Il Prof. Alberto Bagnai quando ancora si dichiarava un intellettuale di sinistra, ricordo che oggi è un senatore in forza alla Lega, parlava del problema democratico nei termini che tenterò di riassumere qui di seguito. L’Europa dell’euro è un meccanismo economico che necessariamente produce povertà e disoccupazione. Il suo libro Il Tramonto dell’euro spiega in modo tecnico il perchè di questa
inevitabile conclusione. Ora, in un paese democratico cosa accade se un numero sempre maggiore di persone si trova senza lavoro o, pur lavorando, non riesce ad arrivare a fine mese? Chiaro: modifica il suo voto, andando a cercare risposte e benessere ponendo la sua fiducia in rappresentanti diversi rispetto ai precedenti.
L’alternativa a questa ricerca democratica è lo scendere in piazza, e qui la cosa rischia di essere meno moderata; per inciso in Francia questa eventualità, pur poco spiegata dai nostri mezzi d’informazione, è stato l’evento politico europeo più significativo dello scorso anno. Torniamo alla prima ipotesi, di ricerca di cambiamento attraverso la valvola elettorale… che risposta può dare il “potere” per evitare questo cambiamento? Ovvero per difendere i propri benefici? Dovrà necessariamente ridurre, comprimere, in una parola ridimensionare i diritti democratici ostacolando le elezioni, limitando l’azione dei politici o evitando che i cittadini esprimano il loro disappunto per la fame e la miseria che sopportano. In sintesi, sosteneva Bagnai, il problema economico avrebbe creato pressione, crepe, distorsioni alle istituzioni democratiche.
Da quando per la prima volta ascoltavo questa previsione ho visto concretizzarsi tutta una serie di fatti quali il tentativo di modificare la Costituzione, tentativo respinto dal referendum, o oggi, il tentativo di farci accettare il MES, che andrebbe ad attribuire ad entità esterne la gestione del bilancio italiano, cosa già verificatasi come dimostrato dalle interferenze sulla finanziaria del precedente Governo gialloverde (il Conte I), o come dimostra l’agenda che ci fu imposta da Mario Monti e concretizzatasi nell’assurdo pareggio di bilancio scritto in Costituzione. Questo per ricordare solo un paio tra le molte ingerenze "esterne" al processo democratico che gli elettori italiani han dovuto subire, vedendo sminuito il proprio voto. Ancor più chiaro ai nostri occhi è quanto accadde in Grecia dove in barba al referendum che fecero, i cugini mediterranei si trovarono, via MES, ad accettare proni i dettami della Troika.
Anche oggi il capo del Governo italiano a ben guardare è una figura sconosciuta agli elettori italiani, nel senso che il nome Giuseppe Conte non compariva nella lista elettorale di nessun partito. Eppure costui sta gestendo il paese con, alternativamente, le opposte coalizioni dai programmi divergenti. Oggi che vi scrivo poi Conte sta gestendo la più grave crisi dai tempi della guerra evitando di confrontarsi con il Parlamento, e assegnando le decisioni politiche nazionali ad un gruppo di persone, anch’esse esterne al processo democratico, la famosa Task Force per la fase due. Questa Task Force pare addirittura cerchi di avere una sorta di immunità, (rif. 1) evitando di rispondere legalmente per le azioni che andranno a produrre; gli appartenenti a questa élite di persone deciderà la sorte di migliaia di aziende e di milioni di lavoratori senza che gli italiani abbiano avuto la possibilità di sbagliare la scelta dei loro rappresentanti.
E’ già, perchè noi italiani siamo "stupidi" per definizione, (oggi alcuni “intellettuali” potrebbero definirci “populisti” per ovatare il termine, ma la sostanza è quella, noi siamo stupidi, tanto più se cerchiamo di votare per il cambiamento), e per evitare che noi si sbagli evitano di farci scegliere, imponendoci loro chi deve decidere delle nostre vite, del nostro futuro e della nostra salute. In alternativa siamo liberi di sciegliere chi deve eseguire pedissequamente il programma stabilito da entità esterne al paese Non suona molto democratica questa cosa, ma Bagnai ci aveva avvertito in tempi non sospetti. Al momento che scrivo di questa “Task force” so poco o nulla, e nella migliore delle ipotesi potrebbe anche essere stroncata. Rimane la constatazione che la direzione in cui ci si sta muovendo è quella di esternalizzare le decisioni dall’elettorato. Certo, a giustificare ciò oggi vi è la “situazione di emergenza”, ma se l’idea di Bagnai fosse corretta, tale situazione sarebbe da considerarsi una opportunità per il “potere” e a tal riguardo suona particolarmente sinistra l’affermazione di un uomo quale il Senatore a vita Mario Monti che affermava: “l’Europa ha bisogno di crisi, e di gravi crisi per fare passi avanti…” (rif. 2) “... i passi avanti dell’Europa sono per definizione cessioni di sovranità nazionali ad un livello comunitario…”.
Art. 1 Costituzione italiana, secondo coma: La sovranita`appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Coincidenze, anche Mario Monti entrò in Parlamento senza passare per nessuna lista elettorale, ovvero senza aver avuto il voto di nessun italiano. La previsione di Bagnai va considerata come una chiave interpretativa, e ogni fatto va visto utilizzando questo strumento logico. Oggi si parla di “App” che controllino sin anche il movimento di ogni singolo cittadino, mentre chi dovrà decidere queste cose, se l’idea della “Task Force” procederà, sarà nominato da un Governo che attualmente, sondaggi alla mano, manco ha l'appoggio della maggioranza delll'elettorato, ciò non di meno governa tranquillo, senza neppure troppo dialogare con il Parlamento, come già evidenziato. A tutto ciò aggiungerei che a me anche l'attuale legge elettorale che ha stabilito chi siede nel parlamento piace poco, per non parlare del fatto che in molti si stanno attivando per ridurre il numero di parlamentari, risicando ulteriormente la rappresentanza del popolo già poco ascoltato. (rif. 3)
Onore al merito per Alberto Bagnai e tra le lettura da fare mi appunto 1984 e La fattoria degli animali di George Orwell. Chiusura, non è colpa mia se gli strumenti intellettuali per comprendere la nostra società sono in forza alla Lega*, partito notoriamente tacciato di populismo, ma, e questo dovrebbe essere uno spunto di riflessione, non è neppure, forse, colpa dello stesso professore; il primo articolo significativo su questi temi l’economista lo pubblicava ne Il Manifesto e tra i primi ad invitarlo ad esporre le sue idee economiche vi erano i grillini degli albori. Voglio dire, La Juventus acquistava Moreno Torricelli dalla Carratese, (serie D) e con lui vinceva la coppa intercontinentale, mentre i suoi antagonisti acquistavano chi Renato Portalupi, chi Edmundo, chi Dennis Bergkamp, pagandoli una vagonata di soldi, e vincendo nulla… sapere individuare il valore e metterlo nella propria squadra aiuta a raggiungere certi risultati.
Mirco Venzo, Treviso 21/04/2020 #qzone.it
Rif. 1 https://www.youtube.com/watch?v=KkjmL1hZH7...
Rif. 2 https://www.youtube.com/watch?v=tXc-CbSB9yg
Rif. 3 http://qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/...
* La campagna acquisti della Lega di Salvini si avvale anche della collaborazione di Claudio Borghi, di Luciano Barra Caracciolo, di Antonio Maria Rinaldi e di Marco Zanni che era entrato nel Parlamento Europeo con le 5 Stelle, per poi staccarsi da quella coalizione. La lega, considerata da molti miei conoscenti un partito di "zoticoni" si è accaparrata alcune delle menti più brillanti dello scenario parlamentare nazionale ed europeo. Non deve stupire se i suoi consensi sono cresciuti notevolmente, ma questa è questione non pertinente con il presente articolo che vuole omaggiare chi fu il fulcro dell'associazione A/simmetrie.