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20211203 VM grafici malvezz 3 29Il bollettino malati covid 19 aggiornato al 1 dicembre 2021 ci informa che il nostro paese ha avuto più di cinque milioni di contagiati dal covid (5.015.790) e che i decessi sono 133.731 mentre nel mondo si parla di 5.207.634 morti. (Rif 1  - fonte Governo.it). Numeri dei quali il Prof Valerio Malvezzi non parla, lui in vari video dice che si occupa di economia e che la questione sanitaria la delega a chi di queste cose può parlare con competenza. La sua professionalità focalizza un'altra pandemia, che dura da molto più tempo e che, a suo dire ha cause ben precise e per nulla spiegate ai cittadini italiani che poi sono coloro che subiscono scelte deliberate.

1. - L’Italia spende troppo.
Da più parti si sente dire che siamo spreconi, che spendiamo troppo, che siamo, come paese, delle cicale mentre il mondo premia le formiche.... Al netto delle spese per interessi dal 1995, ci spiega Malvezzi, le entrate statali sono superiori alle uscite, siamo quindi in attivo di bilancio. (rif. 2). Questa politica è quella caldeggiata dalla Unione Europea e può sembrare una buona cosa, se non si considera che le spese dello stato altro non sono se non stipendi e salari da un lato, che permettono a milioni di cittadini di sfamare le proprie famiglie, ma dall’altro sono anche servizi erogati ai nostri concittadini, servizi quali proprio la sanità, quella che in molti sostengono dovrebbe essere potenziata e che, per rispettare proprio queste regole di “rigore” non si potenzia. Non è tutto: le spese statali sono erogate anche per far lavorare le aziende private cui vengono commissionati lavori di pubblica utilità: manutenzione strade, edilizia scolastica, interventi a tutela del territorio bersagliato da calamità naturali, smottamenti, frane e similari… Ricapitolando quindi la spesa statale non solo dà lavoro a famiglie ed a imprese, ma significa anche servizi di pubblica utilità. (I dati alla base del grafico proposto nel video sono forniti dal Fondo Monetario Internazionale - Elaborazione studi Win the Bank Research).

2. - Non si parla del debito privato.
Negli ultimi anni il debito dei privati, quelli che non hanno una banca a disposizione per pagare le loro spese (ora, con l’adesione alla moneta unica, in effetti non l’ha più neppure lo Stato Italiano) hanno visto l’indebitamento medio passare dal 17% (anno di riferimento 1995) al 43%. Il debito delle famiglie e delle imprese è più che raddoppiato da quando siamo dentro la trappola dell’Europa. Tutti parlano del debito pubblico che è passato dal 120% al 134% (è quindi aumentato del 11% circa) mentre il debito delle famiglie è più che raddoppiato aumentando del 157%. Non c’è da stupirsi, se tu tagliando la spesa pubblica togli servizi e costringi i privati a pagarli, se tu aumenti le tasse per fare avanzo primario, i privati che sono quelli privati dei servizi e che le tasse devono pagare, sono impoveriti e fanno debito.
Questo dato, sostiene Malvezzi, va posto in stretta correlazione con un altro dato che merita un approfondimento: dal 1970 al 1980 i risparmi delle famiglie sono calati progressivamente e costantemente passando da una media del 25% all’attuale 2%!

3. - Crollo dei risparmi.
Il tasso di risparmio medio delle famiglie italiane è passato dal 18 - 19% del 1970 (gli anni della tanto vituperata “liretta”) al 25% del 1984 per poi iniziare una costante ed inesorabile discesa sino ad arrivare all’attuale 2%!. Volendo esprimere numericamente questo dato significa che la famiglia italiana che aveva entrate per due milioni di lire (le famose lirette che venivano svalutate e che provocavano l’inflazione nella sciagurata, ci dicono ora, politica dell’epoca), quelle famiglie mettevano in banca cinquecento mila lire ogni mese, per fronteggiare gli imprevisti futuri. Oggi il risparmio medio delle famiglie italiane gravita attorno al 2%. E’ meno di un decimo rispetto al 1980 e sull’ipotesi di due milioni di lire di entrata la cifra che viene destinata in banca per fronteggiare i periodi bui è di 40 mila lire! Se i nostri padri potevano acquistare casa è perchè mettendo da parte cinquecentomila lire al mese, dopo qualche anno, lo vedi l’obiettivo di mettere su casa, cosa che hanno fatto. Oggi mettendo da parte 20 euro al mese, al massimo ti paghi una settimana di fanghi ad Abano Terme! Sono tutti stupiti se c’è il crollo del mercato immobiliare e se le nuove case realizzate nei centri sono tutte residenze per gente molto abbiente. E per forza, la media delle famiglie italiane non ha i soldi per comprare nessuna casa… Evidenzia un elemento Malvezzi nei suoi video: sempre si parla dei consumi, “i consumi ripartono...”,” i consumi sono in crescita...” e via con queste informazioni viste come segnale economico positivo. Attenzione, sottolinea Malvezzi, uno può consumare di più non perchè è più ricco, ma perché si sta indebitando, un buon indicatore della ricchezza è il risparmio, quello che è ridotto a meno di un decimo da quando ci fu la separazione del Tesoro dalla Banca d’Italia.
Non è quindi un caso se il debito privato è più che raddoppiato, mediamente, nelle famiglie italiane.

4. - Poveri e crollo della natalità
Nel video poi si tocca un ultimo aspetto, quello della correlazione tra il risparmio e il tasso di natalità. Più le famiglie italiane si impoveriscono e meno sono propense a mettere al mondo figli. La sintesi di Malvezzi è chiara: più si seguono le politiche europee e più si impoveriscono gli italiani. La politica del pareggio di bilancio e la rinuncia ad una banca statale con cui finanziare la spesa pubblica è una delle ragioni della scarna fotografia proposta dai suoi grafici.

Ditemi complottista, ma una umile considerazione la voglio fare anch’io. Se da due anni a questa parte si parla solo di covid e di morti di covid, pari allo 0,22% della popolazione nazionale e non si parla dei milioni di italiani in stato di povertà, e dell'impoverimento generalizzato della stragrande maggioranza del paese, viene il sospetto che questa pandemia serva come specchietto per le allodole per mascherare in un primo tempo questo disastroso stato di cose, e in un secondo tempo per giustificare il disastro economico: “ ...che volete, c’è stata la pandemia!”. Nulla di più falso, il nostro paese è iniziato ad andare in crisi quando ha sposato le politiche neoliberali dell'Unione Europea e quando ha iniziato con sempre maggiore perversione a limitare l’azione dello stato nelle cose economiche.Un video più recente (rif. 3 30/11/2021 - Perché siamo diventati poveri? Le quattro parole che smontano le bugie sulla svendita dell'Italia) conferma quanto già illustrato le quattro parole sono:

  • Rigore, quello che vuole l’avanzo primario e il contenimento della spesa pubblica.
  • Riforme, quelle che vogliono le liberalizzazioni dei servizi pubblici e la flessibilità del lavoro con riduzione dei salari (per essere più competitivi e "imporci nel mercato estero"),
  • Risparmio, gli effetti del rigore e delle riforme hanno intaccato il risparmio (vedi quanto scritto sopra) impoverendo gli italiani.
  • Reddito di cittadinanza. Il vero successo ottenuto da queste politiche è aver triplicato i poveri nel nostro paese che sono passati da quasi due milioni nel 2005 ai sei milioni del 2020 (Qzone ha già affrontato questo dato vedi rif. 4) ed ecco che per fare sopravvivere le persone si eroga il reddito di cittadinanza quando una politica economica sana, ovvero quella perpetuata quando avevamo la nostra moneta dava a tutti un lavoro (e con esso la dignità) correttamente retribuito con il quale non si sopravviveva, ma si viveva bene, da paese civile.

Mirco Venzo, 01/12/2021

 

rif. 1 https://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/detta...
rif. 2 https://www.youtube.com/watch?v=KqzNdcd-1Gk&t=696s
“Malvezzi spiega i quattro grafici che dovrebbero aprirti gli occhi. I TG dovrebbero mostrarteli ogni giorno” - data video 30 maggio 2021 sito Radio Radio
rif. 3 https://www.youtube.com/watch?v=VuUWWMbZtWs
rif. 4 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/769...

 

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