Per illustrare questo mio pensiero, mi avvango della chiave interpretativa recuperata dai video di Ottolina, (rif. 1) ed in particolare a quanto affermò, tempo fa, Giuliano Marucci, uno dei nomi più significativi di quel gruppo. La prendo larga parlando del mio consulente finanziario che mi disse: “... Sai bisogna vedere cosa fa Donald Trump, con una persona così non si può mai sapere…!” - Della serie la responsabilità del caos attuale (chiaro che il consulente si riferiva alle situazioni finanziarie, ma queste sono un tassello di un sistema più grande e composito che comprende politiche economiche, politiche industriali, PIL, tassi d'interesse etc. etc.) dipende da un'unica persona, una sorta di pazzo. Ci fosse un commandos ben preparato che lo cecchina (modalità che proprio il Presidente americano ha reso "moderne" utlimamente), tutto si potrebbe
sistemare! Questa narrazione, che sono in molti a condividere, ed in particolare chi seguendo la vulgata "democratica" affermava all’epoca delle prime elezioni del tycoon: “L’avvento di Trump è molto pericoloso: è un guerrafondaio!” è contestata da Marucci. “Non è Donald Trump il problema; ma è tutto un sistema che sta per crollare! Quell' ampio territorio oltre oceano doveva inventarsi qualcosa per rimanere a galla…!”- Detto diversamente, ci fosse stato un altro, con modalida differenti, qualcosa di simile sarebbe stato inventato, magari vestito in modo più elegante e diplomatico, come fecero all’epoca dell’invasione dell’Iraq, dove ci vennero a sventolare la ben nota fialetta taroccata! Con nonchalance all'epoca ci giustificarono la devastazione dell'Iraq. La sostanza è che questo fanno gli U.S.A. Da sempre! Il virgolettato sopra esposto non sono le parole esatte del "Maru", ma questo è il sunto del pensiero cui mi voglio agganciare per sviluppare il mio ragionamento.
Negli Stati Uniti da anni è in essere un processo di deindustrializzazione (fenomeno per altro affine a quello in essere anche in Italia). Le imprese sono state spinte dal processo chiamato globalizzazione ad emigrare dove il costo del lavoro è più basso, ovvero nei paesi del terzo mondo, Far East in primis. Anche in Italia è successo la stessa identica cosa, generando povertà diffusa e morte di distretti industriali, così da loro, che il processo di globalizzazione hanno favorito, come pure da noi, che tale processo abbiamo in parte cercato di ostacolare (vedi G 8 di Genova).
Se ciò è stato un danno per il 99% della popolazione (mi rifaccio sempre al lessico di Ottolina) ciò è però tornato comodo all'uno per cento più abiente che si è arrichita ulteriormente! Dati recuperati dalla IA: “Il divario tra ricchi e poveri negli Stati Uniti è in costante aumento, con una concentrazione di ricchezza estrema nelle mani dell'1% più abbiente, che detiene oltre il 23% della ricchezza nazionale. Mentre i salari della classe media ristagnano, i miliardari sono aumentati vertiginosamente, creando una disparità significativa rispetto al 50% più povero".
"In Italia, la disuguaglianza economica è in forte crescita: il 10% più ricco delle famiglie detiene oltre otto volte la ricchezza del 50% più povero, con il 5% più abbiente che possiede quasi la metà (49,4%) della ricchezza nazionale!"
Sempre la IA riferendosi alla povertà U.S.A - “La povertà negli Stati Uniti colpisce circa il 12-13% della popolazione secondo le misurazioni ufficiali, con oltre 39 milioni di persone in condizioni di indigenza. Tuttavia, la povertà relativa stimata dall'OCSE è superiore, attestandosi intorno al 18,1% nel 2022, rivelando una disuguaglianza marcata…” Ancora mi piace comparare il dato con la situazione italiana: “La povertà in Italia nel 2024 tocca livelli record, con il 9,8% di individui (5,7 milioni) e l'8,4% delle famiglie in povertà assoluta, con un'incidenza di rischio povertà/esclusione sociale del 23,1%, superiore alla media UE. Il fenomeno colpisce maggiormente il Mezzogiorno, ma è in crescita anche al Nord, con un 12% di povertà lavorativa”. I dati recuperati dalla IA sono assai generici, ma notiamo che sia oltreoceano, che in Italia, assistiamo allo stesso fenomeno: una fetta piccolissima della popolazione si arrichisce sempre più, mentre la povertà si espande alla massa. (rif. 2)
Questo fatto è molto più marcato negli USA che in Italia, pur se lo stivale pare essere il fanalino di coda dell’Europa con la minor crescita dei salari negli ultimi decenni. Stiamo arrivando al punto: nel dopoguerra sia negli USA che in Europa (ed in Italia) si sono diffuse le idee socialiste e si è assegnato allo Stato il compito di rimuovere gli ostacoli economici (cito la nostra costituzione): “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Queste idee hanno favorito il benessere e va riconosciuto agli U.S.A. di essere stati i primi a proporle nel mondo, uscendo così, di fatto, dalla crisi del '29. La disoccupazione, che è all'origine della povertà, ero lo stato che doveva combatterla, e questo sia negli U.S.A. che il Italia fu fatto con buoni risultati, si radica il sogno americano e in italia il boom economico.
La cosa è andata bene sino agli anni ottanta quando una nuova idea ha iniziato a girare nelle università e nei circoli politici: - (sempre la IA mi aiuta a sintetizzare): “Margaret Thatcher nel Regno Unito (1979-1990) e Ronald Reagan negli Stati Uniti (1981-1989) non hanno "eliminato" completamente lo stato sociale (welfare state), ma ne hanno ridimensionato drasticamente il ruolo, introducendo politiche neoliberiste che hanno modificato profondamente il rapporto tra Stato ed economia. Il loro approccio, spesso definito "liberismo" o "neoliberismo", ha puntato a smontare i miti della socialdemocrazia keynesiana, riducendo la spesa pubblica e promuovendo l'individualismo. Mi fermo perchè siamo arrivati al punto: lo Stato ha smesso di fornire servizi (istruzione, sanità etc) ed ha favorito individualismo e privatizzazioni; combattere la disoccupazione non era più una sua priorità perchè "il mercato" avrebbe allocato le risorse in modo migliore. La conseguenza è stato un impoverimento della maggior parte della popolazione, a beneficio di una ristretta élite di persone che ne hanno tratto vantaggio. Questo processo ideologico, prima ancora che operativo, (politico) è partito prima negli USA e solo successivamente è approdato nei paesi europei, cosa che si è potuta realizzare mediante l'Unione Europea che ha obbligato tutti noi, attraverso i suoi trattati, alla filosofia neoliberale. Ho già scritto del liberismo e del ordo - liberismo (rif. 3 )
Con l'avvento del nuovo millennio la globalizzazione, processo figlio dell'ideologia neoliberale, si espande in tutto il globo. Questo ha permesso ad alcuni paesi di crescere, di avvantaggiarsi! La mobilità dei capitali e del Know-how (le conoscenze), ha favorito la Cina (e non solo), che seppur ha dato spazio al libero mercato, non ha però mai ridimensionato l’importanza dello Stato, e persegue, nei fatti, quelle politiche keynesiane abbandonate in "occidente"!. (rif. 4). Questo ha creato (e crea) concorrenza e problemi a molte multinazionali occidentali che si trovano concorrenti agguerriti perchè supportati anche da politiche statali. Il liberismo e il “vinca il migliore”, era buono sino a che i vincitori erano le multinazionali a trazione americana, ma ora che vincono gli altri, le regole del gioco devono essere cambiate!
Donald Trump esce da queste incongruenze, da questa situazione. I suoi dazi vanno letti da questa angolazione, anche perchè, oltre alla povertà di cui ho già scritto, (ed alla deindustrializzazione), vi sono altri elementi da mettere sul tavolo: un debito nazionale (quello U.S.A.) in costante crescita, spinto da una spesa militare fuori controllo. D'altra parte il continuo guerreggiare in giro per il mondo costa! La novità è che anche negli U.S.A. l’evoluzione del gioco sta oggi disturbando quel uno per cento della popolazione che inizia ad arraffare con pià fatica e, udite udite, inizia a pensare che dovrà ridimensionare il proprio banchetto. Gli amici di Jeffrey Epstein, quel uno per cento della popolazione che ha succhiato le risorse a chi lavorava, che ha distrutto il lavoro (deindustrializzazione significa questo), si trova ora a non saper più che pesci pigliare: spremere i propri cittadini è impossibile, ma è diventato difficile anche spremere i lavoratori orientali. Marucci ci dice che c'è tutto un sistema politico ed economico che si sta sgretolando, Trump (o chi lo sostituirà) con questo deve fare i conti! Dall'altra parte è nata la realtà dei BRICS, popoli che vogliono loro decidere le politiche dei loro paesi e non intendono farsi manovrare dai mercati o meglio dalle multinazionali americane che li governano (rif. 5).
Maduro è stato deposto in Venezuela affinché il petrolio nazionalizzato venisse gestito dalle società americane, e il problema in Iran non è che le donne hanno il velo, ma che le risorse di quel paese sono gestite estromettendo le multinazionali occidentali da quelle richezze! Insomma, ai problemi generati dalla filosofia neoliberista, il mondo americano propone come ricetta una maggior diffusione dei precetti liberalisti: il loro un per cento deve poter banchettare attingento a piatti che oggi gli sono proibiti!
La stampa occidentale sta criminalizzando Donald Trump, ma non sta mettendo in evidenza l’errore ideologico che lo sostiene e che a ben guardare l'ha generato: il neoliberismo, ovvero la filosofia che vuole lo Stato entrare nelle cose economiche esclusivamente per tutelare l’un per cento della popolazione, meglio se imponendo filosofie coloniali (ovvero filosofie dove l’esercito più forte ha il diritto di vessare popolazioni e popoli più debboli). Ciò, si badi bene, mai per l’interesse della popolazione (ovvero del 99%). Mi spiego meglio, il rapimento di Maduro non ha portato nessun beneficio all’americano medio (posto che si ritiene legittimo infischiarsene del volere del popolo venezuelano, e i nostri media parlano pure di “esportare la democrazia”). L’importante è che quel famoso un per cento di benestanti americani seguitino ad arricchirsi! L’Iran sta complicando (e molto) il volere di questa filosofia occidentale perchè sono solo coloro che appartengono al 99 per cento della popolazione americana meno abiente che dovrebbe andare a crepare in centro Asia, se si vuole liberare lo stretto di Hormuz, ma in questo caso che ciò non rientri nel loro interesse, lo stanno comprendendo. Insomma, per una volta gli americani (intesi come popolo ed elettori) capiscono che le scelte del loro rappresentante Donald Trump non sono poste in essere nel loro interesse. L’aumento delle bollette, il costo della benzina ai distributori, il taglio della spesa pubblica (sicurezza interna e sanità) a favore delle armi per andare a bombardare in giro per il mondo è percepito dalla maggiranza degli americani come dannoso per tutti loro.
Si badi bene che lo stesso sta accadendo anche in Italia, così si spiega, in parte, l'esito dell'ultimo referendum e si spiega il crescente astensionismo di ogni tornata elettorale. Questo sistema occidentale neoliberale sta crollando! I parassiti (chi seguita ad arrichirsi a danno della maggior parte della popolazione) non può più spremere in patria (ovvero negli U.S.A. o in Europa) e cerca di spremere fuori dal suo orto (Venezuela, Iran, e prevedo un rinnovo di interessi coloniali in Africa!) Questo però cozza con l’interesse di chi la vede diversamente e non vuole farsi sottomettere (Gli Iraniani, ma dietro di loro i cinesi, i russi, i pakistani… in una parola i BRICS). Ci si sta avvicinando ad un conflitto mondiale generato da queste forze contrapposte, a prescindere della fine che farà Donald Trump!
Mi fermo per fare un passo indietro: il coflitto in Iran, che è una partita estremamente pericolosa per noi tutti, ma non è qui ora il momento di spiegare il perchè delle mie preoccupazioni, non nasce dalla pazzia di Trump, ma da questa filosofia occidentale, (neoliberale), che vuole implementare la ricchezza dell’un per cento infischiandosene del resto degli umani! A conferma di questa tesi c'è l'evidenza iraniana, loro sono decenni che si stanno preparando a questo conflitto con l'occidente, e mica potevano sapere lustri fa chi oggi avesse vinto le elezioni in America...! L’assurda guerra Ucraina - Russia nasce da quella stessa filosofia, e non mi si dica che è stato Joe Biden a volerla! Il soggetto era chiaramente catatonico e solo chi era dietro di lui ha spinto in quella direzione. Non si dimentichi in questa occasione il ruolo della UE e di Ursula Von Der Leyen oggi, ma della Merkel prima! Come sempre anche qui non erano loro a dettare l’agenda, ma erano (e sono) solo le marionette che la eseguivano, infischiandosene del volere degli elettori! In Italia abbiamo avuto ad appoggiare l’armamento dell’Ucraina, nell’ordine, governo giallo rosso (PD e 5 stelle con appoggio della Lega) mentre oggi, chi all’epoca si diceva contrario al conflitto e chiedeva maggior distanza da Washington (ovvero la Meloni e il suo staff), perseguitano imperterriti su quella strada. Questi ultimi seguitano a difendere Zelensky e seguitano a mantenere ottimi rapporti con Israele con la benedizione di Sergio Mattarella.
Ho finito, ma ciò che in breve sostengono gli Ottolini è che va recuperata la chiave interpretativa marxista per comprendere i fenomeni sociali (e i conflitti che stiamo vivendo). E’ in atto una lotta di classe! Si sta rivivendo l'eterno scontro tra chi ha il potere e lo usa per umiliare maggiormente i i più debboli (dentro e fuori il proprio paese)! C’è una sovrastruttura che giustifica l’arroganza dei ricchi cui tutto è concesso ai danni dei poveri. I padroni dei mezzi di produzione sono anche i padroni delle idee sosteneva Karl Marx e le sue chiavi interpretative vanno recuperate, se si vuole comprendere cosa oggi rischia di portarci verso un pericolosissimo conflitto mondiale. Questo, in sintesi, è quanto sostiene lo staff di Ottolina, per come l'ho compreso io. Donald Trump (che ha invaso l’Iran) Joe Biden (che ha fatto invadere l’Ucraina, fomentando e armando Zelensky) Barack Obama (che ha combattuto la Libia e la Siria), George W. Bush ha combattuto Iraq e Afganistan…
Nessuno degli abitanti di questi paesi ha avuto benefici da questicostosi sforzi bellici, ma i dati sopra esposti e forniti dalla IA ci dicono che neppure i contribuenti americani ne hanno beneficiato! L’uno per cento dei fortunati ha continuato ad arricchirsi! Per contro chi ha informato circa queste nefandezze (si pensi a Julian Assange o a Francesca Albanese - rif 6 e 7) è stato pesantemente vessato; è tutto un sistema che regge una certa ideologia. Spero aver spiegato che Donald Trump è l’ultimo anello di una catena che segue una sua logica, e non sono le espressioni colorate del suo lessico, o la sua capigliatura, o le bislacche idee della sua testa, l’elemento che permette di comprendere l'attualità e perchè si sta andando verso la terza guerra mondiale.
Mirco Venzo, Treviso 29/03/2026 #qzone.it
rif. 1 https://ottolinatv.it/
rif. 2 https://www.qzone.it/index.php/36-q-economy/538-i-numeri-di-fabio-dragoni
rif. 3 https://www.qzone.it/index.php/36-q-economy/1080-liberismo-neoliberismo-e-ordoliberismo-differenze
rif. 4 https://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/1000-un-idea-di-mirco-venzo
rif. 5 https://www.qzone.it/index.php/36-q-economy/876-il-mercato-in-economia
rif. 6 https://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/696-julian-assange-e-sara-cunial
rif. 7 https://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/1088-italiani-nel-luglio-2025