La liceale è uno dei prototipi della commedia sexy all'italiana, girato nel 1975 sotto la direzione di Michele Massimo Tarantini. Il soggetto è di Francesco Milizia che assieme a, Marino Onorati e Michele Massimo Tarantini ne è pure lo sceneggiatore. Copio da Wikipedia : “Questo film è considerato il film rivelazione di Gloria Guida ed ebbe tre seguiti, La liceale nella classe dei ripetenti e La liceale seduce i professori e La liceale, il diavolo e l'acquasanta girati con lei come protagonista”. rif. 1. Gloria Guida non era alla prima apparizione, pur lavorando come attrice solo da un anno (il primo titolo a lei accreditato è La ragazzina, regia di Mario Imperoli - 1974), era già alla settima interpretazione ed aveva all’epoca delle riprese di questo lavoro meno di vent’anni.
All’inizio, prima ancora che scorrano i titoli di testa, per scelta del regista, già si vede un dettaglio della parte più intima della protagonista, cui fa seguito una doccia dove il pubblico di militari, e maschile in generale, potrà godere di altri dettagli rotondi, sodi e appetitosi (o appetibili). Dopo un simile inizio ho pensato: “Ora che il regista si è già tolto l’incombenza di accontentare una fetta di mercato si concentrerà su di una trama importante” ed invece, devo dire, dopo aver visionato tutto il lavoro, di profondo in questo lavoro non c’è proprio nulla, e l’unico merito che riconosco a questa pellicola, capostipite di molte altre legate alla scuola, è di aver esibito senza remore il corpo di due belle ragazze: Gloria Guida ed Ilona Staller!
La trama
Loredana D’Amico (Gloria Guida) è la più carina del liceo e sfrutta la sua avvenenza per stuzzicare chiunque le venga a tiro. Pare anche essere disinibita, e se un compagno di classe, Petruccio Sciacca (Alvaro Vitali) le propone di posare nuda per realizzare un ritratto utile alla lezione di educazione artistica, non si fa problemi, così come non si fa remore a divaricare le gambe che escono toniche dalla gonna, per distrarre il Professore quando lo stesso Petruccino è in difficoltà con l’interrogazione. Loredana ha un’amica, Monica, (Ilona Staller ventiquattrenne all’epoca delle riprese) che usa gli uomini, concedendo loro ciò che vogliono, in cambio di favori e prebende, insomma, la ragazzina, che frequenta professionisti maturi, sta prendendo la strada della prostituzione, anche perché, tutto sommato, lei gli uomini li disprezza, è attratta dalle donne ed in particolare da Loredana con cui cerca di “approfondire”.
Questo breve riassunto della trama abbisogna di ulteriori due indicazioni per essere completo: la prima, il rapporto tra Loredana e i genitori è segnato dalla loro separazione, la mamma (Interpretata da Gisella Sofio) ha un amante assai ingenuo, Osvaldo (interpretato da Enzo Cannavale), mentre del padre (interpretato da Mario Carotenuto) sappiamo solo che è un borghese molto agiato e che ama tutte le donne giovani e avvenenti. E’ presumibile che questa sua passione per le gonne sia la causa della rottura con la moglie da cui è fisicamente separato. Il secondo elemento di rilievo nella nostra storia è l’entrata di un nuovo studente nella "III L" è Gianni Montrone (interpretato da Rodolfo Bigotti); Gianni arriva dall’America ed è un giovane affascinante, subito tutti gli occhi di tutte le ragazzine si posano sul giovane, che pare anche sveglio, ma è con Loredana che si innesca un “gioco” sentimentale che avrà degli sviluppi.
Mi fermerei qui con la trama per addentrarmi nella mia analisi. L’idea di proporre come protagonista un’adolescente era sicuramente interessante e colmava un vuoto cinematografico; spesso i protagonisti delle pellicola dell’epoca sono ragazzi maschi (vedasi Nino/Alessandro Momo in Malizia - rif 2), così come l’idea di entrare nel mondo della scuola offriva ampie possibilità di scavare in una realtà ricca di spunti; si poteva parlare dei problemi dei giovani, nello specifico delle ragazze, ed è certo che l’ambito della scuola propone gag simpatiche, oltre a fornire appigli per critiche al sistema dell'insegnamento. Analogamente mi pare interessante l’idea di presentare la famiglia lacerata un nido di partenza problematico, cosa che nel 1975 non era così consueta, e si sta in un qualche modo facendo politica: siamo a ridosso del referendum sul divorzio. In sintesi degli aspetti interessanti nella trama di questo film c’erano, ed allora cosa non mi è piaciuto di questo lavoro? Un sacco di cose, a partire dal carattere della protagonista: Loredana!
Una ragazzina può anche essere disinibita, ma qui si sta creando lo stereotipo della stronza! Se un professore ti mette un brutto voto perché non apri bocca sul tema dell’illuminismo e dimostri di non saper nulla del romanticismo, è giusto tu ti prenda un 4! L’idea poi di adescarlo, sfilarti le mutandine che vengono deliberatamente lasciate nell’auto del malcapitato, per poi urlare falsamente ai quattro venti che hai subito violenza, non è un comportamento da minorenne della 3 liceo. Se poi il Professor Gianni Guidi è interpretato da Gianfranco D’Angelo, che con la sua recitazione ne fa la macchietta di un uomo, la credibilità del fatto scema ulteriormente. Con tutto ciò si crea anche una situazione in cui D’Angelo, aggredito da quattro studenti giunti per far giustizia alla giovane compagna, se ne sbarazza neanche fosse Bruce Lee. La credibilità è ora sotto lo zero e se qualcuno si è divertito di fronte a questa scena, io ritengo che già si è giunti al grottesco tinto di patetico, e la pellicola è già compromessa. Dalle mie parti si dice “aver buttato tutto in vacca”!
A me la comicità di Gianfranco D’angelo piace poco, e vorrei dire che è peggio ancora quella di Alvaro Vitali, (che qui però non tocca il fondo e se non avesse una voce starnazzante, poteva anche aver interpretato dignitosamente il personaggio di Petruccino) o se aggiungiamo che in questa pellicola la parte dello scemo la si fa fare anche a Osvaldo/Cannavale, abbiamo già molti personaggi che sono macchiette della realtà, (anzi no, ne dimentico una femminile, l’amica Lucia, bruttina e costantemente arrapata - interpretata da Angela Doria), quando poi si vuol trattare il tema della ragazzina che perde la verginità, provando dolore, hai già creato un contesto di scarsa credibilità, dove un tema importante è stato bistrattato! Non sarà l’unico e questo è un peccato! Poteva infatti essere interessante anche il dialogo dei genitori (Carotenuto e la Sofio) che si avvicinano recuperando un’intesa oramai sopita, se c’è da capire quali pericoli incombono sulla figlia. Così come la sintesi realizzata dalla stessa ragazzina sulla relazione tra i due genitori ha una sua validità, quasi quanto la "perla di saggezza" proposta da Osvaldo quando i due (Osvaldo e Loredana) finalmente dialogano, e l’uomo abbandona per un attimo il ruolo dello scemo.
Tuttavia questi momenti di credibilità escono da un minestrone dove c’è di tutto, e per me questa pellicola ricca di attori che sono di grido, rimane un’occasione sbagliata, che però, purtroppo, ha fatto scuola negli anni a venire. In bella sostanza quasi tutte le figure messe in scena sono inverosimili, e la pur estremamente avvenente Loredana, è un modello da non seguire mai per una ragazzina; voglio essere più chiaro, il modello proposto da Loredana e dall’amica Monica, sono quelli che mai vanno imitati da degli adolescenti. Apro qui una parentesi; se l'archetipo proposto da Monica e Loredana in questo film del 1975 MAI va emulato, rilevo che ai nostri giorni (2026) esiste una “influencer” che sposa in pieno il modus operandi di Monica (Ilona Staller) e che si vanta di avere la stessa ignoranza di Loredana; la parola alla IA : “Michelle Comi è la giovane creator e influencer torinese nota per le sue forti posizioni sul farsi mantenere da uomini facoltosi, spesso ospite e telefonista ricorrente del programma radiofonico La Zanzara condotto da Giuseppe Cruciani”.
Tornando al film, Tarantino aveva avuto l’occasione (e l’idea) per affrontare un tema che si prestava, i problemi della gioventù liceale, i primi amori, le esperienze, visti anche ponendo il focus sella sensibilità femminile, e s’inventa una ragazzina come Loredana, ovvero il prototipo della vipera ignorante e rancorosa! In bella sostanza con questa pellicola ci si sta allontanando dal modello del neorealismo, dalle situazioni anche se caricaturali, comunque descrittive di una realtà tangibile, per andare verso la narrazione fantasiosa, estrema, finalizzata ad accontentare il pubblico (la figa si vede con del pelo fresco e giovane), senza voler lanciar messaggi, o se dei messaggi sono lanciati, sono indicazioni fuorvianti che meglio sarebbe non seguire.
Di tutto il film salvo poche interpretazioni personaggi, paradossalmente, tutti portatori di figure poco edificanti: Monica (Ilona Staler) e il suo cliete Alvaro (interpretato da Franco Diogene), figura che per altro appare solo per pochi fotogrammi, ma si propone come credibile. Non è male neppure il ruolo dell’ing. Marco Salvi (interpretato da Giuseppe Pambieri) che è recitato come si conviene, senza chissà che eccessi.
Chiudo con delle domande cui non so rispondere: so che il film ebbe problemi con la censura, in effetti ci sono “messaggi” assai forti e scene di nudo molto dettagliate, ma poi usci nelle sale, credo integralmente, pur con il divieto di visione per i minori di 18 anni. Ci sta! Non capisco però l’accanimento avuto dai censori verso altre pellicole molto più “ragionate”, dove qualcosa di concreto i registi stavano proponendo allo spettatore e dove i nudi erano strumenti per portare il pubblico ad ascoltare quei loro messaggi. La seconda cosa che mi induce allo stupore è il successo avuto da questo film, al 64° posto tra i più visti in Italia e, copio e incollo dalla IA: “La pellicola raccolse l'equivalente di circa 2,2 milioni di dollari dell'epoca (una cifra notevole per una produzione cinematografica italiana a basso/medio budget)” rilanciando la figura di Massimo Michele Tarantini che era in crisi prima de La liceale”. In bella sostanza un film dove molte delle recitazioni sono pressoché inesistenti, (ma non per responsabilità degli attori), la trama è mal sviluppata, diventa un film cult, e lancia un filone che sarà da modello per il futuro.
Riconosco a Gloria Guida ed a Ilona Staller di aver un bel corpo, e circa le inquadrature su di essi c’è poco da dire, con due fisici così davanti l’obiettivo, “dove cogli cogli, e non sbagli mai”; ma basta questo per fare un film? Io dico di no, e così con mia somma sorpresa scopro pure che La liceale fu il primo film proiettato a Baghdad, attorno al 2006, dopo la caduta (ma è più giusto dire l’assassinio) di Ṣaddām Ḥusayn. L’opinione ora ad alcuni Davinotti’s (rif. 3) che varierò a scalare dal più benevolo al più critico.
Bruce (Davvero notevole) tre gettoni - “Un piacere per gli occhi, a cominciare dalle prime inquadrature, con Gloria Guida al suo massimo splendore e una giovane Ilona Staller a far da piacevole contorno. Il cast è stellare riuscendo a riunire in un solo film quasi tutti i leoni della commedia sexy italiana, da Alvaro Vitali a Mario Carotenuto, da Cannavale a Gianfranco D'Angelo. Il tono è esattamente quel che ci si può aspettare da un film del genere, l'erotismo è accennato senza mai essere volgare. Nulla di scabroso o immorale. Vivamente consigliato ai maggiori di quattordici anni”. (Mi permetto di evidenziare un aspetto rilevato da Bruce: è vero che il film pur avendo scene di nudo esplicito, non è volgare).
Mi piace inserire anche l’opinione di una donna: Stefania che lo giudica “quello che si dice un buon film” - “Prove tecniche di seduzione della liceale Guida in questa versione italiota, ma non pecoreccia, di un "coming of age movie". La travagliata ricerca del primo amante assume risvolti comici (negli approcci sbarazzini col professore), teneri e maliziosi (nelle schermaglie col compagno di classe), e infine passionali (nella breve ma intensa relazione con l'amico di papà). Percorso accidentato ma non incoerente, e piacevole da seguire! Simpaticissimo Cannavale, amante usa-getta e ri-usa della Sofio, riponibile a piacimento nell'armadio”.
Deepred89 - Due gettoni; mediocre ma con un suo perchè- “Cultissimo della commedia erotica italiana, che però si mantiene su livelli piuttosto bassi. Banale, scontato e neanche troppo divertente, si regge sull'interpretazione del cast, decisamente azzeccato. Gloria Guida come al solito non è una grande attrice, ma nel ruolo della liceale non si dimentica. Piacevolissima la colonna sonora. Da vedere, ma solo per la sua importanza”.
Herrkinski: un gettone -“ Bruttarello forte, se non fosse per l'interpretazione sorprendentemente buona del cast di contorno (su tutti Carotenuto e Cannavale, protagonisti anche di qualche slancio riflessivo a carattere familiare, abbastanza inedito nel genere). Per il resto si rimane in bilico tra la commedia trucida e il sexy blando, tipica commistione del periodo. Simpatici D'Angelo professore karateka e Vitali versione siculo, mentre la Guida è intrappolata in un personaggio di rara antipatia e si rivela più incapace del solito. Capostipite di un genere, ma evitabile”.
Mirco Venzo, Treviso 09/08/2026 #qzone.it
rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/La_liceale
rif. 2 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/706-malizia-di-samperi
rif. 3 https://www.davinotti.com/film/la-liceale-1975