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20210523 VM povertàSecondo le stime preliminari, nel 2020 le famiglie in povertà assoluta sono oltre 2 milioni (il 7,7% del totale, da 6,4% del 2019), per un numero complessivo di individui pari a circa 5,6 milioni (9,4% da 7,7%, ossia oltre un milione in più rispetto all'anno precedente)”. Questo dato è estrapolato dal quotidiano “La Repubblica” del 4 marzo 2021. Per il sito soldionline.it a marzo 2021 i disoccupati erano di poco superiori al 10% della popolazione, mentre la disoccupazione giovanile risulta superiore al 33%. (rif. 1). Capire questi dati è abbastanza difficile, mancano sempre dei riferimenti su cui aggrapparsi; ciò non toglie che il sito precisa che per disoccupato si intende chi sta cercando lavoro e non lo trova, cui si

devono aggiungere gli inoccupati, coloro che non cercano lavoro e tra costoro interessante sarebbe sapere quanti non lo cercano perché non interessati e quanti non lo cercano perché ritengono inutile questo sforzo stanchi di elemosinare un posto (ovvero gli inoccupati involontari, coloro che non credono più nel mercato, proprio quel mercato che ci presentano come un dio giusto ed equo). L’articolo del riferimento 1 dice nulla a riguardo ed allora cerco in rete questo dato per estrapolare dal sito Trend online (rif. 2) che coloro che sono “Scoraggiati dalle possibilità di cercarlo” (il lavoro, tra i 15 e i 64 anni) sono 13.759.000!

A gennaio 2021 la popolazione italiana era stimata a 59.226.539 persone quindi gli inoccupati involontari sono il 23,23% della popolazione. Ricapitoliano: un 10% cerca lavoro e non lo trova - 5.900.000 persone - i disoccupati e 13 milioni e mezzo si è stancato di trovarlo per un totale superiore ai 19 milioni di persone, su poco meno di sesanta milioni! I grafici di “Altervista” del 25 marzo 2021 (rif. 3) ritengono la cifra degli inoccupati proposta da Trend online ottimistica, loro gli inattivi li conteggiano circa il 35% della popolazione, quindi ritengo sufficientemente attendibile il dato riportato utilizzando il principio di prudenza. Primo punto di considerazioni: questi dati, da prendere con le pinze, sostengono che un residente in Italia su tre o sta cercando lavoro o si è stancato di cercarlo.

Pare un assunto inverosimile, ma proprio la difficoltà a recuperare i dati in rete sembra a chi vi scrive il segnale che queste cifre è bene che rimangono occultate o quanto meno poco diffuse. Resta il fatto che se uno è senza lavoro si presume sia anche senza reddito ed allora si comprende perché vi sono i 5 milioni e seicentomila poveri di cui parlava Repubblica ad inizio articolo. Questi numeri che ho recuperato scavando con le unghie, andrebbero tarati da ulteriori considerazioni: quanti sono coloro che non sono disoccupati grazie al blocco dei licenziamenti? Dalla mia ricerca in rete emerge che questa norma imposta per tutelare gli italiani, appena verrà rimossa genererà una marea di disoccupati in più che ora sono occupati solo per volere legislativo ma non perché vi sia una reale necessità lavorativa. Il Professor Piero Ichino è tra coloro che sostengono ciò! (rif. 4)

Mi interrogo quindi: questo paese può ancora accettare extracomunitari alla luce di queste cifre che seppur molto approssimative delineano una crisi occupazionale degna di paesi sudamericani quando in Italia, a differenza di molta parte del Sud America non abbiamo né le materie prime né gli spazi da sfruttare intesi come praterie o territori da rendere produttivi? Ogni zolla del nostro paese è resa produttiva (capannoni vuoti a parte) e anzi, gli ambientalisti ci dicono che dovremmo ridare spazio a boschi e foreste spontanei per ridare linfa a quella fauna e flora spontanea comprendente lupi, orsi e altri animali che sono segno di salute ecologica. Il lettore può chiedersi, ma allora tu attribuisci agli stranieri la causa di questi problemi occupazionali?

No, io ritengo l’Unione Europea la causa di queste cifre, al pari del principali media che non danno risalto a questi numeri. Resta il fatto che non sarà la continua accettazione indiscriminata degli stranieri la soluzione e ai problemi occupazionali e alla transizione ecologica ed il recupero della biodiversità tanto cara agli ambientalisti. I media, ad esempio, sono responsabili della sottaciuta informazione che il dieci per cento di disoccupazione che abbiamo oggi in Italia non è molto distante dal 9% che i parametri dell'Unione Europea ritiengono corretti per l'Italia (Fonte: conferenza di A/simmetrie 2020). Si sa che la priorità per la BCE e per chi la dirige (che sino a poco tempo fa era Mario Draghi) è l’inflazione, non l’occupazione! Ho già spiegato in un precedente articolo come occupazione e inflazione siano aspetti tra loro collegati (Rif. 5) e non è questo il momento di riaprire quel tema.

Però, interessante risulta quanto afferma Oxfam Italia nel suo sito (rif. 6) ovvero che le dieci persone più facoltose al mondo hanno visto aumentare di 540 miliardi di dollari il loro patrimonio nonostante la pandemia. In Italia, leggendo il rapporto, si evince che le misure di sostegno volute dal Governo per difendere le fasce più deboli sono la ragione per la quale il paese non è andato incontro alla catastrofe, (e comprendo io che il blocco dei licenziamenti criticato da Ichino è tra questi provvedimenti), ma una volta che queste dovessero essere rimosse si andrà a verificare una crisi dalle proporzioni inimmaginabili. Il rapporto Oxfam informa tra l'altro che moltissime famiglie hanno utilizzato i propri risparmi per far fronte al calo di redditi generato dal covid 19, andando a ledere il paracadute protettivo che si erano costruiti negli anni. Un'ulteriore scossa ai livelli salariali e un mancato sostegno a chi è precario significherebbe lo sfacelo non solo per il popolo e per il mondo imprenditoriale, ma anche per le aziende di credito che si trovano a finanziare un sistema produttivo quanto mai divenuto fragile e dei risparmiatori che sempre meno possono restituire quanto ricevuto.

L’Europa dicevo, che ad oggi ha concesso nulla a sostegno degli italiani e che sta ancora parlando di farci avere denaro mezzo il Recovery Plan (per finanziare soprattutto progetti legati al green) ci impose il pareggio di bilancio, vincolo che obbligherà ad aumentare le tasse o a tagliare i servizi sociali, tra i quali anche la sanità che la pandemia ha dimostrato essere bisognosa non di tagli, ma di investimenti. In questo quadro di cosa si sta parlando ora in parlamento? Della legge a firma Alessandro Zan (PD) cui si aggiungono altri illustri nomi che molto hanno a che fare con il quadro economico sopra tratteggiato, penso a Pierluigi Bersani e a colei che voleva modificare la Costituzione: la mai dimenticata Maria Elena Boschi. Bersani fu colui che con i suoi voti appoggiò il pareggio di bilancio in Costituzione proposto da Mario Monti mentre la Boschi fu il braccio destro di quel Matteo Renzi che impose il Jobs act, favorendo la precarizzazione del lavoro (rif. 7).

Di cosa parla il disegno di legge Zan, firmato anche da Laura Boldrini? Copio dalla proposta di legge: “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità.” Ecco l’articolo 7 cosa sostiene: “La Repubblica riconosce il giorno 17 maggio quale Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, al fine di promuovere la cultura del rispetto e dell’inclusione nonché di contrastare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, in attuazione dei princìpi di eguaglianza e di pari dignità sociale sanciti dalla Costituzione”.

Si preoccupano i nostri parlamentari che non vengano discriminati coloro che hanno gusti sessuali meno popolari, creando non poche perplessità a chi, come Francesco Amodeo (rif. 9) ritiene che la legge se approvata andrà a limitare il nostro diritto di espressione, dicevo, i nostri parlamentari si preoccupano di tutelare omofobi, lesbofile, e ... e poi non riesco a completare il concetto perchè si usano vocaboli di cui non conosco a pieno il significato. E anche qui, se manco il lessico popolare contempla queste figure, siamo sicuri siano una priorità per il paese e non un'imposizione imposta dall'alto? Comprendo però che tutti costoro indipendentemente dal loro sesso biologico e da quello percepito, se privati del diritto al lavoro ed a una degna retribuzione dello stesso, potranno forse non venir derisi dal resto della popolazione per i loro gusti sessuali, ma saranno comunque, al pari della maggioranza della popolazione, in condizione di miseria e privati della dignità e della libertà che solo il denaro e il lavoro sanno garantire.

Il problema non è dire "checca" a qualcuno ma che costui sia un morto di fame o perchè non ha lavoro o perchè, pur lavorando, non riesce a vivere dignitosamente! I dati di inizio articolo di questo parlano. Questo urlano questi dati, ma di ciò... non si parla, e Zan, Boldrini, Boschi, Bersani e compagnia cantante si preoccupa di tutelare le esigenze di questa società che cambia (o che si vuole far cambiare).

Altro aspetto: nel profilo facebook di un mio contatto appare la scritta, “Cioè...continuano a sbarcare clandestini senza documenti e io dovrei esibire un pass per cambiare regione? Ma andate a cagare”! Ritornando alla legge Zan la domanda è, ma i parlamentari che se si andasse a nuove elezioni verrebbero quasi tutti mandati a casa, si rendono conto di come stiano screditando le istituzioni? Occuparsi della pagliuzza delle discriminazioni di genere ignorando il trave della crisi economica pare a me molto pericoloso perchè se si procede su questa traiettoria, prima o poi la gente andrà in piazza senza mascherina, e temo, non si limiterà ad urlare frasi volgari come quella apparsa in facebook, ma accadrà ben di peggio! Quanto ai conflitti tra stranieri e italiani, i dati economici possono essere una spiegazione all'astio degli uni verso gli altri, e tanto più la forbice tra poveri e ricchi si aprirà, tanto più, prevedo, tali conflitti andranno ad accentuarsi, a prescindere di gusti sessuali di attaccati e attaccabrighe. Ridare lavoro e salario dignitoso è urgentissimo e dopo, solo dopo, si potrà disquisire sulle frasi più o meno urbane legate a questa nuova società che si vuole generare. Oggi sono in molti a deridere le istituzioni, domani, se queste non risolvono i problemi reali, verranno ignorate ed allora si andrà incontro alla guerra civile. (rif 10).

Spero aver reso chiaro il motivo per cui sono molto preoccupato!

Mirco Venzo, 22/05/2021 qzone.it

rif. 1 https://www.soldionline.it/notizie/macroeconomia...
rif. 2 https://www.trend-online.com/risparmio/istat-dis...
rif. 3 https://grafici.altervista.org/mercato-del-lavoro...
rif. 4 http://www.vita.it/it/article/2021/02/16/pietro-ich...
rif. 5 http://www.qzone.it/index.php/36-q-economy/5...
rif. 6 https://www.oxfamitalia.org/davos-2021/
rif. 7 https://www.qualcosadisinistra.it/2012/12/21/a...
rif. 8 https://it.wikipedia.org/wiki/Jobs_Act
rif. 9 https://www.youtube.com/watch?v=Sq2uCq4...
rif. 10 http://www.qzone.it/index.php/36-q-econo...

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