In questi giorni ha tenuto banco nella cronaca italiana le frasi ingiuriose proferite dal Prof. Giovanni Gozzini ai danni della massima rappresentante di Fratelli d’Italia, l’Onorevole Giorgia Meloni. Il docente della prestigiosa università di Siena si occupa di storia moderna e i titoli di alcune sue pubblicazioni inquadrano le sue competenze. “Il vento della rivoluzione. La nascita del Partito comunista italiano” - “Televisione e partecipazione politica”. - “Povertà e ineguaglianza” all’interno del lavoro vi è una finestra a tema “Storia economica
globale del mondo contemporaneo” - La nuova divisione globale del lavoro - e per finire, ma non da ultimo: “Emilio Sereni e il PCI” tra le cui pagine vi è l’approfondimento “L'intellettuale e il politico” (da pagina 133 a pag 150). La fonte di tutto ciò è al rif. 1
Mi risulta che il Prof. Gozzini abbia tenuto il corso a titolo “Storia della Globalizzazione”. Ho cercato velocemente in rete anche qualcosa circa l’attività politica di Gozzini, non riuscendo a trovare nulla di significativo, non si sorprenda il lettore, non sono un drago della rete... ma anche questa è un'informazione! Sicuramente le competenze di Gozzini paiono a me estremamente interessanti perché tratta i temi di cui spesso scrivo nel blog: crisi economica, globalizzazione, rapporto tra intellettuali e politica.
Sentiamo cosa dice questa fonte di sapere (Gozzini) nei confronti della parlamentare che fa della difesa degli interessi nazionali il cardine del suo agire politico. “...Pesciaiola, rana dalla bocca larga, ...una vacca..., una scrofa… cosa devo dire per stigmatizzare il livello di ignoranza e di presunzione?... Mi dispiace offendere questi negozianti, ma non posso vedere in parlamento gente simile, cioè di un ignoranza di tale livello, che non ha mai letto, con ogni evidenza, un libro in vita sua, e che poi possa questa gente rivolgersi da pari a pari a Mario Draghi…” rif. 2 e rif. 3 - Il dialogo da cui si sono esternati gli insulti era all’interno della trasmissione radiofonica “Bene bene male male” del 19 febbraio, proposta da un emittente toscana che viene ricondotta ai valori "della sinistra" e quali siano questi valori e cosa abbiano a che fare con la storia e l'attualità, è argomento di analisi mia e di Qzone; la vicenda in questione ne rappresenta un ulteriore tassello, oltre che essere, io penso, un ulteriore elemento di riflessione..
Di Mario Draghi, colui che a dire di Guzzini non può essere messo allo stesso piano della Meloni (che, ricordiamolo, ha dietro a se milioni di consensi popolari) ce ne siamo occupati come blog, basandoci anche sulla visione proprio di Valerio Malvezzi di cui poi riferirò; (ecco i riferimenti 4, 5, 6, 7); merita ricordare al lettore che l’unico partito che non sta appoggiando oggi il governo organizzato da colui che era alla guida della BCE quando si portò la Grecia alla fame, è proprio la coalizione retta dalla stessa Giorgia Meloni, e questo è un dato da considerare per inquadrare lo sfogo del professore esperto di storia e globalizzazione.
Valerio Malvezzi va controcorrente e sottolinea come a suo avviso si sia generalmente evidenziato l’aspetto degli insulti come offesa alla donna che non è la cosa grave dell’accaduto, pur se trattasi di un aspetto deprecabile. L’aspetto preoccupante che nessuno ha evidenziato, afferma Malvezzi è che, tra le righe, il professore collocabile "a sinistra" afferma che in parlamento non può sedere una persona che “non ha con ogni evidenza, letto un libro…” e , rimarca, “ponendosi da pari a pari con Mario Draghi”. La serietà della cosa, evidenzia Malvezzi, non sono le villanie che marcano la contrapposizione donna/uomo ma la visione classista che divide ricchi e poveri, chi è colto da chi è ignorante, lasciando intendere che vi è chi ha titolo per stare in parlamento e chi questo titolo non ce l’ha! Dalle parole del professore toscano emerge questa divisione che ci riposta agli inizi dell'ottocento.
Malvezzi ci vuol far comprendere che la cosa importante, non a caso sottaciuta da tutti, è l’attacco alla democrazia conseguente a questa distinzione non evidenziata da nessuno. La Meloni a che titolo parla dentro il gotha delle istituzioni? Perchè è legittima rappresentante del popolo, quel popolo di pescivendoli che non ha cultura, e che perciò è ben rappresentato da questo “essere piccolo”, questo è il significato che appare tra le righe. Ma se così stanno le cose, chi “non ha letto un libro” non deve stare in parlamento e non deve decidere… si sta innescando in silenzio l’idea del governo tecnico e di chi ha titolo per decidere contrapposto al popolo che deve obbedire e tacere. Siamo nell’epoca della mascherina; dove il popolo ha un bavaglio in bocca, ricordiamocelo! (rif. 9)
Ma se il popolo non ha da decidere, chi deve farlo? I comitati tecnici come la task force di Colao o quelle associazioni “illuminate” come la Trilaterale o il Gruppo Bilderberg, fatto da esperti; individui altamente illuminati quali George Soros o Bill Gates che non a caso recentemente è stato ospite da Fabio Fazio. Quarda caso è da quell'ambiente che spunta Draghi, mai apparso in nessuna lista elettorale, come pure è il caso di Giuseppe Conte e come, prima di lui, fu il caso di Mario Monti. Questo intellettuale (Gozzini) tra le righe dice che la società è fatta da persone superiori, e persone inferiori, dove, manco a dirlo, lui (che ho studiato) è superiore, e tu (per cui nutre anche una certa compassione) sei inferiore.
Condivido la visione di Malvezzi, l’attacco del Prof. Gozzini non è solo alla donna, ma è alla democrazia e prima ancora di Malvezzi, Diego Fusaro ebbe a notare come la grande finanza che è l’origine della disparità tra ricchi e poveri mai estesa come in questi ultimi lustri, sia legittimata intellettualmente da certa parte di pensatori che si collocano a sinistra. Tutta la vicenda di Giovanni Gozzini in tal senso è emblematica e pare fornire conferme sia a Malvezzi che a Fusaro.
Completo il quadro riportando quanto scritto nel quotidiano La Stampa del 21/02/2021 (rif. 10) - «Il rettore ha la mia testa a sua disposizione, il buon nome dell'università prima di tutto». Lo dice Giovanni Gozzini, il professore di Storia dell'università di Siena, al centro della bufera dopo le sue frasi in radio contro Giorgia Meloni, leader di Fdi. «Spero che non ci siano conseguenze gravi, direi di no - dice riferendosi alle possibili sanzioni dell'Ateneo di Siena - Ma era importante che a lui dessi la piena responsabilità». «Quello che dovevo dire l'ho detto, non volevo offendere in quel modo, ora starò il più silenzioso possibile, meglio che io stia zitto», assicura il docente. «Vediamo se chiamare la Meloni - sottolinea - aspetto che la notte porti consiglio» - A quanto mi risulta, per tanto, il docente toscano non ha portato le sue scuse alla parlamentare laziale prendendo le distanze dagli epiteti più "colorati" ma non modificando la sua posizione sostanziale.
La domanda che mi pongo è che cosa scriva colui che tratta temi quali “la globalizzazione”, “Povertà e ineguaglianza” e disquisisce di “intellettuali e politica”. I suoi studenti, potranno dare un apporto importante per correggere la direzione che sta prendendo il nostro paese, o grazie a questi insegnamenti la povertà e l’ineguaglianza che ci circondano seguiteranno imperterriti? Se come penso Draghi è espressione della grande finanza, colpire chi, da sola, si sta ponendo contro Super Mario, gioco forza significa avallare l'operato di chi tale disparità genera.
Mirco Venzo, Treviso 26/02/2021 #qzone.it
Rif. 1 https://docenti.unisi.it/it/gozzini
Rif. 2 https://www.youtube.com/watch...
rif. 3 https://www.youtube.com/watch?...
rif. 4 http://www.qzone.it/index.php/q-...
rif. 5 http://www.qzone.it/index.php/q-...
rif. 6 http://www.qzone.it/index.php/q-...
rif. 7 http://www.qzone.it/index.php/q-...
rif. 8 https://www.youtube.com/watch...
rif. 9 http://www.qzone.it/index.php/q-...
rif. 10 https://www.lastampa.it/politica...