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20251030 VM il marito in vacanzaHo iniziato a visionare questa pellicola, rintracciabile su youtube, incuriosito dalla presenza di Lilli Carati, attrice su cui avevo letto molto, ma che non conosco. Devo ammettere che già dopo dieci minuti volevo chiudere il video e se ho portato a termine l’impresa, è stato proprio per poter redigere questa recensione. Il FIlm fu opera diretta da Maurizio Lucidi, che si avvalse del soggetto di Romano Scandariato e Francesco Milizia; quest’ultimo ne è pure lo sceneggiatore. La nota che mi ha colpito di questo lavoro è che sia il titolo come pure la costruzione della storia, ricalca quella di molti film degli anni ‘70, pur essendo questo un lavoro del 1981 quando un certo tipo di prodotto, quello della "commedia sexy all'italiana"  stava modificandosi; iniziavano ad uscire i lavori di Carlo Vanzina con protagonista il primo Diego Abatantuono, quello de I fichissimi (1981), Eccezzziunale... veramente (1982)

e Viuuulentemente mia (1982) e si inizia a vedere Jerry Calà ne Una vacanza bestiale (1981). In altre parole il paese stava chiudendo con le pellicola dove si vedeva anche un po’ di pelo, per proporre pellicole molto più caste, dove i protagonisti immaginano di far chissà cosa con le bellezze di turno (che quasi mai sanno recitare anche perchè spesso escono dal mondo della televisione dove facevano le soubrette o le ragazze immagine), ma dove del corpo femminile, non si vede nulla.

Ecco, questa pellicola ha un solo merito, è una delle ultime che ricorda vecchi “sapori” e le attrici devono fare la doccia, la fanno nude, senza indossare slip. Anche l’ambientazione è da anni settanta a partire dall'albergo dove si trova questo gruppo di insegnanti, alcuni accompagnati da moglie, altri single, con arredi datati e auto pure anni 70, come la Fiat 124 (o 128, mi scusi il lettore se non sono un esperto) che sarà protagonista fermandosi. Nel 1981, era già da tempo che la Fiat Ritmo si stava imponendo nel nostro paese e la linea squadrata dei due modelli FIAT sopra ricordati, iniziava ad essere già qualcosa dal sapore di antico.

Parlare di trama in questo film mi pare una perdita di tempo, ricordo che il protagonista è Renzo Montagnani che cerca di accoppiarsi, come pure fa il suo amico/concorrente Enzo Cannavale, con tutte le donne avvenenti che girano nell’albergo. Citiamole visto che sono loro con  il loro corpo le protagoniste del film: Lilli Carati, (venticinquenne al tempo delle riprese) l'ex Miss Italia Cinzia De Ponti, che non conoscevo, ma che mi ha sorpreso per la fisicità che incontra i miei gusti. Costei era ventunenne all’epoca delle riprese, e mi dilungo per precisare che su alcune foto recuperate in rete mi sembrava non avesse un volto tale da permetterle di indossare la corona di massima bellezza italiana, in altre foto dov'era meno giovane, al contrario, il volto era più grazioso. Cgiusa questa parentesi la De Ponti nel film recita la parte dell'oca ninfomane (e opportunista); ciononostante ha saputo stuzzicare quel certo tipo di appetito maschile che ancora talvolta in me da segni di vita. Per finire in bellezza cito anche la cameriera Marcella Petrelli di cui non ho i dati biografici, molto avvenente anche lei.

Perchè tutta quest’attenzione per il gentil sesso? Perchè a parte il fatto che queste belle donne si possono vedere come le ha fatte madre natura, questo tipo di piacere negli anni ottanta stava già per sparire. Oltre a ciò ribadisco che in questo film la trama non c’è, la recitazione non c’è, perchè non c'è una storia, e mancano anche le battute simpatiche. Sintesi lavoro decisamente scadente e la stessa Lilli Carati non jo potuto valutarla come attrice perché in questo palcoscenico potevo solo godere delle sue forme, andando, con mia sorpresa, a preferire le altre due ragazze sopra citate. Spazio ad un paio di altre recensioni catturate dal mitico sito di Davinotti (rif. 2) 

Pure per Marcel MJ Davinotti jr il film è "gravemente insufficiente" (un pallino) ecco alcuni stralci della sua recensione che mi fa anche da trama: “Commediaccia poverissima girata per intero nel solito albergo dove coppie scoppiate e scapoli d'assalto s'interscambiano in continuazione generando una prevedibile sequela di equivoci. [...] Lo sviluppo della trama non va ovviamente al di là degli immancabili incontri pruriginosi, con Montagnani unico in grado d'improvvisare qualche divertente gag e destinato a "sdoppiarsi" con l'arrivo in albergo del gemello arcivescovo (accompagnato dal seminarista Paolo Baroni). Cannavale, cioè l'altro comico principale, delude ampiamente mentre Bombolo interviene burbero in tre-quattro scene senza lasciare il segno. Campo libero quindi alle grazie della Carati, della De Ponti (forse la più presente) e della Petrelli, che non lasciano spazio alla fantasia. Messa in scena, regia e copione di rara miseria. Da dimenticare”. 

Mco, il più benevolo in assoluto con due pallini sintetizzati in “non male dopotutto” - “Un film del famoso sottogenere trash italiota, composto da battute grevi, trivialità assortite di carattere pecoreccio e quindi parafernalia femminili annessi (corpi spesso nudi, anche se non troppo). Cannavale e Montagnani sono bravi e il secondo non rinuncia alla solita parte dell'amante delle donne e il primo del finto scemo. La scena iniziale in auto con Montagnani che dice "Retromarcia... avanti" e Cannavale che non capisce il da farsi è spassosa. Bombolo non partecipa molto, purtroppo. Passabile, anche se resta per aficionados”. 

Nel 2008 Markus scriveva quanto segue e, giuro, io non l’avevo letto (non lo faccio mai prima di aver già steso la mia recensione proprio per non farmi influenzare dalle altre opinioni). La sua e la mia analisi è talmente simile che  pare ci si fossimo telefonati (ah, per la cronaca un pallino con specifica ovvero "Scarso, ma qualcosina da salvare c’è), con questa motivazione: “Modesta e tarda commedia pecoreccia-scollacciata, che strizza l'occhio a situazioni pochadistiche, anch'esse in declino, regge solo grazie alla simpatia di Montagnani e alla bellezza della Carati. Infatti nuovi comici e nuove commedie alla Vanzina premono e questo tipo di cinema legato agli Anni Settanta spara le ultime cartucce nelle annate 1981/82. In tv (ma anche in dvd) risulta cut. Il film lo salvo solo per la simpatia che ho per questo genere e per gli artisti che lo hanno sostenuto nel decennio precedente”.

Mirco Venzo, Treviso 30/10/2025

rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Il_marito_in_vacanza
rif. 2 https://www.davinotti.com/film/il-marito-in-vacanza/1902

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