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20210210 VM Emiliano BrancaccioEmiliano Brancaccio è un economista definito dal Sole 24 ore di impostazione marxista, ma aperto ad ingerenze suggerite da Keynes e Sraffa. Nel video (rif. 1) che sintetizzo inizia affermando che non v’è dubbio che da trent'anni le forze che ereditavano (o dicono di ereditare) le istanze dei lavoratori, stanno facendo il gioco del capitale. Se ho ben compreso per Brancaccio mentre il capitale ha saputo evolvere adeguandosi alla mutevole realtà per tutelare la sua essenza, lo stesso hanno fatto anche le forze che dovevano tutelare i

lavoratori, andando però nella direzione contraria ai loro interessi (che sono antitetici a quelli del capitale), il risultato è che mai come ora il capitalismo è egemone ovunque anche grazie “agli autogol” dei loro avversari.

Circa Mario Draghi, Brancaccio non cita la sua preparazione con Caffè, ma guarda solo la sua azione professionale ed è quella di chi ha privatizzato le aziende pubbliche italiane; Draghi va quindi considerato un liberista, un uomo a favore del capitale ed in particolare del capitale finanziario. Circa i suoi intenti futuri illuminante può risultare il recente documento (20/12/2020 rif. 2) redatto dal gruppo dei 30 di cui Mario Draghi era il capo esecutivo. In questo documento si afferma che i governi devono smettere di ostacolare i meccanismi selettivi del mercato, al contrario devono lasciare che la “distruzione creatrice” (concetto caro a Joseph Schumpeter - rif. 3) possa manifestarsi.

Le imprese zombie devono sparire intendendo come tali quelle che si avvalgono degli aiuti e degli incentivi statali e che perpetuano lo status quo. A scanso di equivoci voglio chiarire che ciò è l’esatto contrario di quanto affermava Keynes. La posizione di Brancaccio nel giudicare Draghi è lineare: per lui c’è poco da sperare, se la speranza è legata ad azioni di stampo keynesiano; avrà anche letto qualcosa di Keynes e di Caffè, il Supermario nuovo eroe italiano, ma quel che ha fatto e quel che farà, se il documento citato sarà applicato, è un perseguire il progetto liberista contrario, tanto per cambiare, agli interessi dei lavoratori.

Non finisce qui il video, ulteriori spunti di riflessione sono presentati: a ben guardare mai i governi tecnici hanno agito in contrasto con i governi che hanno sostituito, rispetto a chi li precedeva hanno solamente spinto con più forza nell’acceleratore, sempre mantenendo una direzione già precedentemente presa. Ed allora, si chiede il lettore, a cosa sono serviti?

A depauperare le istituzioni democratiche, risponderebbe Brancaccio, a svilirle a svuotarle, spingendo di volta in volta verso un aumento di poteri sempre più concentrati sull’esecutivo e sempre meno sul parlamento. La rappresentatività viene sistematicamente sempre meno tenuta in considerazione. La “deparlamentarizzazione” è un dato di fatto e il potere politico tende ad accentrarsi in sempre meno uomini poco o mai eletti dal popolo; tale fatto è favorito dalle varie situazioni di emergenza che vengono strumentalizzate a tale uopo. (Per taluni le situazioni di emergenza vengono pure talvolta costruite di proposito, come spiegato dalla Shock economy ndr).

A tal riguardo l’economista ci ricorda che anche i famosi 200 miliardi che arrivano dall’europa in otto anni, a ben guardare sono poi circa 50 (dice lui nel video e non posso ora chiarire meglio questo assunto) che suddivisi in otto anni coprono, poco più, il reddito di cittadinanza. Insomma, per Brancaccio questa crisi di dimensioni epocali necessiterebbe di risorse molto, ma molto più cospicue. Voglio qui ricordare che sulla stessa lunghezza d’onda si era espresso anche il Prof. Alberto Bagnai a Pescara nel convegno cui partecipai lo scorso ottobre.(rif. 4)

Provocatoriamente l’economista oggi in forza alla Lega aveva chiesto “...Perchè non 5.000 milioni anziché 200”? lasciando intendere che bisognava stampare tutta la moneta necessaria a risolvere una crisi imprevedibile causata da questa pandemia e come la potenza di fuoco osannata da Conte (e dai media) fosse uno specchietto per le allodole. Inutile dire che non avendo una banca centrale a nostra disposizione c’è poco da stare allegri. (Bagnai e Brancaccio sono quindi in tal senso sulla stessa lunghezza d'onda). Non solo, il problema democratico, che Brancaccio ci ha ricordato, era pure già stato introdotto nelle conferenze pescaresi organizzate da A/simmetrie e noi di Qzone avevamo già trattato il tema in un paio di occasioni (rif.5/6).

La situazione politica italiana è grave ma non è seria diceva Flaiano, a mio avviso, è sia grave sia seria e mi auguro dopo le azioni che Supermario porrà in essere non diventi pure drammatica!

Mirco Venzo, Treviso 09/02/2021

Rif. 1 https://www.youtube.com/watch?v=3RbDPyeKCUw
Rif. 2 http://magna-carta.it/articolo/la-sintesi-italiana-...
Rif. 3 https://it.wikipedia.org/wiki/Distruzione_creativa
Rif. 4 https://www.youtube.com/watch?v=ax19deHoBug&t=2395s (minuto 32)
Rif. 5 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-ve...
Rif. 6 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-ve...

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