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20191010 MV taglio parlamentariIl taglio dei parlamentari è legge. Può sembrare una bella conquista ma a mio avviso è uno dei passi per togliere potere al popolo, insomma, anche se più dell’ottanta per cento degli italiani ritiene questa una cosa positiva, (ho appena appreso il dato da un sondaggio apparso in televisione), io ritengo sia il prosieguo di un cammino che porta verso la schiavitù, e non verso la civiltà. Mi spiego. Il mio grande problema da attivista politico era (ed è) la mancanza di un “mio” referente dentro le istituzioni. Non ho mai avuto la fortuna di avere una persona che conoscevo, una persona di mia fiducia, che mi riferisse le scelte e le situazioni che si prospettano dentro i palazzi dove si decide, ad eccezione dell’esperienza con Alessandro Gnocchi a Treviso (attivista 5 Stelle uscito dal movimento che operava però "solo" a livello comunale dove non si compiono scelte decisive).

Sono così costretto ad apprendere cosa accade nelle aule che contano dai media che sono per lo più fonte di disinformazione che non il contrario. Il sistema di informazione che da tutto questo peso a Greta Thunberg, e nasconde nell'oblio Thomas Sankara (rif. 1) è parte del problema e non è la soluzione. Così mi trovo nella situazione di essere senza rappresentanza, pur interessandomi di cose politiche.

Anche per questo sono molto contrariato nel vedere che passa una riforma che riduce ancor più la rappresentatività dell’elettorato giacchè meno parlamentari sono presenti in Parlamento, di fatto meno voce ha il popolo che già oggi, per quanto sopra scritto, pare a me ne abbia troppo poca. Non è tutto. Meno "rappresentanti" ci sono in Parlamento, più è facile per le lobby "influenzarli" quando non proprio "comprarli". Ricordo al lettore che le leggi passano solo se vi è una maggioranza e se un lobbista "influenza" 10 parlamentari, in un totale di cento ha fatto in percentuale un lavoro di un certo tipo, ma in un totale di 50 ha compito un lavoro molto più efficace! Qui si riduce di un terzo il numero, quindi il taglio che nulla influenza in termini di costo sul bilancio (si parla dello 0,0...per cento) agevola di molto questa sorta di "malintenzionati" che, lo ricordo, non sono entità astratte: processi per la compravendita dei parlamentari si sono già svolti in passato. 

Studiosi più lungimiranti di me, affermavano che un sistema democratico non può tollerare che una fetta sempre più esigua di popolazione si arricchisca con una crescente voracità, mentre il restante, che poi è anche la base elettorale, si trova a dover combattere con il problema degli stipendi sempre più bassi e/o con la difficoltà a reperire un posto di lavoro, con i costi delle bollette che crescono senza alcuna logica. Prima o poi l’elettorato trova il modo di esprimere il suo dissenso e modifica mezzo il voto le cose. La soluzione per le elité di potere consisteva nel manomettere il sistema elettorale rosicando la possibilità del popolo di interferire nelle scelte che contano. La modifica del numero dei parlamentari, guarda caso, va a mio avviso proprio in direzione prospettata  da chi temeva questa eventualità.

Va ricordato ora che in Francia i gillet gialli (rif. 2) sono in piazza da mesi e cercano in modo confuso di modificare la loro situazione. Voglio dire che se il dissenso non lo lasci sfogare in modo democratico, dentro un Parlamento, rischi che si manifesti in modo poco democratico, attraverso atti di insofferenza. In Italia prima che il Movimento 5 Stelle si facesse carico di gran parte dei contestatori, in tempo breve in piazza erano scesi i famosi "forconi". Non è una cosa da dimenticare. Così come va vista con preoccupazione il fatto che proprio le 5 Stelle hanno spinto per la legge che ora sto contestando. Oltre a ciò mi pare importante evidenziare che la filosofia stessa di ridurre “i costi della politica” denota la mancanza di competenza in fatti economici.

Chi ragiona in questi termini non accetta che solo attraverso il ripropriarsi della sovranità monetaria si può ritornare a crescere; la logica di “tagliare sui costi” evidenzia la volontà politica ad equiparare uno Stato alle imprese private o alle famiglie. E’ insomma una dimostrazione di ignoranza perchè le imprese private non hanno nè la facoltà di fare le leggi, nè quella di coniare moneta. Hanno in oltre obiettivi differenti da quell’entità chiamata Stato i cui compiti sono ben illustrati nella Costituzione! Le imprese (o le famiglie) non prevedono che il lavoro sia un diritto, ne tanto meno che sia dignitosamente retribuito; non lo prevedono anche perchè non hanno gli strumenti per farlo, strumenti che sono le politiche monetarie e fiscali, quelli che la logica del "taglio dei costi" dimostra di non considerare.

Il taglio dei parlamentari visto come una vittoria a favore del popolo è quindi non solo un ulteriore erosione di potere a danno dell’elettorato, ma è nel contempo l’attestazione che questo Parlamento non ha compreso per nulla dove sta la radice dei problemi economici di questo Paese (e del continente). Io sono molto preoccupato! (rif.3)

 

Mirco Venzo, Treviso, 09/10/2019 #qzone.it

Rif. 1 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/573-...

Rif. 2 http://www.qzone.it/index.php/q-travels/565-la-mia-francia

Rif. 3 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/497-...

 

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