Su tutta questa storia che coinvolge la Russia e l’occidente (di cui noi siamo parte, nel bene o nel male, ma già che inizi il racconto evitando di parlare dell’Ucraina può essere indicativo) avevo ben in testa alcune pietre miliari, essendo un ascoltatore di Giulietto Chiesa, convinto comunista che spesso presentava le sue analisi in rete.
Vi presento i miei punti fermi:
- Accordo di non accerchiamento N.A.T.O
Pare che Michail Sergeevič Gorbačëv avesse dialogato con i vertici americani prima di lasciare liberi i paesi del Patto di Varsavia di gestire senza interferenze i loro destini, sgretolando così nei fatti l’ideologia comunista. L’accordo preso era il seguente: scioglieremo il Patto di Varsavia a condizione che la N.A.T.O. non si espanda venendo fin sulle soglie di “casa nostra”. Storicamente la Russia ha sempre sofferto la sindrome dell’invasione anche perché tutti i grandi eserciti europei hanno cercato di farlo. Il primo nei tempi recenti fu quello di Napoleone Bonaparte (1812) ed il secondo fu l’operazione Barbarossa posta in essere dai nazisti, ripudiando l’accordo stipulato tra Molotov e Ribbentrop (rif. 1) dove per altro un certo contributo lo diede anche l’Italia, allora alleata ai nazisti, inviando dei militari in territorio russo.
Le storie delle brigate alpine della Julia e della Tridentina echeggiavano ancora agli inizi degli anni ottanta nelle caserme dove feci il militare. Fa specie quindi che nessuno ricordi questi episodi ai giorni attuali. Detto ciò un problema che avevo era trovare traccia di questi accordi tra Gorbačëv e americani, accordi sempre citati da Chiesa (che però è una fonte di parte) e citati anche dallo stesso Vladimir Putin nel discorso da lui fatto per presentare al suo popolo l’invasione dell’Ucraina (immagino che il lettore abbia ascoltato queste importanti motivazioni che sono alla base della guerra attuale vero? Come? nessuno dei nostri media le ha ricordate? Eccovi dove potete farvi un idea del fatto: https://fivedabliu.it/2022/02/24/la-dichiarazione-di-guerra-di-putin-video-e-traduzione/ ).
A forza di cercare finalmente ho trovato conferma che tali accordi ci furono realmente ed a citarli è il giornale tedesco Der Spiegel (rif. 2). Non rimane quindi che annotare quali paesi gravitanti l’area sovietica sono diventati parte della N.A.T.O. Eccoveli in ordine alfabetico con data di annessione: Albania (2009) Bulgaria (2004) Croazia (2009) Estonia (2004) Lettonia (2004) Lituania (2004) Macedonia del Nord (2020) Montenegro (2017) Polonia (1999) Repubblica Ceca (1999) Romania (2004) Slovacchia (2004) Slovenia (2004) e Ungheria (1999). Ora pare vorrebbe aggiungersi anche l’Ucraina, e si direbbe è questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
- Importanza strategica della Crimea
Giulietto Chiesa sosteneva che i russi non avrebbero mai ceduto il fondamentale accesso al Mar Nero, sia per ragioni commerciali, sia per ragioni strategiche. Una potenza come la Russia, anche se ridimensionata dalla politica di disarmo che ha portato avanti, non poteva avere come unico accesso al mare solo quello a nord, per altro complicato nel periodo invernale. La Crimea è un accesso a tutto il mondo mediterraneo dove non vi è solo l’Europa, ma ci si connette anche con l’Africa ed è uno snodo che coinvolge anche il Medio Oriente. D’altra parte che la Crimea sia un punto strategico lo si sa da tempo, e chi studia un po’ di storia italiana lo sa bene. Cavour inviò nel 1855 2 divisioni a combattere in quelle terre per un totale di 18.058 uomini e 3.496 cavalli: 3.000 uomini in più del convenuto con gli alleati dell'epoca (rif. 3): questa scelta fu basilare per lo sviluppo dello stato italiano che riuscì a trovare legittimazione con due delle potenze allora egemoni in Europa; l’Inghilterra e la Francia. (A fine del ricordo storico val la pena evidenziare come la cosa piacque poco alla terza potenza dell’epoca, l’impero Asburgico). Quando si parla di Donbass e delle due regioni di Donetsk e Luhansk si sta parlando del controllo di quei territori strategici, né più, né meno…
- Jan Palach
La terza nozione che da sempre fa parte del mio bagaglio di studente mi riporta al mito di Jan Palach che, lo ricordo ai più giovani, il 16 gennaio del 1969 si recò presso piazza San Venceslao, nel cuore di Praga e si versò della benzina sul corpo dandosi fuoco per protestare contro l’invasione sovietica posta in essere con tanto di carri armati. (4 - 5). Tutti i paesi occidentali furono sconvolti dal gesto di quello studente che divenne un simbolo imperituro di libertà e però, nessuno mosse un dito. La ragione non la si trova nella condanna del gesto sovietico, unanime, quanto in una ragione di opportunità e di saggia disamina della situazione: intervenire nelle cose di “casa altrui” avrebbe portato inevitabilmente ad un conflitto che facilmente sarebbe stato nucleare. In bella sintesi ai sovietici (a quel tempo) non era saggio rompere i coglion… Ed allora, sulla base di questi tre postulati, com’è che oggi si sta cercando di rompere questi equilibri? Che cavolo sta facendo il mio paese (o se preferite l’Unione Europea, visto che lItalia non ha più nessuna voce in capitolo su nulla, men che meno sulla politica nazionale)? A ciò aggiungo che i nostri politici in parlamento non rispondono ai cittadini e sono appiattiti sulle posizioni europeiste. Cosa altro c’è da dire nella crisi del Donbass ovvero sulla miccia accesa che rompe in modo assolutamente pericoloso equilibri oggi decisamente fragili? E qui inizia il mio percorso di ricerca.
- Giorgio Bianchi: un testimone scomodo
Giorgio Bianchi è un fotoreporter free lance che seguì direttamente la crisi russo ucraina (rif. 6) e che in tempi non sospetti diede una versione quanto mai interessante della storia. (rif. 7 e 8). Contesto storico: nel 2010 in quel paese ci furono delle elezioni vinte da tal Viktor Janukovyč contro Julija Tymošenko leader del movimento arancione. (nota: movimento arancione, popolo viola, movimento arcobaleno, popolo della sardine, primavere arabe… ci avete fatto caso che ogni tanto sbucano dal nulla, e nel nulla scompaiono, movimenti, sempre ben reclamizzati dai media, che inizio a pensare siano tutto tranne che spontanei? E’ questa una nota a margine che tra poco potrà risultare interessante). Torniamo in Ucraina ed al 2010: la pace in Europa era salva perché Janukovyč è filo russo e gli interessi di Putin non sarebbero stati lesi, compreso il tema sopra citato della Crimea.
La vittoria di un filorusso non deve scandalizzare il lettore perché l’Ucraina culturalmente è spaccata in due, molti sono ancora attaccati alla Russia (l’area della Crimea per l’appunto ne è un esempio, ma non solo.) L’orgoglio “ucraino” è una cosa recente e la storia russa -non ucraina- quella russa degli zar, nasce a Kiev, oggi capitale ucraina, poi è vero che l’impero russo si sposterà anche a nord, prima a Mosca e poi addirittura a Pietroburgo (Leningrado), ma la storia russa nasce a Kiev e quindi non deve sorprendere se ancor oggi molti russi considerano l’Ucraina “cosa loro” giusto o sbagliato che sia (rif. 9). E’ altrettanto vero che molti, in barba alla loro storia, vedono l’Unione Europea come un eden che porta prosperità e occidentalizzazione intesa come “benessere”; frase questa su cui ho molto da ridire, ma anch’io ho avuto bisogno di decenni per cambiare l’idea e se oggi sono anti europeista non significa che all’epoca fossi indifferente o peggio favorevole al progetto europeo che vedevo io pure come fonte di prosperità e pace. L’Ucraina è quindi spaccata, da una parte la calamita della storia recente, quella Russa, dall’altra la sirena del mondo occidental visto come un bengodi.
Nel 2010 vince di poco il filorusso ma, ecco il fatto determinante di tutta la crisi attuale, sommosse popolari lo costringono ad abdicare ed al suo posto, spinto da movimenti di piazza, (tali proteste hanno un nome: Euromaidan - rif 10). Entra qui in ballo il nostro testimone, Giorgio Bianchi, il quale ci dice che le proteste erano abbastanza circoscritte e non un movimento così diffuso come si vuol far credere, ma soprattutto ci dice che i manifestanti erano organizzati militarmente ed armati, non solo, usarono le armi per sparare contro la polizia. In bella sostanza quando Putin sostiene che la rivolta fu governata da forze di ispirazione nazista, pare abbia ragione. Non fu quindi una manifestazione pacifica e a carattere diffuso come viene raccontato quella che portò alla fuga il presidente filo russo e già questa narrazione mi lascia perplesso. Queste violente bande armate ed organizzate, che ricordano da vicino i Black Block di genovese memoria (G8 del 2001), chi li convocò? Arrivano spontaneamente o furono pilotati da qualcuno? Perché la conseguenza della loro azione è determinante in tutta la crisi che oggi stiamo vivendo, e che nessuno racconta.
Detto ciò Bianchi voleva andare a raccontare quanto avveniva nel Donbass dove c’è stato un conflitto poco narrato a partire dal 2014 (si parla di 14.000 morti) ma i nostri servizi segreti gli avevano consigliato di rimanere a casa. Quanto accadde in Ucraina, quindi, fu tutto tranne che trasparente e la caduta di Janukovyč pare avesse un filo diretto con qualche forza esterna al volere popolare ucraino. Nel 2019 data del video, lo stesso Bianchi afferma che vedeva con estremo timore l’evolversi della crisi del Donbass, per le ragioni sopra esposte da me che non sono un esperto di politica internazionale. Nel video datato marzo 2019 evidenziava gli stessi concetti che poi ribadiva nell'agosto del 2020. Sono basito nel constatare che tutti oggi sono sorpresi di quanto accade in quell’area quando la guerra si sta seminando da tempo, ed anzi pare che l’avvento di Donald Trump, a opinione del nostro testimone, ne abbia per un certo periodo rallentato la crescita. Proprio quel Donald Trump che doveva rappresentare la fine del mondo occidentale e che, a detta dei media mainstream, per fortuna è stato sostituito dal “pacifico” Joe Biden, infatti oggi siamo sull'orlo di una guerra terminale.
- Andrea Rocchelli
Nel cercare informazioni circa il conflitto del Donbass scopro che un altro fotoreporter e giornalista italiano ha lasciato la vita in nome dell’informazione, tentando di descrivere quanto stava avvenendo nel Donbass: il suo nome è Andrea Rocchelli (rif. 11). Wikipedia afferma che pare certa l’uccisione per mano della milizia ucraina (e non quella russa che pure era coinvolta in quel sottaciuto conflitto). Non sono escluse, al contrario sono sobillate, interferenze di carattere filonazista.
E’ giunto il momento quindi di tirare le fila di tutta questa storia: sono basito di come ascoltando i telegiornali (che per altro evito, e quindi non posso criticare più di tanto) Vladimir Putin sia presentato come un pazzo criminale da eliminare a tutti i costi, quando pare a me evidente che:
- Putin ha delle motivazioni per porre in essere la sua attuale strategia che mi sembrano in linea con un etico rapporto di autotutela tra le parti, dove per parti si intendano "Superpotenze" con disponibilità di armamenti atomici.
- L’occidente sembra insisti a fomentare il conflitto con scelte scellerate, non ultima quella di inviare armi all’esercito Ucraino. Perorare le cause della pace, inviando armi, è oramai diventato una cosa di moda, l’unica sfumatura che voglio evidenziare è legata al fatto che Putin non è né Saddam Hussein, né Muʿammar Gheddafi e quindi le conseguenze del conflitto potrebbero essere diverse. Se ho considerato saggio l’agire dei politici di “non interferenza” in casa cecoslovacca nel 1969 non ho difficoltà a definire stolto e criminale l’agire di chi oggi si è preso a cuore la causa del mondo ucraino, mondo che come ho velocemente cercato di ricordare ha sfumature non proprio banali da considerare. Così, altrettanto stolto e criminale è quanto stanno raccontando i nostri principali media che tacendo alcuni atti e fatti non permettono al popolo italiano la piena comprensione di una questione internazionale già intricata di suo.
- Per finire aggiungo che in base all'art. 11, anticostituzionale è l’invio di armi decretato dall’intero parlamento italiano (con qualche rara eccezione) in favore della causa Ucraina.
Per oggi mi fermo qui, anche perchè ora rischio di dire quel che penso sulla classe politica italiana e europea, cadendo direttamente negli insulti, che è bene evitare.
Mirco Venzo, Treviso 08/03/2022 #qzone.it
Nella foto una vignetta pubblicata dal giornale satirico “il Fischietto” il 3 marzo 1855
rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Patto_Molotov-Ribbentrop
rif. 2 https://www.italiaoggi.it/news/lo-scoop-di-der-spieg...
rif. 3 https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_di_Crimea
rif. 4 https://it.wikipedia.org/wiki/Jan_Palach
rif. 5 https://it.wikipedia.org/wiki/Primavera_di_Praga
rif. 6 https://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_russo-ucraina
rif. 7 https://www.youtube.com/watch?v=25XFBj-vGsI (3 maggio 2019)
rif. 8 https://www.youtube.com/watch?v=MDomi6hKMxg (5 agosto 2021)
rif. 9 https://www.youtube.com/watch?v=VCXTT2Tg2PQ
rif. 10 https://it.wikipedia.org/wiki/Euromaidan
rif. 11 https://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Rocchelli