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20160428 VM FestItaloMaroc

A Palazzo Bomben la Fondazione Benetton ha ospitato il dibattito sul tema “La laicità in un paese islamico”, uno dei convegni inserito all’interno del IV° Festival italo marocchino. La manifestazione ha ricevuto sia dal Re di Marocco sia dall’allora presidente della  Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano riconoscimenti formali. L’attuale manifestazione ha per contro il patrocinio del Comune e della Provincia di Treviso, del Comune di Conegliano e della Regione Veneto, tanto per attestare l’importanza dell’iniziativa che ha come obiettivo il rafforzamento degli storici legami culturali, sociali ed economici tra i due paesi.

L’incontro è durato circa tre ore e sono quindi costretto a caricarmi l’onere di riassumere in modo sintetico i numerosi interventi ascoltati. La data storica a sancire la laicità del Marocco è il 2011 quando dopo ampio dibattito svoltosi tra variegate forze sociali il Re ha favorito la nascita della nuova Costituzione Marocchina. A partire da quella data si può affermare che il Marocco è uno stato di diritto, pur nel rispetto della tradizione religiosa locale. La Carta fondamentale sancisce infatti che l’Islam è la religione di Stato in Marocco lasciando spazio di espressione anche ad altre religioni ed ad altre visioni del mondo come previsto dai Diritti Universali dell’uomo. Accordo internazionale questo, sottoscritto anche dal paese che sta a nord ovest del continente africano. E' stato spiegato per fare un esempio concreto, che oggi ogni marocchino può arrivare a denunciare un pubblico amministratore, cosa impensabile sino a qualche decennio fa. Questo testo è il risultato della pace che la società marocchina ha fatto con il proprio passato, un passato dove ci furono molti perseguitati in un periodo buio equiparabile ai nostri “anni di piombo”. Solo dopo aver dissolto le nubi di quel periodo facendo chiarezza si è potuto arrivare alla moderna società odierna che è pronta ad affrontare le nuove sfide che la contemporaneità comporta.
Sfide che si potranno intraprendere contando anche sulla forza delle donne che già dal 2004 in Marocco han visto equiparare la loro figura a quella maschile. La console Nezha Attahar che ha introdotto i lavori dando il benvenuto ai presenti  e le principali relatrici della serata, non è un caso fossero appartenenti tutte al gentil sesso, a conferma che le donne marocchine stanno già sfruttando il maggior spazio che è loro concesso. Quali sono i temi che la realtà marocchina deve affrontare? Nel corso della mattinata sono emersi almeno due aspetti critici. Il primo è legato ai movimenti inerenti ai flussi migratori che investono i vari continenti e che spesso attraversano proprio il territorio marocchino per approdare in Italia. Ci spiegavano i relatori che la traversata di Egitto, Libia o Algeria è particolarmente complicato per gli africani che sanno di non poter aver le stese garanzie a livello di diritti umani come nel caso della via marocchina, e questo aumenta i flussi che attraversano quel territorio. Questo stato di cose contribuisce a rendere il Marocco come interlocutore privilegiato con le potenze dei paesi “ricchi” che molto possono fare per alleviare le cause che muovono i subsahariani. Vi è un altro aspetto altrettanto cruciale cui si è accennato nel convegno. Il tema della diminuzione di terre fertili e della scarsità idrica che i cambiamenti climatici stanno implementando. Anche questo tema richiede negoziazioni ed interventi concertati a livello internazionale e la veste moderna che lo Stato marocchino ha indossato sicuramente gli conferisce le credenziali migliori per sedersi nelle giuste sedi ad approfondire questi aspetti.
Un grazie quindi ad Aicha Nassiri, Procuratore della Repubblica di Casablanca e Presidente delle donne giudice, a Saadia Wadah, avvocato particolarmente attenta e attiva in difesa dei più deboli (donne, carcerati e migranti) e al Prof. Moulay Zidane El Amrani docente all’università di Padova e splendido interprete della giornata.
La seduta è stata presentata da Marco Tamaro che ha precisato come la Fondazione Benetton abbia solo ospitato e non organizzato l’evento.
Domani alle 9,30 nell’aula magna dell’università di Treviso si parlerà di temi economici.

Venzo Mirco,

Treviso 28/04/2016

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