Il regista aveva avuto un ottimo successo l’anno precedente con L'amica di mia madre (1975 rif. 1) dove assieme a Carmen Villani, che venne lanciata nell'occasione a detta di Wikipedia, recitava anche Barbara Bouchet, forse per questo esce con questa pellicola che mi appresto a recensire, la quale pare il seguito alla “vincente” proposta dell’anno prima che, pur concedendo meno al pubblico maschile, cinematograficamente mi parse molto più consistente. Ma andiamo per ordine iniziando con i protagonisti di Ecco lingua d’argento (rif. 2) che mantengono gli stessi nomi di L’amica di mia madre;
a conferma di quanto scritto. La protagonista è Andrea (interpretata da Carmen Villani) corteggiata dal giovane Billy (Roberto Pace) figlio di quella Barbara Bouchet assente in questo film. Rimane il collaboratore Victor (interpretato da Raúl Martínez). Per soperire all’assenza di un importante icona della commedia sexy qual’era Barbara Bouchet, Ivaldi inserisce un nuovo nome, che è poi il grande motivo di interesse che mi ha spinto a guardare questa pellicola: quello di Nadia Cassini che appare con il nome di Emmanuelle. Anche la scelta del nome Emmanuelle, pare a me interessante perchè dopo il successo cinematografico del film di Just Jaeckin dove splendeva l’icona di Sylvia Kristel (1974) il nome di Emmanuelle induce un idea di seduzione e spregiudicatezza sessuale.
La trama
La figura di Andrea è comparabile a quella di Emmanuelle, la protagonista del romanzo di Emmanuelle Arsan 1967 (di li esce il film di Just Jaeckin con Sylvia Kristel) nel senso che Andrea è una ragazza che ama vivere la vita, dove il sesso è un importante aspetto della stessa. Questa donna non rimane legata a schemi sociali obsoleti è per tanto accoppiarsi con chi è più giovane di lei, o più vecchio, anche se è legata da rapporto sentimentale con un marito (o compagno), per lei non è un problema; nella vita bisogna assaporare quante più emozioni possibile.
Insomma, Andrea (Carmen Villani) interpreta non tanto la copia del personaggio rappresentato da Just Jaeckin, quanto un'idea di liberà sessuale e di rottura degli schemi che fa capo alla rivoluzione sessuale perpretata dal movimento hippie e dalla rivoluzione sessuale e femminile degli anni 70. Che la sessualità fosse oggetto di studio e di ricerca di comprensione è attestato anche dalla stessa figura della Dottoressa Emmanuelle di questa pellicola, (interpretata dalla Cassini) la quale riveste il ruolo di donna di scienza e cercherà con il distacco previsto dalla medicina, di comprendere ed aiutare il giovane Billy.
Se il contesto storico e sociale in cui si collocano i nostri personaggi è quello che ho cercato di riassumere, la trama è molto meno arzigogolata e vede il giovane Billy per tutto il film chiedere in tutte le salse ad Andrea di “dargliela” perchè lui è innamorato di lei e, testualmente : “Sono innamorato di te da quando son nato e anche da prima”!
Andrea d’altra parte, gioca con il ragazzo come un gatto fa col topo e, pur dimostrando del’affetto per il giovane, gli fa fare quello che vuole; atteggiamento che in virtù del suo fascino di cui è consapevole, esercita su tutti coloro che le vengono a tiro, non ultimi gli spettatori della pellicola. Agli inizi del film, quando la telecamera indugia su alcune zone intime lei, Andrea prende la parola e si rivolge a chi riprende (e quindi a tutti noi spettatori) dicendo che “E’ presto per svelare certe parti del corpo”, e scopre parzialmente un capezzolo per dare una sorta di antipasto di quanto si potra vedere in seguito.
La scena, forse il maggior motivo d’interesse di tutto il film, illustra senza mezzi termini la volontà degli ideatori di Ecco lingua d’argento, Mauro Ivaldi, e Guido Leoni, che sono poi anche i responsabili della sceneggiatura, i quali hanno come obiettivo togliere i veli agli strepitosi corpi delle due protagoniste, cosa che faranno dando ampia soddisfazione al pubblico maschile che può godere della bellezza fisica di due dee assolute della commedia sexy italiana, (a mio gusto) - ovvero Carmen Villani e Nadia Cassini.
Manca in vero una vera trama e se appagare la voglia voyeristica degli spettatori è un obiettivo centrato, la pellicola che sto recensendo non è certo una storia indimenticabile, come dimostrato dalla scena iniziale dove si assiste all’accoppiamento, mentre di sottofondo suona una ritmica musica tribale, tra una ragazza ed un ragazzo di colore. Splendidi corpi che si concedono un amplesso, scena però del tutto avulsa dal resto della trama. Della serie: “Vuoi vedere una scopata? Eccotela, te la do subito! Che poi tu spettatore non esca dalla sala lamentandoti”!
Quindi: Billy ci prova, Andrea stimola ma concede poco (in vero qualche pomiciata è concessa e va evidenziata perchè nella commedia sexy le scene dei baci sono molto rare) mentre l’aspetto comico è riservato alle citazioni di Billy che talvolta mi paiono carine, altre volte meno. C’è poi il fidanzato di Emmanuelle, Gianfranco D’Angelo (Roberto "Bobby" De Michelis) che dovrebbe strappare qualche risata proponendo situazioni di tipo cabarettistico, che a me paiono assurde. Alla fine sotto l’aspetto della trama c’è molto poco da salvare e, in assenza di trama, ha poco senso parlare di recitazione degli attori.
A riguardo mi ha sorpreso favorevolmente il ruolo della dottoressa Nadia Cassini che cerca di proporsi con distacco nei confronti del giovane Billy visto come “caso clinico”. E’ una versione della Cassini atipica e interessante, tra l’altro dove l'attrice si propone con un insolito caschetto di capelli biondi. Il finale ha il merito di essere sufficientemente originale, ma ha il grave demerito di risultare troppo lungo e, nel caso di Emmanuelle e Bobby, anche sconclusionato. Bello il paesaggio, il film è stato girato in Tunisia.
Nota a margine, come sempre (vedi rif. 3 dove avevo ravvisato una siuazione analoga) si ripropone lo stereotipo del mondo arabo visto come comunità di furfantelli, poco affidabili. Sospetto che sia uno strascico del nostro passato coloniale. Sintesi: la versione del film da me visionata ha appagato la mia voglia di godere dei corpi delle due belle attrici proposti con la giusta generosità, ma chi volesse apprezzare un film con trama e recitazione, rischia di rimanere deluso. A livello di seduzione il film non è poi così male perchè chi si immedesima in Billy se da un lato vive le stesse frustrazioni del protagonista, alla fine poi gioisce nel raggiungimento del risultato sperato. Ultima constatazione, capire se preferisco la fisicità di Carmen Villani o quella di Nadia Cassini è una domanda alla quale non saprei dare risposta: in questa pellicola erano ambedue al top!
Il film, leggo dalla rete, ricevette parecchie critiche, ma con 760 milioni di incasso, centrò ampiamenti i risultati di botteghino pur se l’anno precedente la pellicola con Barbara Bouchet superò il miliardo e cento milioni di lire.
Spazio ora ad alcune opinioni estrapolate dal sito Davinotti (rif. 4). Il più benevolo è Cerveza con tre pallini e il giudizio sintetico “Quello che si dice un buon film” - “Per i fan della Villani questo non può che essere il top di gamma. Caschetto platino, pelle biscottata, sandaloni zeppati, abiti colorati e leggeri che si aprono e chiudono svolazzando come ali di farfalla in vorticose trasparenze seduttive. L'ape regina, all'apice della propria carica erotica, conduce il gioco con il topino arrapato, così come lo mena con noi, scosciando e ammiccando dritta nell'obbiettivo da vera femmina alpha. E la sceneggiatura? La sceneggiatura, come in molti film erotici, è tutta scritta nel corpo della protagonista, ed è una gran bella sceneggiatura”.
Herrkinski - “Mediocre ma con un suo perchè” - due pallini: “Il problema maggiore è l'assenza di una vera sceneggiatura e infatti il film si riduce fondamentalmente a una sequela di scenette comiche in cui Cenci cerca di farsi la Villani, sullo sfondo esotico della Tunisia; se a tratti può divertire, alla lunga diventa ripetitivo e si arriva abbastanza stremati alla fine del film. Buone le partecipazioni della Cassini (sempre bella anche con un'acconciatura insolita) e di D'Angelo, che danno anche vita a una scena super-weird verso la fine e a dialoghi finto aulici a tratti surreali. Modesto ma bizzarro”.
Faggi (un pallino): “Si guardi la locandina, la si consideri sotto il profilo meramente didascalico e, in un certo senso, si sarà visto il film: la bella Villani, in abiti provocanti e cosce al vento, implorata da un petulante e fastidioso Cenci per ottenere quello che è facile intuire. Limitandosi a osservare la locandina ci si risparmiano i dialoghi e le situazioni snervanti di cui questo fallimentare erotico-umoristico è infarcito; non si vedranno D'Angelo e la Cassini, è vero, ma fa niente, poiché non aggiungerebbero nulla di rilevante”.
A Faggi fa eco Pol: “Si fa fatica ad arrivare in fondo... La sceneggiatura è, se mi permettete, squallida: quando non ci vengono mostrate le grazie della Villani dobbiamo sorbirci dialoghi del calibro "me la devi dare" ripetuti come un mantra da un Cenci arrapatissimo, o delle gag su cui è meglio stendere un velo pietoso. Quando poi Cenci ricicla le battute di Milian con i santi, è la fine. D'Angelo appare poco e non fa nulla per risollevare le sorti del film. Ah, volete sapere la trama? Boh!”
Mirco Venzo, Treviso 09/02/2026 #qzone.it
rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/L%27amica_di_mia_madre
rif. 2 https://it.wikipedia.org/wiki/Ecco_lingua_d'argento
rif. 3 https://www.qzone.it/index.php/q-arts/mirco-venzo/1138-taxi-girl-m-m-tarantini-1977
rif. 4 https://www.davinotti.com/film/ecco-lingua-d-argento/8987