In un precedente articolo mi interrogavo su come mai un capolavoro come Malizia di Salvatore Samperi, (rif. 1) fosse sconosciuto nel giro delle mie amicizie femminili, anche se tra esse molte amano il cinema. Sono giunto alla conclusione, riassunta nel rif. 2, che questo capolavoro rientra in una nicchia cinematografica, quella della commedia sexy all’italiana, alla quale non arrivava il pubblico femminile, non perché ci fossero vincoli legislativi, semplicemente alle donne, quelle storie intrise di nudità che probabilmente “loro” ritenevano gratuite, insulse e di cattivo gusto, non interessavano. V’erano poi motivi legate all’immagine, una ragazza che andava a vedere quei film passava per essere disdicevole.
Permettetemi di aprire una parentesi: le vignette a corredo del presente articolo, e dei due precedenti cui faccio riferimento, sono state realizzate con la collaborazione di una mia conoscente che, al contrario di me, lei ama “trafficare” con questi programmi di elaborazione grafica… Bene, questa signora mi ha espressamente chiesto di non citarla come autrice del opera perché, trattando l’articolo “Questi temi”, lei vuole “Starne fuori”.
In un secondo articolo (rif. 3) ho voluto approfondire: ma è proprio spazzatura quel tipo di cinema? E se così fosse, com’è che è riuscito ad imporsi anche all’estero e ancor oggi viene proposto con successo dalle televisioni? In una parola, siamo di fronte a una “cineseria” cinematografica o, al contrario, ad un opera d’arte che come tutte le opere d’arte ha chi la avvalora e chi la critica, al limite estremo chi la detesta? La risposta della mia ricerca è chiara: la commedia sexy all’italiana è senz’altro un fenomeno artistico, certo con i suoi picchi verso l’alto ed altri verso il basso, ma i motivi per considerarla arte sono molteplici ed indiscutibili. A questo punto una domanda sorge spontanea: ma se la commedia sexy è stata così importante, se era un affare anche dal punto di vista economico, com’è che ora è sparita? Che fine ha fatto? Più brutalmente: chi l’ha ammazzata? Mi sono avvalso della collaborazione della IA di Google per abbozzare la risposta che andrò a fornirvi e mi ci sono voluti giorni per ricostruire il delitto che vede, udite udite, tra i mandanti anche un certo Cavaliere italiano… esatto quel Pier Silvio Berlusconi che, ve lo anticipo, alla fine anche questa volta non verrà incarcerato, anzi, ne uscirà pure con del merito avendo addirittura aiutato chi ne aveva bisogno, quando oramai la “martoriata” commedia sexy, pareva spacciata.
Chi ha ammazzato la commedia sexy all'italiana
Iniziamo ad esporre i fatti. Negli anni ottanta in Italia vanno ad affiancarsi due fenomeni importanti. Il primo è la nascita delle televisioni private. Decine di emittenti iniziano a proporre programmi televisivi andando spesso a riproporre tra gli altri proprio quei film della commedia sexy acquistati a basso prezzo. Queste pellicole rientravano agevolmente dei costi perché potevano interrompere la trasmissione per inserire degli spazi pubblicitari, cosa non possibile nei cinema. Ci troviamo quindi con gli spettatori contenti perché si possono vedere delle belle pellicole risparmiando il costo del biglietto, ed anzi, stando serenamente a casa, senza aver il disturbo (e talvolta l’imbarazzo) di andare al cinema. E però capisce chi mi legge che quel pubblico così contento, non entrava più nelle sale cinematografiche, ed era questa una prima grande pugnalata inferta dalla televisione all’intero mondo cinematografico, non solo di genere, ma soprattutto a quello. Ma non fu l’unica: contemporaneamente la TV privata proponeva programmi come Drive-in o Colpo Grosso con Umberto Smaila, dove le donne avvenenti si potevano vedere ed apprezzare senza la necessità di "sorbirsi" una trama. Se da un lato questi programmi misero in evidenza nuovi icone femminili, ne cito qualcuna emerse soprattutto dalle reti del Cavaliere: Eva Grimaldi, Carmen Russo, Lory del Santo. Queste nuove icone sexy, (che non a caso ritroveremo poi nel nuovo panorama cinematografico), erano anch’esse accompagnate da dei comici. Per tanto non era più necessario guardare le commedie sexy per godere di dei bei fisici, sapientemente esposti ed ascoltare nel contempo qualche battuta ilare che ti risollevava dal grigiore quotidiano. Questo per una certa fetta di pubblico, mentre la componente maschile più attratta dalle nudità, aspettava “Colpo grosso” di Smaila per godersi “le ragazze cin cin”; siamo di fronte ad un altra fetta di pubblico che rimarrà fuori dalle sale cinematografiche, è una seconda notevole pugnalata a tutto il cinema, ma soprattutto a quello di genere. Cito per dovere di cronaca alcuni tra i nuovi comici lanciati dalle reti Fininvest, molti dei quali li ritroveremo anch’essi nel “nuovo” cinema che andrà a sostituire quello della commedia sexy: Ezio Greggio, Francesco Salvi, e soprattutto Giorgio Faletti, che era tante cose e non solo un comico.
Un altro complice efferato aiutò la TV privata a “sentenziare” la povera commedia sexy all’italiana; è un soggetto legato alla tecnologia: il videoregistratore! Di pari passo all’avvento di questa nuova tecnologia sbucarono come funghi nel nostro paese centinaia di negozi che noleggiavano cassette di ogni tipo, e tra esse riecco la nostra famosa commedia sexy all’italiana. In più, in questi negozi, v’era la possibilità di alzare l’asticella del nudo e noleggiare cassette porno. Non è un caso se in quel periodo un nuovo tipo di cinema prende il via con delle nuove eroine, ne cito qualcuna che sicuramente vi rinfrescherà la memoria: Ilona Staller e Moana Pozzi, ma i nomi sarebbero molti di più. La conseguenza fu un altra fetta di pubblico tolta dalle sale cinematografiche ed altra pugnalata alla nostra “amata”. I mandanti ed i moventi principali del crimine compiuto ai danni della commedia sexy, sono già quasi tutti individuati, ma c’è una ulteriore componente da evidenziare: il filone che era partito con sprint anche prima degli anni 70, con pellicole che “ridendo e scherzando” facevano denuncia sociale, certo facendo intravvedere qualche chiappa al vento e qualche seno scoperto, ora, un po’ alla volta stava proponendo trame che si stavano appiattendo. Alla bella, coraggiosa e variegata scelta cinematografica che si aveva agli albori, ora verso gli anni '80 veniva sempre più incanalata nelle stesse dinamiche: l’Insegnante, la liceale, la studentessa, l’infermiera, la dottoressa, il ginecologo e la ginecologa… La cosa era ripetitiva e non più innovativa; insomma, il filone si stava spegnendo, per cui è vero sì, che la commedia sexy è stata pugnalata ferocemente, ma è onesto dire che già la sua salute era di molto cagionevole.
Relativamente a questo aspetto voglio introdurre un elemento non citato dalla IA, ma che ritengo decisivo, in quel periodo si stavano per concretizzare importanti cambiamenti politici a livello nazionale e internazionale. L'Italia era alle porte di Mani pulite, che avrebbe spazzato via la “prima Repubblica”, il divorzio Banca d'Italia / Tesoro si era concretizzato nel silenzio più assoluto e qualche anno a seguire, nel 1989 sarebbe crollato il muro di Berlino, e tutta un’ideologia che era uno degli “humus” che dava vita poi a certe manifestazione cinematografiche satiriche, più o meno riuscite, stava per venir meno. Se il mondo intellettuale fiutasse o meno che qualcosa stava per accadere, non riuscì a mettere a fuoco nulla, e per tanto nulla potè essere trasformato in massaggi, immagini, testi.
E’ mia idea, non confermata per ora da nessuna evidenza, ma ad eccezione di Pier Paolo Pasolini e Aldo Moro, due dei nostri intellettuali critici verso le multinazionali, che sono poi la ragione cardine del declino italiano ed europeo, nessun altro intellettuale italiano aveva focalizzato cosa stesse per manipolare le cose sociali, economiche e politiche del nostro Paese. Forse non è un caso se Pasolini fu fatto fuori, ed oggi ci sono sospetti che anche Aldo Moro fu giustiziato per questa lungimiranza e non per volere delle Brigate Rosse. A queste due figure affianco un unico intellettuale che trovò il modo per esprimere alcune sue perplessità su temi sostanziali e che si stava interrogando su cosa stesse accadendo, ma non faceva cinema: il suo nome è Giorgio Gaber. Un eccezione isolata, l'unico artista che fiutava cambiamenti decisivi.
Non mi risulta ci siano altri pensatori (ed artisti) che abbiano focalizzato cosa stesse per accadere al nostro Paese. Sintetizzo: il mondo intellettuale non aveva nulla da dire e i registi, che talvolta alle idee attingono per generare le loro pellicole, nulla dissero: i cinepanettoni questo sono, film senza contenuto e significato! Quando uno non ha nulla di nuovo da dire, o tace o ripete ciò che ha già detto (risultando monotono); anche questo elemento giustifica, a mio avviso, il declino di un certo tipo di cinema in Italia, e non è un caso se a sostituirlo saranno i cinepanettoni, che qualche merito ce l’hanno, certo non un merito intellettuale, ma meramente commerciale.
"I Vanzina" crearono un prodotto che potesse riempire le sale aggiustando i film che com’erano imbastiti negli anni '70 non avevano più la forza di portare il pubblico in sala. Cosa fecero? Niente più prodotto per la nicchia maschile, ma un cinema che andasse bene a tutti: si aprirono le porte a donne e uomini, giovani e meno giovani, bambini inclusi. Per far ciò niente più messaggi complessi e complicati, ma storie leggere che andassero bene alla totalità della popolazione. Assolutamente niente messaggi politici che sono per loro natura divisivi, e, determinante per la nostra sintesi, niente nudo. Contemporaneamente rivisitazione della figura della donna. Sono questi i presupposti che andranno a generare le nuove pellicole dove il coraggio di osare, l’avanzare tesi e situazioni originali, era del tutto stata piallata a favore delle "sale da riempire" se volete della “massa”.
Un'ultima considerazione: se Silvio Berlusconi, mezzo il percorso descritto ha contribuito a pugnalare la commedia sexy all’italiana, va reso merito soprattutto alle sue reti di riproporlo (quel cinema) ancor oggi, con risultati sorprendenti. La rete afferma che vi sono picchi nelle fasce notturne (03,30 - 05,00 am) che arriva anche alle 100.000 visite a notte. Non è poco! Tra l’altro un 30/35 % di questo pubblico è rappresentato da ragazze. Da giovani ragazze, non quelle che evitavano i film della Fenech allora e che le evitano anche oggi. Per tanto la commedia sexy all’italiana degli anni ‘70 si trova a vivere una seconda vita, avendo tra i suoi seguaci non solo i vecchi nostalgici (quale posso essere io) ma anche nuovi spettatori, anche giovani e non solo maschi.
Discorso analogo va fatto sulla tecnologia: se il videoregistratore ha favorito la sparizione dalle sale di questo genere di film, la rete ha contribuito a riportarlo in vita, pur se, lo voglio dire, spesso i film sono castrati delle scene più audaci, che poi erano quelle che rendevano unica la nostra commedia.
Spero sia risultata interessante questa escursione. Dal vostro blogger, non è tutto, altri articoli, stimolato da queste informazioni. potranno in seguito prendere vita; vedremo!
Mirco Venzo, Treviso 19/10/2026 #qzone.it
rif. 1 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/706-malizia-di-samperi
rif. 2 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/1223-la-commedia-sexy-all-italiana-ed-il-pubblico-femminile
rif. 3 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/1225-la-commedia-sexy-all-italiana-e-da-considerarsi-un-opera-d-arte
rif. 4 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/1207-la-minorenne-s-amadio-1974