Domenica 23 e lunedì 24 novembre 2025 si sono tenute le tanto attese Elezioni Regionali anche nel Veneto. Dopo lustri di governatorato ed un po' di chermesse, il Presidente Zaia ha dovuto cedere la poltrona di primo cittadino Veneto. Questa lunga egemonia leghista e la "fratellanza" poco digerita con Fratelli d'Italia arrivava alla vigilia del voto con scenari piuttosto incerti. In particolare vi era all'orizzonte la variabile astensionismo sempre più dilagante che avrebbe non poco segnato con molta probabilità questa tornata elettorale. I giochi da parte dei grossi competitor si sono fatti tutti sul filo di lana, questo a conferma del surriscaldamento delle diverse fazioni. Il fatto poi che per i 2 grossi schieramenti vi siano state più di una mezza dozzina di liste correlate la dice lunga sulle identiche strategie adottate. Ricordiamo infatti che la presenza di Liste correlate unite in un unico simbolo ha più funzioni in seno ad una elezione. Infatti, più è importante l'elezione, in senso di estensione territoriale, più le liste correlate richiamano un proprio peso specifico. In altre parole, una lista correlata ad un partito trainante gode di molteplici benefici piuttosto che se corresse da sola. Al momento della presentazione per esempio, può non essere costretta a raccogliere le firme, poi può condurre una campagna "light" in quanto sempre al traino in quanto pubblicizzata dalla capolista. In caso di vittoria o anche di buon risultato della capolista comunque viene "premiata" anche se ha ottenuto risultati mediocri. Infine, negli accordi pre-campagna elettorale, normalmente si concordano condizioni e "careghe" anche per chi non ha contribuito più che tanto alla corsa. Ergo, creare una lista alternativa abbinata a quella principale porta sempre dei vantaggi, non ultimo il fatto che più liste vi sono, più possibilità di voti si possono raccogliere e molto spesso questi vengono sotratti al "nemico".
Entrando nel vivo della faccenda Veneta, a queste elezioni si sono presentati alla linea di partenza 5 candidati sindaci. Il candidato del "VENETO 2025" Stefani, di posizione "Centro-Destra", aveva come liste correlate quella della LEGA, di Fratelli d'Italia, della Liga Veneta, dell'Unione di Centro e di Noi Moderati. Il candidato di "Creare Futuro" Manildo, di posizione "Centro Sinistra", aveva come liste correlate quella del PD, quella di Alleanza Verdi Sinistra, quella del Movimento 5 Stelle, quella di Uniti per Manildo quella delle Civiche Venete, quella di Pace Salute e Lavoro e quella di Volt Europa. Poi a seguire vi era la lista singola "Resistere Veneto" del candidato Szumski, quella singola di "DSP" di Rizzo e quella di Bui dei "Popolari per il Veneto". In Veneto la corsa alla Regione è stata fatta da un grosso blocco di liste del Centro-Destra, un grosso blocco di liste del Cenro-Sinistra e 3 outsider.
Sicuramente siete già a conoscenza dell'esito di questa corsa ma a noi piacciono i numeri perché , come diceva un vecchio statista, ... a volte i numeri non mentono. Partiamo pertanto dal primo dato: nel Veneto il 23 e 24 novembre avevano diritto di voto 4.294.694 persone. Di queste sono andate a votare solo 1.917.577, ovvero il 44,65%. Solo questo dato in sé, se si fosse trattato di un qualsiasi referendum ne avrebbe decretato l'annullamento, ben sotto il "Quorum" del 50%. Ma facciamo finta che questo dato non abbia la vera importanza che in effetti ha ovvero che la stragrande maggioranza dei cosiddetti "Veneti" non abbia ritenuto di recarsi alle urne per esprimere responsabilmente una loro scelta, andiamo oltre.
Chi ha vinto, secondo i dati ufficiali basati sul totale dei votanti, ha vinto con il 64,39% dei voti .. che detta così potrebbe sembrare un plebiscito ma se trasformato in numeri reali, la compagine di maggioranza (tutta assieme) ha preso 1.211.356 voti ovvero circa il 28% sul totale degli aventi diritto al voto. Chi è arrivato secondo, con altrettanto enorme dispendio di energie, in teoria ha ottenuto il 28,88% dei voti con 543.278 in realtà per lo steso conteggio fatto pocanzi, si è fermato poco sopra il 12,6%. Ora capite il grado di rappresentatività dei queste proposte politiche Venete. Se vogliamo inoltre spaccare il capello in 4, ed analizzare i voti delle singole liste scopriamo che la tanto osannata lista apripista della LEGA trainata anche dall'osannato Zaia ha raccolto nel territorio solo 607.220 preferenze, circa la metà 312.839 Fratelli d'Italia e circa la metà della metà 105.375 quelli di Forza Italia del fu Berlusconi. 607.220 in soldoni voti alla LEGA significano circa il 12% della popolazione del Veneto. E la lista Meloni al Governo ha fatto il diavolo a 4 in campagna elettorale rappresentando solo il circa il 7% dei Veneti. Peggio di loro ovviamente hanno fatti tutti gli altri ma si sa, in una elezione Amministrativa anche se andassero a votare 1000 persone su 4.294.694 ... il vincitore avrebbe comunque diritto di Governare.
Non apriamo la polemica su quale dovrebbe essere il numero minimo giuridicamente, eticamente, moralmente e sensatamente utile per considerare una votazione degnamente rappresentativa dell'espressione di un territorio, certo è che il Veneto oggi può definirsi tutto ma NON Leghista. Al massimo .. leghista al 28%. tutti gli altri avrebbero sicuramente qualcosa da ridire. Chiaro è che il Nuovo Governatore non tarderà a dire che ogni sua parola ed ogni suo gesto sarà fatto in nome e per conto di TUTTO il Veneto rappresentandone ... l’Essenza!
Altra analisi utile nello scorrere dei numeri è sulla rappresentanza ai seggi ovvero, chi e quanti sono stati gli "eletti" in Consiglio Regionale. E qui scopriamo cose interessanti di cui accennavo sopra. Con in suoi 1.211.356 voti il Centrodestra si siederà su 33 poltrone delle 49 a disposizione. Il Centrosinistra all'opposizione ne occuperà 14 e una New Entry nel panorama politico Veneto, "RESISTERE VENETO" si siederà sugli ultimi 2 rimasti. Il calcolo della spartizione delle poltrone del Consiglio a livello generale è matematico e di facile approccio, meno logico è il fatto, ma l'avevamo spiegato in apertura, che liste con meno di 25.000 voti abbiano ottenuto 1 seggio (vedasi LISTE CIVICHE per MANILDO) mentre altre quasi di pari entità ma non aggregate ad alcuna compagine ne siano rimaste prive. In questo contesto allora ci verrebbe spontaneo di esaminare i numeri lista per lista e scoprire ulteriori "anomalie" elettorali. Per farlo esaminiamole nei loro numeri reali e li elenchiamo da più votato al meno votato:
- LEGA - LIGA VENETA STEFANI PRESIDENTE
607.220 voti - 19 seggi
- FRATELLI D'ITALIA - GIORGIA MELONI
312.839 voti - 9 seggi
- PARTITO DEMOCRATICO - MANILDO PRESIDENTE
277.945 voti - 9 seggi
- FORZA ITALIA BERLUSCONI AUTONOMIA PER IL VENETO
105.375 voti - 3 seggi
- SZUMSKI RESISTERE VENETO
83.054 voti - 2 seggi
- ALLEANZA VERDI E SINISTRA
77.621 voti - 4 seggi
- UNITI PER MANILDO PRESIDENTE
35.669 voti - 1 seggio
- MOVIMENTO 5 STELLE
36.866 voti - 1 seggio
- LIGA VENETA REPUBBLICA V.A.
30.703 voti - 1 seggio
- UNIONE DI CENTRO
28.109 voti - 1 seggio
- NOI MODERATI CIVICI PER STEFANI
18.768 voti - 0 seggi
- LE CIVICHE VENETE PER MANILDO PRESIDENTE
24.926 voti - 1 seggio
- DEMOCRAZIA SOVRANA POPOLARE
12.941 voti - 0 seggi
- PACE SALUTE LAVORO - RIFONDAZIONE COMUNISTA
10.430 voti - 0 seggi
- POPOLARI per il Veneto
6.071 voti - 0 seggi
- VOLT EUROPA - MANILDO PRESIDENTE
5.339 voto - 0 seggi
Ebbene, osservando i votanti in numeri reali messi in lista decrescente riscontriamo un dato alquanto interessante. E' molto probabile che sia stata la causa della scarsa affluenza alle urne e della forte motivazioni di alcune singole persone ma, dopo i definiamoli grossi pachidermi dei "Partiti di Governo" (LEGA - FI- PD - Forza Italia), fuori da ogni previsione fa capolino una lista nuova, singola, che per correre ha dovuto sudarsi anche la raccolta firme, radicata profondamente nel territorio del Trevigiano che con i suoi 83.054 voti ha staccato TUTTE le altre concorrenti più o meno aggregate. Spulciando tra i numeri scopriamo che nel comune trevigiano di Santa Lucia di Piave (dove risiede il Capolista Szumski), questa lista ha ottenuto addirittura il 43,15% dei voti surclassando e di non poco persino la radicatissima Lega. Allargando il campo poi a tutta la provincia Trevigiana la lista di RESISTERE VENETO ha ottenuto ben il 10.33% dei voti utili. Risultati questi molto significativi per chi fosse interessato di "vision" politiche. Vision che col loro messaggio ed il loro approccio hanno superato persino partiti come i "5 Stelle" che nel Veneto nel 2008 fecero il primo consigliere d'Italia, e proprio a Treviso. Che sia questo un "primo" segnale di vero cambiamento che parte realmente dal basso, dal Veneto e da Treviso e non quello che fu di slogan sbraitati a suo tempo da comici illustri? Sta di fatto che SENZA la presenza di questa lista e dai voti da essa raccolti nel territorio Veneto la percentuale dei votanti alle elezioni Regionali del 2025 sarebbe stata molto probabilmente ben inferiore al 40%. Non c'è che da esserne orgogliosi.
Franco Dal Col