
Top Sensation è un film del 1969 diretto da Ottavio Alessi (rif. 1) dove l’aggettivo che verrà da me molto spesso utilizzato sarà “interessante”. Già classificare questa pellicola non è cosa semplice; si tratta di un thriller (e quindi eviterò di dettagliare la trama per non togliere motivazioni al potenziale fruitore) è un film erotico, è un film politico, nello specifico di denuncia del sistema capitalistico imperialistico, ed è un film psicologico. E’ un opera che narra come i valori del capitalismo siano deleteri per le relazioni non solo tra gli umani, ma anche tra uomo e natura! (Ricordo che non siamo ancora negli anni ‘70). E’ per tutto ciò un film drammatico! Iniziamo con il dire che questo film, che personalmente ho apprezzato per svariate ragioni che un po’ alla volta andrò a spiegare (e temo non sarò breve), risulta essere il secondo ed ultimo lavoro di questo bravo regista siciliano, attivo (prima e dopo) soprattutto come sceneggiatore, ma che nel suo CV svela anche di aver fatto l’attore. (fonte Wikipedia).
A volte capita che durante le nostre ricerche online si parta con un filone e poi, un dettaglio, una virgola, una parola che attira la nostra attenzione, ci fa deviare ed approdare in ambiti inimmaginabili quanto indubbiamente altrettanto interessanti. Ed è così che una ricerca iniziata per confrontare uno scenario di guerra, ci ha catapultato a valutare il come ed il quanto potremmo sopravvivere noi in Italia con il nostro comparto agroalimentare. Dato che i dati emersi ci son parsi piuttosto interessanti e credo, sconosciuti alla maggior parte di noi, abbiamo deciso di pubblicare integralmente queste righe di approfondimento certi di farvi cosa gradita. Da Italiani quali siamo, che viviamo in Italia e pertanto, pensiamo di conoscere almeno un pochino il Nostro territorio e la Nostra filiera alimentare, un paio di grosse soprese vi attendono dietro l’angolo.
A seguito del recentissimo risultato delle elezioni in Serbia, forte è la nostra curiosità per capire come e quanto, questo cambiamento di fronte sul piano politico farà da riferimento per tutta l’area Balcanica. Dopo la morte di Tito e la successiva frantumazione di quella che per molti ancora ricordano come la nazione degli Slavi (Jugoslavia), questo a tutti gli effetti era per noi, il più vicino territorio facente parte del blocco sovietico. Oggi, memori ancora del successivo conflitto che ha bagnato di sangue e tragedie quelle terre, nel quale conflitto ricordiamo anche l’Italia vi prese parte mettendo a disposizione le sue basi aeree, per quanto possa essere banale, credo una particolare attenzione vada comunque posta su quest’area ancora non del tutto stabilizzata e così vicina a noi.
Recentemente l’economista statunitense Alvin Eliot Roth, premio Nobel per l’economia nel 2012, ha detto testualmente: «Sono una persona ottimista, ma in questo momento sono più preoccupato per la democrazia che per l'intelligenza artificiale» (Fonte IA). Non è l’unico economista ad aver esternato simili preoccupazioni, la IA cita anche l’economista turco di nascita, ma naturalizzato americano Daron Kamer Acemoğlu, anch’esso premio Nobel per l’economia nel 2024 il quale (ritorniamo la parola alla IA: “... sostiene che la vera minaccia non sia la tecnologia in sé, ma il modo in cui il patto tra le élite tecnologiche e l'IA rischia di erodere e indebolire le istituzioni democratiche e il mondo del lavoro”.
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In questo articolo ho voluto sondare un aspetto dell’AI che credo venga poco, o per nulla considerato. Conosciamo l’AI per tutto quello che può fare per noi, per tutte le risposte che ci dà, per le soluzioni che ci trova. Valutiamo la sua attendibilità, misuriamo i suoi tempi di risposta confrontiamo le sue performance. Pensiamo di “usare l’AI” per i nostri scopi, come un aiuto ed un sostegno sempre più insostituibile. Vi sono aspetti però che forse ignoriamo o forse tralasciamo con troppa leggerezza su questa tecnologia emergente. Sappiamo che l’AI non ha sentimenti, non ha passioni, non ha un pensiero proprio .. per ora.
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In un precedente articolo mi interrogavo su come mai un capolavoro come Malizia di Salvatore Samperi, (rif. 1) fosse sconosciuto nel giro delle mie amicizie femminili, anche se tra esse molte amano il cinema. Sono giunto alla conclusione, riassunta nel rif. 2, che questo capolavoro rientra in una nicchia cinematografica, quella della commedia sexy all’italiana, alla quale non arrivava il pubblico femminile, non perché ci fossero vincoli legislativi, semplicemente alle donne, quelle storie intrise di nudità che probabilmente “loro” ritenevano gratuite, insulse e di cattivo gusto, non interessavano. V’erano poi motivi legate all’immagine, una ragazza che andava a vedere quei film passava per essere disdicevole.
Fascination è un film del 1979, scritto, diretto e sceneggiato da Jean Rollin. Val la pena citare anche il responsabile della fotografia, Georgie Fromentin e quello delle musiche, Philippe D'Aram. (rif. 1). Son finito su questa pellicola perché orientato da un’opinione della rete che già mi aveva indirizzato verso Buona come il pane (rif. 2) film che mi aveva deluso, ma ho voluto approfondire anche questo lavoro per comprendere eventuali connessioni. Ahimè, sono riuscito a recuperare l'opera solo in lingua francese, idioma che non conosco certo in modo fluido, ma ho voluto comunque vedere di che si trattava e… pur non avendo compreso pienamente i dialoghi sono rimasto soddisfatto.
Ci eravamo lasciati in un precedente articolo (rif. 1) chiedendoci se la commedia sexy all’italiana era da considerarsi un'opera d’arte o, al contrario, non fosse altro che un mero prodotto di mercato, per altro manco interessante per tutta la popolazione, visto che tutte le donne e una grossa fetta degli uomini evitavano all'epoca di entrare nelle sale cinematografiche delle “terze visioni”. Per un ammiratore di Malizia (rif. 2) o La nipote (rif. 3) quale sono io, la risposta è inequivocabile, ma è giusto che lasci la penna alla IA:
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Interrogo la rete per chiedere quale commedia sexy degli anni ‘80 avrei dovuto vedere perchè “interessante” ed una delle proposte è Buona Come il pane di Riccardo Sesani, (rif. 1) lavoro uscito nelle sale il 6 febbraio 1982. Dopo aver visionato questa pellicola ritengo che la rete mi abbia indotto a vedere questo lavoro giacché può essere considerato il canto del cigno di questo genere, anche se forse, dopo aver visto questo lavoro, direi è più appropriato definirla "lo starnazzo dell’anatra muta" Entro nel merito e per senso del pudore non cito nè chi ha redatto il soggetto, nè chi l’ha sceneggiato e passo subito alla trama.
Un film cardine della commedia sexy all’italiana è Malizia di Salvatore Samperi, opera che esce nel 1973 e che lancia definitivamente Laura Antonelli nell’olimpo dell’immaginario maschile ergendola a icona sexy italiana. Qualche dato: quest’opera è l’undicesimo film italiano più visto di sempre all’estero (fonte Wikipedia inglese) mentre per Wikipedia Italia è 19a nella classifica degli incassi nazionali di tutti i tempi. Sin dal 2020, mentre recensivo questo lavoro di Samperi (rif. 1) mi chiesi che cosa potessero pensare le donne di un film con quelle caratteristiche, e più in generale cosa potessero pensare le donne, dell’epoca, (e anche oggi), della copiosa produzione di film noti come la
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