Recentemente nel Parlamento italiano si è svolto un acceso dibattito sui valori fondamentali cui poggia l’Unione Europea, ed a tal riguardo si è tirato in ballo il Manifesto di Ventotene. Ho iniziato a leggerlo per fermarmi subito: quel manifesto verte su idee di stampo socialista, chiaramente a mio avviso l’Unione Europea, al contrario, si basa su chiari diktat neoliberali, il mantra “Ce lo chiede l’Europa” termina sempre con riforme che spingono al pareggio di bilancio, al taglio della spesa pubblica, alla tutela dei mercati (rif. 1) alle privatizzazioni che difendono e creano rendite per pochi a danno dei milioni di lavoratori che devono essere “flessibili”, andare in pensione sempre più in tarda età, e che devono essere pronti ad accettare la disoccupazione se le loro aziende delocalizzano in ossequio alle leggi tanto care al “dio mercato”.
Tutto ciò è l’esatto contrario di quel che un socialista degno di tale nome può sostenere, e a definitiva conferma di ciò cito l’ultimo socialista di spessore italiano: Bettino Craxi che ebbe a dire (rif. 2): “Si presenta l’Europa come una sorta di Paradiso terrestre… nella migliore delle ipotesi sarà un limbo, e nella peggiore delle ipotesi sarà un inferno! Quindi bisogna riflettere su ciò che si sta facendo…perchè la cosa più ragionevole di tutte era di richiedere… di pretendere, essendo noi un grande Paese,... perchè se l’Italia ha bisogno dell’Europa, L’Europa ha bisogno dell’Italia, non dimentichiamolo!...pretendere la rinegoziazione dei parametri di Il Trattato di Maastricht". Ventotene è quindi fuorviante per capire su cosa poggia l’Unione Europea, molto più significativo è ascoltare e leggere tra le righe cosa dice uno dei principali sostenitori (in Italia) dell’Unione Europea, quel Romano Prodi che è entrato nella storia per aver affermato che “Con l'euro lavoreremo un giorno in meno e guadagneremo come se lavorassimo un giorno in più” e che ciò nonostante seguitano a chiamare e a considerare un “Professore”. Ancora ebbe a dire: “L'euro sarà la nostra ricchezza!”
Ecco, io ritengo che ascoltare e congiungere i puntini tratteggiati da questo vero padre dell’Unione Europea, sia utile per comprendere cos’è l’Europa e che cosa abbia comportato per l'Italia e per noi italiani. Anzitutto chiariamo una cosa: e parto da un affermazione del professore in un intervista televisiva: “Ho giurato fedeltà all’Unione Europea, rappresento il mio paese, ma sono servo dell’Unione Europea” (video rintracciato su facebook). E’ chiaro quindi di chi è “servo” Prodi, non del nostro paese, ma dell’Unione Europea. Uno può pensare, "beh, è la stessa cosa, gli interessi dell’Italia coincidono con quelli dell'Unione Europea…” Siamo proprio sicuri che sia così?
Ecco che cosa ha affermato recentemente il nostro Professore al giornalista Formigli: “Bisogna partire dall’accordo tra Francia e Germania con dietro l’Italia. Questa è l’Europa quando funzionava…Questo era il tris… se non è questo; è chiaro che non si riesce ad andare avanti…” (il video è commentato da Matteo Brandi di Pro Italia, sul suo profilo facebook). Quindi per Prodi, Francia e Germania trainano, e l’Italia deve star dietro. (il progetto del riarmo, tema caldo ora che scrivo, va letto in questi termini, e sempre Matteo Brandi, in un altro video, lo spiega molto bene). La sintesi è che, ascoltando e avvalorando le parole di Prodi, non dell'ultimo arrivato, l’Italia ha ceduto la propria sovranità all’Europa, che però si fa guidare da Francia e Germania. L’Italia sta dietro (non oso immaginare altri paesi dove possano stare… e mi sovviene la povera Grecia, ma andiamo avanti).
Dobbiamo qui ora ricordare che con questa filosofia Romano Prodi è stato Presidente della Commissione Europea dal 1999 al 2004 e prima (e anche dopo) è stato Presidente del Consiglio dei Ministri italiano (dal 1996 al 1998 e dal 2006 al 2008) Siamo in pieno seconda Repubblica, quella del cambiamento; quella che sostituì la vecchia classe politica spazzata via da tangentopoli. Prodi ha curato gli interessi dell’Italia, o dell’Unione Europea? L'abbiamo appena letto, lui è servo dell'Unione. Mi chiedo, ma questi interessi coincidono? La Costituzione italiana è impregnata su presupposti socialisti (lo Stato deve aiutare i meno abbienti per limare le disuguaglianze), mentre l’Unione Europea si basa sul principio della “competitività” (tutti contro tutti, in un concetto darwiniano stravolto di mercato che premia il migliore e il peggiore deve soccombere.) E però se l'Italia deve “star dietro” già ci posizioniamo in svantaggio in questa gara dove solo i migliori vincono e dove il pesce grande mangia il pesce piccolo…). Vien da chiedersi, ma Prodi che opinione ha degli italiani? Che cosa si auspica per loro? Ascoltiamolo: “...Oltre una certa quota di reddito l'uomo diventa più infelice e allora siccome noi dobbiamo cercare la felicità, dobbiamo tenere conto di questi aspetti” (rif. 3).
Interessante, l’uomo è felice se non supera una certa quota di reddito, per questo padre dell’Unione… mi sovviene un altro presunto grande economista italiano, Tommaso Padoa Schioppa che ripropose con maggior chiarezza lo stesso concetto e che ci spiega come esso c'entri con le dinamiche imposte dall'Unione: “Nell'Europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in altri ancora. Ma dev'essere guidato da un unico principio: attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l'individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità.” Padoa Schioppa, fateci caso, riprende il concetto sopra già citato da Prodi: è giusto che chi è meno abile abbia meno, questo è il principio che nulla centra con la nostra Costituzione, lasciando intendere che "è giusto così"!
Ora c'è da interrogarsi: siamo proprio sicuri che l’Europa ha portato a ciò? Non è che io che scrivo mi sia preso un abbaglio? E’ di poche settimane fa questa affermazione di un altro padre dell’Europa, Mario Draghi, affermazione fatta in Parlamento (non al bar dopo un bicchiere tra amici): “Noi abbiamo contratto i bilanci pubblici, abbiamo sacrificato la spesa pubblica, abbiamo compresso i nostri salari anche perché noi in quegli anni pensavamo che eravamo in competizione con gli altri paesi europei, e quindi tenevamo i salari più bassi come strumento di ... come strumento di concorrenza!”
Eccoli i padri dell’Europa che ci dicono che non sono io visionario e se non riesco ad "alzare la testa" perchè sempre piegata a lavorare e presento 4 CUD al Caf, rimanendo dopo tutti questi sforzi senza una mia casa e trovandomi a girare con un'auto usata… sono nello stato che mi è dovuto, che tutto ciò era stato pianificato. Questa povertà mi fa bene! Dona alla mia salute (e a quella di tutti i milioni di individui che sono nelle mie condizioni). Dona alla mia felicità, all'ecologia del pianeta, quasi quanto i carri armati che si vogliono costruire e le bombe che si stanno scangiando a Gaza o in Ucraina... Grande idea ha dell’uomo medio, del cittadino, dell'elettore, questa gente: han proprio curato i miei interessi…
Ma magari Prodi la vedeva diversamente da Draghi… sentiamo che diceva il professore bolognese dell’euro: “Sono sicuro che l’euro ci costringerà a introdurre un nuovo insieme di strumenti di politica economica. Proporli adesso è politicamente impossibile, ma un bel giorno ci sarà una crisi e si creeranno i nuovi strumenti”. (rtif. 3). Non è molto chiaro, ma capisco che l’euro è lo strumento che ci permetterà di introdurre "nuovi strumenti", grazie ad una crisi. Ma come? Io sapevo che grazie all’euro e alla grande e unita Europa, avremmo superato le crisi! Ce lo stanno dicendo anche oggi, e però Draghi, l’abbiamo sentito, ci spiega che “Noi abbiamo contratto i bilanci pubblici, abbiamo sacrificato la spesa pubblica, abbiamo compresso i nostri salari “ detto con altre parole, abbiamo creato la crisi, grazie all’euro; per seguire la logica della competitività imposta dall'Unione. Quella competitività che è il valore principe dei trattati, a partire da quello di Maastricht. Mi chiedo, ma che pensa del cittadino quest’uomo (Prodi) che parla come fosse un parroco di paese, sottovoce, con le mani una sull’altra…
“Gli italiani non sono meglio della classe politica che li rappresenta.” questo dice l’uomo che ha creato l’Ulivo e che ha sostituito i rappresentanti della prima repubblica. Abbiamo politici scadenti (traduco) perchè abbiamo un popolo di persone scadenti. Vuoi far decidere a gente simile come governare un paese? Soluzione? Non passare per il popolo e per le elezioni, altri dovranno scegliere il cocchiere che dovrà guidare la carrozza. A questo punto ridarei la parola a Mario Draghi per trovare una conferma al concetto sopra espresso: "...Ci sono i potenti, e ci sono i normali. I potenti sono quelli che contano, poi ci sono i normali per cui la realtà è così... superiore a loro!...". Niente da fare, anche per questo padre dell'Unione Europea, i cittadini devono stare al loro posto fermi zitti e buoni: c'è gente più competente che decide per loro.
Un altro nostro importante politico (e naturalmente professore) l’ha spiegato molto bene, diamo la parola ora a Mario Monti: “La democrazia è una forma di governo sbagliata perché è assurdo che siano le pecore a guidare il pastore” e sempre Mario Monti spiega l’importanza della crisi e a cosa serve: "Non dobbiamo sorprenderci che l'Europa abbia bisogno di crisi, e di gravi crisi, per fare passi avanti. I passi avanti dell'Europa sono per definizione cessioni di parti delle sovranità nazionali a un livello comunitario. È chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini a una collettività nazionale, possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle perché c'è una crisi in atto, visibile, conclamata”. Anche questo qui ha giurato sulla Costituzione italiana… quella nata dal sangue e dalla guerra civile. Anche questo qui ci è stato calato dall’alto perché le pecore, se scelgono, scelgono (o cercano di farlo), chi le fa stare bene.
Ma per questo “auto ritenuto illuminato” il popolo è equiparato al gregge (e deve soffrire e magari andare al macello se un interesse superiore lo richiede, vedi conflitto in Uraina), ma soprattutto deve farsi guidare dal pastore. Magari io mi sbaglio, ma la nostra Costituzione ci dice che "la sovranitàà appartiene al popolo", ma noi, nel silenzio dei media principali, giorno dopo giorno, trattato dopo trattato la sovranità la cediamo. Crisi dopo crisi! E ci siamo già dimenticati del covid? Della crisi che ci ha imposto di rimanere chiusi in casa? Quando non si poteva andare a trovare la fidanzata (chiaro, per "il nostro bene"!) Non potevamo uscire, solo per portare il cane non oltre i 200 mt dall'abitazione, ma sempre per "il nostro bene"! Le crisi impongono nuovi equilibri, l'abbiamo appena letto, è un progetto che si concretizza: ce ne parlava Prodi, ce ne parlava Monti. Mi spiace per Roberto Benigni e per tutti i presunti intellettuali che si sono radunati nella piazza di Roma a guida Michele Serra in favore del riarmo. Il progetto europeo è chiaro: creare miseria, togliere sovranità al popolo. La miseria aiuta la felicità degli iloti (”You’ll own nothing. And you’ll be happy” -Non avrai nulla e sarai felice-). La miseria creerà crisi, e le crisi aiutano a togliere potere al popolo per consegnarlo a chi si auto definisce “un pastore”. Questo è il progetto che stiamo subendo, complici anche gli intellettuali (come quelli radunati a Piazza del Popolo a Roma il 15 aprile 2025) che non l'hanno capito, o peggio, se l'hanno capito si rendono ad esso complici.
Molto poco risalto aveva all'epoca il professor Alberto Bagnai (2016) che ha magistralmente riassunto quanto da me scritto: “L’euro è fatto perchè la maggior parte delle persone, che è quella che guadagna poco, guadagni ancora meno! Un giorno queste persone lo capiranno, non ci sono Santi…. Perchè prima o poi, anche gli imbecilli che vengono a farmi la lezioncina di economia, quando finiranno sul lastrico loro, quando i loro figli gli chiuderanno gli occhi sul letto di morte con una bestemmia per avergli rovinato il futuro. Quando succederà questo, alla fine capiranno. Quando i più capiranno, bisognerà che la democrazia sia blindata perché altrimenti gli equilibri politici si ribalteranno.
Chi è potente, dello stato se ne fotte, vuole solo fare quel che gli pare. Lo Stato serve per i più deboli. Questo va capito. Se non si capisce questo ci si suicida. Questo è il punto! Dopo di che lo Stato ha i suoi limiti, può esistere il funzionario corrotto, può esistere quello che ti fa perdere tempo, può esistere quello fannullone… va bene. Ne parleremo quando l’acqua sarà privata, quando le scuole saranno private, quando tutta la sanità sarà privata… Avete i soldi per permettervelo? L’euro fa spiegato! Se non lo si spiega dopo diventa tutto più complesso e soprattutto più ambiguo. Perché se non si capisce che l’euro è un progetto per aumentare la disuguaglianza, poi non si capisce perché a valle si fanno le riforme che comprimono la democrazia”.
I padri dell’Unione Europea in Italia, per ciò che mi riguarda, non sono i Spinelli o chi altro, sono Romano Prodi, Mario Draghi e Mario Monti... (incidentalmente tutti e tre hanno avuto stretta collaborazione con The Goldman Sachs Group, Inc.) ed i Presidenti della Repubblica che a questi uomini hanno consegnato il potere: Sergio Mattarella e ancor prima Giorgio Napolitano. Chi stia dietro a loro non mi è dato di sapere, ma Ventotene pare a me non sia la località giusta per sapere quali siano i valori di questa brutta cosa che è l'Unione Europea; la sede newyorkese della suddetta banca d'affari americana, al contrario, mi pare un luogo molto più interessante per capire da dove nascono i valori fondanti di chiaro stampo neoliberale.
Questi sopra citati, a quanto ho compreso, sono coloro che hanno fatto divampare il fuoco dell'Unione Europea, impiccandolo, soffiandoci sopra, agendo da veri piromani, mentre i media li presentano come chi porta freschezza e brezza salutare. Sono costoro che hanno posto (e imposto a tutti noi) l’Unione Europea, con i suoi organismi, sulla testa di noi italiani, rendendo inacessibili i soldi quando ci fu il terremoto in Emilia, (non ce li poteva dare, c'è il pareggio di bilancio) ma se c'è da salvare una banca i soldi escono. I soldi per costruire ospedali e assumere infermieri e dottori in epoca di covid, non ci sono, ma per pagare i vaccini (meglio secretando i contratti!) i soldi escono silenziosi. Se è nell’interesse della Germania e della Francia sforare il bilancio per il riarmo (anche se un nemico non c’è) allora si può fare… e l’Italia, come Prodi ha ben spiegato, deve stare dietro! Ed il volere degli elettori (delle pecore) non conta!
La cosa comica è che abbiamo la pretesa di esportare a suon di bombe questa cosa che i cretini chiamano "democrazia", e Roberto Benigni davanti a più di quattro milioni di italiani, lautamente pagato con i soldi delle nostre tasse (c’è il pareggio di bilancio, non dimenticatelo) afferma che “...L’Unione Europea è la più grande costruzione istituzionale, politica, sociale economica degli ultimi 5.000 anni realizzata dall’essere umano, sul pianeta terra…! Questo è l’Unione Europea!”
Mirco Venzo, Treviso 29/03/2025 #qzone.it
rif. 1 https://www.qzone.it/index.php/36-q-economy/876-il-mercato-in-economia
rif. 2 https://www.youtube.com/watch?v=dMFWMOSVEw4
rif. 3 https://aforismi.meglio.it/aforisma.htm?id=3de8