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20210310 VM SanRemoNei social ho visto postare con insistenza articoli di sdegno nei confronti del festival di Sanremo 2021 “reo” di proporsi nonostante il paese operi a mezzo servizio per  il covid e, a dire di questi critici, spendendo anche una buona quantità di quattrini pubblici quando denari per sostenere i molti esercenti che stanno chiudendo non se ne trovano. Sono esterrefatto da tanta generale sorpresa! Forse non si è compreso la funzione del festival. In questo paese tempo fa la cultura aveva a che fare con un certo Karl Marx il quale affermava che per tenere a bada il popolo v’erano delle droghe, ai suoi tempi “l’oppio dei popoli” erano

le religioni e le loro celebrazioni appariscenti. Successivamente Enzo Jannacci, nella canzone l’inquilino scritta insieme a Cochi e Renato, per cui già si sta andando verso una cultura più popolare, ribadiva che “...la televisiun ... rimpirlisen la pupulasiun…”.

Chi avesse studiato latino saprebbe che Giovenale affermava: “duas tantum res anxius optat panem et circenses” ([il popolo] due sole cose ansiosamente desidera: pane e giochi circensi). Oggi alle manifestazioni religiose, oramai in declino, “l’oppio dei popoli” è servito mezzo la televisione, come Jannacci affermava già nel 1976, proponendo soprattutto grandi eventi sportivi, che guarda caso si possono praticare mentre tutto lo sport amatoriale benefico per la salute di noi contribuenti è bloccato. La ragione è quella ricordata da Giovenale, lo spettacolo non deve fermarsi, serve per tenere a bada il popolo. E a chi non interessa lo sport, vuoi forse togliere una dose di festival canoro? Senza contare che pur con il teatro vuoto (sia mai che si faccia passare il messaggio che il covid 19 non è un problema serio) tenere in piedi la tradizione di Sanremo è un messaggio che afferma “l’Italia sta bene…” e induce ottimismo.

E mentre ci vogliono far credere che l’Italia sta bene e che “andrà tutto bene…!” nel quasi totale silenzio proprio in questi giorni dove sfocia lo sdegno per Sanremo, in pochi hanno riflettuto sul fatto che il nostro primo Ministro Mario Draghi, votato da nessun italiano, (anche se retto da praticamente tutto il parlamento con l’eccezione di Fratelli d'Italia e pochi altri encomiabili "cani sciolti"), ha consegnato ad una multinazionale, la Mckinsey & Company, la pratica del Recovery plan, presentato (questo finanziamento) come "la salvezza dell’Italia", "l’enorme successo politico e negoziale di Giuseppe Conte" e "l’attestato concreto di quanti vantaggi si abbia noi italiani a far parte dell’Europa".

Tanto per essere chiari chi sta scrivendo ritiene il Recovery la dimostrazione di quanto l’Europa sia uno dei problemi del paese; non l’unico, perché se Draghi, il supertecnico della finanza, si avvale di altri tecnici (pagati sempre da noi, che pure paghiamo lui come pure paghiamo i suoi ministri e i suoi sottoministri...) uno si interroga com’è che tutte, e ripeto tutte, le forze politiche reggono il gioco a Super Mario.

Voglio dire, già i soldi del Recovery sono un prestito che dovremmo restituire (con tanto di interessi, bassi, ma pur sempre di interessi si parla), già questi soldi ad oggi li dobbiamo ancora vedere mentre una cospicua fetta del nostro tessuto produttivo sta morendo, già per poterli spendere si devono accettare condizioni che vincolano in modo decisivo le nostre scelte politiche, (rif. 2),  già i giornali non ci stanno dicendo tutte queste cose ed in questo scenario ciononostante tutta la classe politica regge un tecnico che a sua volta ha bisogno altri di tecnici per capire come spendere (o come recuperare) questi soldi. Tutto ciò pare a me grottesco, ma è proprio qui che si comprende l'utilità di anestetizzanti e allucinogeni quali il festival che allontanano i normali interrogativi che ogni contribuente dovrebbe porsi. Ad esempio il problema sono i media che non informano? E' Mario Draghi? Sono i politici che reggono Mario Draghi? O è l’Europa? E se fosse tutto questo incatenarsi di cose che trasformano la questione in un guazzabuglio insolubile?

Capisce il lettore il motivo del mio stupore? Parlare di canzoni, di Fiorello e dei fiori aiuta a non affrontare questi temi e permette al sistema di sedare il popolo costretto a rimanere chiuso in casa mentre il costo delle bollette aumenta.

A mio modesto avviso, semmai, è un altro il fatto eclatante su cui ci si dovrebbe scandalizzare ed è il titolo della canzone vincitrice di questa edizione canora, Zitti e buoni che calza perfettamente con questo mio articolo e che può altresì rappresentare il progetto politico in atto da tempo per il nostro paese tanto amante delle canzoni quanto avezzo alla sottomissione; sia chiaro non è questa una critica a chi questa canzone ha interpretato ne alla scelta del nome, ma converrà con me il lettore che se avviciniamo il titolo vincente a chi la manifestazione ha seguito una correlazione sorge spontanea risuonando alle mie orecchie, che non sono pratiche di musica, come un ulteriore sberleffo.

Mirco Venzo, Treviso 8/03/2021 #qzone.it

Rif. 1 https://www.ilprimatonazionale.it/economia/arrivano-tecnici-draghi-mckinsey-recovery-plan-184734/
Rif. 2 https://www.youtube.com/watch?v=kBmd0xvTYl8

 

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