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20260319 VM erotikillUn caldo corpo di femmina o se preferite La comtesse noire, o anche Erotikill sono differenti titoli di una stessa idea cinematografica che è uscita, pare, nel 1974 e a detta di wikipedia (rif. 1): “scritta, montata, fotografata e diretta dallo spagnolo Jesús Franco”. Non pago dei molti titoli il madrileno di nascita al suo lavoro partecipa anche come attore, interpretando il personaggio del dr. Roberts. Come detto vi sono più titoli relativi a questa “idea” e vi sono più minutaggi proposti nelle differenti offerte commerciali, io ho scelto di intitolare l’articolo con il nome più breve, per comodità, ma con il

titolo Erotikill vi è sia una pellicola destinata al mercato americano, di 71’, sia una per il mercato tedesco, di 104! Il film che ho visto io ha la durata di 1 h e 44’, e potrebbe forse essere ralativo all’ultimo mercato citato.

Come classificarlo… potrei dire che si tratta di un porno atipico, in quanto sicuramente si vedono (e assai dettagliate) molte scene di sesso, dove gli organi maschili e femminili non sono certo tenuti nascosti, ma vi sono delle differenze dai porno più noti, qui vi è una trama e per di più vi è pure una sorta di romanticismo. Classificare come “hard” questo lavoro non rende merito allo stile singolare proposto dal regista che ha curato ogni singolo fotogramma, (nel bene e nel male, perchè, per ragioni che poi esporrò, questo’opera può anche non piacere).

Non dettaglierò la storia per non togliere interesse a chi non l’avesse visto, posso però dire che il canovaccio si basa sulla contessa Irina von Karlstein, la quale è una donna muta (e non si sentirà una sola parola uscire dalle sue labbra durante tutto il film) che trae forza dall’energia sessuale delle sue vittime. E’ in definitiva una sorta di vampiro che anzichè del sangue, si nutre della più intima vigoria delle sue prede, che ottiene attraverso il sesso orale. Dopo ogni rapporto chi negli altri film si può definire come “il fortunato” qui crepa! Assistiamo all'esaltazione della dicotomia eros/thanatos di freudiana memoria. La contessa è in definitiva una sorte di mantide religiosa che ammazza il proprio amante proprio mezzo l’atto sessuale. Ad interpretare questo ruolo centrale è la giovane Lina Romay, che a detta di alcune recensioni aveva diciannove anni all’epoca del film, mentre per altri ne aveva venti. Ora la domanda che mi pongo è quand’è uscita la pellicola? Perchè una cosa è certa: la data di nascita del’attrice: Barcellona, 25 giugno 1954!

Se spesso mi lamento che le protagoniste (o i registi che le comandano) sono avare di scene “audaci” nel film che sto recensendo questo problema non si pone proprio: l’attrice catalana si vedrà vestita solo nei pochi fotogrammi precedenti la parola FINE, poco prima dei titoli di coda, altrimenti sarà sempre nuda o vestita in modo talmente approssimativo che lo spettatore potrà notare (senza fatica) che il suo sesso non è depilato, cosa in perfetta coerenza con la "moda" dell'epoca.

Film hard scrivevo, ma anche un film che parla dell’amore e per certi aspetti intriso di un suo romanticismo! Posso senza paura definirlo anche come un film horror, posto che la paura che mi allontana da questa categoria di pellicole, nel caso in oggetto, non l’ho provata. Vi sono situazioni che richiamano il sadismo ed il mondo del BDSM; e non manca un abbigliamenti che potrei definire fetish., ad esempio spesso si vede la contessa muoversi coperta da un mantello che le lascia in bella vista i seni e il pelo sotto l'ombelico, dove una larga cintura in cuoio e degli stivali che arrivano sopra il ginocchio sono la sola protezione. Nel film non mancano atmosfere gotiche, sovente la protagonista cammina in foreste nebbiose. Ma l’ambientazione del film è l’isola di Madeira e vi sono paesaggi dove l’azzurro ciassoso del mediterraneo, ed il cielo limpido, la fanno da padrone.

In quest'opera c’è di tutto e di più, in una delle scene finali la protagonista si confessa con un cieco e lo spettatore (e chi mi legge) si potrà interrogare: "ma una muta come può dialogare con un cieco che manco può leggerle le labbra"? Lasciate fare a Jesus Franco, guardate la pellicola e lo scoprirete! Il lettore penserà che il regista abbia voluto mettere di tutto e di più, creando un minestrone che così può piacere a tutti! Ed invece, al contrario, a mia opinione, ogni dettaglio è curato seguendo una logica, criticabile forse, ma non certo dettata dalle esigenza di compiacere il pubblico. Ad un certo punto, come han fatto notare alcuni opinionisti di Davinotti.it (rif. 2) nella pellicola fa la comparsa anche un pupazzo di peluche utilizzato per nasconderci della droga nel suo interno. Questo, sia chiaro, non c’entra nulla nel contesto del film, ma evidentemente il regista era stato favorevolmente colpito da questo bambolotto peloso e l’ha voluto inserire nella sua opera.

Il ritmo della pellicola è estremamente lento, "ipnotico", come l'ha definito qualcuno, anche troppo, e alcune scene sono eccessivamente lunghe. Ad esempio in una la contessa amalia con il suo fascino ed il suo splendido corpo una giornalista (interpretata dall’attrice Anna Watican) e il regista dettaglia il cunnilingus… quando lo spettatore ha visto la scena da destra a sinistra, da sinistra a destra, dall’alto in basso e dal basso in alto… ha capito che cosa stanno facendo le due donne e vorrebbe vedere come prosegue il film, senza successo: la scena risulta interminabile! Questa lentezza può risultare snervante anche ad altri spettatori, oltre che a chi vi sta scrivendo.

Merita una segnalazione anche chi si occupa delle musiche, che non sono tutte di mio gusto, ma che comprendo essere state scelte con attenzione e spesso sono protagoniste della scena, assieme alle immagini. La fotografia è ottima e mentre della colonna sonora si è occupato Daniel J. White. Non voglio tediare il lettore con troppe ulteriori informazioni, citando ad esempio il cast che mi è parso tutto adeguato alla trama e ben diretto. Sono a riguardo costretto ad una ulteriore precisazione, se nei film porno ogni volta che si presenta un personaggio, si sa già come andrà a finire (ovvero che lo si vedrà nudo e si potrà vedere come copula) qui non è così, ogni figura che entra in scena non si sa mai che cosa farà, e quindi il lettore ha compreso che l’opera che sto recensendo, pur se intrisa di scene molto audaci, non può essere considerata come un porno.

Chiudo con delle ulteriori informazioni circa i due protagonisti, il regista Jesus Franco che, assecondando l’amico Luis García Berlanga, manterrà fede per tutta la sua carriera all’idea che: "tutto ciò che occorre per fare cinema è «¡Una cámara y libertad!". Manco a dirlo, tra coloro che hanno apprezzato il lavoro di Jesus Franco va citato Quentin Tarantino.

L’altra annotazione che ritengo interessante è inerente alla protagonista, la giovane Lina Romay che, copio e incollo da wikipedia (rif. 3) “è stata un'attrice e attrice pornografica spagnola. L'attrice è nota per aver girato più di 110 film, gran parte dei quali di genere pornografico e diretti da Jesús Franco, del quale è stata compagna per quasi quarant'anni”.

La parola ora ad alcuni opinionisti di Davinotti: (rif. 2)
Stefania (quello che si dice un buon film, tre pallini): “L'impatto iniziale è inebriante: la vampira Irina, nuda sotto il mantello, è una libellula nera in un bosco nebbioso, un non-luogo fiabesco, senza tempo. Poi, lo stacco sulla moderna Madeira turistica, e Irina diventa una farfalla bianca. Ma anche Madeira è un luogo mitico: le colonne d'Ercole, il veggente cieco, la villa maledetta... Cromatismi sanguigni o cianotici raccontano gli ultimi giorni di una creatura mai nata, falena o mariposa, che sbatte le ali dibattendosi tra amore e morte, tra terra e cielo, tra perversione e innocenza”.

Faggi (due pallini). “Per gli innamorati della bella e sensualissima Lina Romay e per chi sta al gioco franchiano in bilico tra genio (e ascendenze colte) e sregolatezza (e cadute nell'opinabile) la visione di questo erotico-vampirico attrae, ammalia, non delude; e le note melanconiche in colonna sonora aiutano a mandare giù in un solo sorso la pozione preparata dal Maestro. La qualità dell'insieme sarà anche discutibile ma cosa importa quando un film riesce a sedurre nonostante i difetti? Nulla. È infatti la suddetta pozione va giù che è una meraviglia”.

Cotola (un pallino): “Film vampiresco al femminile caratterizzato da un ritmo piuttosto dilatato, a tratti direi catatonico e dalle copiose scene erotiche in cui notevoli bellezze muliebri mostrano più e più volte le loro “doti”. Per il resto non c’è molto altro se non le musiche datate (ma buone) ed una fotografia decente. Le voci off sono spesso gratuite, deliranti ed inconcludenti. Sceneggiatura al minimo storico. In ogni caso non un disastro completo. Jess Franco, infatti, ha fatto molto ma molto peggio”.

Dal vostro opinionista è tutto.

Mirco Venzo, Treviso 19/03/2026 #qzone.it

rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Un_caldo_corpo_di_femmina
rif. 2 https://www.davinotti.com/film/un-caldo-corpo-di-femmina/9688
rif. 3 https://it.wikipedia.org/wiki/Lina_Romay

 

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