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20241007 VM riflessioneA Luglio 2024 pare abitassero nella terra otto miliardi e cento milioni di persone. Sono troppe? L'"uomo" ha una caratteristica unica rispetto a tutti gli altri esseri viventi del pianeta: modifica l'ambiente adattandolo a se, e questo comporta un appropriarsi di territorio che penalizza (se preferite che mette fuori gioco, "che fa fuori") altri esseri viventi utili al equilibrio ecologico. Insomma, l'uomo è la causa del disequilibrio ecologico e (forse) una componente che altera il clima. (vedi nota). Alla luce di queste evidenze sorge una domanda: Cosa si può fare per rallentare la crescita degli esseri umani nella loro totalità? La risposta la fornisce l’andamento demografico del nostro paese, (ma di molti altri paesi eruropei, quelli che hanno generato la così detta "civiltà

occidentale"): man mano che è cresciuto il benessere medio di ogni singolo abitante oltre un certo livello di benessere, è calato il tasso di natalità, tanto da essere considerato un problema in talune aree. Questa tendenza non pare diminuire in Italia (rif. 1). Questo rappresenta un problema o un beneficio? E se è un problema, per chi lo è?

Chi sostiene "che stiamo diventando troppi", ha una semplice cosa da fare, cercare di garantire “il benessere occidentale” ad una sempre maggiore fetta della popolazione mondiale, e così il numero degli umani andrà a ridimensionarsi. Questo è quello che sostengo io, anche se lo stimolo mi fu lanciato in tempi non sospetti da tale Albino Bordieri cui devo riconoscere la paternità di questa constatazione. Se questa è la soluzione, com’è che non la si sta perpetuando? Tanto più che il modo di vivere "occidentale" è osannato come "il migliore" tanto da essere esportato in giro per il mondo a suon di bombe (intelligenti, o meno...).  Cosa la ostacola il crescere del benessere pro capite? 

Qui inizia il bello della mia riflessione che parte sempre da un assunto acquisito in una conferenza a Pescara ed è legata ad un equazione che ora vi propongo e poi vi spiego:

Y = f (K, L)

Il reddito (Y) è suddiviso su due fattori, il capitale (K) o il lavoro (L). Tanto più viene remunerato il lavoro, (e tanto più il lavoro ben rettribuito è diffuso), che è poi quello che permette di vivere alla maggior parte degli abitanti e garantisce loro il benessere, quello che Ottolina TV chiama il 99%, tanto meno denaro (e quindi potere) resta in mano ai detentori del capitale; al restante 1%. 

Sappiamo già che la partita la sta vincendo l’1% della popolazione. Dagli anni ottanta in poi si sta assistendo ad un accentramento di ricchezza nelle mani di pochi, come mai accaduto prima nella storia della terra, accentramento della richezza che coincide con l'erosione dei livelli salariali, oltre che di altri diritti, (solidità, sicurezza, ferie etc. etc). Anche nei paesi occidentali, punto di riferimento per il resto del mondo. Il terzo mondo povero era, e povero rimane, anche se è da più di mezzo secolo che si è arrivati sulla luna; non solo, la povertà in quei territori, seguita ad aumentare, e con essa il numero globale degli esseri umani, in piena coerenza con il mio assunto di partenza. Riassumiamo: se il benessere fosse diffuso nel resto del mondo, fermo restando la constatazione di partenza, sarebbe logico aspettarsi un calo delle nascite. Ora, se il calo delle nascita darebbe respiro all'ambiente sarebbe però dannoso per quel uno per cento della popolazione che si arrichisce sullo sfruttamento del lavoro.

A questo punto uno si chiede, alla luce di questo ragionamento se questo "uno per cento" influenza, ed eventualmente come, tutto il globo. Abbiamo capito, se quanto sopra esposto è corretto, che favorire l'ambiente e danneggiare i ricchi del mondo sono concetti interconnessi. I numeri ci dicono però, che dagli anni ottanta, è quel uno per cento a vincere la partita. Ritengo che questo sia inevitabile sin tanto che è a tirare le fila è quel 1% della popolazione che non intende perdere i privilegi dettati dall’accentramento di ricchezza. Questa “Élite”, almeno nel mondo occidentale (Europa, Nord America) influenza altri tre continenti: il Sud America, l’Africa e l’Oceania.  L'Asia merita una parentesi a parte.

Ora su l’Oceania non mi risulta che vi sia un diffuso problema di povertà, e, a conferma della mia teoria, non mi risulta vi sia un problema di tassi di natalità che stanno schizzando verso l’alto. Questo continente da un lato è sicuramente parte del così detto “mondo occidentale”, dall’altro non è dal sottoscritto, (a torto o a ragione), considerato un fulcro del “pensiero occidentale”: costoro a quanto ne so, gestiscono le loro cose senza interferire in modo massiccio sugli altri e senza che, per ora, gli “altri” interferiscono sulle loro scelte politiche ed economiche. Chi interferisce allora sul resto del mondo? Europa e U.S.A. che attraverso operazioni dirette ed indirette, da sempre, hanno ostacolato e stanno ostacolando, la gestione delle proprie risorse da parte dei singoli stati.

Mi spiego meglio: è innegabile che tutto il Sud America, territorio ricco di risorse, si pensi al rame in Cile o al petrolio in Messico o in Venezuela, sia stato manovrato dalla C.I.A. (quindi dagli U.S.A.) che da sempre si son preoccupati ad impedire che una politica di ispirazione socialista avesse il sopravvento in quei territori. Unica eccezione Cuba, e cosa fecero gli americani per osteggiare questa piccola isola, è storia.

La politica Monroe (rif. 2) è sempre stata alla base di questo controllo e l’interferenza diretta degli U.S.A. è finalizzata ad impedire che nel Sud America si espandesse l'idea di uno Stato che sfruttasse le materie prime nell'interesse dei propri cittadini, spingendo nell'esatto contrario, uno Stato che espanga e diffonda le privatizzazioni. Colpi di stato, destabilizzazioni mezzo squadroni della morte, e quanto di più perverso si potesse immaginare sono le azioni concrete poste in essere in quelle terre al fine di tutelare gli interessi delle compagnie transnazionali dove sempre a tirare le fila v’erano “ricchi occidentali”. Non posso neppure chiamarli americani, perchè questi signori, spesso oscuri nel nome, hanno case dappertutto, talvolta vivono in lussuosi alberghi senza avere fissa dimora, e non sono per nulla legati al loro paese. 

Ci fosse una guerra costoro sarebbero gli ultimi ad arruolarsi per difendere il proprio territorio, al contrario,  sarebbero i primi a scappare cercando di far uscire tutti i loro beni, impedendo al proprio stato di utilizzare le loro risorse in difesa del bene nazionale. Questo non vuol dire che questi signori, ricchi, e quindi potenti, non influenzano in vario modo la politica nazionale americana, che non a caso da sempre si preoccupa di tutelare i loro interessi non solo in patria, ma anche all’estero. Quando parliamo di C.I.A. che tutela militarmente gli interessi delle multinazionali, interferendo sulle politiche dei paesi del Centro e Sud America, stiamo parlando di questo, di osteggiare politiche socialiste che ostacolino gli interessi di questi super ricchi.

- A conferma di quanto sopra scritto ecco che cosa affermò Henry Kissinger: “Non vedo alcuna ragione per cui ad un paese dovrebbe essere permesso di diventare marxista soltanto perché il suo popolo è irresponsabile. La questione è troppo importante perché gli elettori cileni possano essere lasciati a decidere da soli […] Non permetteremo che il Cile finisca nel canale di scolo”. E in effetti, nel canale di scolo è passata la spietata deriva delle esecuzioni sommarie, delle persecuzioni, degli esili forzati, ecc. che hanno marchiato al fuoco lento di ben 15 anni di dittatura la vita della popolazione cilena - Si chiude così l'articolo del rif. 3.

E in Africa chi ha tirato le fila? Paesi ricchi di ogni ben di dio, quali il Congo, la Nigeria e in sintesi tutto il continente, possono essere lasciati in pace dal occidente che oggi si dice attento all'ambiente? Certo che no, come dimostra la recente azioni finalizzata ad eliminare Gheddafi da parte di francesi (e dai soliti  americani), e come ha dimostrato l’assasinio di Thomas Sankara (rif. 4 e, meglio ancora rif. 5), giusto per limitarsi a due tra i numerosissimi esempi possibili. In bella sintesi le politiche troppo socialiste, quelle che favoriscono il benessere diffuso del 99% della popolazione, sono ostili ai “poteri forti”. Ecco cosa affermava il rapporto della Banca J.P. Morgan del 28 maggio 2013 circa l'Europa. 

“[...] i sistemi politici della periferia meridionale sono stati instaurati in seguito alla caduta di dittature, e sono rimasti segnati da quell’esperienza. Le costituzioni mostrano una forte influenza delle idee socialiste, e in ciò riflettono la grande forza politica raggiunta dai partiti di sinistra dopo la sconfitta del fascismo”

E per colpa delle idee socialiste insite nelle costituzioni, secondo J.P. Morgan, che non si riescono ad applicare le necessarie misure di austerity…[...]” rif. 6 articolo sul Fatto Quotidiano di Luca Pisapia, titolo del articolo “Liberarsi delle costituzioni Antifasciste”.

Misure di austerity, ridimensionamento dello Stato sociale, smantellamento delle politiche keynesiane, eliminazione dei valori comunisti e marxisti sono le "misure necessarie", e ci si deve porre la domanda, per chi sono necessarie? A me pare chiaro: per quel famoso 1%! Questo pacchetto di idee ha un nome: politica liberale, e l'adesione a queste idee intrufolate a piene mani nei trattati dell'Unione Europea, ha favorito l'aumento dei poveri che hanno per altro perso sempre più tutele. Non che gli abitanti degli Stati Uniti stiano meglio. La cito spesso, ma dagli ambienti oscuri dell'alta finanza sbuca anche l’ex ministro dell'economia Padoa Schioppa che disse chiaramente che “Nell'Europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in altri ancora. Ma dev'essere guidato da un unico principio: attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l'individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità” - fonte Berlino e Parigi ritorno alla realtà - Corriere della Sera, 26 agosto 2003 e sito personale del politico. (rif. 7). Numeri alla mano: cosa fa l'individuo privato di queste garanzie? Mette al mondo figli, per garantire la sopravivenza della specie, agisce come la vigna che se è sottoposta ad un ambiente arido, si concentra nel produrre frutti, se invece vive in un ambiente confortevole fa foglie e cresce, ma produce poca uva.

L’Unione Europea quindi, fedele ai dettami di poteri finanziari quali la J.P.Morgan e alle indicazioni del Washington Consensus (rif. 8), come ben spiegato da Padoa Schioppa ha come obiettivo la distruzione del benessere generalizzato, e questo è spiegabile proprio dalla mia equazione, è così che si favorisce la concentrazione di denaro e potere nelle mani dei detentori di capitale. L'affermarsi di politiche di pareggio di bilancio, di privatizzazione dei servizi e le devastazioni delle tutele salariali sono auspicabili, per chi tira le fila sono quelle che ci fanno bene perchè ci mettono a contatto "con la durezza del vivere" (a noi, a loro anche no!). Torniamo alle incongruenze del sistema liberale e del problema del controllo delle nascite. I paesi occidentali, grazie ai principi socialisti, che nelle nostre latitudini si è concretizzato nelle politiche keynesiane, dove lo stato aveva “peso” e aveva il compito di “rimuovere gli ostacoli” che impediscono il benessere diffuso, hanno favorito il benessere diffuso e il conseguente controllo delle nascite, cosa che in Sud America e in Africa è stato impedito. Ecco perchè in Europa (e nel Nord America e nell'Oceania) abbiamo tassi di natalità in equilibrio, mentre negli altri continenti la natalità cresce, e con essa il numero della popolazione mondiale. 

Questi continenti sono fucine di povertà e di conseguenti flussi migratori che vanno a irrorare il Nord America e l’Europa di disperati in cerca di lavoro. Qui va fatta una ulteriore considerazione, sempre legata alla nostra famosa equazione: Y = f (K, L). L’arrivo di questa flotta di disperati a chi è di ostacolo o di vantaggio sulla base della nostra equazione? Abbiamo visto che l’un percento degli “occidentali” ha interferito su Sud America e Africa per tutelare i propri interessi, e abbiamo visto che la fame generalizzata favorisce l'alta natalità che, a sua volta, è causa dei flussi migratori. Queste persone devono cercare di vivere e scappano verso le aree più ricche, alterando il mercato del lavoro: se aumenta l’offerta (di lavoro) la legge del libero mercato tanto cara a tutti, decreta che si deve ridurre il prezzo (che nel caso dei lavoratori si chiama salario). L’equazione di cui sopra ci dice che più si riduce il valore di L, tanto più si avvantaggia K.

Qui chiudo il cerchio, la povertà dei paesi poveri, quasi sempre ricchi di materie prime, (che alla luce dei fatti sarebbero i paesi ricchi; loro hanno petrolio, rame, uranio etc etc…) sono relegati alla fame da politiche di stampo coloniale che vedono i detentori di capitale “occidentali” imporre il proprio interesse mezzo anche le istituzioni internazionali quali il FMI, o operazioni sotto copertura meno limpide, (e spesso sanguinose) come ci ha confessato nel rif. 3 lo stesso Kissinger.

Questa povertà non è funzionale all'arrichimento del 1% nei paesi d'origine ricchi di materie prime (Africa e Sud America) ma favorisce anche l'arrichimento dei dello stesso 1% nei paesi da cui quel 1% arriva, e dove il benessere attiva i flussi migratori (Stati uniti e Europa). Questo uno per cento della popolazione, ben rappresentato dal magnate  George Soros,  non nasconde che tali flussi migratori vanno tutelati e affatto ostacolati. In bella sostanza il problema del numero eccessivo di umani è legato al resistere di un’ideologia letale per il pianeta e per il 99% dei suoi abitanti: il liberismo economico che si sintetizza nella frase "il pesce grande mangia il piccolo" (ed impone le sue idee, grazie ai mezzi di informazione e di distrazione di massa che sono tutti a loro appannaggio, a maggior ragione in epoca in cui le televisioni di stato sono state sostituite dalle televisioni private). Non meno importante è l'azione delle organizzazioni sovranazioni come l'O.N.U, il F.M.I. o l'organizzaizone mondiale della sanità, spesso finanziate da questi magnati e i cui interessi tutelano. Dalla mia analisi manca la fetta di mondo “non occidentale” che si riconduce alla Russia, ai paesi islamici e all'estremo oriente, India e Cina su tutti.

Ora se l’interferenza dell'occidente è chiara nei paesi del medio oriente, da sempre ricchi di petrolio, ma restii a farsi assoggettare del tutto, (e la Palestina ne è un chiaro esempio), le logiche che regolano la Russia e tutta l’Asia, non sono da me conosciute, e quindi non posso fare considerazioni interessanti su queste realtà pur determinati dal punto di vista numerico! Mi spiego meglio. Anche se non conosco le dinamiche ideologiche e politiche di Giappone, Cina, India, Indonesia, Corea e via discorrendo, sono conscio che hanno un potere economico, e un numero di abitanti, determinante ai fini del mio ragionamento. Una unica constatazione: sono questi paesi a dar peso al fenomeno dei BRICS, che, guarda caso, sta interessando anche molti paesi dell'Africa e del Sud America.

Chiudo sintetizzando con una frase: il problema della sovra popolamento umano si risolverà debellando l’ideologia liberista che è il cancro! E' questa ideologia a svantaggiare il 99% della popolazione, (me incluso e molto probabilmente anche voi che mi leggete) oltre a devastare il pianeta. Una parentesi, chi sta parlando di politiche verdi, sta poi appoggiando i conflitti in Ucraina e in Palestina, come se le guerre fossero dei toccasana per l’equilibrio ecologico; spesso questi ambientalisti sono poi anche favorevoli a tutelare i flussi migratori, senza mai occuparsi di garantire le condizioni per un benessere nei paesi di origine di questi flussi. Solo chi è stupido non ha compreso che le guerre sono funzionali a logiche di profitto e a null’altro, e quanto lo scaricare bombe su un territorio sia benefico per l’ambiente, per la flora e per la fauna o per il clima, lo lascio intuire al lettore.

Ultima considerazione, sia Russia che Cina sono realtà in cui le attività economiche sono subalterne agli interessi statali e la logica del “mercato sovrano” che la fa da padrone in Europa dal tempo dell’euro e in America da Reagan in poi, li non funziona.

Mirco Venzo, Treviso 3/10/2024 #qzone.it

rif. 1 https://www.openpolis.it/prosegue-il-calo-delle-nascite-in-italia/
rif. 2 https://it.wikipedia.org/wiki/Dottrina_Monroe
rif. 3 https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/kissinger-e-la-questione-latinoamericana-111763
rif. 4 https://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/573-thomas-sankara-vs-rackete-e-i-gretini
rif. 5 https://www.youtube.com/watch?v=GPCNq-T7yDY&t=26s
rif. 6 https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/19/ricetta-jp-morgan-per-uneuropa-integrata-liberarsi-delle-costituzioni-antifasciste/630787/
rif. 7 https://it.wikiquote.org/wiki/Tommaso_Padoa-Schioppa
rif. 8 https://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/458-il-consenso-di-washington

Nota: che oggi l'uomo influenzi il clima è cosa certa, ma che lo stia influenzando in modo determinante non è un opinione condivisa. E' su quel aggettivo "determinante" che si sta discutendo, chi sostiene ciò, è poi chi auspica una politica verde, quella stessa che è pro guerra, pro flussi migratori e che fa nulla per il benessere diffuso, anzi, obbliga chi prende 1.000 euro al mese a comperare un auto elettrica che ne costa 50.000!

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