Joe D’Amato, nome d’arte del romano Aristide Massaccesi, nel 1994 fa uscire una pellicola vietata ai minori di 14 anni dal titolo La casa del piacere. E’ un interessante argomento di discussione cinematografica perché propone un film, a mio avviso mediocre, che aveva un soggetto interessante. Il film naturalmente è da classificarsi come erotico, anche se, nonostante le immagini audaci non manchino, di erotismo ce n’è molto poco. Io inizierei da qui la mia disquisizione. Soggetto e sceneggiatura sono di tale Dan Chang, figura di cui io non sono riuscito a trovare nessuna indicazione; manco so di che nazionalità sia questo sceneggiatore. (rif. 1). La storia che pone in essere è curiosa e poteva essere anche buona, se la sceneggiatura e i dialoghi fossero stati imbastiti diversamente. Purtroppo Joe D’amato ha deciso di portare sullo schema una sorta di soft -porno, senza curare le sfumature, e ciò ha penalizzato la capacità di seduzione del film.
Mi spiego: in Malizia di Salvatore Samperi (rif. 2), assistiamo ad una scena che fece epoca, la mano di Nino (Alessandro Momo) accarezza le gambe di Angelina (Laura Antonelli) mentre sono a tavola con altri commensali. Lo spettatore arriva a “godere” di questa immagine, immedesimandosi in Momo, direi "tifando" per lui, dopo che per un'ora la storia ci spiega come l’adolescente si sia un po' alla volta interessato alla bella donna, sino a perdere la testa per la stessa. Questo percorso è svolto con buona lentezza, lasciando il tempo anche allo spettatore di “innamorarsi” a sua volta di Angelina. Chi osserva il film auspica che il regista faccia vedere il corpo della bella protagonista. Ecco che quando con malizia il ragazzo accarezza le gambe della donna agognata da suo padre, io tifo per lui. C’è tutto un insieme di informazioni, tutta un’attesa che trova soddisfazione in quell’immagine, la scena si svolge dopo circa un ora di narrazione. Dirò di più: molti lettori non si ricordano di una scena del tutto analoga che vede protagonista lo stesso Nino con la Vedova Corallo (Angela Luce), dopo otto minuti (circa) della pellicola c’è la scena del funerale e questa donna molto chiacchierata (la vedova Corallo) è in macchina con il ragazzo che all’insaputa di tutti le mette la mano dell’interno coscia. La scena è bella, la gamba della donna è sicuramente provocante, ma pochi si ricordano del gesto: la ragione è che manca tutto il lavoro di aspettativa.
E veniamo alla Casa del piacere. La trama vede una coppia in luna di miele Lord Hutton (interpretato da Nick Nicholson) e la giovane moglia Eleanor (interpretata da Irina Kramer) andare a Manila (Filippine) per un viaggio d’affari che può tranquillamente essere considerato anche come viaggio di piacere, vista la bellezza del paesaggio. La coppia scopre che l’uomo che doveva ospitarli è deceduto ed è il figlio Lin Piao (interpretato da Marco S. Gonsalvez) ad offrire loro ospitalità, in onore e per rispetto del padre defunto. Bene, lo splendido corpo di Irina Kramer si vede subito dopo aver visto i titoli di testa, mentre alla prima scena dove la donna fa colazione con il giovane filippino, (assieme al marito), questi gli mette la mano nelle cosce. In Malizia si arriva a quel punto dopo un ora d'attesa, qui saranno passati meno di 5'. La scena è per certi versi analoga a quella di Malizia: c’è una carezza spudorata compiuta da due giovani in un momento di tranquillità, mentre si è a tavola con chi quel gesto non dovrebbe vedere (il padre di Nino piuttosto che il marito di Eleanor). La ragione per cui io non ho trovato interessante la carezza di Massaccesi / D'Amato è legata proprio alla mancata preparazione. Allo spettatore manca il tempo per desiderare quel gesto.
La dinamica del film di Joe D’amato è la seguente: la protagonista ad ogni pretesto si concede e si spoglia, proponendo tutto il repertorio del kamasutra: masturbazione, rapporto classico, anale, fallatio, carezze con donne… Non posso parlare di film porno per la semplice ragione che il membro maschile non viene mai proposto, ed è questa la ragione per cui la visione è consigliata ad un pubblico che abbia compiuto i 14 anni, ma l’impostazione è tipica di quel tipo di pellicole. A questo punto il lettore mi chiederà cosa c’è di interessante in questo film. Anzitutto il corpo di Irina Kramer, decisamente avvenente. Ho fatto delle ricerche in rete e ho il sospetto che la ragazza sia russa di origine, nativa di Novgorod e che all’epoca delle riprese avesse 28 anni! Voglio esser chiaro, il mio è un sospetto perchè siti che me lo dicano chiaramente non ne ho trovato. Così come non ho informazioni su Marco S. Gonsalvez e la sua compagna nel film, Liezl Santos. Queste ricerche sono state poste in essere perché la fisionomia degli attori mi pareva in effetti orientale, ma il nome è decisamente sudamericano. Di Nick Nicholson non mi sono proprio interessato, e la sua recitazione lo giustifica ampiamente. Torniamo al film.
A sorprendermi sono stati alcuni dialoghi molto enfatizzati, che volevano (forse) essere poetici, ne ho riportato un paio e li cito per far capire: “Siete un uomo fortunato” (è Lin Piao che dialoga con Lord Hutton, il soggetto, naturalmente è la moglie) replica: “Il vetro più brilla e più è fragile”. Altro scambio di battute tra Lin e Lady Eleanor “Hai saluto il primo gradino del piacere. ma la scala è lunga, tu arriverai in cima…”! Peccato che queste “perle” siano infilate in una trama dove c’è tanta musica (ogni volta che la bella attrice russa si spoglia da sola), ci siano molti sospiri (ad ogni rapporto, che la donna ha praticamente con chiunque incrocia nella sua strada), o peggio nel silenzio più totale. La ragazza infatti viene sovente ripresa da una telecamera dove c’è chi la spia alla sua insaputa. Chiudo precisando che i dialoghi che sono decisamente scadenti, ma che tra un dire il nulla e l’altro, compaiono perle come quelle sopra ricordate, che vorrebbero essere profonde...
Eppure la trama è interessante! Non svelo cosa accade per non togliere interesse allo spettatore, ma la storia ha un suo “perchè”, certo, assai romanzato e molto difficilmente riscontrabile nella nostra quotidianità, ma stiamo guardando un film erotico, mica stiamo osservando un documentario sulla riproduzione dei ricci… Passo la parola ad alcuni critici, per lasciare al lettore altre opinioni: Alessandro M. Colombo: “ [...] Ennesimo incredibile filmaccio di D’Amato/Massacesi realizzato poco prima del suo passaggio definitivo – praticamente – al porno. Noia totale - [...] rif. 3
Due commenti raccolti su Davinotti, (rif. 4) riporto il più benevolo e il più caustico, partiamo con la carota a firma Daidae: “Classico erotico soft che come molti film del valido regista romano presenta una bella fotografia, erotismo patinato e ambientazioni curate quanto "ricche". La trama è al contrario ovviamente "povera" e ogni scusa è buona per vedere "all'opera" la bella protagonista. Non è niente di speciale ma non è neppure così tremendo; nei Novanta si girò decisamente di molto peggio”.
Per Marcolino1 la valutazione è “molto scadente”: “La pellicola fa pendant con un'altra opera del regista, ossia Il labirinto dei sensi. Stessa ambientazione in estremo oriente (della quale non si apprezza nulla perché il 95 per cento del girato è chiuso nelle quattro mura), stesso triangolo lei-lui-lui, stesso gusto per il softcore, antipasto per il "piatto forte" dell'hard che però qui non arriva. L'elemento voyeur alla "grande fratello" non aiuta ad aumentare l'interesse, poiché viene introdotto in modo schematicamente freddo e superficiale; il tema del "guardone" conobbe tempi migliori”. La storia, pare l’abbia apprezzata solo io, me ne faccio una ragione.
Mirco Venzo, Treviso 14/02/82025 #qzone.it
rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/La_casa_del_piacere
rif. 2 http://www.qzone.it/index.php/q-movies/706-malizia-di-samperi
rif. 3 https://cinemaitalianodatabase.com/2014/01/25/la-casa-del-piacere-1994-di-aristide-massaccesi-joe-damato-recensione-del-film/
rif. 4 https://www.davinotti.com/film/la-casa-del-piacere/13008