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200230508 VM ShakspeareCosa c'è in un nome? Ciò che chiamiamo rosa anche con un altro nome conserva sempre il suo profumo”. Questo concetto è ripreso dal Romeo e Giulietta - atto II, scena II di William Shakespeare. E’ un concetto importante e espresso in modo particolarmente romantico dall’autore inglese, sostanzialmente dice che una cosa puoi chiamarla come vuoi, ma il nome che gli dai non modifica la sua essenza e le sue caratteristiche. Questa affermazione può anche essere ribaltata, tu chiami in un certo modo una cosa perchè vuoi comunicare a chi ti ascolta che stai parlando di un oggetto che ha delle caratteristiche ben precise. Meno romantico è l’adagio popolare “non confondere la merda con la cioccolata” che ripropone questo messaggio. A volte qualcosa vista da lontano ci pare una cosa, ma una volta focalizzata da vicino

è assolutamente differente da ciò che ci pareva, e la frase popolare e poco shakespeariana ben lo spiega.

La lunga introduzione è terminata e vengo al punto. In Italia i media continuano a chiamare “sinistra” il Partito Democratico, che nulla ha più a che vedere con ciò che era sinistra. Decidiamo cosa si intende per “sinistra”, quali caratteristiche debba avere e procediamo con le idee chiare! Se la sinistra era il partito, il movimento, il gruppo di coloro che si preoccupavano delle classi basse della società, i lavoratori, gli operai, i contadini e disoccupati e soprattutto si occupavano del lavoro e della giusta retribuzione, oggi mi pare palese che il PD di queste cose, nei fatti, non se ne occupa affatto, ed anzi le sue scelte sono contrarie e dannose a tutto ciò!

Ho già affrontato a più riprese questo tema (rif. 1 e 2) e la sintesi è semplice: chi appoggia l’Unione Europea non può dirsi di sinistra perché quel progetto nasce a tutela del capitale.

Ma che il PD non abbia più nulla a che vedere con il popolo lo si evince anche da come si esprime chi lo guida. A tal riguardo mi piace ricordare che la Costituzione Italiana, che ha molto a che vedere con la sinistra, venne scritta cercando un lessico che fosse oltre che preciso, di facile comprensione per chi la leggeva. Posso affermare che venne scritta pensando al popolo, a coloro che non sapevano il greco ed il latino, ma che dovevano aver ben chiaro che cosa si volesse dire! La sinistra che aveva combattuto il nazi fascismo, parlava chiaro al popolo, Pietro Calamandrei voleva essere capito da chiunque quando esprimeva le sue idee, al pari di tutti i costituzionalisti.

Detto ciò contrappongo ai costituzionalisti e a Pietro Calamandrei un estratto di uno dei primi discorsi del recente capo del Partito Democratico Elena Ethel, detta Elly, Schlein: “...Ci piace portare, diciamo, insieme ai nostri amministratori, il PD verso un futuro che, grazie anche alle norme europee, sempre di più investa e costruisca dei cicli positivi, diciamo, della circolarità, uscendo dal modello lineare, è questo il tema!”. (rif. 3 con Nota)

Ora, l’unica cosa che si intuisce da questa frase è che in qualche modo il PD appoggia l’Europa, ma cosa nel concreto questo significhi per noi italiani e nello specifico per chi volesse votare quel partito, è impossibile da decifrare. A parte gli obiettivi, aiutare i lavoratori e combattere la disoccupazione e le basse retribuzioni, lo voglio dire chiaro, è questa la colonna vertebarle di ciò che a mio modo di vedere significa “sinistra”, uno si aspetta anche che il capo di quel partito usi un linguaggio chiaro, facilmente comprensibile per il suo popolo. (nota due) Elly Schlein non lo fa. Quello che a più riprese sto cercando di dire è che questa donna non ha nulla a che spartire con la storia e gli obiettivi storici della sinistra per la semplice ragione che è espressione della destra. Un'ulteriore conferma a questa mia affermazione è l’intervista a Vogue (che non mi risulta sia proprio la rivista di riferimento delle classi lavoratrici) dove afferma di avvalersi della consulenza della armocromista Enrica Chicchio per curare la sua immagine.

Ora non vado neppure a spiegare di cosa si occupa una armocromista, per la semplice ragione che non è un tema interessante per chi deve vivere con 600/850 euro al mese e con cui, dentro quella cifra, deve pagare le bollette e fare la spesa. 150 euro all’ora (ma ho letto anche che la signora Chicchio può chiedere il doppio o più per una sua consulenza) rendono palese che Elly Schlein è espressione di chi è capitalista e non di chi è lavoratore o disoccupato.

La questione espressa chiaramente è che il PD non cura più da lustri l’interesse dei proletari, non parla ai lavoratori anche perché ha come capo partito chi può permettersi di pagare 150/300 euro all’ora (mezzo stipendio di chi lavora alla sbarra del luogo dove io lavoro) per curare le combinazioni di colore del suo abbigliamento. Stupirsi che l’elettorato, chi lavora, voti Giorgia Meloni che, come tutti i politici, sicuramente si avvale di chi cura la sua immagine e la consiglia anche su come proporsi al pubblico, ma se non altro ha il buon senso di non andare a dire in giro quanto questo le costi, mi pare quindi fuori luogo. Oltre a ciò la Meloni quando parla agli italiani, si fa capire.

Ora è il momento di chiudere l’articolo affermando che, chiamala come vuoi, una cosa che ha le spine, una certa forma ed un certo profumo è una rosa. E un partito che è rappresentato da una borghese che non non si fa capire quando parla, che difende l’europa e l’ecologia (un riferimento ideologico della Schlein, a suo dire, sempre a quanto scritto su Vogue è Greta Thunberg...), ma che se c'è da inviare armi e i "molto ecologici carri armati" in Ucraina non si tira indietro, questa è una politica di destra. Anche per questo alla Schlein di nominare Marx o Gramsci non le passa per l’anticamera del cervello e, d’altra parte, mica sono autori che suscitano interesse ai lettori di Vogue. In conclusione un partito che difende il capitale e non il lavoro, che non prende posizione contro la guerra ma la fomenta inviando armi, non è un partito di sinistra, se per sinistra si intende chi ha contribuito a scrivere la Costituzione.

Il paradosso si compie e appare "un po più rossa”, volendo usare classificazioni cromatiche, Giorgia Meloni che, non si mette certo contro l’Unione Europea e la N.A.T.O (difendendo quindi la scelta di armare l’Ucraina e favorire la guerra, lei è di destra, che ci si può aspettare? Da sempre la destra usa i mezzi forti per difendere i suoi obiettivi ed è "guerrafondaia"), ma almeno parla in modo di farsi capire  risultando almeno in questo più vicina a Calamandrei della sua antagonista. La Meloni ha fatto la gavetta, politicamente parlando, e non è stata imposta al Partito non si sa da chi... (Vedi nota)

Ultima rappresentanza in parlamento è il gruppo di Giuseppe Conte che esce da quel “grillismo” che non era “ne di destra ne di sinistra, ma avanti”. Che vuol dire essere avanti? Vuol dire aver votato per l’invio delle armi nel precedente governo Draghi, vuol dire aver difeso gli interessi europei talmente bene che Luigi Di Maio, allora il principale riferimento di quel partito, è ora insignito dell’incarico di Rappresentante speciale dell'Unione europea per il Golfo Persico. Insomma, se fosse vera la mia affermazione che il Capitale per tutelare i suoi interessi ha creato quel mostro chiamato Unione Europea, oggi abbiamo in parlamento chi è pro Europa e pro N.A.T.O. a guida Giorgia Meloni, abbiamo chi è pro Europa e pro N.A.T.O. a guida Elly Schlein e abbiamo chi è critico verso la N.A.T.O. e verso l’Europa, dopo aver votato e sostenuto Mario Draghi, avallando i progetti europei e l’armamento dell’Ucraina quando aveva un'assoluta maggioranza parlamentare. 

La parola che va analizzata non è tanto “sinistra” che oggi se condividete la mia posizione, proprio non esiste, la parola su cui riflettere è “democrazia” perché oggi in parlamento c’è un blocco unico, quello del “pro Europa”. Sfumatura da considerare questo “pro Europa” casualmente va in direzione opposta a quella che auspico io e… milioni di altri italiani. Ecco perchè mi chiedo se oggi ci si possa definire ancora una democrazia.

Mirco Venzo, Treviso 05/05/2023 #qzone.it

rif. 1 https://www.youtube.com/watch?v=m-TGtdmBzvYhttp://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/576-orientamento-topografico

rif. 2  http://www.qzone.it/index.php/36-q-economy/193-trippe-e-schioppettino-destra-o-sinistra

Nota 1: ho cercato il video dove fosse riportata la frase della Schlein, senza fortuna. Devo fare riferimento per tanto al commento fatto a quelle affermazioni da Diego Fusaro in questo video : https://www.youtube.com/watch?v=m-TGtdmBzvY Ad essere critico contro il suo nuovo leader di partito vi è anche il Governatore della Campania Vincenzo De Luca che afferma poter sostituire con migliori risultati e a minor spesa l'operato della armocromista Chicchio : https://www.youtube.com/watch?v=BqN-f8OXrXo

Nota 2 - Non ho trovato, come già sopra precisato il punto citato da Diego Fusaro e da altri opinionisti, ma il riassunto del programma politico della nuova portavoce rende palese che la chiarezza espositiva non è una caratteristica di quella donna come si evince ascoltando questo riassunto: https://www.youtube.com/watch?v=RvYRvWiVzds

Nota 3. Il mio collega di lavoro è un attivista del PD ed è rimasto assolutamente sorpreso dagli esiti delle loro votazioni che hanno investito Elly Schlein della carica di Capo partito: costei un anno prima era praticamente una sconosciuta dentro quell'organizzazione e che idee avesse e che cosa di "innovativo" potesse portare a quel gruppo i primi a non saperlo erano proprio i tesserati a quel partito. Forse è il mio collega a non essere ben informato, ma a me che lo ascolto da esterno si insinua la sensazione che la Schlein sia stata collocata in quella delicata posizioni da chi è esterno al PD. Un po' quello che accadde con Giuseppe Conte che oggi è un riferimento del "grillismo", ma che all'epoca nessun "grillino" conosceva e manco era iscritto a quel movimento.

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