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20160427 VM McCurry

Senza confini” è il titolo della mostra dedicata al fotografo Steve McCurry visitabile ad un prezzo particolarmente interessante (tre Euro) che sono soldi sicuramente ben spesi vista la qualità delle opere esposte; più di un centinaio. McCurry è un maestro della fotografia e chiunque s’interessi di quest’arte, sia esso neofita o veterano, dovrebbe andare a visionare questa esposizione. C’è molto da imparare circa la composizione dell’immagine. Tutti i consigli che si apprendono nei corsi dei circoli trovano in molte foto la loro concreta rappresentazione.

La regola dei terzi, l’equilibrio cromatico, la capacità di isolare il soggetto interessante o, al contrario, di contestualizzarlo all’interno dell’ambiente che si vuol descrivere. In particolare si possono apprezzare i famosi ritratti del fotografo che a differenza di molti altri suoi colleghi vengono proposti sempre a colori. La mostra conferma come l’artista americano sia un indiscusso maestro del colore, per la capacità di rendere armonici colori spesso molto accesi, forti, che sapientemente affiancati gli uni agli altri restituiscono sempre un’immagine dove gli equilibri sono magicamente rispettati. Pare quasi che abbia un pennello anziché una macchina fotografica, talmente appropriati risultano gli accostamenti cromatici, come se scegliesse gli sfondi e i soggetti, cosa non vera trattandosi di un fotoreporter. Nel video proposto in una confortevole saletta, è lo stesso artista che spiega quali principi segue per fotografare, e il consiglio che suggerisco a chi va a vedere la mostra è di mettere in preventivo il tempo per sedersi ed ascoltare queste preziose indicazioni. Lo scatto che più mi ha colpito vede protagonista un vecchietto che si trova con l’acqua sino al collo, evidentemente la sua città era stata travolta da un’alluvione, e lui stava destreggiandosi portando in salvo un unico oggetto: una macchina da cucire. Nonostante la situazione sicuramente problematica la sua espressione, il suo sguardo, faceva trasparire una sorta di serenità, pur se tutt’attorno a lui era travolto dall’acqua. (Porbandar – India – 1983).Per realizzare quello scatto il fotografo di Philadelphia aveva dovuto immergersi anch’esso sino al petto, altrimenti l’angolazione non sarebbe stata così ficcante. Questo scatto sintetizza i principali insegnamenti della fotografia: un soggetto interessante, la documentazione di un evento rilevante, (l’alluvione causata dal monsone), la rappresentazione di uno stato d’animo (quello del protagonista) e nel contempo di tutto un popolo di cui il vecchietto ne era concreta rappresentazione. Un popolo con una profonda cultura (in Italia un simile evento mai verrebbe accolto con tale serenità da un nostro concittadino, a meno che questi non fosse imbottito di sostanze allucinogene). In questo scatto vi è la capacità di essere al posto gusto al momento giusto ma nel contempo il coraggio di immergersi sino al collo nel fango per portare a casa un’immagine significativa. Sono questi gli elementi che rendono Steve McCurry un maestro della fotografia e anche un maestro di vita. Una delle frasi che mi sono appuntato è la seguente: “Circondati dalle persone giuste”! Giustificava questa affermazione spiegando che in taluni contesti, aver a fianco la persona giusta può salvare la vita.
Riflettendo, non è questo un consiglio basilare anche per noi persone “comuni”? Senza voler cercare le situazioni al limite, come la professione di Steve richiede, non è l’esser circondati “delle persone giuste” che ci aiuta a rendere confortevole se non piacevole l’esistenza?
Non solo fotografia, quindi, all’interno della mostra ma qualcosa di più che spazia nel campo dell’arte.
Le foto di McCurry necessitano di tempo, consiglio a chi volesse visionare la mostra di dedicarne a sufficienza.

Steve McCurry “Senza confini”

27/02/2016 – 12/06/2016 Galleria Harry Bertoia – Pordenone
Orario apertura Mercoledì/Domenica dalle 15,00 alle 19,00
Costo biglietto 3 euro.
Possibili lunghe per accedere alla mostra come verificatosi il 24 aprile.

Mirco Venzo Treviso, 25/04/2016
Foto Laura Osgualdo

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