Il documento che abbiamo realizzato lo ritengo molto significativo perché Mauricio Aliaga, il nostro testimone, è una fonte diretta di quel tempo ed ha, grazie anche agli studi universitari, un importante bagaglio culturale utile a decodificare la realtà che visse. Mauricio aveva solo dieci anni quando Salvador Allende salì al potere, portando una svolta socialista al suo paese e a tutto un continente. Nella prima parte che potete ascoltare qui, Mauricio parla di un paio di cose che personalmente mi han sorpreso. La prima: non tutti in Cile erano entusiasti dell’avvento di Allende al potere,la sua famiglia ad esempio, collocata nella fascia della medio-alta borghesia non vedeva il socialista come una panacea, quanto piuttosto come una preoccupazione. Chiaro, non tutti erano compatti in questo giudizio anche all’interno della stessa famiglia. Pure in Cile, come in ogni parte del mondo, dentro ogni famiglia vi è chi la vede in un modo e chi la vede in un altro. Ma questo è un aspetto che aiuta a comprendere gli eventi cileni. Interessante anche il racconto della visita che Fidel Castro fece in Cile. Il leader comunista fu accompagnato in giro proprio da Pinochet. E’ possibile per tanto che le idee del cubano abbiano incentivato con forza il generale cileno verso un brusco cambiamento, quello che si andò a verificare l’11 settembre del 1973.
E’ soprattutto nel secondo video (qui) che il testimone parla del golpe e di come fu vissuto. In questo video si parla anche di come nell’università, dove studiava Aliaga, la dittatura era percepita da tutti gli studenti e di come nell’ambiente vi era consapevolezza che si stava vivendo in una dittatura. Si sapeva d’esser controllati e si sapeva che colui che era contrario al regime spariva.
Nella terza parte (eccola qui) Mauricio racconta di come il consenso del dittatore passo passo inizia a scemare anche all’interno degli ambienti dove in un primo momento era ben visto e si racconta pure di come sotto Pinochet si pongano in essere per la prima volta, con forza, le teorie di Milton Friedman, il neo liberista, con conseguenze assolutamente negative, sostiene il testimone, per il benessere collettivo. Sappia il lettore che queste teorie sono oggi perpetuate del nostro attuale primo Ministro Matteo Renzi (che non a caso è favorevole anche alla privatizzazione dell’acqua pubblica) e sono le ricette che la BCE e la Commissione Europea stanno imponendo all’Europa tutta. In Cile si arriverà ad un 42% di disoccupazione, a conferma che queste sono le conseguenze di una politica liberista. Singolare è che il dittatore ad un certo punto si trovò a metter nelle mani di un referendum la propria legittimazione al potere, per contrastare il malcontento che ormai era diffuso. Le analogie con l’attuale situazione italiana sono a parer mio interessanti. A quel tempo in Cile vinse il “No” e fu l’inizio del declino per Pinochet.
Nell’ ultimo video (eccolo qui) Mauricio accetta il mio invito a spiegare le correlazioni tra la sua esperienza cilena e l’attualità italiana ed europea. La globalizzazione è vista come un sogno che fa perdere valori autentici quali l’amore per la propria patria e i valori caratterizzanti la propria specifica cultura. La scelta della regia (ovvero di Franco Dal Col) è stata di non interrompere con domande o chiarimenti l’esposizione del testimone, per lasciar maggior spazio a chi esponeva di esternare in libertà ciò che riteneva più opportuno. Le domande che ho fatto al nostro amico cileno sono di raccontare quel che si ricordava del pre Pinochet, di raccontatci che cosa ricordava del golpe anche se a quel tempo era un fanciullo, di spiegare che cosa ha significato vivere dentro una dittatura per un cileno, e di trovare, se ne individuava, delle analogie tra la situazione del suo paese e quella italiana ed europea. La chiacchierata spontanea, per quel che può essere spontaneo il dialogare di fronte ad un video da parte di chi non è attore o presentatore televisivo, nasce attorno a questi stimoli.
Buona visione.
Mirco Venzo, Treviso 19/08/2016