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20260222 VM lezioni privateSiamo nella metà degli anni 70 all’apice della commedia sexy italiana quando Vittorio De Sisti fa uscire nelle sale Lezioni private, film che poggia sul soggetto di Paolo Brigenti che ritroviamo, assieme al regista, nel redigere la sceneggiatura. (rif. 1). Ho molto da dire su questa pellicola che esce due anni dopo il successo Malizia di Samperi (rif. 2) opera che ha molti punti di similitudine con quella che sto per recensire, ma anche molti punti di divergenza; sappia il lettore che l’articolo si svilupperà basandosi su continui raffronti tra questi due lavori della commedia sexy italiana. Inizio dalla trama per poi sviluppare le mie riflessioni.

La Trama

In un collegio vescovile una giovane insegnante di musica va a sostituire chi, causa decesso, la precedeva. La donna, Laura Formenti (interpretata dalla statunitense Carroll Baker, 44enne all’epoca delle registrazioni) è particolarmente avvenente, al contrario della defunta, e nella realtà di provincia la sua presenza crea subito interesse; in special modo tra i maschi dell’istituto. La classe è mista, giovani diciottenni all’ultimo anno di liceo e all’apice del loro sviluppo ormonale, penalizzati però dalle scarse esperienze vissute con l’altro sesso. Il focus si posa in particolare su Alessandro Corsini (interpretato da Rosalino Cellamare - sì è proprio Ron, il cantante che otterrà un buon successo musicale in futuro, e che all’epoca aveva già nel CV delle pubblicazioni musicali) e il suo grande amico Gabriele Finzi, (interpretato da Emilio Locurcio). 

La sorella di Gabriele, Emanuela, (interpretata da Leonora Fani, 21enne all’epoca delle riprese, proveniente da Cornuda, un comune dei colli trevigiani) è una delle amicizie di Alessandro. Tra Emanuela e Alessandro c’è dell’attrazione, ma la giovane età e l'inesperienza su cosa sia un rapporto ragazzo/ragazza è palese da ambo le parti, ed ostacola la relazione, almeno nelle prime battute della pellicola. Su questa amicizia incombe l’interesse che Alessandro dimostra per la nuova docente di musica, subito notata dai due fratelli Finzi, e, in particolare Gabriele, servendosi di fotografie compromettenti da lui realizzate, ricatterà l’avvenente insegnante costringendola a spogliarsi, facendo esibire il suo corpo, soprattutto agli occhi dell’amico, favorito dalle lezioni private che la docente impartisce ad Alessandro su precisa richiesta della madre dello stesso. Laura, purtroppo per lei, non può sottrarsi al ricatto per non compromettere la carriera.

Mi fermerei qui per procedere con le mie osservazioni. Inizierei ricordando un precedente lavoro diretto da De Sisti a titolo Sesso in confessionale, 1974, liberamente tratto dall'omonimo libro-inchiesta, in cui due giornalisti, fingendo di volersi confessare, registrarono le repliche dei sacerdoti alle loro 'finte' confessioni riguardanti pratiche sessuali. Non ho visto questa pellicola, ma l’ambientazione di Lezioni private in una scuola a matrice religiosa, e lo sviluppo del film, mi inducono a ritenere che il rapporto giovani/religione sia stato di stimolo nel creare questa sceneggiatura, che sicuramente si ispira anche a Malizia di Samperi, ma che già, inserendo questo tipo di tematica, si alza di livello rispetto al lavoro si Samperi. In ambedue i film un giovane scopre i piaceri del sesso grazie ad una ragazza più anziana, ed in ambedue i film c’è il tema del ricatto che “spinge” (obbliga) la donna a compiere atti che altrimenti, di sua volontà, mai andrebbe a realizzare con chi è palesemente più giovane di lei.

II ricatto è però sviluppato in modo differente nei due lavori, se in Malizia l’adolescente Nino prepara “la trappola” e ne gode il risultato, in Lezioni private la costrizione è posta in essere da Gabriele Finzi che opera per favorire l’amico Alessandro. Questa “favore” è uno degli spunti di originalità del film, che successivamente andremo ad evidenziare, rimane la differenza che Nino la Brocca (Alessandro Momo) obbliga Angelina (Laura Antonelli) a spogliarsi per il suo piacere per per soddisfare i propri impulsi, mentre in Lezioni private Laura Formenti è costretta a spogliarsi come se si trattasse di un regalo che Gabriele concede all’amico, crendo una situazione che merita attenzione da parte di chi visiona la pellicola.

Tra le diversità che annoto vi è il differente riscontro nei botteghini: un indiscusso successo per Malizia quando il lavoro di De Sisti non compare, con mia grande sorpresa, neppure tra i primi cento film dell’epoca, cosa che mi ha sorpreso perchè la Warner Bros, a quanto scritto da Wikipedia (rif. 1) voleva farne (della Carroll Baker) "...una nuova Marilyn Monroe". La Carroll ebbe un ruolo nell'epico film Il gigante (1955) di George Stevens con James Dean, Rock Hudson e Elizabeth Taylor. Questo per dire che l’attrice su cui poggia la pellicola era di assoluta avvenenza. Oltre a ciò la versione del film che ho visionato, priva di censura a quanto ho capito, non latitava certo di scene “hot”, e mi stupisce che un simile lavoro non fosse di richiamo per l’importante pubblico di militari. La versione che ho visto, propone scene molto, (ma molto!) più audaci di quelle proposte da Samperi con protagonista Laura Antonelli, e questa è già una prima osservazione. Mi corre l’obbligo di precisare che se le immagini di donne nude non mancano, mai si va a sconfinare in situazioni che si avvicinano al porno.

Come già accennato: se Malizia si occupa basicamente di un solo protagonista, quello interpretato da Alessandro Momo, Lezioni private va a sviscerare il tema di come i giovani approcino al sesso proponendo più personaggi, e dando quindi una visione più vasta del tema. Non è solo Alessandro (Ron) ad essere scandagliato dal regista, ma anche il suo amico Gabriele Finzi, (colui che manipola l’insegnante di musica obbligandola a fare ciò che lui desidera), ma pure il mondo femminile delle giovani viene analizzato in modo più approfondito rispetto a quanto non fece Samperi, e in tal senso la figura di Emanuela, (interpretata dalla mia “conterranea” Fani) ha molto più peso se comparata a quello di Luciana, la sorella di Porceddu (interpretata da Tina Aumont).

Sempre tra le differenza evidenzio che mentre Samperi si occupava di un adolescente, De Sisti si occupa di ragazzi che gravitano attorno alla maggiore età e per loro le questioni sessuali non dovrebbero più rappresentare un problema, come a più riprese il padre di Alessandro, (il Dott. Luigi Corsini, interpretato da Carlo Giuffrè) esterna. "Non dovrebbero", ma l’approccio verso la sessualità non è poi così semplice, come un po’ tutti i giovani del film dimostrano, facendo compiere alla pellicola opera di verità; mi spiego meglio: che un quattordicenne obblighi la possibile futura matrigna a copulare con lui, com’è nel caso di Malizia, è poco probabile. Mentre che a diciott’anni siano molti coloro che non sanno bene come comportarsi con l’altro sesso, è molto più credibile. Così come naturale è la ricerca e l’inventarsi “strategie” per capire come funziona quel “gioco” cui per ora sono esclusi, ma da cui sono attratti.

E’ su questa falsariga che si inserisce il comportamento di Fabriele Finzi (Emilio Locurcio) che da prima scruta, poi fotografa, ed infine ricatta la sua docente Laura Formenti (Carroll Baker) architettando con abilità la sua trappola. Per far ciò sfrutta le sue abilità di fotografo, è così che il giovane piega ai propri voleri la donna. Come detto, di fondo c’è la necessità di scoprire qualcosa di più su di un tema per lui poco chiaro, quello del sesso. Apro ora una parentesi, rilevo che qualche anno dopo l’uscita di Lezioni private, un altro regista, lo spagnolo José Ramón Larraz nel 1979, farà usare un telescopio al ragazzino del suo film per ammirare le due infermiere vicine di casa interpretate da Laura Gemser e Bárbara Rey in Malizia erotica (El periscopio è il titolo originario di questo lavoro).

Torniamo alle foto realizzate da Gabriele Finzi dove viene “catturata” l'insegnante di musica mentre si sta masturbando. Non è molto approfondito il tema, ma già qui si sta informando chi visiona quest'opera che anche le donne hanno esigenze sessuali, com’è il caso di Laura Formenti, la quale per assecondare le esigenze di carriera ha dovuto sacrificare, per il momento, l’obiettivo di fare famiglia. Non siamo ingenui e sappiamo perfettamente che le scene di nudo che vedono protagonista Carroll Baker hanno anche lo scopo di inserire immagini finalizzate a far cassa, ma il suo personaggio è presentato in modo tale da rappresentare qualcosa di più di un semplice corpo che si sveste, come in moltissimi altri film dell’epoca accadeva. Interessante è anche constatare che il ricatto può essere perpetrato da Gabriele Finzi perché la donna sta lavorando in un conservatorio vescovile, dove nessun scandalo sessuale può uscire allo scoperto. La trama del film diventa ora interessante perché Gabriele non usa le informazioni per trarne vantaggio lui personalmente, ed in una scena chiarificatrice scopriamo che lui, di copulare con la bella donna, non è interessato per niente!

Se muove come una marionetta la donna (molto più anziana di lui), lo scopo come anticipato è il compiacimento dell’amico Alessandro. Sarà la stessa insegnante, una volta libera dal ricatto, a spiegare non solo ai giovani, ma anche agli spettatori, la ragione di ciò: se lei è stata infangata agli occhi dell’amico, è per far passare il messaggio che “le donne son tutte troie” (il linguaggio non è quello proposto dal film, ma mi consenta il lettore di sintetizzare). Tanto rancore si giustifica perchè Gabriele è gay, e l’interesse che dimostra Alessandro verso la bella insegnante infastidisce chi segretamente è innamorato di lui, cosa per altro palesata anche dalla sorella, pure lei attratta da Alessandro, ed anch’esa gelosa, a suo modo, della docente di musica. Nel caso di Gabriele l'essere omosessuale non è a lui chiaro, in una parola non ne è consapevole. (E questa pare a me una bella stoccata a chi oggi vuol far scegliere il sesso ai minorenni! rif. 3) 

Un’altra importante differenza tra Malizia e Lezioni private, a mio parere, è che mentre il ricatto subito da Laura Antonelli, pure costretta ad esibirsi, è visto dallo spettatore con curiosità positiva, al contrario quando a spogliarsi è la Baker, causa le imposizioni di Gabriele, lo spettatore (o forse è giusto che precisi, il sottoscritto) non gode delle immagini con un senso di totale piacere, il ricatto è così odioso, l'imbarazzo che l’attrice fa trasparire è tale e tanto, da ammantare Gabriele e quelle scene di negatività. Non è la stessa cosa quando le immagini di nudo, che a più riprese (ed in più scene) compaiono nel corso della pellicola, tra l’altro con differenti protagoniste; in quei casi lo spettatore gode di bei corpi e si trova piacevolemente attratto dalle attrici tutte fisicamente avvenenti scelte dalla produzione.

Torno un ultima volta sulle scene dove Laura Formenti è costretta ad esibirsi perchè sotto costrizione; la conferma che tali immagini sono deplorevoli è data dal senso di liberazione che lo spettatore prova quanto la donna, finalmente libera di agire, può prendere a ceffoni il giovane. Ho vissuto questa vendetta con soddisfazione! "Era ora che il malandrino ricevesse ciò che meritava"! è stato il mio pensiero. Mi si permetta un accenno sul cambiamento della società da allora ad oggi: nell'epoca in cui scrivo se un insegnante prende a sberle un allievo per una grave mancanza, rischia anche dei guai giudiziari.

Ritorno alla pellicola per dire che nel prosieguo la donna matura si accoppierà con Alessandro, (l’amico di Gabriele) ma lo farà per libera scelta, in parte per ricompensarlo nel averla aiutata a liberarsi del ricatto, ed in parte, come lei stessa afferma, perché la gioventù del ragazzo è una forza attrattiva. Lo spettatore può sospettare che a contribuire in questo accoppiamento sia d'aiuto la situazione di “single” cui la donna si trova, situazione motivata dalle scelte professionali da lei fatte cui già si è accennato. Se così fosse, sottotraccia, passerebbe il messaggio che per far carriera nel lavoro, una donna, rischia di pagare un prezzo nel campo affettivo/sessuale. E già questo mi pare un messaggio interessante, socialmente parlando. Rimanendo nel tema delle differenze tra Malizia e Lezioni private ne indico una che mi pare significativa; mentre nel film si Samperi il ricatto è la ragione per cui il protagonista maschile “raggiunge la meta”, in Lezioni private è colui che aiuta la protagonista a sciogliersi da quel odioso giogo che viene ricompensato.

Lezioni private è un'opera “pro donna”! E a conferma di ciò, sono sempre loro, le donne della pellicola, a decidere cosa fare e con chi, come pure è confermato dalla figura di Rosina, la cameriera di zio Giulio (lo zio del protagonista, Alessandro; interpretato da Renzo Montagnani). Bene Rosina (Femi Benussi) è sì la donna di servizio di zio Giulio, e pare chiaro che ha con lui un rapporto che va ben oltre le mere questioni domestiche, ma anche lei è aperta a vivere le emozioni e gli stimoli che il corpo le propone, ed ecco che se un giovane ragazzo entra nella sua area d’azione, perchè non fare lui un regalo (nella fattispecie una fellatio) per il solo gusto di omaggiare la sua giovinezza, senza nessuna costrizione o senza alcun tornaconto? Interessante può risultare a questo punto un'annotazione repurerata da wikipedia: “Il film, ricordato per le scene di nudo di Femi Benussi, fu censurato e ritirato dalle sale, dove fu proiettato a partire dal mese successivo”.

Mi si permetta qui di aprire una ennesima prentesi e di richiamarmi a un lavoro circa dieci anni più recente: Puro cashmire (1986 di Biagio Poretti rif. 4). Nella mia recensione affermo che le ragazze (le donne) del film, sono “stronze”. L’allegria, la disinvoltura con cui si concede Rosina in Lezioni private è inconcepibile per le pur avvenenti protagoniste del film di Poretti; la realtà è che il modo di proporre la donna nelle pellicole degli anni 80/90 è di molto cambiata, e non saprei dire fino a che punto si tratta di rappresentazione cinematograica e sino ache punto si tratta di rappresentazione del reale. Se negli anni ‘70 la rivoluzione sessuale, i figli dei fiori, e via discorrendo aveva aperto delle brecce, (sfruttate anche dai registi) sulla morale cattolica, gia nell’era del futuro berlusconismo, i film erano molto più casti, (seni nudi e scene di sesso si vedevano col contagocce), mentre le protagoniste dei film erano una sorta di calcolatori: “ Te la do, se mi conviene”. Il personaggio di Rosina unitamente alla concessione che l’insegnante Laura Formenti fa al giovane Alessandro, ci permette di tratteggiare un altra similitudine tra Malizia e Lezioni private, in ambedue i film appare chiaro che una “nave scuola” è importante per avviare i ragazzi maschi nel mondo della sessualità ed è, la perdita della verginità, è una sorta di liberazione.

In Lezioni private quest’aspetto è rimarcato da Emanuela Finzi, (interpretata da Leonora Fani) che apprezza la disinvoltura con cui il ragazzo si muove sul suo corpo. Questo personaggio dice allo spettatore che le donne preferiscono chi sa cosa fare nei giochi d’amore ed è un modo in cui il regista ci parla, per una volta, non solo di cosa provano i maschi alle prime esperienze, ma che esigenze hanno le ragazze! E c’è un altra donna di cui il regista a suo modo ci parla, ed è la madre di Alessandro, interpretatat da Konstantina Petkova Ghelli. La donna ha sacrificato la sua vita sull’altare della famiglia, ritrovandosi legata con un uomo sessualmente e affettivamente modesto. Costei respinge, anche perchè forse manco l'aveva notato, le avances di un suo spasimante, (lo zio di Emanuela interpretato dallo statunitense Eugene Walter). La figura della mamma di Alessandro ci dice che anche per le donne fare sesso fa bene in quanto la sua “cattolica” rettitudine e il dedicare tutta la propria vita nell’altare della famiglia e nel ruolo di madre, oltre a soffocare il figlio, è la causa di un suo palese disguido psicologico.  

Tra i personaggi del film da approfondire me n’è rimasto fuori uno, anche molto importante, un esibizionista che apre il suo soprabito, facendo vedere le sue virtù a chi gli capita a tiro, interpretato da Leopoldo Trieste. Perchè è importatnte questo personaggio? Perchè, oltre che dare un tocco di ilarità con la sua presenza, è anche un modo in cui il regista sdramattizza il sesso, fornendoci nel contempo una ulteriore visione di come la sessualità sia vissuta in modo differente da persona a persona, arrivando sin anche a questa sorta di estremi. Ancora, se la prima volta che l’uomo apre il soprabito la donna che ha di fronte si dimostra scandalizzata e pare manifestare una sorta di ritrosia nel vedere il suo strumento di piacere, quando la stessa scena è proposta ad una comitiva di anziane turiste straniere, queste al contrario, si dimostrano molto interessate e divertite da quella stessa visione, volendo fare lui persino delle foto. Della serie, quel che non piace a taluni, magari è apprezzato da talaltri.

So di esser stato prolisso e però la disamina di questo film mi obbliga a parlare di una ulteriore protagonista della pellicola, che forse a molti è sfuggita, ed è probabilmente la ragione per cui nel film in un ruolo chiave è stato scelto Rosalino Cellamare (RON): la musica. Laura Formenti è la musa che accompagna lo spettatore nelle emozioni della musica e la passione e il trasporto con cui questa donna vive le note, ci dice di come la musica possa essere fonte di piacere e di sollievo. Ma non c’è solo la musica classica, quella che si insegnano nei conservatori, c’è anche la musica popolare, quella ritmata delle polke, dei valzer e delle mazurke che si suonano alle feste popolari, che sono il mezzo con cui, attraverso il ballo, i corpi di uomini e donne entrano in contatto e favoriscono l’incontro sessuale. Anche questa musica, nel film, ha una musa che accompagna lo spettatore in questo mondo, ed è Femi Benussi

Sto per chiudere quella che più che una recensione ha assunto le dimensioni di un trattato; cos’ha di meritevole questo film in conclusione? Ha il merito di aver parlato di sesso e sessualità rivolgendo lo sguardo su più protagonisti e non solo su uno. C’è Alessandro che ci da alcune informazioni circa come vive lui l’approccio verso il sesso, ma c’è anche Gabriele che ha gusti opposti ai suoi. Ci sono le esigenze femminili presentate da due donne mature che hanno fatto delle scelte differenti, la mamma di Alessandro e la sua insegnante di musica Laura Formenti e Rosina, ma c’è anche il mondo delle ragazze giovani, Emanuela Finzi e le sue amiche. Non ho parlato degli uomini “maturi”, il padre di Alessandro, e il fratello, che pure, pur essendo sangue dello stesso sangue, vivono il sesso in modo totalmente differente. 

Nel film non c’è una sola storia e un solo protagonista, ma come ho cercato di dettagliare, ve ne sono molti e qui, sempre nella comparazione tra Malizia e Lezioni private, vi è forse la ragione per cui una pellicola ha riscosso molto più successo dell’altra. Parla il fotografo: quando in una foto c’è un solo soggetto è molto più facile metterlo a fuoco e rendere “leggibile” l’immagine, quando ve ne sono molti, mettere ordine e rendere armonica la composizione è molto più difficile. Lezioni private forse pecca perchè cade nel secondo caso. Un maestro di queste situazioni qual’era Sergio Leone avrebbe, forse, aggiunto minutaggio per meglio dettagliare temi e protagonisti, ma siamo nel terreno dei “se” e dei “ma” che non è mai saggio percorrere. 

Non ho poi parlato delle interpretazioni degli attori, tutte molto buone quelle femminili, ma l’interpretazione di Ron non mi ha entusiasmato così come quella di Emilio Locurcio, per se preferibile a quella del futuro cantautore. Forse si poteva trovare qualcuno di più ficcante che avesse saputo dare maggir spessore a queste figure. A riguardo interessante è quanto riporta Wikipedia che cito: “Il ruolo di protagonista doveva essere interpretato dall'attore Alessandro Momo, che morì in un incidente motociclistico alcuni mesi prima dell'inizio delle riprese. Il cantante Ron fu quindi scelto al suo posto, dopo il successo dell'album intitolato Esperienze” (rif. 1). La stessa figura di Laura Formenti poi, distaccata e razionale, come compete ad un insegnante, non è attrattiva come risulta l’umile ma umanamente calorosa Angelina di Malizia, e così Laura Antonelli entrerà nell’immaginario collettivo, al contrario della Baker e in conclusione, sì, senza dubbio alcuno anch'io preferisco di gran lunga Malizia.

Lezioni private resta comunque un film che ha dei grandi meriti che vanno oltre al fatto che si vedono dei bei seni o delle belle gambe. Ha una sua originalità e non si avvale di battute sceme per far sorridere a tutti i costi il pubblico. E’ a mio giudizio un buon film e anche chi avesse gusti differenti dai miei, alla luce di quanto ho scritto, spero lo possa ritenere quanto meno “interessante”! Sempre su Wikipedia appare questo giudizio: “Fu la prima pellicola italiana relativa al tema dell'educazione sessuale e secondo un critico «influenzò come pochi altri l'immaginario collettivo» del Bel Paese". La parola ora ad alcune opinioni recuperate dal sito Davinotti.it (rif. 5) e grazie a Zender abbiamo una recensione pubblicitaria dell’epoca: “Soltando dopo aver visto Carroll Baker nella raffinata provocazione delle sue Lezioni private, si può dire di aver scoperto il vero erotismo non volgare e insinuante". (non ho l’autore della critica, ma il manifesto dice che il film era vietato sotto i 18 anni).

Il più generoso è Mco con tre pallini e un giudizio sintetico “davvero notevole” : “Come si fa a seguire le lezioni di pianoforte in maniera attenta se colei che insegna ha le gambe di Carroll Baker? Non si può davvero, pensava Ron (qui con il suo vero nome) e altrettanto facevo io ogni qualvolta la televisione mandava in onda questo film pruriginoso (in rapporto all'età delle mie prime visioni). Quella dolce seduzione, impartita da una signora elegante, superava anche molte concessioni più generose da parte di attrici del tempo. A conferma dell'adagio che il maggior gusto sta nello scoprire pian piano le cose belle. Un must!
MEMORABILE: L'incrocio di gambe sotto la sedia durante le lezioni…

Chiavazzaro, due pallini “mediocre ma con un suo perchè: “Ingenuo e di poco spessore. Certo è da vedere soltanto per la presenza di Carroll Baker, Femi Benussi e la partecipazione di Renzo Montagnani. Piuttosto sottotono Giuffrè. Si dimentica abbastanza presto. Da vedere per curiosità, ma non aspettatevi nulla di eccelso”.

B. Legnani assegna un pallino, bollandolo con - Scarso, ma qualcosina da salvare c’è - “Mediocre, reso guardabile dal cast e dal gioco morboso che vede vittima la Baker, stupenda quarantaquattrenne. Impacciato Cellamare, mentre il resto è "tòpos" puro: Benussi servetta veneta, Fani ragazzina vogliosa, Montagnani allegro donnaiolo... Curiosamente ambientato in Romagna, ma massima parte degli esterni sono girati, fin troppo palesemente, a Orvieto! Trama verosimile quanto è verosimile che uno, in 48 ore, riceva una "fellatio" dalla Benussi e poi si trombi la Baker e la Fani, ma va detto che l’assenza di ciò avrebbe indispettito lo spettatore…

Il più critico è Lovejoy, “Gravemente insufficiente!” - “A parte la Benussi e Montagnani, vi è poco altro da segnalare in questa ennesima sexy pellicola scritta malissimo e messa in scena anche peggio dal mediocre De Sisti. Molte le ovvietà, poco o niente il divertimento. Persino le scene sexy sono scadenti. Si è visto di meglio, nel genere”.

Mirco Venzo, Treviso 22/02/2026

rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Lezioni_private
rif. 2 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/706-malizia-di-samperi
rif. 3 https://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/956-gender-mania-a-ponzano-v-to-2024
rif. 4 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/1141-puro-cashmire-b-prioietti-1986
rif. 5 https://www.davinotti.com/film/lezioni-private/7594

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