Nei primi due articoli sostanzialmente ho tracciato le ragioni del conflitto individuando perché Putin ha deciso di invadere la terra dei “fratelli” ucraini. Ho anche ricordato che più esperti occidentali, in tempi non sospetti, avevano sconsigliato il verificarsi di alcuni presupposti onde ostacolare il possibile profilarsi di una guerra, nello specifico la N.A.T.O non doveva espandersi per evitare una reazione prevedibilmente violenta, anche se non determinata nell’entità, da parte dell'impero militare russo. E’ avvenuto l’esatto contrario e per irritare ancor più i russi oggi sia la Finlandia che la Svezia, oltre all’Ucraina, protagonista di questi assestamenti geo politici, vogliono farsi proteggere dagli USA. Se oggi stiamo semplicemente constatando la portata di questa reazione, penso all’invasione dell'Ucraina, che reazioni potrà generare l’entrata della Svezia (che già in passato violò i confini dell’impero zarista) e della Finlandia sotto “l’ombrello protettivo della N.A.T.O. , lo scopriremo in futuro.
Per ora sappiamo come ha reagito alla notizia Vladimir Putin, ecco quanto riporta RAI News (rif. 1): “Nessun problema per Finlandia e Svezia nella Nato, ma se verranno dispiegate truppe la Russia farà lo stesso nei territori vicini". Quindi per ora si irrora di benzina anche quel confine europeo, se mai ci sarà la scintilla che provocherà un bel falò… lo staremo a vedere. Putin accusa l'alleanza atlantica di "ambizioni imperialistiche" e se ogni conflitto europeo ha conseguenze mondiali qui si sta lavorando alacremente, a mio modesto avviso, per seminare il terzo caos globale. Il fulcro di questo articolo non si occupa del perché la Russia stia oggi assorbendo territorio ucraino, quelle regioni le ho già presentate nei pezzi sopra ricordati (rif. 2 - 3) oggi voglio qui tracciare l’insegnamento chiaro che sto apprendendo dall’atteggiamento europeo ed italiano nello specifico da questi eventi.
L’Unione Europea, che da quando si è andata a concretizzare ha segnato un assoluto declino dell’economia e della cultura italiana (proprio in questi giorni girano statistiche nelle quali si afferma che il salario medio degli italiani, al netto dell'inflazione, in termini reali dopo trent’anni di moneta unica è l’unico ad essere diminuito tra tutti i paesi europei. Buongiorno e ben svegliati! Che l’euro abbia distrutto l’economia italiana lo scriviamo qui su Qzone da sempre, e ciò nonostante c’è ancora chi chiama con il titolo “Professore” Romano Prodi che nel 1999 aveva dichiarato: “Con l'euro lavoreremo un giorno di meno guadagnando come se lavorassimo un giorno di più"). Torno alle mie elucubrazioni; non capivo se L’Unione Europea era frutto del volere e delle pressioni di Francia e Germania, come sostenevano taluni pensatori, o se fosse il concretizzarsi di un progetto partorito dall’altra parte dell’oceano, insomma, se fosse un progetto americano dove a muoversi erano le marionette europee ma i fili erano tirati altrove.
Ecco, “il merito” del conflitto ucraino, ai miei occhi, è aver risolto questo quesito. Non è possibile che gli Europei, per quanto stolti, abbiano posto le condizioni per creare un conflitto, potenzialmente atomico, dentro i confini del nostro continente e, nel contempo, abbiamo posto in essere delle sanzioni che lungi dal penalizzare la Russia stanno strozzando tutta l’economia Europea. Tra coloro che non hanno avuto ripercussioni negative significative, val la pena evidenziarlo, vi sono proprio i russi. Ed esiste un parametro oggettivo per sostenere la tesi sopra esposta, ed è osservare l'andamento grafico delle varie valute dall'inizio del conflitto ad oggi: per i più svogliati delle tre valute quella cresciuta è il rublo, sostanzialmente stabile il dollaro, in calo l'euro. Questo sentenziano i tanto amati mercati dalla BCE e dal suo ex capo Mario Draghi. Sintesi sull’Unione Europea che con il suo Euro doveva, a parole, tutelarci garantendoci la pace ed il benessere, nei fatti constatiamo che una volta in più ha creato le condizioni affinché l’industria italiana prosegua il suo percorso di estinzione (sostanzialmente la piccola e la media) mentre i lavoratori italiani seguitano ad impoverirsi.
Non va dimenticato che la traiettoria era già stata tracciata da ben prima del conflitto, come ci ricordava Valerio Malvezzi che affermava (rif. 4) la povertà assoluta fosse triplicata negli ultimi quindici anni. Cosa stia accadendo alle nostre famiglie ed alle nostre imprese con questo conflitto, si pensi al banale aumento delle bollette energetiche, ce lo diranno le statistiche future. C’è una formula per esprimere tutto ciò: l’Italia oggi è equiparabile ad un paese del terzo mondo, ovvero non è poi troppo diversa dai paesi del Sud America e dei caraibi, guarda caso da sempre questi sotto l’ombrello protettivo (ed ideologico) americano. Per contro mentre l’assoggettarci acefalo al volere di Washington (e di Bruxelles) ci ha portato a questi risultati, altre realtà quali la Corea del Sud e la Turchia, con armi differenti e smarcandosi dalle indicazioni terapeutiche “illuminate” di stampo americano, stanno portando a casa risultati interessanti sia dal punto di vista economico, sia in termini di peso geopolitico. Insomma, non è la guerra oggi, (che c’è anche per la Turchia la quale per altro è anche più vicina di noi al conflitto) o il covid ieri (che c’era anche per la Corea del Sud) o la corruzione il problema del nostro paese… La realtà è che aver ceduto le decisioni fuori dai confini nazionali ha causato tutti i nostri problemi.
Qui mi si permetta di capovolgere un'impostazione assai diffusa che vede l’Italia protetta dall’ombrello della N.A.T.O. Ora chi è sotto un ombrello, quando piove non si bagna, perchè a bagnarsi è il parapioggia, giusto? Se, speriamo mai, dovesse esserci un'espansione del conflitto, saranno gli americani ad essere colpiti dalle pallottole e dalle bombe russe o saranno coloro che proteggono e tutelano le testate nucleari degli USA ad Aviano e altrove? La risposta è implicita, saremo noi ad essere colpiti anche perché a tutelare gli americani dall’esercito russo c’è anche un oceano. La nostra sorte sarà equiparabile all’attuale realtà ucraina: i nostri corpi e le nostre case saranno gli obiettivi dell’armata straniera, così alla distruzione economica e culturale già in essere da decenni nel nostro paese, seguirà, speriamo mai, anche la distruzione fisica del nostro territorio, delle nostre case e di noi che ci abitiamo.
Posso fermarmi qui sintetizzando il mio ragionamento con lo slogan: “Via dall’Euro, via dalla UE e, alla luce dell'esperienza ucraina, via dalla N.A.T.O!”
L’essere diventati una colonia americana non ci dà sicurezza ma, in compenso, ci ha portato alla fame.
Mirco Venzo, Treviso 10/07/2022 #qzone.it
rif. 1 https://www.rainews.it/articoli/2022/06/putin-risponderemo-...
rif. 2 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/839-...
rif. 3 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/847-...
rif. 4 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/821-...