiave per comprendere quanto esposto, al contrario, ma serve da ammonimento a chi dovesse rimanere sorpreso da questa sezione. La foto di presentazione dell’articolo propone il lavoro di Emanuela Bucceri "Per non restare indietro" ; è uno dei lavori che più ci ha colpito, ma nessuno del drappello giunto da Treviso ha saputo dare una chiave d’ interpretazione soddisfacente per gli altri.

Mirco Venzo, Reggio Emilia 25/04/2018 #qzone
Foto Giorgio Grassato con il cellulare

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