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20250820 VM dark redThe Dark Red è un film americano del 2018 classificato da wikipedia inglese (rif. 1) come thriller edito, prodotto, diretto e scritto (in tal caso con l’aiuto di Conal Byrne, interprete del fidanzato della protagonista, padre del bimbo scomparso) da Dan Bush. Il film, dice la fonte, è stato premiato al festival di Austin. Le fonti italiane parlano anche di un film horror, cosa vera solo in parte; dopo averlo visto concordo con la stampa inglese che lo classifica come thriller, o “mystery”. La trama è semplice, pur se ricca di dettagli che non posso illustrare per non togliere il gusto del film a chi non l’avesse visto: Sybil (interpretata da April Billingsley) è ricoverata in un ospedale psichiatrico è narra di aver subito il rapimento

del figlio concepito da un rapporto con David Collifield (il coautore della trama). Il punto è che la ragazza ha vissuto esperienze in vero traumatizzanti, fa uso di farmaci forti, e il rischio che sia affetta da schizofrenia è concreto: i racconti di Sybil son resoconti della realtà, o sono fantasie partorite da una mente disturbata? 

Per la prima metà del film ci si occupa di descrivere tutto ciò introducendo la figura della dottoressa Deluce interpretata da Kelsey Scott. In questa fase i ritmi sono blandi, le immagini spesso sono volutamente confuse e l’idea di un film horror sono plausibili, giacché la narrazione della protagonista è presentata in modo tale da non permettere allo spettatore di capire se si tratta di un incubo o del resoconto confuso della realtà. Insomma c’è qualcosa degli Horror tradizionali, ma la tensione che si prova è di livello molto più blando, sufficente però, lo voglio dire, per alterare il mio giudizio finale su questa pellicola: io non amo questa tipologia di film, e forse per questo non sono rimasto molto colpito da questo lavoro.

Nella seconda parte avviene un repentino cambio di marcia, entrano in scena altri protagonisti e c’è molto più movimento: Sybil da ragazza apatica si trasforma in una sorta di piccola rambo per inseguire le sue idee e cercare le conferme che le servono. Non credo di dover aggiungere altro se non che mi è dispiaciuto non rivedere in scena la già citata Kelsey Scott, attrice avvenente e a mio giudizio, la più abile delle interpreti. Non che gli altri attori non siano risultati congrui per il loro ruolo, ma nessuno di essi, e tra questi includo la protagonista, mi ha colpito per la qualità della recitazione.

Spazio ora ad altre opinioni iniziando dai “Pro” e i “contro” proposti nel sito darksidecinema.it (rif. 2)

Pro:
"l mix di generi e la gestione della storia danno vita a un film originale. April Billingsley è molto brava".

Contro:
"I ritmi sono sballati: una lentezza soporifera nella prima metà, concitazione da action nell’ultima parte. Sarebbe stato utile un po’ di bilanciamento".

Come sempre qualche opinione recuperata dal sito di Davinotti, al momento povero di pareri:
Daniela: “[...] Thriller che mixa varie suggestioni - poteri mentali, famiglie inquietanti, sette dagli scopi oscuri, revenge al femminile - senza però trovare una propria personalità: più interessante la prima parte, in bilico tra complottismo e paranoia, meno la seconda quando la pluritraumatizzata protagonista si trasforma in una action-woman. Nel complesso, film non privo di interesse ed anche discretamente interpretato, ma irrisolto e lacunoso”.

Anthonyvm: "Il Dan Bush di The signal azzarda un mix di thriller psicologico (il primo troncone è un lungo dialogo fra la protagonista e una dottoressa, intervallato da vari flashback la cui veridicità è dubbia), horror familiare à la Get out di Jordan Peele (ai limiti del rip-off) e revenge-movie all'azione (la tranche finale). Il tutto si lega all'espediente narrativo (usato malissimo) della telepatia king-depalmiana e al topos sempreverde della maternità. Nel suo insieme il film appare derivativo e disomogeneo, salvato parzialmente dalla buona mano del regista e dalla prova della Billingsley".

Confesso che ho compreso poco di ciò che dice Anthonyvm causa i miei limiti nella conoscenza del lessico, resta il fatto che il critico pare documentato e solo due sono le opinioni ad ora presente in Davinotti (rif. 3); non potevo non citarlo.

Mirco Venzo, Treviso 17/08/2025 #qzone.it

rif. 1 https://en.wikipedia.org/wiki/The_Dark_Red
rif. 2 https://www.darksidecinema.it/the-dark-red-la-recensione/
rif. 3 https://www.davinotti.com/film/the-dark-red/52986

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