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20230301 VM vizio di famigliaRecentemente ho recensito un brutto film (Grazie… nonna) con Edwige Fenech (rif. 1), ma ho voluto ridare una possibilità alla nota attrice francese riguardandomi Il vizio di famiglia, pellicola del 1975 a regia Mariano Laurenti. Laurenti aveva in precedenza più volte lavorato con la transalpina e quindi la scelta di erigerla a protagonista dell'opera fu ponderata ed anzi, nei titoli di testa quello di Edwige Fenech, è il primo nome che compare, seguito da quello di Renzo Montagnani, mentre al terzo posto si cita Juliette Mayniel, madre dell’attore Alessandro Gassmann. La musica che introduce il film ricorda per ritmo e sonorità quella delle comiche; per tanto, chi si accinge ad osservare la pellicola ha già chiare delle indicazioni

introduttive: il film sarà una commedia brillante, volendo rasentare il comico (e la citazione di Montagnani all’inizio andrebbe a confermare ciò), ma essendo il primo nome che compare quello della Fenech, si tratta sicuramente di una commedia sexy.

Inizierei descrivendo la prima scena del film dove Giacomo (Renzo Montagnani) è atteso all’uscita di un carcere da Marisa (Orchidea De Santis) che però non riesce a ricongiungersi al suo amato: un’auto si ferma bruscamente e prima che i due si abbracciano una misteriosa donna, in vero molto intrigante, lo convince a salire nel veicolo e lo trascina via. Direi con più precisione che è con la forza della seduzione che la misteriosa dama impedisce il congiungimento tra Giacomo e Marisa. La signora tutta di nero elegantemente vestita è la sorella del conte Giosuè Buzzacaroni, proprietario dello spaghettificio ononimo, immediatamente scopriamo che il fratello ha sposato Ines Badoer, conosciuta con il soprannome di “Ines Putan-tour”, di cui Giacomo fu il primo fidanzato ed è lo stesso a rinadire che la sua vecchia fiamma era “un puttanone” e rimane quindi allibito per la proposta che la contessa gli presenta: lui dovrà copulare con Ines.

Questo congiungimento carnale è favorito da due ulteriori fattori: il primo è che Giacomo è arrapato dall’astinenza causata dal carcere, ma anche la stessa donna è presumibile sia in debito di sesso; il marito infatti è immobilizzato in una sedia a rotelle, e l’infermità gli impedisce ogni velleità. Perchè allora la contessa Magda, la donna in nero, (Juliette Mayniel) è disposta a remunerare con 10 milioni di lire una cosa tanto semplice all’apparenza? Non si sa, c’è però una pre-condizione che la stessa mette sul piatto, Giacomo deve fingersi una checca, solo così il conte Giosuè lascerà entrare in famiglia l’uomo. Anche se impossibilitato ad espletare i suoi doveri coniugali, il fratello di Magda è estremamente geloso della compagna e non permetterebbe ad alcun uomo di accedere al proprio servizio se solo paventasse qualche pur remota possibilità di venir cornificato.
Giacomo detto “bottacontinua”, se saprà recitare bene la sua parte di finocchio, verrà assunto con la funzione di maggiordomo personale del conte, ed in questa veste potrà avvicinare la sua ex fiamma ed eseguire l’incarico a lui assegnato e così ben remunerato.

La trama

Nella villa in cui prenderà servizio Giacomo vivono oltre alla coppia Buzzacheroni, Il conte Giosuè (Gigi Ballista) e Ines (la spagnola Nieves Navarro García, nota anche con lo pseudonimo Susan Scott) la sorella del conte Magda (che veste sempre di nero perchè vedova da poco) con il figlio adolescente, Marco (Roberto Pace), appassionato di fotografia, assieme a due domestici, la giovane Noemi (Anna Melita) e Felice (Enzo Andronico). Tra i frequentatori della villa vi sono anche rappresentanti del mondo religioso dove spicca la figura di Don Liborio (Gastone Pescucci) che pare avere un legame particolarmente amicale con Magda. La presenza di queste figure religiose lasciano un po’ interdetto Giacomo (e con lui coloro che osservano il film) giacché dalle prime battute e dal linguaggio popolare, il conte pare subito essere il contrario di una persona pia, ed anzi, dev’esser stato un libertino di buon livello.

Questa squadra è turbata non solo dall’arrivo di Giacomo, ma, poco dopo, anche dalla presenza di Suzie (Edwige Fenech), sconosciuta al gruppo, che si presenta come figlia illegittima del conte il quale, prima di diventare impotente, “ci dava dentro” con tutto ciò che avesse una gonna ed un minimo di avvenenza. L’amore tra Bianca Squarcialupi di cui Suzie è l’unica figlia, ed il nobile è confermato dallo stesso protagonista che ammette di aver avuto un debole per quella donna virtuosa, sessualmente parlando. Messo a fuoco i protagonisti della partita resta da stabilire a cosa si gioca e Giacomo comprende subito i termini in cui è coinvolto: la salute cagionevole del conte, che non smette di vivere in modo dissoluto pur se ammalato, lascia intuire che a breve potrebbe "salire in cielo", lasciando la cospicua eredità ai presenti: chi si accapparrerà e quanto, è però tutto da stabilire e quindi ogni “giocatore” cerca di accattivarsi le simpatie del facoltoso, mettendo in cattiva luce gli altri contendenti. Che esiti avrà questa sfida? 

Ecco una delle ragioni che suscitano l’interesse dello spettatore unitamente al fatto che l’arma della seduzione verrà messa in campo da ognuna delle donne citate e le varie situazioni verranno presentate dal regista con carenza di vestiti, soddisfacendo lo spettatore amante dei corpi femminili.

Considerazioni

Inizio correggendo leggermente quanto sopra scritto, Magda, (Juliette Mayniel), a mio personale avviso la più sensuale delle pur belle protagoniste, è però l’unica tra le donne presenti a non concedere nessuna parte sensibile alla vista di chi guarda il film, anche se è protagonista di due scene che meritano di essere rimarcate. La prima, quando scopre la propria coscia nella già citata scena che distrae Giacomo dalla sua compagna Marisa, è grazie a quella bella coscia ornata da una intrigante giarrettiera nera che il pover’uomo è fatto salire in auto dando inizio a tutta la trama. La seconda scena che merita d'essere ricordata vede la stessa Magda, la bella Suzie e il giovane Marco esibire il proprio fondoschiena per dimostrare al conte l’esistenza di un dettaglio. Ogni membro della casata ha infatti sancito nel proprio DNA un neo stampato nella natica sinistra, ecco che viene richiesto loro di esibire tale prova, in particolare Suzie grazie a questa singolarità, sancirà a tutto il gruppo d’essere realmente una Buzzacheroni, anche se frutto di una relazione extraconiugale. Anche lei, per tanto, ha titolo per ambire a parte dell’eredità, andando però, tanto o poco, (è da capire), a ridimensionare la quota degli altri che non apprezzano tale ipotesi. La scena dove i tre esibiscono tale dettaglio allo spettatore, scoprendosi e mostrando il proprio lato “b” oltre ad essere piacevole per la qualità dei fisici esibiti, va segnalata anche perchè Giacomo, volendo ribadire il proprio status di finocchio, dirà che, sì, i nei sono uguali, ma che il culo più bello, è quello del signorino Marco! Dovendo citare un altra scene cardine di questa pellicola mi piace indicare anche l’arrivo di Suzie in villa, evento realizzato dalla Fenech (Suzie) vestita di verde smeraldo, con dei pantaloncini corti, inforcando una Honda CB 350 Four del 1974 colore light ruby red (la puntualizzazione certosina l’ho recuperata da wikipedia, evidentemente l'aspetto c'è chi lo ritiene importante - rif. 2). Onestamente il modo in cui alza la gamba per scendere dal veicolo, tenendola ben ritta neanche fosse una ginnasta che deve esibirsi al cavallo con maniglie, è poco credibile, ma resta questa entrata in scena dell'attrice francese un momento importante del film, e non escludo che fosse stata voluta così teatrale dalla regia, per lasciare un'impronta sul pubblico.

Cosa eleva questo film sopra altri, pur numerosi, di questo filone? Paradossalmente le due interpretazioni maschili. Montagnani deve simulare di esser gay e lo fa con buona simpatia, risultando divertente. Sia chiaro che non sta interpretando chi è veramente gay, ma chi cerca di simularlo… anche se per me la recitazione magistrale è quella di Gigi Ballista che con la sua voce roca, spara cavolate tendenzialmente triviali praticamente ad ogni affermazione, delineando un uomo sicuro di se, per certi versi, ma per nulla ipocrita, amante della vita e della carne, diretto e preciso nel linguaggio.

Un esempio: Giosuè si trova in camera da letto con sua moglie (ricordiamo che è Ines, una ex prostituta) e gli chiede con voce dolce di avere un piedino per poterlo baciare… (una scena di stampo fetish diremmo oggi). La protagonista dopo aver ostentato una certa ritrosia, queste cose perverse non sono nella sua indole, per non perdere il denaro dell’eredità acconsente, rimarcando in modo ruffiano al compagno: “Dove la trovi una donna come me? Pronta a soddisfare ogni tuo capriccio?” - “In qualsiasi casino, cara… in qualsiasi casino”! è la risposta dell’industriale, infermo, ma ancora lucido.

Il film che già nei titoli si presenta come una commedia brillante e sexy, mantiene le aspettative, come detto i due attori protagonisti, Montagnani e Ballista uno in un modo, e l’altro in un altro, rendono simpatica la visione del film, mentre i vari spogliarelli che vengono proposti da quasi tutte le attrici, tengono desta l’attenzione degli appetiti maschili; tuttavia c’è un ulteriore elemento a rendere interessante la visione del film… lo spettatore vuole capire chi tra i vari contendenti finirà per vincere la partita dell’eredità, e non andrò a svelare tale mistero per non togliere il piacere della visione a coloro che non avessero visto questa pellicola.

Volendo fare qualche parallelismo con altri film dell’epoca devo dire che una volta tanto non si cerca di emulare Malizia di Samperi, mentre se c’è un film comparabile questo è La nipote di Nello Rossati (rif. 3). Come nel film ambientato in Veneto, anche qui c’è un protagonista maschile che fa da perno, Il conte Giosuè ricalca un po’ la figura del Ing. Luigi Favaretto, ma la personalità dei due attori è differente e lo sviluppo della trama (e la trama stessa) sono assai distanti. Insomma, dei richiami tra le due pellicole a mio avviso ci sono, ma ognuna delle due ha una sua peculiarità e rendo merito agli autori del soggetto ed agli sceneggiatori di aver creato un loro prodotto, senza scimmiottare chicchessia.

Una scena comune ad altre pellicole già recensite (Malizia rif. 4 e La nipote) è quella in cui Marisa (Orchidea De Santis, tra l’altro già presente in veste di protagonista ne La nipote) sale la scala per spolverare dei quadri, mentre sotto di lei il maschio di turno (il conte Giosuè) sbircia le gambe e cerca di vederne le mutandine. L’elemento di simpatia che traspare in questa scena è che i quadretti che devono essere spolverati da Marisa rappresentano degli uccelli e il conte dice alla sua subalterna “... pensa, Marisa, che tra questa collezione di uccelli, potrebbe esserci anche il mio, tanto, per quel che serve…”. La ragione per cui mi ha colpito questa battuta, oltre ad un certo umorismo, è che contribuisce a rendere simpatico il Conte per la sua autoironia, caratteristica che lo dipinge in modo differente rispetto, ad esempio, al già citato Ing. Favaretto de La nipote che, al contrario è altezzoso e prepotente.

Avevo iniziato questa recensione citando la Fenech che non ha esibito una recitazione che mi abbia sbalordito; in verità nessuna delle attrici è stata particolarmente valorizzata da questo regista per le abilità recitative, anche se, dovendo fare due menzioni, la Juliette Mayniel e Nieves Navarro García, mi son sembrate un po’ meno anonime. Rimane fervida la convinzione che tutte le donne siano state offuscate dalle due figure maschili già citate e già questa, se vogliamo, è una peculiarità per una pellicola che si proponeva, e che poi alla fine lo è anche risultata, una commedia sexy; una commedia che parla di sensualità dove a brillare sono i personaggi maschili, uno poi anche “checca” è quanto meno singolare. Come già scritto in un altra recensione oggi una caricatura come quella interpretata da Renzo Montagnani non si potrebbe più realizzare, i gay non possono più essere derisi, per non contraddire un "politicamente corretto" della società che sta inviando miliardi di euro in Ucraina per alimentare una guerra. Ma torniamo alla pellicola, che forse è meglio...

Devo ribadire; l'ho gia fatto in precedenti recensioni, che a mio gusto a rendere seducente le figure femminili sono alcuni caratteri della loro psicologia, e non tanto l’esibizione dei loro corpi, cosa che anche qui, come in molte pellicole dell’epoca, viene proposta senza troppi tentennamenti. le idee di Angela (in Malizia) o di Adele (ne La nipote) erano molto più dettagliate e questo ha reso interessanti i loro corpi. Arrichisco l'articolo riportando (perchè sottoscrivo) una recensione apparsa nel sito Mymovies.it (autore non rilevato) “Tra i meno peggio del genere”!

Allora che cosa rende questa pellicola particolare? Deludo il lettore affermando che forse non l'ho precisato perché, devo ammetterlo, io stesso non l'ho capito. A mio avviso altri film sono molto più seducenti, sicuramente tra essi ricito La nipote, che qui in più parti è richiamata. Tra le altre cose, leggendo le presentazioni, anche questa pellicola, come quella di Rossati è ambientata in Veneto, ma mentre nel film dell’anno precedente la cosa si percepiva chiaramente, in questo caso, se non l’avessi letto, mai l’avrei compreso. Sia chiaro, non è questo un elemento di critica, ma una constatazione ed una ulteriore distinzione tra due film che, come già scritto, sono comunque assai differenti l’uno dall’altro, pur se appartenenti allo stesso “filone”. Ultima annotazione per gli ammiratori della Fenech, nello svolgere della trama la bella Suzie finisce per sedurre anche un altra donna. Tale situazione non l'avrei citata se non fosse che una delle critiche lette citava questo episodio con repulsione, neanche questa fatto togliesse fascino alla giovane Suzie. Personalmente l'ho trovato un ulteriore colpo di scena in una pellicola che fa proprio delle sorprese continue un suo punto di forza.

Mirco Venzo, Treviso 01/03/2023 #qzone.it

rif. 1 http://www.qzone.it/index.php/q-movies/894-grazie-nonna-di-m-girolami
rif. 2 https://it.wikipedia.org/wiki/Il_vizio_di_famiglia
rif. 3 http://www.qzone.it/index.php/q-movies/869-la-nipote-di-nello-rossati
rif. 4 http://www.qzone.it/index.php/q-movies/706-malizia-di-samperi

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