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20250115 VM sessomattoRitengo ci sia un film poco valutato nel panorama del cinema italiano: è Sessomatto di Dino Risi, (1973) uno dei maestri della commedia italiana. Ho osservato il film il cui soggetto è stato ideato dallo stesso regista con la collaborazione di Ruggero Maccari e la cui sceneggiatura risulta tutta sulle spalle di quest’ultimo (rif. 1). Dopo le informazioni velocemente raccolte su internet, tra cui un'intervista di decine di minuti dello stesso regista (rif. 2) ho sviluppato una mia idea sul perché questa pellicola, caratterizzata da nove differenti storielle, passa sottotraccia: vado ad esporla. Come classificare questa pellicola? Ecco il

fraintendimento che ne giustifica poi la valutazione: in rete si legge (anche lo stesso Wikipedia lo classifica così) commedia erotica, lasciando intendere che, tra una battuta e l‘altra, vi siano situazioni “pruriginose”. 

A mio avviso non è così! La pellicola è sì "simpatica”, ed in tal senso è sicuramente una commedia leggera e divertente, però non è erotica! L’obiettivo è divertire (e divertirsi) se includiamo anche lo staff che ha collaborato alla realizzazione del film, usando come argomento su cui scherzare, il sesso. Il divertisi parlando di sesso, e il creare eccitazione sessuale, sono cose totalmente differenti: nessuno si eccita ascoltando una barzelletta! Molte storielle divertenti entrano nel campo della sessualità, ma non credo ci sia qualcuno che dopo averl ascoltato una storiella divertente, si ritrovi eccitato. Ed allora cosa caratterizzano questi nove episodi? Situazioni grottesche e surreali:

Grottesco: “Aggettivo - Deforme e innaturale, paradossale e inspiegabile, tale da suscitare reazioni contrastanti (dal riso all'indignazione)”. Surreale: “Aggettivo - Che evoca e registra le sensazioni del subcosciente al di fuori di ogni controllo esercitato dalla ragione, fuori di ogni preoccupazione estetica o morale”.

In Non è mai troppo tardi, uno degli episodi, il protagonista, l'avvocato Enrico, (interpretato da Giancarlo Giannini) sposato con una bellissima donna, (Laura Antonelli), tradisce la compagna perché si è invaghito di un’anziana signora, Esperia (interpretata da Paola Borboni). Nel prosieguo dell'episodio si scoprirà che Enrico tradirà anche l’amante (Esperia) per accoppiarsi con la mamma della stessa, una donna centenaria praticamente invalida. Capisce il lettore che se l’obiettivo è eccitare,  un episodio simile non può certo risultare funzionale all'erezione maschile, mentre, se invece si osserva la pellicola con occhio curioso, ecco che il racconto può risultare divertente.  Da notare che ad ispirare il regista sul tema della gerontofilia, fu un fatto di cronaca letto sul giornale. Un uomo era stato incriminato per aver molestato una donna di ottant’anni. Il regista pensò di prendere spunto da questa situazione, esagerandla un po’ per rendere più “simpatica” (grottesca/surreale). Simpatica, ma non sensuale. Ecco il punto!

Sempre nello stesso episodio ad un certo punto annoto Laura Antonelli distesa sul letto ad accarezzare il gatto mentre, cambio immagine del regista, il suo uomo, l’avvocato Enrico, (con indosso degli occhiali che gli trasformano gli occhi neanche fosse un gufo), dialoga con la sua amante ottantenne: "Passerottino mio, dimmi quando è stata l’ultima volta che …- L’unica volta! replica l’anziana signora figlia di altri tempi ed altre morali - ... Era durante la guerra… - 1940? . No: 1915… Trovate simpatica la situazione? Avete colta la divertente sfumatura? Non è la seconda guerra mondiale, ma la prima… Era, la donna, molto piùvecchia di quanto il "gerontofilo" pensasse... Di sicuro il lettore non può trovare intrigante la situazione: nessuno vorrebbe essere al posto di Enrico a folleggiare con un'ottantenne (o giù di lì...). Nello stesso episodio, ho annotato un altra situazione che ben spiega l’umorismo posto in essere dalla coppia Risi/Maccari. La giovane Valeria, donna al servizio di Esperia, esce di corsa dall'appartamento e sale in macchina salutando l’uomo con cui, immaginiamo, voglia divertirsi: “E’ molto che aspetti Carlo?” - “Si, ma non sono Carlo…” e l’auto scappa via di corsa magari per consumare un fugace amplesso. Non è facile cogliere questa battuta dove, solo chi è attento, capisce che si è dato della zoccolona alla ragazza. Da notare che anche chi “non è Carlo”, vive senza drammi la cosa, facendo sfrecciare l’auto senza questionare e lasciando intendere a chi osserva che a lui va benissimo così!

Annoto un'altra battuta, inerente in questo caso al primo episodio dal titolo Signora, sono le otto, dove il domestico Domenico, (Giannini), bistrattato dalla ricca, giovane e seducente signora, (Laura Antonelli) si reca in camera della padrona per destarla alle otto in punto, come da lei richiesto. La donna non si riesce a svegliare in nessun modo: quando lei dorme è come disconnessa dal mondo. Il cameriere (Giannini) ne approfitta e copula velocemente con la splendida musa, mentre sogna. Al risveglio la donna chiede: Che ore sono Domenico? - Le otto e qualche minuto… (della serie è stato un amplesso velocissimo…- risata prego!)

Ora, queste battute, questo tipo di umorismo, può anche non piacere (Io l’ho apprezzato moltissimo). Resta il punto che non è un film nato per eccitare, ma per far sorridere. Lo si capisce dalle scene messe in campo e anche dal look spesso improponibile dell’attore protagonista, come la giacca rosa salmone (o arancione, io sono discromatico) a righe che indossa l’avvocato Enrico nell'episodio della gerontofilia,  o come l'improponibile (ma esilarante balletto) proposto nell'ultimo episodio a titolo L'ospite.

Chiarita la mia visione del film voglio ora dare la parola all’ideatore di questo lavoro, Dino Risi (rif. 2) che spiega di esser stato segnato da un episodio di censura che lo colpì nel film Le Bambole (1965). Il giudice lo convocò per commentare l’episodio a titolo La Telefonata (con Virna Lisi e Nino Manfredi). L’intera intervista mi induce a pensare che l’autore abbia voluto scherzare sul sesso visto che, trattarlo seriamente, poteva essere ostacolato dalla morale dilagante all'epoca, morale che, precisa il regista, la popolazione italiana, stava scombussolando. Solo così spiego il perchè della frase- testuale: “Il sesso è una cosa seria, menrte noi abbiamo cercato di riderci sopra. Il sesso piaceva agli italiani, c’erano il sesso e le automobili, erano questi i grandi concorrenti della famiglia, dopo aver narrato dell’automobile (fa riferimento al film da lui diretto del 1962 a titolo Il sorpasso con Jean-Louis Trintignant e Vittorio Gassman) - mi sono occupato del sesso"

Non devo aggiungere che la dinamica di proporre differenti episodi era già stata utilizzata in antecedenti produzioni, dove la più famosa è I mostri del 1963 con Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi. Spiegato perché questo film non è stato valorizzata come merita, rimane da spiegare perchè è un pezzo importante della commedia italiana secondo i miei parametri. La ragione è la strepitosa interpretazione in ognuno degli episodi di Giancarlo Giannini. Non meno importante è la presenza dell'attrice che all’epoca era all’apice del suo fascino e della sua notorietà: Laura Antonelli.

La donna, reduce dal folgorante successo di Malizia di Samperi (rif. 3) dello stesso anno, era stata ingaggiata per garantire una buona affluenza di pubblico, risultato che verrà centrato ampiamente. Tuttavia la presenza della Antonelli è alla base dell’equivoco sopra illustrato, il pubblico si aspettava qualcosa simile a Malizia, e non di vedere la splendida donna interpretare ruoli che tendono alla comicità. Qualche numero e qualche titolo di film per comprendere la situazione: Malizia (1973), risulta il terzo film più visto in Italia; l’anno seguente Sessomatto si piazza al sesto posto, mentre Peccato Veniale di Samperi (rif. 4 sempre con una Antonelli "provocante"), è la terza pellicola più vista dagli italiani: la Antonelli per due anni di seguito si piazza sul podio dei botteghini. 

Tuttavia l’immagine di sex symbol della Antonelli offusca la sua qualità di attrice che proprio in Sessomatto viene decisamente valorizzata, come dirà lo stesso Giannini in un’intervista rilasciata dopo il triste decesso della diva (rif. 5). In quest’intervista l’attore afferma, tra le altre cose, che la collega era talmente bella da metterlo in imbarazzo in talune scene. Finito di incensare il fascino di questa donna è giunto il momento di raccontare della sua qualità di interprete che questa pellicola valorizza giacchè nei molteplici episodi deve indossare differenti panni disimpegnandosi sempre al meglio; se pochi tra il pubblico (ed i critici) l’hanno notato queste è dovuto a due ragioni. La prima: erano imbalsamati dal suo corpo. La seconda è la strepitosa interpretazione di Giancarlo Giannini che con la brillantezza della sua recitazione l’ha messa, incredibile a dirsi, in secondo piano. 

Qualche ulteriore precisazione per lasciare poi spazio ad altre opinioni. Meritano di essere segnalati due episodi di questo film. Il primo a titolo Lavoratore italiano all’estero. Questo racconto è interpretato recitando esclusivamente in danese (maccheronico, a mio avviso, non conosco la lingua, ma questo mi sento di scrivere, sperando di non essere smentito). E’ la storia di un italiano che per campare cede il suo sperma. Oltre alla singolarità fonetica questo episodio si caratterizza perché possiamo assistere a Laura Antonelli vestita da suora che, in un momento dell'episodio, diventa decisamente sexy! E’ un’immagine onirica creata dal "masturbatore di professione" per portare a compimento il suo lavoro. E’ l’unica scena veramente intrigante tra tutte quelle proposte durante il le riprese, ma non è un caso che se cercate foto dove la Antonelli sia sexy in rete, facilmente compaiono immagini relative a questa situazione! La scena è fantastica ed è accompagnare le immagini vi è la musica di Gioacchino Rossini  de La gazza ladra.

Il secondo episodio che merita rilievo è Un amore difficile, l’unico che non contempla Laura Antonelli tra i protagonisti. A brillare (traducendo starring) è Giannini che interpreta l’emigrante meridionale Saturnino alla ricerca del fratello Cosimo nella metropoli milanese. Il giovane si invaghisce di un travestito, Gilda, (interpretata da Alberto Lionello che riesce a rimanere alla stessa altezza recitativa di Giannini). Nello sviluppo della storia Saturnino farà numerose scoperte che vado a svelare nel dialogo dove i due si stanno per congedare:
"Però… che peccato (tutto in dialetto meridionale) - Peccato che cosa? (replica Gilda) - pensavo che se tu invece di essere uomo eri donna, se invece di essere puttana eri impiegata, se invece di essere maritata eri scapola, se invece di essere mio fratello eri mia cugina…avremmo potuto coronare la nostra estasi, ed esser felici!". 

Della serie tutto ostacola la felicità dello sventurato giovane. Episodio simpatico, ma nel miglior stile di Dino Risi, anche molto amaro. Faccio notare che ambedue le storiellle sono temi estremamente attuali anche oggi che scrivo e rientrano in quella società fluida, per dirla alla Zygmunt Bauman (rif. 6), o meglio ancora sposano la filosofia gender, oggi da molti perorata. (rif. 7). La fecondazione permette a donne single di aver figli, e l'omosessualità è sempre più oggetto di diritti al punto tale che una simile rappresentazione cinematografica rischierebbe di essere ostacolato perchè poco politically correct. (Nel film è presentato come situazione grottesca). Nel 2001 Carlo Vanzina ha voluto scimmiottare questo lavoro ed è uscito con E adesso sesso (rif. 8). Se qualcuno avesse qualche dubbio sulla qualità del lavoro di Dino Risi, si guardi poi la pellicola più recente e faccia una comparazione: la distanza tra i due lavori, a mio avviso, è enorme.

Chiudo riportando alcune opinioni recuperate dal sito Davinotti (rif. 9) volutamente lontane dalla mia visione, giusto per fornire altre opinioni al lettore. Rufus68 (Un pallino: la valutazione più bassa) : “Micidiale caduta del grande Risi. Una sequela di scherzi scipiti e volgarotti (qualcuno insopportabile) che nulla dicono sulla società e sui tempi; anche l'intrattenimento puramente superficiale latita assai (mai si sorride). Giannini è bravo e variopinto nelle sue caratterizzazioni così come la Antonelli appetitosa nei suoi travestimenti: a nulla serve, però, il mestiere a fronte di una sceneggiatura stanchissima e deprimente. Meriterebbe mezza palla in più, forse, ma è giusto punire la furbizia commerciale dell'operazione”. 

B. Legnani (due pallini è la sua valutazione) “Film discreto, di grande successo negli Anni Settanta, con una Antonelli da sogno. Disuguale è il livello degli episodi, ma Giannini è sempre in forma, poliedrico e non noioso nel caricare i personaggi (che sono assai diversi fra loro): infoiatissimo, chiude il film quasi stuprando Carla Mancini, cameriera di Duilio Del Prete, la quale ha l'onore del fermo immagine conclusivo”. 

Due pallini anche per Deepred89 :“Deludente commedia a episodi diretta da un maestro del genere. Regia sicura, discreta e ricca di temi la soundtrack, grandiosa interpretazione di Giancarlo Giannini (in grado di interpretare alla perfezione ruoli diversissimi uno dall'altro, con tanto di accenti differenti) e più brava del solito anche la Antonelli, ma le storielle sono quasi tutte campate per aria, spesso insensate o banalissime. Si salvano gli ultimi due episodi (il penultimo vede anche un bravissimo Alberto Lionello), ma è dura arrivarci senza annoiarsi. Sopravvalutato”. Direi che può bastare.

Mirco Venzo, Treviso 15/01/2024 #qzone.it

Nella foto di copertina una scena del film recuperata in rete del episodio "Lavoratore italiano all'estero".

if. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Sessomatto
rif. 2 https://www.youtube.com/watch?v=Y9ouHDRzOSQ
rif. 3 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/706-malizia-di-samperi
rif. 4 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/877-peccato-veniale-di-samperi
rif. 5 https://www.youtube.com/watch?v=YixRgTaj1Xc
rif. 6 https://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/778-bauman-e-la-societa-liquida
rif. 7 https://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/956-gender-mania-a-ponzano-v-to-2024
rif. 8 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/1021-adesso-sesso-di-c-vanzina-2001
rif. 9 https://www.davinotti.com/film/sessomatto/1185

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