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20210628 VM estateSto lavorando come una bestia, con due aziende. E’ la società moderna bellezza! 8 servizi alla settimana!  Il contratto principale è annuale, e questo mi rende precario, (ho cambiato il datore di lavoro tre volte in tre anni, coerente con la famosa flessibilità presentata come un toccasana da alcuni nostri politici) e quindi sia per tenermi aperta una porta, sia perché la paga non è eccelsa (occupandomi di sicurezza), sto lavorando sette giorni su sette dove solo per spostarmi “spreco” 15 ore a settimana. Non mi lamento perché so che molti in Italia sono disoccupati quando non sono proprio in povertà, tra l’altro, occupandomi di economia, so che il futuro è quanto mai buio. Se cavalco l’onda, sacrificando l’estate (e l’esistenza) è perchè lo ritengo la scelta più appropriata tra l’altro per molti aspetti queste carateristiche sociali

sono ben descritta dal sociologo Zygmunt Bauman di cui recentemente ho riassunto il pensiero (rif. 1), questo a dire che il mio non è un caso isolato. In questa cornice inserisco i due film che ho visto in serata, il primo francese del 2017 regista Dominique Farrugia con Gilles Lellouche e Louise Bourgoin  a titolo Sous le Même Toit (separati ma non troppo).

La trama narra la storia di un fallito che vive in piena ristrettezza economica e non potrebbe essere altrimenti: i suoi progetti sono tutti disastrosi e quindi, in un certo senso, è come se la storia ci dicesse: “se fai cavolate è giusto tu viva in miseria”. La famiglia è quanto mai precaria e i figli vedono la mamma trattare con freddezza il loro padre, mentre questa cerca di avere rapporti fisici e sentimentali con altri uomini. Bauman parlava di società liquida e questo film, che vuole essere comico e sicuramente è stato un buon passatempo, molti dei concetti del sociologo li ripropone coerentemente, presentandoli però non come un problema, ma come una possibilità tra le tante. Alla fine il protagonista del film raggiunge il successo. Come? Diventando il manager di un giovane calciatore. Ecco la risposta della pellicola: una soluzione praticamente impossibile (solo un centinaio di persone a nazione può vivere di questo espediente: puntare su un terno al lotto è molto più concreto!)  

Lasciamo lì per ora la storia per narrare la trama del film che ho visto successivamente, questo italiano del 2016. regista sceneggiatore e attore è Edoardo Leo ed il titolo è Cosa vuoi che sia. (altri interpreti sono Anna Foglietta e Rocco Papaleo). Trama: una coppia, che vive nella precarietà, (e due su due) grazie alle offerte della rete (web) ha l’opportunità di guadagnare una valangata di euro, basta fare un video porno (altra proposta poco credibile). La trama poi procede tra colpi di scena e una morale non proprio banale. Non sto recensendo le due pellicole ma chiudo il tema difendendo di gran lunga il prodotto italiano se comparato a quello transalpino: insomma se devo consigliare la visione di uno dei due film opto decisamente per il prodotto tricolore.

Nel TGcom 24 della notte si sente poi parlare della variante delta e Mario Draghi metteva le mani avanti spiegando che questa crea incertezza (Da me tradotto come segue, se la ripresa non sarà fenomenale, non è colpa mia, ma della variante delta: chi la poteva prevedere?). Resta il fatto che “loro” stanno lavorando bene e che tutto va come deve andare. Questo è il messaggio del TGcom 24

Sfortunatamente su facebook leggo un post dal sito di Diego Fusaro e ne copio il testo e la fonte: “Un uomo che non dispone di nessun tempo libero, che per tutta la sua vita, all'infuori delle pause puramente fisiche per dormire e per mangiare e così via, è preso dal suo lavoro, è meno di una bestia da soma. Egli non è che una macchina per la produzione di ricchezza per altri, è fisicamente spezzato e spiritualmente abbrutito. Eppure, tutta la storia dell'industria moderna mostra che il capitale, se non gli vengono posti dei freni, lavora senza scrupoli e senza misericordia per precipitare tutta l’umanità a questo livello della più profonda degradazione."» Karl Marx, “Salario, prezzo e profitto”, 1865

Arrivo alla sintesi, Marx ha descritto in questo testo di 150 anni fa la mia situazione attuale e qui m’interrogo: ma com’è che oggi ci troviamo così impegolati dopo che siamo andati sulla luna? Voglio dire socialmente parlando siamo su posizioni assai simili a quelle descritte dal pensatore tedesco e in un certo senso le pellicole viste e citate confermano questa realtà: io, i protagonisti del primo film e quelli del secondo (entrate provenienti dal film porno a parte) siamo sullo stesso piano: ovvero con l'acqua alla gola. E qui però innesto il mio ragionamento: queste pellicole, leggere, ironiche e distensive, ci presentano la precarietà come una condizione normale, quando poi un economista di caratura internazionale quale Mario Draghi ci dice che “stiamo facendo il possibile” tutto sommato perchè non gli dovremmo credere?

La precarietà lavorativa, i salari da fame, i legami famigliari ballerini, quando non proprio inesistenti, sono frutto della società liquida descritta da Bauman, ma accettata anche grazie al cinema ed alla televisione che ce li presentano come fatti normali. L’analisi del pensatore di Treviri, non a caso ho voluto riproporre il testo, è quanto mai attuale, è però le ricette che lui proponeva, la ribellione per modificare i rapporti di forza “padrone/lavoratore” è cosa quanto mai improponibile anche perché pellicole come quelle citate ci presentano come “normale” una situazione che in passato per un certo tempo in molti ritenevano inaccettabile (e anche per questo si riuscì pure a modificarla - rif. 2 e 3). Utile a riguardo è una frase del cantante poeta Fabrizio De André. "...l'artista è un anticorpo che la società si crea contro il potere. Se si integrano gli artisti, ce l'abbiamo nel culo!“ (rif. 4)

Il cinema e la televisione, più in generale l'intrattenimento, quindi aggiungo l'arte e lo sport professionistico (guarda caso quello che non si è fermato per il covid) sono quindi il nuovo oppio dei popoli, (rif. 5) e la premonizione di Fabrizio De André pare chiuda la faccenda se non che sarei disonesto se non affermassi che io per primo mi sono goduto questi due film sopra citati i quali hanno il pregio di non innervosirmi, ma anzi di rilassarmi e farmi accettare il mio presente privo di prospettive in totale serenità. Devo confessare al lettore che l'altra notte avrei rifiutato di leggere un libro o di approfondire qualche tema più “denso” anche se mi avessero offerto dei soldi. Questa droga me la sto inoculando anch'io, con consapevolezza, ma pure con totale dipendenza. E anzi, aggiungo, sono tra gli impazienti di vedere domani l’Italia contro l'Austria! Mi rendo conto che la televisione è un oppiaceo potente e comprendo che io sono intossicato da essa. In questa notte d'estate devo quindi starmene zitto perchè con il mio atteggiamento le cose non le cambio di sicuro. Scusate per questa autocritica estiva.

Mirco Venzo, 26/06/2021
Foto di Giorgio Grassato - Reggio nell'Emila 2021

Per la cronaca ambedue le pellicola, alla fine esaltano, a loro modo l’amore, che trionfa pur con delle difficoltà. La pellicola italiana però pare a me abbia saputo mettere a fuoco i pericoli della rete e dei facili guadagni in modo se non altro interessante, al contrario di quella francese che è proprio il perfetto prodotto con cui intorpidire le menti dello spettatore. Questa pellicola francese non rende merito alla storia del cinema transalpino. Resta il fatto che ambedue le pellicole ci dicono che la situazione normale per francesi e italiani è A) la precarietà lavorativa B) la precarietà affettiva C) per sollevarsi da questo pantano sono importanti idee brillanti e, se non arrivano, o non sappiamo produrle, e come se si giustificasse la tetra realtà che avvolge i protagonisti delle pellicole.
Insomma, tra le righe passa il messaggio che se stai male dovresti fare autocoscienza a capire dove TU sbagli… non è certo i sistema (rif. 6) a metterti nel sacco!
Aveva ragione Marx… tanto più noi stiamo zitti e buoni, tanto più il capitale schiaccia il lavoro (e i lavoratori) per imporre il suo credo. E questa è la riflessione sorta in questa sera d'estate 2021.

rif. 1 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/778...
rif. 2 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/587...
rif. 3 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/386...
rif. 4 https://le-citazioni.it/frasi/183552-fabrizio-de-andre-gli-artisti-maledizione-un-intellettuale-integra/
rif. 5 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/750...
rif. 6 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/710...

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