Qzone.it, il blog in cui scrivo, dopo aver superato il milione di visite globali da quando uscì il primo articolo, oggi raggiunge un altro importante risultato, quello che sto scrivendo sarà il millesimo articolo postato. Mi sono interrogato, cosa posso scrivere di interessante, di importante nel millesimo articolo? La risposta è parlare di idee, dire, per quel che ho studiato, quali sono le idee che circolano poco, che sono rimaste sepolte dalla gran massa di spazzatura che ci offusca il cervello.
Faccio mia, se volete l’affermazione di Alekos Panagulis, un “terrorista” greco che ordì un attentato contro la Grecia dei colonnelli, (1968) azione miseramente fallita (non come quella di Hamas in Israele) e che lo condusse in carcere con pendente in testa la pena capitale. La sua storia è raccontata nel più lungo dei libri di Oriana Fallaci: Un uomo (rif. 1) dove ad un certo punto si legge: “Alle bombe, agli scoppi, alle armi, io non ci credo più. (…) Le vere bombe sono le idee!” Alekos Panagulis. Mi interrogo: qual’è l’idea che più di altre dovrebbe circolare, ed ho la risposta, ma non la poggerò in modo sintetico, quanto partendo da più lontano.
Che cosa delinea l’essere di Destra o l’essere di sinistra?
Il blog ha più volte trattato questo argomento (rif. 2 - 3 -4) qui però voglio esternare la mia di opinione. E’ una piccola lezione di storia economica che vede tre diversi modi di concepire lo Stato.
Primo modo di concepire lo stato: ideologia liberista
Lo Stato deve interferire il meno possibile sull'economia, fondamentalmente deve tutelare la proprietà privata e l'agire degli imprenditori. Sono questi ultimi coloro che con la saggezza delle loro idee, delle loro azioni e dei loro manufatti fanno progredire la società in generale. Gli imprenditori sono infatti selezionati dal mercato (rif. 5) che in modo asettico riconosce il merito e premia i più capaci. Questa idea di stato in auge nel 1800 subì un’aggressione ideologica tra le due guerre mondiale con l’avvento dell'idea comunista.
Secondo modo di concepire lo stato: il comunismo
Dalle ceneri delle idee di Karl Marx, riprese da Lenin, e da ... milioni di altri pensatori e attivisti politici, nasce il comunismo. L’dea di base di questa ideologia è che la proprietà privata non deve esistere: la terra è di tutti e la ricchezza di una collettività è data dal lavoro. Il vero tema è come redistribuire la ricchezza prodotta dal lavoro della collettività. Se ne deve occupare lo Stato, ecco la risposta comunista. QUesto soggetto che diventa assoluto protagonista nelle vite di ogni cittadino non solo di distribuire la ricchezza si deve occupare, ma deve anche stabilire cosa produrre, dove produrre, quanto si deve produrre e come produrlo. Se nel modello liberista lo Stato deve essere il più "piccolo" possibile, per far spazio ai privati, nel modello comunista è vero il contrario: tutto è deciso dallo Stato. In bella sintesi l’idea comunista vede l’apoteosi dello Stato a danno del mercato che, al contrario del modello precedente, è considerato fonte di perversione e volano di ingiustizie retributive. Queste due diverse versioni del mondo mi fecero affermare che se il primo è il punto di estrema Destra, questa seconda visione dello Stato padre/padrone assoluto di tutto, il Comunismo, è una visione di Stato da collocarsi nel polo opposto: all’estrema Sinistra! Il lettore ed il pensatore sbadato potrà ora dire di avere le idee chiare dimenticando che esiste una terza idea di stato che si va a collocare nel mezzo di queste due visioni:
Lo Stato Keynesiano
John Maynard Keynes era decisamente contrario all’idea comunista, ma sviluppò tutta una serie di riflessioni contro l’idea liberale di Stato: non si può lasciare al libero mercato il compito di allocare le risorse e soprattutto di stabilire chi debba lavorare e chi no. Studiando la crisi del ‘29 si convinse di una cosa: lo Stato deve farsi carico dei principali problemi economici e deve avere un ruolo prioritario, l'esatto contrario di quanto asserito dal liberismo. E’ una posizione intermedia rispetto a quelle sopra esposte di estrema destra ed estrema sinistra: lo Stato deve qui sì avere un ruolo da protagonista, pur non caricandosi sulle spalle tutto ciò che riguarda le questioni economiche. In definitiva deve gestire gli aspetti più importanti della società: i beni essenziali, controllare attraverso interventi di politica economica e monetaria che i livelli di occupazione siano “corretti”. Il mercato, che pure deve esserci perché si riconoscono allo stesso dei meriti, non può essere lasciato da solo a decidere di cose importanti come la gestione dei monopoli (acqua, energia, rete delle comunicazioni, istruzione, sicurezza etc etc) e tanto meno deve lui poter decidere i livelli di disoccupazione, ovvero ciò che è inerente al tema del lavoro.
C’è un concetto impresso nella nostra Carta Costituzionale che sancisce dove deve fermarsi l’interesse privato: “L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all'ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”. La costituzione italiana di fatto prende in considerazioni i precetti keynesiani, e questo è ben spiegato nell’articolo in cui si legge testualmente: “... E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
L’analisi storica ci dice che se l’idea liberale di stato ha prodotto miseria e infiniti problemi distributivi, l’idea comunista ha comportato enormi limitazioni alle libertà personali, senza avere contropartite adeguate in termini di benessere generalizzato. Chi ha adottato i precetti dello stato keynesiano ha invece raggiunto il massimo livello di benessere generalizzato. Questa idea di Stato è quella che dalla fine della seconda guerra mondiale sino alla fine degli anni ottanta ha avuto la preminenza in Europa, negli Stati Uniti ed in Giappone, ovvero nelle aree che sono risultate le più ricche e a maggior diffusione di benessere, il così detto "occidente".
La domanda che mi pongo è: come mai questa idea di uno Stato che interferisce sulle questioni economiche assumendosi la gestione dei principali servizi e manovrando le leve di natura economica attraverso azioni di bilancio e monetarie è stata abbandonata? (rif. 6)
Oggi tutti i partiti che appoggiano l’Unione Europea, di fatto stanno avallando un’idea di Stato liberale, (quello che avevo considerato di estrema destra), risultando nei fatti tutti partiti di destra. Non solo, pure i sindacati mai hanno avuto nulla da obiettare sull'Unione Europea, senza rendersi conto che le riforme da essa imposte, hanno contribuito ad impoverire i lavoratori. Costoro non hanno capito che i governi tecnici, quali il Governo Monti, fu imposto dall'Europa (con avallo del Presidente della Repubblica di allora) e le riforme ai danni di lavoratori e pensionati hanno un mandante ben preciso.
Escludere la possibilità di manovre monetarie (a stabilire la quantità di moneta e a cosa debba servire è la BCE, non il Parlamento Europeo), avere una politica di bilancio vincolata ai dettami della commissione europea, fedele ai postulati liberisti significa riportarci ai primi anni del 1800! Il risultato è che se la Commissione Europea decide che spendere soldi per le armi a finanziamento del conflitto in Ucraina, è cosa buona e giusta, quei soldi escono dalla Banca Centrale Europea, se spendere soldi per combattere l’epidemia di covid mezzo vaccini è cosa buona e giusta, quei soldi escono, mentre ampliare gli ospedali o assumere e formare a spese statali medici ed infermieri è cosa dannosa, quegli investimenti non si fanno…e la gente muore aspettando di accedere nei pronto soccorsi italiani intasati, senza personale e con carenza di autoambulanze!
La mia domanda e la mia idea forte è: ma quand’è che è stata messa da parte l’idea keynesiana di Stato? Questa astrusa idea che il mercato deve decidere delle cose importanti della vita, com’è che è salita alla ribalta? Com'è che da destra, da sinistra, e nei centri di pensiero quali le università ci sia silenzio assoluto su questo tema?
Questa domanda ha una risposta: la morte dello Stato moderno, lo Stato Keynesiano coincide con la nascita dell'Unione Europea che si preoccupa di garantire (ed ampliare) gli interessi del 1% della popolazione a discapito del 99%. Questa truffa può essere perpetuata giacchè i mezzi d'informazioni, anch’essi tolti dalle mani dello Stato, ed anch’essi “privatizzati” possono raccontare ai più la narrazione che preferiscono. La rete su cui scrivo, è anch’essa privata e un domani forse neppure troppo remoto, il nostro blog potrebbe essere chiuso da chi ci sta ospitando.
Chiudo ridando la parola ad Oriana Fallaci, colei che amò il "terrorista" greco : "L’abitudine è la più infame delle malattie perchè ci fa accettare qualsiasi disgrazia, qualsiasi dolore, qualsiasi morte. Per abitudine si vive accanto a persone odiose, si impara a portar catene, a subire ingiustizie, a soffrire, ci si rassegna al dolore, alla solitudine a tutto. L’abitudine è il più spietato dei veleni perchè entra in noi lentamente, silenziosamnte, cresce a poco a poco nutrendosi della nostra inconsapevolezza, e quando scopriamo d’averla addosso ogni fibra di noi s’è adeguata, ogni gesto s’è condizionato, e non esiste più medicina che possa guarirci." (Oriana Fallaci)
L’idea forte che voglio esternare in queste mie righe è di non abituarsi all’idea che l’Unione Europea sia eterna, e che non si possa riconsiderare l’idea di uno Stato che dipenda dai cittadini e non dalle lobby, e che torni a tirar le fila di banche pubbliche, di acqua pubblica, di energia pubblica, di sanità pubblica e di istruzione pubblica....
Basta privatizzazioni! E, in definitiva, respingere tutte le riforme e tutto il barraccone dell'Unione Europea che han riportato il nostro continente sulla soglia del terzo mondo, con stipendi da fame, e livelli di inciviltà assoluti. L'idea forte è uscire dall'Europa e dalla dittatura dell'Euro!
Mirco Venzo, Treviso 31/07/2024 #qzone.it
Nella foto di Giorgio Grassatoscatta a Reggio nell'Emilia in occasione di Fotografia Europea 2016, Mirco Venzo nello Spazio Gera.
rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Un_uomo_(romanzo)
rif. 2 https://www.qzone.it/index.php/36-q-economy/193-trippe-e-schioppettino-destra-o-sinistra
rif. 3 https://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/726-michea-orfeo-sinistra
rif. 4 https://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/528-marco-rizzo-focalizza-l-attuale-sinistra
rif. 5 http://www.qzone.it/index.php/36-q-economy/876-il-mercato-in-economia
rif. 6 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/497-il-moltiplicatore-keynesiano