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20201011 MF Zaia DeLucaLe due regioni che tra le loro eccellenze possono annoverare la Terra dei Fuochi e La Terra dei Pfas sono state testimoni delle più spettacolari vittorie politiche delle recenti regionali. Luca Zaia e Vincenzo De Luca: i latini dicevano nomen omen, noi che non abbiamo studiato latino diciamo diciamo il nome è un presagio, insomma sono dei predestinati al successo, con buona pace degli invidiosi. Vincenzo è un nome maschile

italiano che significa "destinato a vincere", gli invidiosi devono farsene una ragione. All'origine del nome è il soprannome latino Vincentius, che in ambito cristiano divenne nome personale con il valore augurale di "vittorioso sul male", più chiaro di così. Luca è un nome maschile italiano di origine greco-latina che significa "luce, ma deriva anche dal nome latino Lucas, abbreviazione di Lucanus e significa" proveniente dalla Lucania".

Zaia sembra abbia radici illiriche, odierna Croazia, un nome che richiama lepri e cavalli. Quindi non deve stupire se un Cavallo di Luce di origini Illiriche stravince in Veneto, votato da un popolo che oltre agli aborigeni Euganei ha degli antenati tra i profughi della guerra di Troia, Troiani ed Eneti a cui si aggiunsero gli invasori Illirici della vicina Croazia. Che dire di un Luminoso Destinato a Vincere che illumina la Campania dalla splendida Lucania, terra d’origine dello sceriffo. Se cambiamo i nomi avremo Luca De Luca e Vincenzo Zaia, Luca De Luca significa appunto luce dalla Lucania, e Zaia Vincenzo significa cavallo destinato a vincere.

Ma non è solo una questione di nome, il loro successo è frutto di genio politico. Lo possiamo constatare da fatti concreti, tralasciando la Terra dei Fuochi e la Terra dei Pfas, di cui i governatori non sono responsabili, ma non è chiaro cosa abbiano fatto per rimediare, consideriamo due fatti. Quest’estate camminando per Asiago notai dei cartelli con la scritta: “No alla chiusura dell’Ospedale di Asiago”, siccome la chiusura dell’ospedale è determinata dalla Regione non riesco a spiegarmi come il Doge abbia preso più dell’ottanta percento dei voti sull’Altopiano, se non con un colpo di genio o per inconsistenza altrui. E che dire dello Sceriffo, è stato sufficiente è randellare via internet qualche attempato cinghialone per far scordare le formiche infermiere, inchiniamoci al genio, il resto sono chiacchiere e distintivo.

Marco Fascina

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