Il soggetto di questa pellicola è un romanzo di Franz-Olivier Giesbert, a sua volta ispirato da una storia vera che ha visto protagonista un boss della mala marsigliese, Jacky Imbert, sopravvissuto ad un attentato in un parcheggio. Gli sceneggiatori, Richard Berry, che è pure il regista del film, Mathieu Delaporte, Alexandre de La Patellière e Eric Sous nel 2010 creano L’immortale (L’immortel) affidando il ruolo di protagonista a Jean Reno.
Wikipedia (rif. 1) classifica la pellicola come: “azione, noir, thriller” e per non togliere curiosità alla trama non approfondirò molto i personaggi, anche se la stessa non è che sia poi così complicata: Charly Matteï (interpretato da Jean Reno), nonostante 22 pallottole estratte dal suo corpo, una delle quali (o forse più) che l'hanno colpito in volto, riesce a sopravvivere. In un primo momento Matteï cerca di soprassedere allo sgarbo subito, per garantire a se stesso e alla sua famiglia un futuro sereno, ma un successivo massacro di un suo uomo fidato lo induce alla vendetta, vendetta che sa tanto di giustizia.
Mi fermo qui con il riassunto per scrivere che questa pellicola mi ricorda soprattutto due lavori antecedenti, Rambo, per come un uomo da solo riesca a combattere una guerra contro tutti (e vincerla!) e C’era una volta in America, per il tema dell’amicizia tradita, anche se comparare il capolavoro di Sergio Leone con questo film d’azione ha un che di blasfemo. Resta tuttavia un buon film sia per la riconosciuta capacità di interpretare questo tipo di personaggio da parte di Jean Reno, ma anche per l’abilità del regista che sa creare le inquadrature, dando il giusto pathos con una buona alternanza di musiche, sia per le recitazione di Kad Merad e di Marina Foïs. Mi fermo qui nel citare le buone recitazioni, la realtà è che tutti i personaggi sono molto ben caratterizzati e ottimamente interpretati, e questo significa che il regista ha fatto il suo in modo ottimale. Chi ama le sparatorie e una trama sufficientemente complessa, troverà un buon film, anche se motivi di grande originalità non ne ho trovati.
La parola ora ad alcuni opinionisti di Davinotti (rif. 2). Tra chi lo considera un “Grande esempio di cinema”, con 4 pallini (il massimo) c’è Bruce che così lo commenta: “Volendo esagerare lo potrei anche accostare al Padrino, più serenamente è giusto avvicinarlo ai momenti migliori del nostro poliziesco. Diretto bene e fotografato nella luce calda di Marsiglia e Avignone, è un gangster movie nuovo e spettacolare che pare già un classico (e la musica di Puccini certo aiuta), con Jean Reno strepitoso nel ruolo di capo clan, grande ritmo, nessuna pausa, violento quando si deve, forse retorico ma non superficiale e con un buon approfondimento dei personaggi. Ottimo il cast. Per chi ama il genere da vedere, assolutamente”!
Galbo con tre pallini lo reputa “Quello che si dice un buon film”: ecco la sua sintesi “Buon noir di produzione francesce; impianto narrativo piuttosto classico, con il protagonista che cerca vendetta nei confronti dei suoi ex complici. Nonostante la mancanza di originalità, il film è ben realizzato con una notevole cura nell'ambientazione (una Marsiglia ben fotografata) e una buona caratterizzazione psicologica dei personaggi. Convincente la prova di Jean Reno, particolarmente a suo agio con questo genere di personaggi, con un cast di contorno decisamente all'altezza”.
Cloack 77 è il più critico degli opinionisti del sito è gli attribuisce solo un pallino, l’unico ad esprimere un giusdizio così severo. Dovere di cronaca mi impone di riportare anche la sua visione: “Voglio credere a tutto: ai 22 colpi senza che nessuno spari alla testa, alla vendetta, alla possibilità di essere traditi, attaccati e al contempo riuscire a proteggere la famiglia, ad essere un pluriomicida e collaborare con la polizia da "innocente": ma ti prego sceneggiatore, dammi un motivo plausibile all'origine del film, ti prego dimmi che all'origine di questo inferno c'è qualcosa di veramente grave, ti prego sceneggiatore. Invece no, non c'è alcuno stupore, alcuna idea folgorante... sempre la solita fuffa”.
Mirco Venzo, Treviso 30/04/2025 #qzone.it
rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/L%27immortale_(film_2010)
rif. 2 https://www.davinotti.com/film/l-immortale/22801