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20260803 VM baba yagaPrima di recensire Baba Yaga (rif. 1) è doveroso da parte mia fornire alcune notizie preliminari, utili ad inquadrare la pellicola che sto per commentare. Anzitutto chi è Baba Yaga? La parola alla IA: “La Baba Yaga è una famosa strega del folklore slavo, una vecchia e misteriosa creatura che vive in una casa con le zampe di gallina e vola dentro un mortaio. Nelle storie, lei è sia un mostro cattivo che mangia i bambini sia una guida magica che aiuta gli eroi coraggiosi. […]È una figura ambigua; a volte spaventa e divora i visitatori, altre volte dona oggetti magici a chi dimostra astuzia e gentilezza". Ora che il lettore sa che la Baba Yaga è una figura subdola, misteriosa e dai poteri magici, c'e da parlare del fumetto di Valentina. Nel 1965 Guido Crepax lancia una serie di fumetti dedicati ad un personaggio molto sensuale, Valentina Rosselli,

personaggio di cui sappiamo anche la data di nascita: 25 dicembre 1942 (nata lo stesso giorno della moglie del fummettista, la Signora Luisa Mandelli). "La serie ha un taglio onirico; nelle trame, reale e immaginario spesso si fondono o si confondono senza una chiara distinzione". Nel 1971 il fumetto di Valentina esce con l’episodio Baba Yaga, la figura ambigua sopra descritta, rivisitata dalla mente di Guido Crepax che le toglie le zampe di gallina e s’inventa una figura particolarmente intrigante.

E’ giunto il momento di parlare del film. Il fumetto (ed il personaggio di Valentina) sono noti al pubblico televisivo italiano amante dell’erotismo perché nel 1989 una una serie televisiva (la cui protagonista era Demetra Hampton che operò sotto la regia di Gianfranco Giagni e Giandomenico Curi) portò le idee di Crepax nelle case di milioni di italiani, meno noto è però il film del 1973 diretto da Corrado Farina, che si è occupato pure della sceneggiatura, il soggetto, inutile dirlo è del fumettista Guido Crepax.

Corrado Farina era solo alla seconda esperienza con un lungometraggio, e dopo quest’esperienza pare non si sia più dedicato ai film, con mia grande sorpresa perché Baba Yaga del 1973, il film che sto recensendo, è realizzato molto bene, con particolare cura dei dettagli, come poi andrò a tratteggiare. Di Farina è giusto evidenziare l'importante esperienza che aveva alle spalle, avendo realizzato importanti spot pubblicitari per Carosello. Gli spot pubblicitari, dell’epoca, erano storie brevi e sono riconducibili alle strisce dei fumetti. Nei fumetti ogni vignetta ha un dialogo, una grafica da cui il fruitore coglie informazioni che deve poi ricollegare a ciò che ha già visto ed a ciò che vedrà in seguito, creando lui stesso armonia alle informazioni che riesce a catturare. Il film di Farina, che vuole riprodurre il fumetto di Crepax, ha la stessa dinamica: ci sono nella pellicola situazioni che paiono disgiunte, come capita nei fumetti, ed oltre a ciò va detto subito che la storia narrata si basa su immaginario, sogno e realtà. Per realtà intendo quella fantasiosa che vedono protagoniste Valentina e Baba Yaga

I fumetti di Crepax mirano a stimolare l’eros (e nel film si vede Valentina sfogliarne uno stesa nel letto toccandosi le parti intime), quindi è fuor di dubbio che si tratti di fumetti erotici, ma l’erotismo di questo film è particolare, non solo perché la trama confonde la fantasia con la realtà, in un misto che può scombussolare, ma anche perché, come già detto, le varie situazioni possono risultare disgiunte e non fluide come in altri film dell’epoca. Ripeto, ma non lo ribadirò più, che Farina sta tentando di mettere in un film la storia di un fumetto, e in questa chiave va letto tutto il suo lavoro.

Esiste in rete una versione in lingua italiana, dove si presenta il film come un horror! La trama di Baba Yaga non è cupa come negli horror classici, e quindi lo definirei più un noir, perché se è vero che c’è del mistero e momenti che possono sembrare di tensione, a mio giudizio non si arriva mai provare vera e propria paura; tuttavia perchè accenno a questa cosa? Perché la versione che oggi gira su YouTube è priva di tutte le scene di nudo, togliendo il succo al film di Farina (ed allo stesso personaggio di Valentina!). Ecco perchè è definito come "horror". Riporto alcune opinioni di questa versione castrata: @marcotulioitaliano7601 - "Congratulazioni a tutti.... A chi ha postato tanto alla direzione e gli attori!!!Auguri!!!che bel film" - @marioiuele6589: "Non mi è piaciuto affatto. Forse è un film x pochi ma sono contento di non farne parte. X me il cinema è altro".

Bene, entriamo nell’analisi del film (completo, credo) dove la musica è congrua, crea una certa tensione all'occorrenza, senza dimenticare di diventare psichedelica in taluni momenti, in linea con il personaggio di Valentina e con il fumetto da cui trae origine, un encomio quindi a Piero Umiliani che ne è il responsabile. Anche la fotografia è molto curata e spesso si indugia sull’oggettistica: il telefono trasparente, delle catene (che diverranno protagoniste), un vestito di lamelle di una comparsa che richiama certi ambienti degli anni ‘70... e molto altro. Spesso sono dedicati primi piani agli oggetti più svariati, e va evidenziato che proprio un oggetto, una bambola, Annette, è una delle protagoniste della trama.
Mi sono annottato un particolare; ad un certo punto Valentina si incammina verso l’abitazione di Baba Yaga, la strada è assai grigia, e da questa monocromia di paesaggio stacca un carello azzurro con la scritta SENSO UNICO; la classica indicazione del noto cartello stradale, che in quel contesto pare a me un indicazione del destino: di lì si deve passare e non si può più tornare indietro. Nel prosieguo della trama lo affermerà la stessa Baba Yaga: ci sono forze superiori a noi cui ci si deve assoggettare…
Rimanendo sulle cose stravaganti che compaiono nel film va annotato la caccia al ratto realizzata da uno dei protagonisti, (Arno Treves) che cattura l’animale per un suo spot con una retina da pesca. L’operazione viene realizzata in una sorta di palude urbana, in un quartiere degradato.
Molti ambienti vengono proposti uno affianco all’altro, la villa datata dove abita Baba Yaga, il quartiere decadente, la metropoli spesso ripresa di notte, i moderni circoli culturali dove i borghesi chiacchierano del sistema e della società; a riguardo interessante è il momento in cui l’artista vuole denunciare le incongruenze del sistema, ma lo fa sfruttando quello stesso sistema che dice di contestare, ma che da lui da vivere mezzo gli spot pubblicitari che realizza.
Come detto, tutte queste cose vengono messe una affianco all’altra, senza un grande filo logico, senza voler dire qualcosa di importante, dove più che alla logica della trama l’attenzione è posta ai colori ed alla grafica delle immagini. Come curiosità va segnalata in oltre anche l’apparizione di un giovane Franco Battiato.
Per l’interpretazione di Valentina la scelta del regista è caduta su Isabelle de Funès, nome d'arte di Isabelle Christine Inès Léonore Girard (Parigi, 27 luglio 1944), l'attrice protagonista è stata cantante, modella e fotografa (come la protagonista del nostro fumetto) ed è la nipote di Louis de Funès.
Non è comparabile come avvenenza a Demetra Hampton, che apparirà anni a venire, ma a mio giudizio la Funès è un’ottima interprete del personaggio di valentina, anche perché spesso sono dettagliati dal regista gli sguardi dei protagonisti, e la ragazza sa variare le espressioni; così come decisamente azzeccata pare a me la scelta di Carroll Baker nei panni di Baba Yaga. Il personaggio, grazie all'abile recitazione dell'attrice americana sa trasformandosi a seconda delle situazioni: affascinante e seducente oppure decadente e inquietante. In una scena molto breve (alcuni fotogrammi) si potrà godere della fisicità di quest'interprete in un nudo totale visto di fronte, (nella versione non censurata).
L’attore che più mi ha lasciato perplesso è l’amico/spasimante di Valentina, Arno Treves, interpretato dal genovese di nascita George Eastman, pseudonimo di Luigi Montefiori. Nel film Montefiori parla in veneto, e afferma che Treves è trevigiano di origine. Non che sia sbagliato qualcosa in tutto ciò, ma … qualcosa mi stona nella sua interpretazione, anche se non saprei dire cosa. Poi che non sia accentuata la sua figura va posto in correlazione con la scelta di dare maggior spazio alle figure femminili, che sono le protagoniste del fumetto erotico, per maschi! Anche per questo le altre due figure degne di nota sono l’amica e fotomodella di Valentina, Toni, interpretata da Angela Covello, e la trasfigurazione umana della bambola Annette, interpretata da Ely Galleani.
Tutti i corpi delle attrici menzionate sono notevoli, e contribuiscono a rendere intrigante questa pellicola che non manca di elementi fetish e di situazioni sadomasochiste. Insomma, pur se la trama è quanto meno singolare la pellicola è da classificare come erotica anche perché, altre a dei bei corpi, si assiste ad una sorta di corteggiamento, tra l’altro di donna su donna, posto in essere da Baba Yaga su Valentina. Quel che voglio dire è che non appaiono le solite scene di molti film dove dopo qualche secondo i due attori sono uno intrecciato all’altro, qui l’avvicinamento delle due protagoniste ha dei suoi tempi e si realizza un po' alla volta, dando agio allo spettatore di farsi coinvolgere anche emotivamente. Non manca un finale a suo modo a sorpresa dove l’amore vince sul male e dove una sorta di Principe azzurro (l’improbabile Arno Treves che parla trevigiano) sbroglia la situazione.

Dettagliare la trama non avrebbe senso, sia perché il film gioca sulle sensazioni, sia perché trattandosi di un giallo, toglierei quasi tutto l’interesse a chi volesse riscoprire questa pellicola che si stacca da molte altre produzioni del periodo, risultando nel contempo un bel documento di quanta fosse la varietà e l’audacia delle proposte cinematografiche dell’epoca.
A me il lavoro di Corrado Farina è piaciuto, ed anche per questo sono meravigliato che non abbia più realizzato lungometraggi dopo questa pellicola.

Mi pare ora giunto il momento di lasciar spazio ad alcuni opinionisti del sito Davinotti.it (rif. 2) partendo proprio da una critica pungente posta in essere proprio dallo stesso Marcel M.J. Davonotti Jr.: “Direttamente dalle fortunate striscie a fumetti di Guido Crepax ecco a noi la prima versione cinematografica di Valentina, spregiudicata (ma nel film la cosa non risalta) fotografa di moda in Milano. Diciamo subito che la Valentina di Isabelle De Funès, abbastanza somigliante, nella sua esilità, al corpo longilineo dell’eroina di Crepax, non riesce a catturarne né il fascino né tantomeno la disinibita femminilità: troppo spaesata, passiva, fredda (anche nei rapporti sessuali). Paradossalmente è più “Valentina” la strega del titolo interpretata dalla bionda Carrol Baker (strano destino il suo: da calda protagonista di triangoli erotici nei gialli sexy di Lenzi ad attempata megera lesbica dopo soli quattro anni), lo sguardo magnetico e inquietante degno del suo ruolo. Il problema del film di Corrado Farina però è principalmente uno: la lentezza. BABA YAGA è privo di mordente, piatto come la sua protagonista. Le musiche soavi, in gran parte pianistiche di Piero Umiliani, avvolgono il film in un'atmosfera decadente, che però non è corrisposta dalla scialba fotografia di Ajace Parolin. Così l'opera, nemmeno pregna della giusta atmosfera di mistero che forse avrebbe potuto in qualche modo riabilitarla, si rivela un fallimento. Dispiace per il bravo George Eastman/Luigi Montefiori (è Arno), troppo spesso costretto a dibattersi in produzioni di serie B, e per l'ottimo lavoro di montaggio nelle poche sequenze in cui vediamo sovrapporsi le immagini reali con le tavole dei fumetti di Crepax (creando un interessante interazione tra disegno e fotografia), pur tuttavia soggetto e sceneggiatura proprio non reggono. Non c'è vita, nella storia, e la strega non combina quasi nulla (nemmeno si denuda, perché la scena è stata tagliata)".

Per controbilanciare la critica di Marcel Davinotti (cui riconosco sempre grande lucidità e chiarezza esplicativa), posto ora i commenti dei due opinionisti che più hanno apprezzato il lavoro di Farina, ambedue con tre gettoni, iniziamo con Bubobubo: “Un gotherotico pop art al tempo della tarda contestazione? Suona persino meno promettente di ciò che è in realtà: un prodotto assolutamente unico nel suo genere, in cui l'esilità di una trama peraltro non esente da assurdità ed ellissi viene compensata da un'attenzione per estetica (architetture, acconciature, vestiti, spazi interni ed esterni) e realia dell'epoca (dialoghi, cultura "alta" e "bassa" e loro incontro-scontro) che da solo ne rendono meritevole la visione. Bellissime De Funès e Galleani, in parte Eastman, un po' volitiva Baker”.

Homesick: "Eclettico, fascinoso racconto fantastico in cui Farina sperimenta un crossover di estetica pop, erotismo di marca seventies, inserti fumettistici, squarci onirici, magia nera, parentesi contestatarie post-sessantottine; il tutto ricucito da un montaggio frenetico, dall’effetto “collage”. Location è una Milano dalla doppia faccia: solare e moderna quella diurna di Montefiori, lugubre e arcana quella notturna della Baker, strega e custode di un infernal varco. Piccolo ma cruciale ruolo della Galleani, madrina di tante bambole assassine degli horror a venire…

Rebis, due gettoni: “Opera seconda di Farina, dopo un promettente esordio, del quale cerca di riconfermare l'originalità espressiva alzando il tiro dell'autorialità attraverso lo sperimentalismo linguistico: soccombe inevitabilmente all'ansia da prestazione e a certi limiti oggettivi (il casting in particolare) che gli impediscono di assurgere a "film perfetto" tratto da Valentina per mano di un fumettaro doc. A distanza d'anni però si rivela vincente proprio la gratuità grafica, la stilizzazione del montaggio che insegue i mosaici crepaxiani, l'atmosfera evanescente che traghetta il film nell'allure del sogno”.

In generale va detto che il film è piaciuto poco agli opinionisti di Davinotti e non so quanto su questo giudizio abbia influito la versione con i tagli, la stessa pellicola con o senza le scene di nudo, cambia totalmente.

Mirco Venzo, Treviso 02/08/2026 #qzone.it

rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Baba_Yaga_(film)
rif. 2 https://www.davinotti.com/film/baba-yaga-1973

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