
Siamo nella metà degli anni 70 all’apice della commedia sexy italiana quando Vittorio De Sisti fa uscire nelle sale Lezioni private, film che poggia sul soggetto di Paolo Brigenti che ritroviamo, assieme al regista, nel redigere la sceneggiatura. (rif. 1). Ho molto da dire su questa pellicola che esce due anni dopo il successo Malizia di Samperi (rif. 2) opera che ha molti punti di similitudine con quella che sto per recensire, ma anche molti punti di divergenza; sappia il lettore che l’articolo si svilupperà basandosi su continui raffronti tra questi due lavori della commedia sexy italiana. Inizio dalla trama per poi sviluppare le mie riflessioni.
“Puro cashmere è un film, del 1986, diretto da Biagio Proietti. Primo ed unico film con protagonista Mauro Di Francesco nonché ultimo film al cinema per il regista”. Inizia così la descrizione della pellicola proposta da wikipedia (rif. 1) e ritengo interessante recensire questo lavoro sia per omaggiare Mauro Di Francesco, che recentemente è venuto meno (25 ottobre 2025), sia perchè la reputo una buona fotografia dell’Italia che stava cambiando, e vedrò di spiegare il perchè di questa mia opinione.
Ecco che dice la I.A della rete sul Transumanesimo: "Il transumanesimo è un movimento culturale e scientifico nato negli anni '70 che mira a superare i limiti biologici umani (invecchiamento, malattie, morte, limitazioni fisiche/cognitive) attraverso l'uso avanzato di tecnologia, intelligenza artificiale, ingegneria genetica e nanotecnologie. L'obiettivo finale è il postumano, una forma di vita superiore che integra l'uomo con la macchina per raggiungere la longevità estrema o l'immortalità.
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Il regista aveva avuto un ottimo successo l’anno precedente con L'amica di mia madre (1975 rif. 1) dove assieme a Carmen Villani, che venne lanciata nell'occasione a detta di Wikipedia, recitava anche Barbara Bouchet, forse per questo esce con questa pellicola che mi appresto a recensire, la quale pare il seguito alla “vincente” proposta dell’anno prima che, pur concedendo meno al pubblico maschile, cinematograficamente mi parse molto più consistente. Ma andiamo per ordine iniziando con i protagonisti di Ecco lingua d’argento (rif. 2) che mantengono gli stessi nomi di L’amica di mia madre;
Volevo sbrigarmela velocemente con la recensione di questo film che non mi è piaciuto, ma i numerosi commenti presenti nel sito Davinotti (rif. 3) mi hanno convinto ad aggiungere qualche ulteriore osservazione, per solidarietà tra noi “aspiranti critici”. Taxi girl (rif. 1) ha un’indiscussa protagonista: Edwige Fenech (rif. 2) che interpreta la tassinara Marcella, la singolarità è che l’attrice recita parlando in dialetto romano per l’intera pellicola. Il lavoro diretto e co-scritto dal romano Michele Massimo Tarantini per la
El proverbio l’è nato nell’ultimo periodo della Serenissima Repubblica di Venezia, dove ea giustìsia gera apparentemente rigida e severa ma struca struca spesso piegata alle esigenze de chi che comandava. Le fameje nobili, i mercanti potenti, i membri del patriziato i gaveva canali privilegiati per influenzare giudici, consiglieri, sentenze. Na volta se diseva i gera “buseta e boton”. Il popolo veneto, che no dormiva co ea cica sul cueo, lo saveva. El proverbio gera l’arma lucida e sarcastica dei veneti che gaveva imparà a osservare la realtà sensa tante fisime, e sensa iludarse. Anche ai giorni nostri quanti dirigenti o politici gavio visto in gaera? Sopratutto quelli che gà mandà in malora migliaia di risparmiatori veneti. La responsabilità xe dei giudici o ...dei politici? La domanda xe: se vinse el SI le robe ‘ndarà mejo o peso? Go vudo la
Copio e incollo da Wikipedia: “Il film è una produzione a basso costo, costata 1.700.000 dollari, con soli 16 giorni di riprese, avvenute totalmente a New York, eccezion fatta per alcune riprese effettuate all'aeroporto di Las Vegas e all'ingresso del Palms, sempre a Las Vegas”. - RIf. 1 E meno male che si è sopeso poco per questa "cosa" che sta a metà tra un documentario (poco informativo) e un film privo di trama, e di sceneggiatura. Privo anche di scene pruriginose. Una bella fotogafia narra la storia di una escort di lusso, interpretata da Sasha Grey, carina (non bella) ma insignificante, almeno in questo ruolo. Non si apprende nulla che già non
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Matteo Gracis in un recente post ha espresso tutto il suo sdegno relativamente alle immagini del progetto New Gaza presentato a Davos nel recente incontro del World Economic Forum. La sintesi del concetto espresso da Gracis è che la presentazione del progetto di New Gaza, in quella prestigiosa sede è: "La dimostrazione finale, definitiva, che il World Economic Forum è il male assoluto. Questi sono i veri nemici dell’umanità!” Chiude precisando che chi non comprende la ragione delle sue affermazioni, è parte del problema. Io condivido pienamente le riflessioni del pensatore e mi permetto di aggiungere un paio di appunti a margine.
Viviamo un periodo di cambiamento. Tante certezze che ci hanno accompagnato fino a ieri, negli ultimi mesi sembra non reggano più. Il buco nell'Ozono, il cambiamento climatico, l'eccesso di CO2, l'Agenda Green, l'ONU, la NATO, l'OMS, l'EUROPA, Davos, la fame nel mondo, tutti "must" che settimana dopo settimana stanno perdendo smalto e sostanza. E' bastato un Trump qualsiasi per rimettere in discussione anni e anni di convinzioni e rovesciare l'evidente. Neppure il recente NOBEL per la pace è stato esente di comicità. E come spettatori di questo teatrino dove gli attori non avendo più un copione si trovano a recitare a braccio, le sparate sono all'ordine del giorno. Un vero spasso. Così una mattina ti svegli e scopri che la guerra in Ucraina non è poi più così importante. Riemerge il problema Palestina di cui gli Israeliani vorrebbero chiudere una volta per tutte ma
La stupidità come cultura, consumo e consenso. L’idiocrazia non è una battuta. È un sistema. È la forma che assume una società quando la superficialità diventa modello, l’incompetenza viene premiata, e la banalità viene scambiata per verità. Non si tratta solo di ignoranza. L’idiocrazia è l’organizzazione sociale della stupidità:
– quando chi non sa parla più forte di chi sa;
– quando il pensiero critico è deriso come snobismo;
– quando la complessità viene trattata come un problema da semplificare, non da comprendere.
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