1975, sono gli anni in cui si sta imponendo la commedia sexy all’italiana e, a firma Franco Martinelli, uno pseudonimo, esce il film Grazie … nonna di Marino Girolami (rif. 1) di cui oltre che il regista ne è sia l’ideatore del soggetto sia, assieme a Romano Scandariato, lo sceneggiatore. Per le informazioni che ho ne consegue essere il Girolami l’unico responsabile di questa brutta pellicola che mi accingo a recensire; sia chiaro che la pellicola è deludente dal mio punto di vista, ma vi è comunque chi la inserisce tra i film “cult” (rif. 2) pur se a conferma delle mie perplessità non appariva tra i primi cento film più visti nella stagione 75/76. (rif. 3).
Ho già recensito una pellicola erotica che verteva quasi esclusivamente sul corpo dell'attrice protagonista; si trattava del Il corpo di Luigi Scattini (rif. 4) dell’anno precedente, qui l’impalcatura artistica è molto inferiore, nel senso che la trama è molto più sciocca e per le ragioni che andrò ad esporre mi pare una brutta scopiazzatura dei lavori più in auge all’epoca. Anche la scelta dell’attrice protagonista, che poi è l’unica ragione dell’interesse che può avere questa pellicola, non è una scoperta, si tratta della francese Edwige Fenech ventisettenne all’epoca in cui si spogliava per questa trama ed aveva in precedenza già recitato su altri 33 film. (rif. 5).
Da notare che nelle classifiche degli incassi di quell'anno la Fenech sarà presente con altre pellicole avendo recitato in: La moglie vergine (regia dello stesso Marino Girolami) e Vizio di famiglia (regia di Mariano Laurenti), entrambe successive a quest’opera che sto recensendo. Quell’anno (la stagione 75/76), giusto per contestualizzare, il film più visto in Italia sarà Amici miei con Tognazzi e compagnia a regia M. Monicelli, al secondo posto troviamo il primo della saga Lo squalo di Steven Spielberg, e tra il genere erotico val la pena citare Emanuelle nera con Laura Gemser che si colloca ventesimo nella classifica dei film più visti.
La trama
L’ing. Pino Persichetti (interpretato dal musicista Enrico Simonetti) è un agiato imprenditore e vive in una lussuosa villa con i due figli, un musicista, Giorgio (interpretato da Fabrizio Cardinali), assai scaltro nel gestire le relazioni sentimentali e Carletto, un adolescente che cerca di orientarsi nel mondo della sessualità e per tanto a differenza del fratello è meno sciolto e sicuro nel gestire le relazioni con l’altro sesso, il protagonista maschile della pellicola è Valerio Fioravanti. Una parentesi va aperta subito nei confronti di questa figura, il Fioravanti, che forse è una delle ragioni per cui questa pellicola è ancor oggi ricordata, con questo lavoro si chiude la carriera di attore del giovane trentino, sacrificata sull’altare dell’attivismo politico armato, Valerio Fioravanti beccherà 8 ergastoli e sarà accusato di aver partecipato all’omicidio di 95 persone: era un militante del brigatismo nero. (rif. 6).
Mi permetto qui di precisare che Valerio all’epoca della pellicola era solo diciassettenne ed aveva già al suo attivo nove film. Il concorrente di Valerio nel ruolo di adolescente che si lancia in avventure erotiche, Alessandro Momo, lanciato da Malizia di Samperi, non ebbe miglior fortuna, anche lui smise di recitare causa un incidente in moto nei pressi dello stadio Olimpico di Roma che una settimana prima del suo diciottesimo compleanno lo tolse da ogni tipo di iniziativa terrena. I due adolescenti invidiati da tutti i giovani italiani per aver potuto ammirare dal vivo le nudità di bellezze quali Laura Antonelli ed Edwige Fenech, ebbero un destino che nessuno andrebbe a sottoscrivere. Torniamo alla trama, nella famiglia Persichetti manca la figura materna, la mamma dei due giovani è deceduta e ad occuparsi dei ragazzi è Celeste,la governante (interpretata da Valeria Fabrizi). Anche il papà dell'ingegnere, nonno dei due giovani, da anni è assente, a seguito del lutto ha deciso di crearsi una nuova vita in Sud America grazie anche ai soldi messi da parte con l'azienda ora gestita da Pino.
Ed ecco il colpo di scena, alla morte del nonno latitante, si scopre esserci una sua compagna legale, una venezuelana se l’era sposato prima del trapasso, diventando giuridicamente matrigna dell’Ing. Pino e nonna dei due rampolli, questa signora a nome Marijuana (Edwige Fenech) decide di venire in Italia a conoscere il resto della famiglia. Tutti immaginano che sia più o meno coetanea del Persichetti defunto quando in realtà ogni membro della famiglia scoprirà in tempi diversi che la “nonna” è giovane, avvenente, sexy e veste provocante. Con un simile bocconcino che gira per caso alla fine tutti i maschi della famiglia ci proveranno, ma a centrare l’obiettivo sarà il più giovane del gruppo, l’adolescente Carletto.
Considerazioni
La trama, e lo sviluppo della stessa, ricorda molto da vicino le recenti pellicole di Salvatore Samperi, come in Malizia (rif. 7) anche qui tutti i maschi inseguono la nuova arrivata, la nonna Fenech, e, come in Malizia, anche qui è il più giovane che centrerà l’ambito obiettivo. Per non turbare lo spettatore con eccessive novità il regista e sceneggiatore ha inserito la scena madre, quella dell’accoppiamento tra i due, durante un temporale, proprio come accade nel film di Samperi. Sempre come in Malizia, anche qui il capofamiglia risulta maldestro nella seduzione della “femme fatale” e per finire, anche in questo caso gli approcci del figlio maggiore, circa coetaneo alla “preda” sono respinti dalla protagonista generando screzi tra i fratelli…
Non c’è che dire, di originale nello sviluppo della trama c’è ben poco… Rispetto alla pellicola di Samperi in questo caso una importante differenza va rilevata, la Angelina di Malizia deve accettare le richieste sessuali dell’adolescente perché sottoposta a un sottile ricatto, e seppur poco credibile, sicuramente romanzata, la storia regge… Nella trama di Grazie nonna… vedo una sudamericana conscia del suo fascino qualè Marijuana, che di sua spontanea volontà si conceda al più piccolo della famiglia (e sufficientemente imbranato, per giunta): avendo conosciuto la realtà del Sud America devo dirlo apertamente: è proprio una storia che non sta né in cielo né in terra. Ed aggiungo che anche quel girare per casa da “figlia dei fiori” con abiti succinti e provocanti, il fare il bagno incurante degli sguardi turbati del giovane, è una cosa per nulla credibile. Le donne sudamericane sempre esibiscono la loro avvenenza quando vogliono loro a chi dicono loro, in tal senso fu molto più credibile il personaggio di Princesse interpretato da Zeudi Araya ne Il corpo.
Non contento di aver scopiazzato Malizia, il regista di questa pellicola inserisce una situazione simile a ciò che accade nell'altro film di Samperi, Peccato veniale, (rif. 8) e ciò accade quando il giovane Carletto trascura la corte di una sua coetanea, Marinella (interpretata da Graziella Mossini). Sempre emulando Peccato veniale, in oltre la pellicola è ambientata in Toscana, senza poi dettagliare troppo le specificità di Pisa, e come in Peccato veniale anche qui appare una figura comica che nulla “ci azzecca" con la toscana, ed è la figura di Fra Domenico interpretato da Gianfranco D’Angelo che fa un po’ il verso al bagnino Lino Toffolo della precedente pellicola. L’idea di amalgamare con della comicità e dell’umorismo una pellicola erotica è presente anche ne la già recensita La nipote (di Nello Rossati rif. 9) con con tutt’altra abilità…
Conclusione di originale in questo film non c’è proprio nulla, le recitazioni sono mediamente deludenti, la trama è un minestrone di altre pellicole che fanno da riferimento e l’unico motivo di interesse è vedere Edwige Fenech come madre natura l’ho fatta, in vero una bellezza strepitosa. Volendo scrivere una cosa positiva c’è la considerazione che in questa pellicola del 1975, trattandosi di un film erotico, uno si aspetta di vedere un corpo femminile nudo, e devo riconoscere che in più scene la Fenech questa soddisfazione al pubblico la regala senza indugi, nelle pellicole degli anni ottanta, già a vedere un mezzo seno pareva una concessione esagerata. Insomma in Grazie nonna… non c’è una trama degna di tale nome, ma c’è del bel nudo, dove chi ama il pelo può notarne con sicurezza il colore, (nero) e la tipologia, (liscio), che caratterizza la dote nascosta della protagonista.
Ho finito con le critiche? No, una ulteriore considerazione negativa mi sento di aggiungerla: in Grazie nonna… ad un certo punto, a causa dei rifiuti e del mancato interessamento di Carletto, la giovane Marinella tenta il suicidio ed a consolarla si propone la venezuelana in un dialogo a quattrocchi dove la sostanza sarà: "...per accallappiare l’interesse dei maschi devi vestire più attraente…"! A ribadire ciò vi è anche la fida e attenta governante Celeste, dedita al lavoro ed ai figli, che non sa proporsi, e non suscita gli interessi del Ing, Pino che conferma il messaggio sottostante questa pellicola ovvero: “l’immagine è importante”! Quando Celeste si esibirà con spudoratezza, ecco che anche l'imprenditore saprà capire "che ben di dio, aveva in casa" e l'andrà a valorizzare. Quindi esseere spregiudicate e sapersi proporre... Non c’è che dire, i germogli della società che verranno negli anni a seguire erano già presenti in questi film che sembra ingenuo, ma contribuisce a lanciare silenzioso, tracce del modello di riferimento. Per la cronaca, nella smania di godere delle nudità dell'attrice francese, nessuno del pubblico si preoccupa di investigare sul tipo di legame unisse l’anziano signore con la giovane e sensuale sudamericana, men che meno ne fa accenno alcuno il regista lasciando sottintendere che siano i soldi del patriarca la ragione della relazione.
Un altro bel messaggio, non c’è che dire: se hai soldi puoi permetterti una ragazza di serie “A” a prescindere dalla tua età. Chiudo rilevando che in tutta la pellicola nessuno dà sentore di avere il benché minimo dispiacere per la mancanza del familiare deceduto: non c’è che dire, proprio una bella famigliola... Questa pellicola non è l’unica, e sicuramente non è neppure il primo tassello che colloca la commedia sexy all’italiana verso il sentiero della banalità, ergendosi, nel contempo, a modello della società del futuro, quella società dell’apparenza in cui viviamo oggi.
Mirco Venzo 08/02/2023 #qzone.it
rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Grazie..._nonna
rif. 2 https://www.treccani.it/vocabolario/cult/
rif. 3 https://hitparadeitalia.it/bof/boi/boi1975-76.htm
rif. 4 http://www.qzone.it/index.php/q-movies/863-il-corpo-di-luigi-scattini
rif. 5 https://it.wikipedia.org/wiki/Edwige_Fenech
rif. 6 https://it.wikipedia.org/wiki/Valerio_Fioravanti
rif. 7 http://www.qzone.it/index.php/q-movies/706-malizia-di-samperi
rif. 8 http://www.qzone.it/index.php/q-movies/877-peccato-veniale-di-samperi
rif. 9 http://www.qzone.it/index.php/q-movies/869-la-nipote-di-nello-rossati