C’è un concetto chiave in economia che oggi viene trascurato, a torto, e di cui i giornali non parlano: è il moltiplicatore keynesiano (rif. 1) . Quest’idea che oggi vado a banalizzare, com’è mio costume, (lascio alle sedi accademiche esprimersi in modo corretto, od a blog di maggiore qualità – rif. 2), sfrutta l’intuizione anche di un allievo e collaboratore di John Maynard Keyns, Richard Ferdinand Khane, (in foto - nota a margine, era anche lui ebreo come lo fu Karl Marx). Il punto è, che contributo da all’economia un aumento di Spesa Pubblica (quella che Mario Monti e i pensatori così detti neoclassici o liberisti vogliono tagliare in tutti gli Stati)?
Poniamo si debba investire 100 milioni di euro per ricostruire il Ponte Morandi, questa cifra verrà in parte utilizzata per acquisire materie prime che provengono dall’estero, (noi non produciamo il ferro e quindi lo acquistiamo in Svezia – è un ipotesi inventata, come tutto l’esempio), in parte andrà in cemento italiano e in viti, (materiali per costruire), in parte andrà in salari e stipendi degli occupati, in parte andrà in profitti per le imprese che costruiscono il ponte. Una prima banale osservazione è che le risorse che escono dal paese (il ferro acquistato in Svezia) andrà a portare benefici nel paese che riceve quella ricchezza, ma il restante genera ricchezza in Italia.
Gli operai italiani (e qui duole ammetterlo, ma se sono extra comunitari il presente circolo virtuoso verrà limitato, poi riprenderò e spiegherò tale aspetto) avranno dei soldi a diposizione e parte della loro ricchezza, (del loro salario) lo spenderanno, mentre una parte la risparmieranno. La parte risparmiata non genera ricchezza, ma la parte spesa, il consumo, rappresenta ricchezza per qualche altro operatore del sistema. Alcuni operai andranno a prendere il cappuccino al bar, e il fine settimana andranno fuori con la ragazza di turno a mangiare una pizza e a bere una bella birra, cercando di annebbiare le idee della giovane per conquistarla. A San Valentino le regaleranno le mutandine di pizzo, per stimolare in lei pensieri “romantici”, chiamiamoli così…
Gli imprenditori che a loro volta guadagnano dalla realizzazione del ponte faranno lo stesso, magari con consumi più “nobili”; loro cambieranno l’auto acquistando un veicolo di lusso (magari straniera, BMW o Mercedes) andranno a mangiare anche in ristoranti pregiati e non solo in pizzeria e una grossa parte del loro profitto verrà accantonata, risparmiata. Così, verranno sparpagliati, in un primo momento, i 100 miliardi che lo Stato ha speso. Prima domanda. Ma sono proprio 100 milioni quelli che lo Stato spende o sono un po’ meno? E già perché i redditi, siano essi di lavoratori dipendenti (gli operai), o i profitti (degli imprenditori), sono soggetti a prelievo fiscale.
Facendo un primo punto della situazione lo Stato ha speso meno di cento, (100 – quanto è lui rientrato attraverso la tassazione), ha un ponte, che è uno dei servizi che rendono ricchi tutti i cittadini, (tutti noi possiamo utilizzarlo quel ponte), ma ha anche dato lavoro a operai e imprenditori, non solo a loro, ma ha anche rinvigorito le economie di pizzerie, negozi di lingeria romantica, ristoranti di lusso e bar di capuccini. Finisce qui la cosa? No, perché tutto il denaro che ha messo in moto le attività italiane, le spese per i “mattoni” del ponte, per il cemento, per le viti per costruire il ponte genera a sua volta lavoro e reddito per gli imprenditori di quei settori e per gli operai di quei settori che a loro volta andranno a mangiare le pizze e a bere cappuccini al bar, a loro volta andranno ad acquistare mutandine per le loro amiche…
Ma anche le pizzerie, i bar e i mutandifici saranno felici del denaro che arriva loro e trarranno forza per far girare le loro economie e pagheranno a loro volta le imposte. Si è creata una spirale virtuosa che crea occupazione e ricchezza (in una parola P.I.L.) in vari settori dell’economia italiana. Chiaro che il denaro che esce dal circuito italiano, nella nostra banalizzazione il ferro che abbiamo ipotizzato acquistato all’estero, e le auto degli imprenditori, genererà ricchezza all’estero e ridurrà questo flusso produttivo (e positivo) all’interno del nostro paese. Avevo lasciato in sospeso il tema dei lavoratori stranieri… è facile immaginare che un lavoratore straniero che ha famiglia in Africa, piuttosto che in Romania, non spenderà molto di quanto guadagnato costruendo il ponte perché deve inviare la ricchezza al paese di origine per mantenere la famiglia, ridimensionando il circolo virtuoso che abbiamo descritto, o se preferite, lo andrà a stimolare altrove e non in Italia, dove però oggi criticano le spese di bilancio dei politici).
Rimane il piedi un aspetto… molta ricchezza si pensa andrà nelle tasche degli imprenditori che han costruito il ponte e se gli operai spenderanno una grossa fetta delle loro entrate, non è detto che altrettanto facciano gli imprenditori. Certo, abbiamo ipotizzato che vadano in ristoranti di lusso e che comprimo l’auto in Germania (togliendo risorse al circolo virtuoso italiano) ma gran parte delle entrate loro le metteranno da parte. Quando andranno a spendere quei soldi? Quando avranno compreso che altri lavori verranno loro commissionati. Gli imprenditori investono solo se prevedono la loro attività avrà un futuro e allora rimoderneranno i loro macchinari, le loro attrezzature, magari acquistandone di nuove e di migliori.
Se ciò dovesse avvenire, che ne so, perché comprendono questi imprenditori che lo Stato penserà di mettere in sicurezza anche altri ponti, ecco che faranno questi investimenti. Gli investimenti andando a loro volta a creare occupazione e ricchezza anche in settori che non avevamo considerato. Pure questi settori verranno investiti da una spirale positiva che genera ricchezza, la quale a sua vlta ricadrà su altre pizzerie, bar e ciò indurra magari questi imprenditori a fare a loro volta investimenti, che ne so rinnovando gli arredi e assumendo nuovo personale visto che le sale sono sempre piene di gente che ora spende…
Il lettore ora ha compreso, che la spesa dello Stato se genera debito da un lato, genera occupazione lavoro e ricchezza dall’altro. Non solo, particolare che si sta dimenticando, ma è il punto da cui si era partiti: ha ridato un ponte alla collettività senza neppure aver speso cento perché tutte le persone che han percepito un reddito han pure pagato le tasse. (Risparmio al lettore il teorema di Haavelmo, troppo tecnico).
In un’economia dove non ci fossero fuoriuscite all’estero, se la propensione al consumo fosse di 0,75 (ogni lira incassata viene spesa per il 75% e risparmiata per il 25) i cento milioni spesi dallo Stato andrebbero a generare un incremento del reddito (PIL) di 4 volte la spesa… ovvero si spende 100 e si crea PIL per 400. (Rif. 3). Alla luce di queste affermazioni possiamo quindi comprendere perché il Prof. Bagnai, ben prima di diventare Senatore della Lega affermò che Monti non avrebbe risolto il problema del debito pubblico e dei conti dello Stato. (rif. 4.1/2)
Sapeva che un taglio della spesa pubblica, cosa che Monti fece, avrebbe causato una rduzione del P.I.L (ricchezza) nazionale, generando perdita di posti di lavoro e facendo fallire molte imprese. Il processo che ho sopra descritto funziona naturalmente anche all’incontrario e se lo Stato toglie i 100 milioni, genera una perdita di reddito pari a quattro volte il taglio, (ferme restando le nostre ipotesi: Propensione al consumo di 0,75 ed economia chiusa) con conseguenti fallimenti e massa di disoccupati. Non è altresì un caso se un uomo molto poco diplomatico qual è Paolo Barnard si è permesso di dare del “criminale” (rif. 5) allo stesso Mario Monti quand'era capo del Governo, senza per altro mai venir querelato; sa Monti che la difesa in aula da parte del giornalista sarebbe stato portare un normale testo di economia e spiegarlo al giudice, facendo poi lui vedere i numeri generati dall’ISTAT. Sottolineo, Mario Monti che queste cose le sa, doveva sottomettersi alla Costituzione Italiana che ha come imperativo la difesa del lavoro, quindi ha compiuto in modo consapevole un tradimento alla stessa. Aggiungo dell’altro: anche Mattarella che parla di sostenibilità del debito, ed è questa attualità, (rif. 6) pare non conoscere la legge economica del moltiplicatore per le ragioni che ora esterno.
Il reddito di cittadinanza, se finirà nelle tasche di cittadini italiani (e non extracomunitari, che molto di quel reddito, come già spiegato, è ipotizzabile lo spenderebbero all’estero) andranno sicuramente a creare ricchezza in Italia, facendo crescere il P.I.L. con buona pace di chi prevede le cavallette. Che poi io condivida questa politica non è vero perché fossi io al Governo avrei cercato di creare proprio lavoro, magari proponendo servizi (ripristino di città distrutte dal terremoto, messa in sicurezza del territorio o creazione di staff di infermieri a disposizione degli anziani) spendendo cifre più consistenti di quelle striminzite che può elargire un sussidio. Tuttavia mettermi ora a descrivere che politiche farei io, è irrilevante, la realtà è che io al governo non ci sono e l’unica cosa che posso fare è analizzare i provvedimenti di chi è ora al potere e ascoltare le critiche fatte da chi c’era prima, comprendendo che del moltiplicatore questi ultimi non ne avessero proprio conoscenza.
Ultime due chiose per gettare un ultimo ceppo sul fuoco…. Se avete ben compreso il concetto del moltiplicatore potete ora comprendere perché la battaglia sugli stipendi alti dei politici appassiona poco gli economisti: se costoro spendono il denaro in patria, comunque stanno muovendo in modo positivo il PIL e stanno generando occupazione. Non è del tutto vero che “se so magnati tutto…”! perché dal loro "mangiare" si crea occupazione. Attenzione, non dico che sia una cosa giusta e non abbia ripercussioni negative, ma in prima battuta, fermandoci sul principio del moltiplicatore avete compreso che comunque anche gli alti stipendi dei parlamentari fanno buon gioco per l’economia nazionale. Ridico con altre parole: se tagli loro lo stipendio e anziché rinvestire quel denaro in altro modo (cosa auspicabile) lo togli dal circuito (come fece Monti, tagliando la Spesa Pubblica) generi disoccupazione. Stai facendo girare in senso contrario il moltiplicatore. Giusto per chiudere il tema senza mettermi contro al lettore, il taglio agli stipendi è un gesto significativo in termini di equità e appaga un comune senso di morale, ma non risolve il problema economico, ribadisco, almeno in prima analisi.
Così come, ma di questo mai nessuno parla, i pensionati che vanno via dall’Italia e vivono al caldo (o al freddo, tanti scelgono l’Ucraina chissa perché!) sfruttando la pensione erogata dal nostro Stato, stanno di fatto togliendo risorse alla nostra economia (favorendo di rimando quella dei paesi ospitanti; chiaro che gli stranieri che vengono in Italia a svernare o a vivere stanno togliendo risorse ai loro di paesi a beneficio del nostro). Tutte le pubblicità che invitano i pensionati a scappare all’estero, di fatto sono stimoli a creare disoccupazione e crisi in Italia. Bene, un po’ di cose le ho dette e ora spero di trovare il tempo per parlare del Vajont e delle correlazioni che si possono fare con il Ponte Morandi…
Cari lettori… a presto!
Mirco Venzo, Treviso 02/10/2018 #qzone
Rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Moltiplicatore_keynesiano
Rif. 2 http://goofynomics.blogspot.com/2014/08/il-moltiplica...
rif. 3 http://docenti.unimc.it/francesca.spigarelli/teaching/20...
Rif. 4.1 (la versione originale dell’articolo non si trova più in rete) http://goofynomics.blogspot.com/2011/11/i...
Rif. 4.2 http://www.discorsivo.it/blog/2012/11/11/economia-2...
rif. 5 https://www.youtube.com/watch?v=hnqzhhaRDGE
rif. 6 http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Mattarella-conti-s...