
Cercare delle informazioni o un prodotto in rete a volte riceve delle risposte spiazzanti nel senso che, sembra che la “rete” ti abbia ascoltato per tutto il tempo ed appena gli poni quella domanda ... eccoti confezionata la risposta. Esattamente come la cercavi. A volte la risposta ti viene data anche senza chiederla ... basta a volte solo “pensarla” o ... sussurrarla che come per magia su tutte le pubblicità o gli inserti a pagamento delle pagine che apri, ti si propone la soluzione. Ovviamente questa non è “magia” ma profilazione e raccolta sistemica e coordinata dei dati che tu consapevolmente o meno, condividi con la rete. Ecco che così, qualsiasi ricerca tu faccia, non sarà MAI esente da questo “tracciamento ossessivo” della rete nei tuoi confronti. Tu sei la merce di scambio, non quello che cerchi.
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Dopo vari articoli sul tema dell’IA e dell’iterazione che questa ha con le nostre vite, parliamo oggi di un aspetto non secondario ovvero, di cosa Noi cerchiamo nell’IA al di là dell’uso che ne facciamo professionalmente per lavoro. Il tema è quantomai interessante e curioso in quanto dipinge un quadro con varie tinte e diverso a seconda delle culture. Unica invece sembra essere la direzione e l’epilogo della storia. Un percorso che fa riflettere, sempre più, stretti dalla morsa del progresso e dell’individualismo. Un futuro possibile per il quale, saperne la fine, potrebbe aiutarci a “redimerci” in tempo. Di seguito le domande nel consueto stile. Ricordo che le conversazioni con l’Intelligenza Artificiale non sono da considerarsi “Testi Sacri” su cui poggiarsi ciecamente ma definiscono UNA delle varie ipotesi di confronto (forse la più plausibile), con cui misurarsi.
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E’ fruibile sino al 27 settembre 2026, a Palazzo Sarcinelli (Conegliano - TV) l’esposizione fotografica proposto dall'associazione Inquadra a tema Confini. Cos’è un confine? E’ molto più di una linea, copio e incollo da un pannello esposto: "Étienne Balibar afferma che “il confine non è mai un semplice limite fisico, ma un dispositivo che produce identità; ci dice chi siamo definendo chi non siamo”. Mi si permetta subito un appunto personale: già questa cosa nell'era dell'Unione Europea, dove si vuol far credere che i confini vanno cancellati, mi pare un incipit interessante...! Tornando all'esposizione il tema ha offerto molteplici chiavi interpretative e sono stati coinvolti nella riflessione quarantacinque artisti diretti da Eolo Perfido; al Sarcinelli sono stati espostio “solo” ventisei autori, tutti corredati da una scheda scheda di presentazione del lavoro e han potuto esporre più foto cadauno.
In questo articolo sfrutteremo l'IA di Google per curiosare un po' nelle tasche dei cittadini, prima americani e russi e poi europei. Una verifica tra "la percezione" e quella che Google definisce "la realtà" dei dati. Ne esce un quadro molto interessante che merita di essere esaminato con calma. Ovviamente all'interno di questo argomento ha un forte ruolo la cultura e la governance di ciascun popolo piuttosto che l'ascendente personale. Come sempre suggeriamo di non prendere come oro colato tutto quanto riportatao dall'IA ma, utilizzate questi dati per eventuali verifiche di approfondimento.
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Nel nostro percorso di monitoraggio e conoscenza dell’IA, al di là di testarne il livello di coerenza e di sviluppo, sentiamo anche la necessità di estrapolarne dei riferimenti o dei consigli per la soluzione di possibili criticità. Data la sua sempre più imponente presenza nella nostra vita, dobbiamo sempre considerare che l’IA è uno strumento e come tale può portare beneficio o danno. L’auto nella sua storia evolutiva per esempio ha portato enormi benefici all’uomo che ha notevolmente ridotto i temi di percorrenza, ma l’ha spesso anche portato a schiantarsi terminando più o meno definitivamente la sua corsa. In questi termini, capire l’IA non consideriamo sia né banale e neanche scontato. Questo tema ha per sua natura tratti
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Un film che reputo particolarmente interessante è Ondata di piacere, del 1975, di Ruggero Deodato. Il soggetto di questo thriller erotico è opera di Gianlorenzo Battaglia e Lamberto Bava, mentre la sceneggiatura è frutto di Fabio Pittorru e Franco Bottari. A mio avviso questo gruppo ha lavorato bene essendo riuscito a tenere "sul pezzo" il pubblico per 88’, utilizzando praticamente solo quattro attori, paralizzandoli in uno sfondo monotono (una piccola barca in mezzo al mare), dove i protagonisti sviluppano i loro dialoghi esplicitando allo spettatore la loro indole e che tipo di relazioni vanno a concretizzare nei pochi intrecci possibili. La musica, lo sviluppo della trama, e certe situazioni di tensione, lasciano intendere che qualcosa di macabro potrebbe sempre accadere da un momento all’altro.
Volevo colloquiare con la IA per farmi un'idea di cosa sia accaduto dopo un quarto di secolo dal 11 settembre. “I dati storici del U.S. Census Bureau mostrano che nel 2001 il tasso di povertà ufficiale negli U.S.A. era dell'11,7%, pari a circa 32,9 milioni di persone sotto la soglia di povertà contro il 10,6 attuale..." (e quindi il tasso di povertà assoluta è leggermente migliorato). Seguita l’informazione: “Il 2001 ha rappresentato un anno di svolta in negativo per l'economia americana: ha segnato la fine del boom economico degli anni '90 e l'inizio di una recessione aggravata dagli attentati dell'11 settembre. Prima del 2001, nel 2000, gli Stati Uniti avevano toccato uno dei tassi di povertà più bassi della loro storia recente (11,3%)".
Entriamo con questo articolo in una modalità dell’IA di cui a volte si sottovaluta la portata e spesso suscita dei veri e propri dubbi. Alla domanda: “ma l’IA sa che sono Io a parlargli .. quello che gli ha parlato ieri e l’altro ieri, … possibile che ogni volta …”. Ecco, questo articolo cercherà di fare luce su questo aspetto e sugli attuali gradi di libertà che questa IA presenta, tema che è già stato sfiorato su altri articoli ma mai in modo così diretto. Sottolineiamo anche se non credo sia più il caso che ovviamente questo è un articolo che cerca di fare il punto della situazione attuale per cui, quello che leggete oggi, tra 6 mesi probabilmente sarà molto diverso ma, secondo noi merita tenere traccia di questi passaggi che dall’invenzione della ruota si passa alla rotaia e poi al missile. La formula di interagire con l’IA è sempre la stessa e ormai dovreste
LIDO DI VENEZIA – Nel fitto e variegato mosaico della 83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, la sezione parallela delle Giornate degli Autori si conferma ancora una volta il luogo d'elezione per la scoperta di sguardi cinematografici laterali, rigorosi e profondamente urgenti. È in questo contesto che ieri ha trovato spazio l’attesa proiezione di A veces me entra tristeza, otras veces rebelión, l'unica pellicola argentina presente in concorso all’interno della selezione. Firmato dalla giovane e talentuosa regista Maria Aparicio, che ne cura anche la sceneggiatura, il film si inserisce in una coproduzione internazionale tra Argentina e Spagna, configurandosi come un’opera di straordinario equilibrio formale e densità emotiva, accolta da lunghi e calorosi applausi in sala.
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“Io intimo (titoli testa tutto minuscolo e titoli coda tutto maiuscolo) è un film del 1988, diretto da Bob J. Ross (alias Beppe Cino)”. (rif. 1). Ecco come Wikipedia introduce una pellicola erotica poco apprezzata dai critici della rete, avrò occasione di riportare alcune di queste opinioni, ma che non mi è parsa così male, tanto che qualcosa di “carino” io dico che c'era. Non solo, sempre in rete ci sono poche informazioni, e la ragione me la spiega la IA cui cedo la penna: “Uscito nelle sale cinematografiche italiane nel febbraio del 1988 e in seguito distribuito anche sul mercato televisivo e pay-per-view (con il titolo internazionale Midnight Seductions), trattandosi di una produzione a basso budget tipica del filone erotico-sentimentale italiano dell'epoca […] il film Intimo è stato effettivamente pubblicato in formato DVD, ma con una particolarità importante. Non ha ricevuto una distribuzione ufficiale in DVD per il mercato italiano standard; è stato invece pubblicato all'estero, principalmente sul mercato tedesco (da editori come Donau Film)”.
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