
Nel 2016 Cristina Comencini, la figlia del noto regista Luigi, ripropone anche nelle sale cinematografiche un soggetto da lei ideato e di cui oltre che la regista ne è la sceneggiatrice. L’origine di tutto è la pièce La scena, nata per il teatro che la madre del politico Carlo Calenda riadattarà avvalendosi della collaborazione anche di Giulia Calenda, (sua figlia) e di Paola Cortellesi che ne è una delle protagoniste sul set.
La trama
Lucia (interpretata da Paola Cortellesi) è stretta da una solida amicizia con Maria (interpretata da Micaela Ramazzotti). Le due donne hanno caratteri molto diversi e soprattutto nei rapporti con gli uomini sono l’una l’opposto dell’altra; la prima dopo la delusione del matrimonio è diventata iper critica verso il sesso opposto al punto tale da vivere una vita
Una delle pietre miliari del cinema italiano è sicuramente Il portiere di notte, frutto della regista Liliana Cavani che ne ha ideato il soggetto e che si è pure occupata della sceneggiatura. L'idea alla donna nasce a seguito di alcuni documentari da lei stessa realizzati nei suoi esordi da regista, documentari relativi a temi del secondo conflitto mondiale; si occupò di comprendere cosa ricordassero i tedeschi della guerra voluta da chi, democraticamente, essi votarono, ma che portò l’intero continente (e non solo) alla rovina. Oltre a ciò la regista recuperò importanti documenti sui campi di concentramento (i filmati americani di chi aveva liberato alcuni campi, quelli dove si vedono i corpi spostati con le ruspe). Realizzò inoltre un documentario dove protagoniste erano le donne e nell’occasione colloquiò con una signora di Cuneo, che le confessò di essere stata reclusa a Dachau. Lei ogni
Domenica 23 e lunedì 24 novembre 2025 si sono tenute le tanto attese Elezioni Regionali anche nel Veneto. Dopo lustri di governatorato ed un po' di chermesse, il Presidente Zaia ha dovuto cedere la poltrona di primo cittadino Veneto. Questa lunga egemonia leghista e la "fratellanza" poco digerita con Fratelli d'Italia arrivava alla vigilia del voto con scenari piuttosto incerti. In particolare vi era all'orizzonte la variabile astensionismo sempre più dilagante che avrebbe non poco segnato con molta probabilità questa tornata elettorale. I giochi da parte dei grossi competitor si sono fatti tutti sul filo di lana, questo a conferma del surriscaldamento delle diverse fazioni. Il fatto poi che per i 2 grossi schieramenti vi siano state più di una mezza dozzina di liste correlate la dice lunga sulle identiche strategie adottate.
Sino al 1 febbraio 2026, a Palazzo Roverella, nel centro di Rovigo, è fruibile la mostra dedicata al fotografo newyorkese Rodney Smith. (rif. 1). E’ un appuntamento da non perdere, sia per chi ama la fotografia tradizionale, sia per chi vuole apprendere cosa significhi fotografare, ispirandosi a canoni classici. Vi sono autori che “insegnano” cosa si può fotografare, come si deve fotografare e, a mio modesto giudizio, questi artisti aiutano a crescere, non a caso li considero dei maestri; a Rovigo c’è la mostra di uno di essi e, mi piace ora precisare, non è il primo esposto a Palazzo Roverella. Le foto di Rodney Smith, quasi tutte in bianco e nero, hanno una
Il decennio che va dagli anni ‘70 agli anni ‘80, segna l’apoteosi della commedia sexy all’italiana. Dino Risi spieghò (ho recuperato i concetti da una sua intervista) che la rivoluzione studentesca sesantottina aveva portato alla rottura con i vecchi pregiudizi sessuali, creando nuovi spazi per chi volesse fare arte, e in particolare, il ruolo della donna e dei giovani era stato modificato. Questo film per essere compreso va collocato all’interno di questo processo facendo un “distinguo”, se all’epoca andavano per la maggiore pellicole che cercavano di proporre scene di donne nude e sesso ammantato da storie, più o meno verosimili, meglio se ridanciane, v’erano alcuni lavori che di far ridere non si preoccupavano proprio: essi si concentravano più sull’esigenza di trasmettere un messaggio, di smarcarsi da quelle storielline stupide che saranno, in seguito, l’humus per i Pierini e, sucessivamente, per i lavori dei Vanzina.
Nel momento d’oro della commedia sexy all’italiana esce questo “prodotto” (per militari, sia chiaro) dal titolo Cara dolce nipote, diretto da Andrea Bianchi; siamo nel 1977 (rif. 1) e la sceneggiatura è di Pietro Regnoli. Il filone delle nipoti è stato molto battuto da questo genere di cinema, e invogliato da uno dei film più intriganti che ho recensito, La nipote (rif. 2 del 1974) ho voluto analizzare anche questa pellicola che, lo anticipo, è stata una mezza delusione (o forse anche qualcosa di più: ha deluso per almeno i tre quinti).
Recentemente ho visto il film erotico del regista Tonino Valerii Senza scrupoli, (rif. 1), pellicola uscita nel 1986 su soggetto di Mino Roli (all’anagrafe Erminio Pontiroli), avente sceneggiatura dello stesso regista il quale si è avvalso della collaborazione di Vinicio Marinucci e Riccardo Ghione. Andrò a recensire questo film pur premettendo che, per ragioni che non mi sono chiare, ho avuto difficoltà ad arrivare alla fine. E' evidente che questo lavoro ha toccato chissa quali nervi nascosti, tanto da dovermi impegnare per arrivare a recensirlo. Dico subito che non è “un filmaccio”, ma un lavoro con un suo “perché”. I commenti che riporterò alla fine,
Avevo già trattato questo argomento nel 2017, ma ritengo opportuno riprenderlo in occasione della futura tornata elettorale regionale. La resistenza, come principio fondante della lista Resistere Veneto, è costituzionalmente riconosciuta dai lavori preparatori dell’art. 54 (quello che prevede che i funzionari pubblici devono adempiere il loro dovere con disciplina e onore). I Costituenti Dossetti e Cevolotto in sede di sotto commissione, proposero che fosse inserito il seguente comma: "Quando i pubblici poteri violino le libertà fondamentali ed i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è diritto e dovere del cittadino". Inoltre il relatore Merlin, ha ricordato che Tommaso d'Aquino, uno dei principali pilastri teologici della Chiesa Cattolica, scrisse: “Bisogna dire che il regime tirannico non è giusto perché non è ordinato al bene comune ma al bene privato di colui che governa. Per tale ragione il sovvertimento di questo regime non ha carattere di sedizione”.
L’altro giorno in Piazza ciacolando con Checco (nome finto di persona vera) gli ho parlato della lista civica Resistere Veneto con Szumski, Checco mi guarda: Szumski? Ma xeo veneto? "Venetissimo" -rispondo- "el xe nato in Argentina, so pare xe polacco, so mama xe veneta, più veneto de cussì? Ghemo vudo un papa polacco, desso nialtri veneti podemo aver un presidente polaco-veneto, te sé, noialtri veneti semo internassionai, sempre più vanti de ialtri". Cecco mi guarda fra lo stupito e il divertito e con il suo sguardo perennemente bonario: "Ma va in mona! Ma come se scriveo sto Szumski, conteme xeo un bon toso…"
Leggi tutto: Lo strano caso di Paola Egonu el Dott. Szumski...
Un buon thriller canadese del 2018 diretto da Danny j. Boyle dal titolo originale Til Ex Do Us Part e tradotto in italiano con Finché ex non ci separi, ha come protagonisti Kelly Sullivan, Anna Van Hooft, Dan Payne e la giovane Alisha Newton. (tra gli altri). Non mi piace dilungarmi nella trama dei gialli per non togliere curiosità al potenziale spettatore, mi limito quindi a dire che siamo di fronte ad una famiglia borghese discretamente agiata, con una bimba che sta per compiere i sedici anni, messa a dura prova (la famiglia) dall’entrata in scena di un'amante del marito. La coppia era in crisi e tutta una serie di eventi, che non svelo, terrà lo spettatore attaccato alla pellicola per scoprirne i dettagli, non ultimo per capire se la famiglia rimarrà unita o se l'uomo se ne andrà con la giovane ed intrigante Claire, sua vicina di casa, interpretata da Anna Van Hooft.
Leggi tutto: Finché ex non ci separi - 2018 di Danny J. Boyle
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