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20260123 FDC innuitViviamo un periodo di cambiamento. Tante certezze che ci hanno accompagnato fino a ieri, negli ultimi mesi sembra non reggano più. Il buco nell'Ozono, il cambiamento climatico, l'eccesso di CO2, l'Agenda Green, l'ONU, la NATO, l'OMS, l'EUROPA, Davos, la fame nel mondo, tutti "must" che settimana dopo settimana stanno perdendo smalto e sostanza. E' bastato un Trump qualsiasi per rimettere in discussione anni e anni di convinzioni e rovesciare l'evidente. Neppure il recente NOBEL per la pace è stato esente di comicità. E come spettatori di questo teatrino dove gli attori non avendo più un copione si trovano a recitare a braccio, le sparate sono all'ordine del giorno. Un vero spasso. Così una mattina ti svegli e scopri che la guerra in Ucraina non è poi più così importante. Riemerge il problema Palestina di cui gli Israeliani vorrebbero chiudere una volta per tutte ma

non fanno a tempo a dare l'ultima sciabolata che spunta un problema IRAN che li distrae. Poi, sempre nell'area, in una notte cade la Siria, il giorno prima esisteva, il giorno dopo "puff". Qualcuno scappa, qualcuno rimane, prosegue il conflitto. Dall'altra parte del mondo, in una notte il Venezuela cambia look, non era sufficientemente a stelle e a strisce. Qualcuno scappa, qualcuno rimane, prosegue la storia. Rimane in piedi una questione Canada se assorbirla de facto o giocarci ancora un po' e poi non ultima la questione GROENLANDIA. Questa di tutte potrebbe essere la più simpatica in quanto una mattina ci si può svegliare come Stato e recriminare un'isola che so .. per motivi di sicurezza nazionale .. ovunque lo stato si trovi e soprattutto ovunque si trovi l'isola. Potrebbe essere allora che con lo stesso piglio la Cina decidesse di "annettere" finalmente Taiwan, o che l'Argentina riportasse i suoi uomini nelle Malvinas o l'Italia rivendicasse la Corsica.

Non ci sarebbe nulla di sorprendente con l'aria che tira. L'opinione pubblica non farebbe a tempo di imbastire una posizione su un tema che se ne aprirebbero sistematicamente altri di simili o del tutto diversi. Siamo entrati a piè pari nel magico mondo dell'assurdo dove le dichiarazioni sul cambio dei TASSI sulle merci tra stati è già al borsino delle scommesse londinese. Ma questa centrifuga di eventi e dichiarazioni, è fattuale o congeniale? Riprendiamo per un attimo l'esempio GROENLANIDA. Un'isola che pochi italiani credo abbiano mai visto o sappiano esattamente dove si trovi, chi la popoli e perché. Un'isola di circa 2.200.000 Km2 non è proprio un sottoscala. Tanto per averne un'idea sulla vastità potremmo tranquillamente dire che come territorio sarebbe ancora leggermente più grande di Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Svizzera, Austria, Germania, Olanda e Danimarca messe assieme. Per cui un'isola poco più piccola dell'India dal tasso spaventoso di suicidi giovanili.

Un'isola praticamente deserta visto che vi sono poco meno di 60,000 abitanti la quasi totalità dei quali residenti su alcuni centri costieri nel sud dell'isola. Ma non è questo il punto. Il punto di questa sparata a stelle e a strisce riguarda un'isola dotata di una propria autonomia e una propria storia. Tecnicamente indifendibile sotto il punto di vista militare ma con interessanti giacimenti nel sottosuolo. L'unica sua colpa è di trovarsi "in mezzo" al campo di tiro di 2 possibili aggressori come Cina e Russia che nello sferrare un attacco missilistico da Nord sarebbero intercettati con un discreto anticipo sempre se funzionasse lo scudo satellitare di ricognitori. Un po' come la necessità da parte della Russia di non avere la NATO sotto le finestre di casa e chiedere una "cintura" di garanzia contro attacchi missilistici a breve-medio raggio. Nessun interesse per la cultura Inuit, nessun interesse per stimolare il turismo o limitare l'uso di alcool.

Nessun interesse per risolvere i problemi reali dei Groenlandesi. Solo un gioco di scacchi per i professionisti della scacchiera. Come per quanto riguarda il Canada, il Messico o il Venezuela e tutto il centro America, solo una questione di "Sicurezza Nazionale". Tenere i cattivi il più possibile distanti dalle aree vitali del Paese. E ovviamente non stiamo parlando della Vostra Nazione, ma di "quella" Nazione. La cosa nella sua assurdità del momento potrebbe anche essere condivisibile in quanto dotata di una certa logica. Ma per la stessa logica che dire se, per questioni di "sicurezza" e controllo del suo fronte EST dato che la NATO sembra aver perso qualsiasi riferimento sulle direttive americane e viste le 102 basi americane tutt'ora presenti in Italia delle quali molte con stoccaggi nucleari il capo dei stelle e strisce decidesse strategica la nostra isola di Sardegna ? Un avamposto non proprio banale, protetto ma al centro dello scacchiere mediterraneo dal quale poter raggiungere efficacemente il controllo di parecchie aree calde. Che direbbero i Sardi ? Che direbbero gli Italiani ? che direbbero in Europa ? I discendenti degli Shardana come quelli degli Inuit potrebbero darsi la mano e vivere come oggi vivono i Palestinesi, profughi in casa propria in nome di un Dio non loro e per un "Bene", ...superiore.

Franco Dal Col

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