La testa del serpente, si intitola così un video proposto da Pubble l'inbannabile, (rif. 1 - video molto utile per comprendere cosa c'è nel preoccupante conflitto israelo-iraniano). Ne riassumerò alcuni punti integrandolo con altre informazioni, utili, spero, per avere un'idea di cosa bolle in pentola. Iniziamo con delle nozioni generali recuperate da Ermanno Ferretti: Script: (rif. 2)
Fratelli mussulmani
I Fratelli Musulmani sono un'organizzazione transnazionale islamista sunnita, fondata in Egitto nel 1928. Sono considerati il movimento islamista più influente del mondo contemporaneo. Il loro obiettivo principale è quello di promuovere una società islamica basata sui principi del Corano e della Sunna, sia a livello individuale che collettivo, fondata negli anni 20 da un egiziano, (Hassan al-Banna, che manifestò contro gli inglesi già a tredici anni) questo movimento si attiva per l’indipendenza dei vari paesi. Il loro obiettivo è tagliare i cordoni coloniali facendo forza sulla religione islamica che li unisce. Storicamente, il movimento ha utilizzato sia mezzi pacifici, come l'attività sociale e politica, sia metodi più radicali, inclusa la violenza. (notizie raccatate dal web). Contrapposti a questi movimenti di chiara natura religiosa, nel secolo scorso nascono all'interno della realtà "araba" partiti laici, sempre nazionalisti, che si ispirano all’occidente visto come un modello da seguire. Spesso i sostenitori di questo modello laico sono parte dell’esercito, ma anch’essi hanno come obiettivo tagliare i cordoni dal colonialismo e vogliono l’indipendenza del loro paese.
Il più significativo di questi esempi è Gamāl ʿAbd al-Nāṣer, Egiziano, che nel 1952 assieme ad altri ufficiali dell'esercito, rovescia la monarchia di re Fārūq, rimettendo in discussione la gestione del canale di Suez prima di allora sotto controllo britannico. Situazione simile si verifico in Libia con il colonnello Mu'ammar Gheddafi. A mio avviso a questa seconda corrente va inserito Mohammad Mossadeq o Mosaddeq, e siamo finalmenti approdati in Iran, che ebbe una breve, ma significativa carriera politica. Divenne primo ministro dal 1951 al 1953 e appena nominato, mantenendo le sue promesse, fece smantellanre l'Anglo-Iranian Oil Company e costituì la National Iranian Oil Company. Occhio, perché qui sta il problema: questo ha nazionalizzato il petrolio togliendolo dalle mani inglesi e dandolo al suo paese!
Per tutta risposta la Gran Bretagna congelò i capitali iraniani che si trovavano in gran parte nelle sue banche, rafforzò la presenza militare nel Golfo Persico, attuò un blocco navale che impediva l'esportazione di petrolio e dispose un embargo commerciale. La questione fu portata all'attenzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Mossadeq si recò personalmente a New York per difendere il suo Paese e riportò una schiacciante vittoria diplomatica sull'Inghilterra. Copio e incollo da Wikipedia: “...dopo essere stato democraticamente eletto, ma fu deposto nel 1953 in seguito ad un colpo di stato sostenuto dai servizi segreti di Gran Bretagna e Stati Uniti, appoggiato anche dalla casa regnante dei Pahlavi, i quali si opponevano alla sua decisione di nazionalizzare la Anglo-Persian Oil Company".
"Winston Churchill – assolutamente determinato a difendere gli interessi britannici nel Paese vicino-orientale – denunciò agli Stati Uniti che Mossadeq non era in grado di gestire un Paese in preda al caos e che stava "progressivamente propendendo verso il comunismo". Non era vero, ma rimane il fatto che il leader iraniano aveva tolto la gallina dalle uova d'oro alla compagnia petrolifera inglese, ed ecco che: sotto la direzione di Kermit Roosevelt Jr., un esperto dirigente della Central Intelligence Agency (CIA) e nipote del presidente statunitense Theodore Roosevelt, la CIA e il britannico Secret Intelligence Service (SIS) organizzarono un'operazione coperta per deporre Mossadeq con l'aiuto delle forze armate leali allo shah. Il piano era etichettato come operazione Ajax, la cui esecuzione avvenne su autorizzazione firmata dello scià per costringere alle dimissioni dal suo posto di Primo ministro Mossadeq e sostituirlo con il generale Fażlollāh Zahedī: esso ricevette il consenso dei britannici e degli statunitensi. Sintesi, oggi ci dicono che gli iraniani sono dei poveri buzzurri, ma nel 1951 non lo erano affatto, il paese si stava modernizzando e voleva emulare noi europei (occidentali), peccato che per perseguire questo progetto abbiano deciso di nazionalizzare le risorse del proprio paese, togliendo il petrolio dalle grinfie degli inglesi. Non tutti gli inglesi, sono quelle poche decine che ne traevano immensi profitti.
I paladini della democrazia (gli occidentali) hanno così tolto dai giochi Mosaddeq andando, a perorare chi era favorevole alla gestione inglese del petrolio iraniano: e qui inizia il racconto di Pubble, l'inbannabile dal significativo titolo La testa del serpente, che riassumo a servizio del lettore. "Netanyahu esempio di democrazia e luce, (Israele) contro Khamenei, simbolo del male e dell’integralismo islamico, anti americano, anti isdraeliano", e, a detta di pubble, il nucleare è venduta come la questione principale, ma non è così, le ragioni sono molto più antiche, (non a caso la mia prefazione). Per Netanyahu Khamenei e la testa del serpente intendendo con ciò: “...la mente da cui partono strategia, ordini, finanziamenti… il fulcro organizzato di gruppi militari che si riversano contro Israele. Ali Khamenei è visto come lo snodo principale per interrompere la rete e porre fine al pericolo. Per gli israeliani gli Huthi (o, correntemente, anche Houthi, ovvero il gruppo armato dello Yemen, in prevalenza sciita zaydita, il gruppo annovera però anche dei sunniti) piuttosto che Hamas (quello dell’attentato del 7 ottobre), non vanno dimenticati gli Hezbollah lett. "Partito di Dio" che è un'organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista libanese fanno tutti riferimento al capo iraniano. Se in quel territorio l'emancipazione dal gioco inglese era stata avviata da Mohammad Mossadeq e si basava su principi laici, ora per liberarsi dalle interferenze ci si basa su ideali riconducibili alla fratellanza mussulmana. C'è da capire cosa sia successo dagli anni '60 ad oggi, perchè il racconto non è poi così lineare.
Oggi, per la visione occidentale e in particolar modo per Netanyahu, tutti i problemi e le sommosse del mondo araba fanno capo a Khamenei, recisa la testa del serpente, niente più veleno in quelle terre… Va detto che la visione religiosa di Khamenei è di stampo shiita, mentre la maggioranza del mondo arabo è sunnita. Tale questione è inerente all’ereditarietà del profeta Maometto (io sono laico e quindi mi taccio anche per non dir corbellerie). Resta il fatto che all’interno del mondo arabo questa differenza non è cosa di poco conto, e chi ha studiato i conflitti tra protestanti e cattolici, ne può intuire qualcosa….E' altresì un modo per dire che il mondo islamico ha in se profonde divisioni. Torniamo ad Ali Khamenei e a Pubble, che ci racconta che costui studiò teologia sotto l’influenza dell’Āyatollāh Ruḥollāh Khomeynī (inizi degli anni sessanta), quando il paese è in mano alla dinastia degli Reza Pahlavi. Nella mia introduzione avevo parlato di Mosaddeq e della modernizzazione del paese, cosa ci fa una monarchia a guida del paese?
Ce l'hanno fatto arrivare americani e israeliani, e la gestione a guida Reza Pahlavi, vista in occidente come un governo che da spazio alle donne e che favorisce la libertà, nei fatti è invece un governo dove si diffonde la povertà, dove si ampliano le forbici del benessere (pochi hanno sempre di più e molti hanno sempre di meno) e dove il dissenso è soppresso dai servizi segreti, la Savak, ben addestrata da C.I.A. e Mossad… Questo ci dice Pubble, ma la cosa non deve sorprendere il lettore: in quegli anni anche in Cile assistiamo alla stessa storia, i "buoni" ritengono Pinochet adeguato a difendere gli interessi economici occidentali e se costui si affida alla tortura per soprimere il dissenso…poco male. L'importante sono gli interessi economici dei grossi poteri finanziari che non devono essere toccati! Fatto salvo questo, ai "buoni" si perdona tutto.
Torniamo ad Ali Khamenei ed al 1963, quando nel nome della modernità, gli Reza Pahlavi emanano il libro bianco. dalla rete: Il "Libro Bianco" a cui ti riferisci è probabilmente la "Rivoluzione Bianca", un ambizioso programma di riforme lanciato dallo Scià di Persia, Mohammad Reza Pahlavi, nel 1963. Questo piano comprendeva una serie di modernizzazioni e riforme sociali ed economiche, tra cui la riforma agraria, la lotta contro l'analfabetismo, e il suffragio femminile. Khomeynī, di cui Khamenei è diventato il braccio destro, vede in questo libro bianco come un modo per sopprimere la spiritualità nel suo popolo e inveirà contro il Re pubblicamente, finendo arrestato assieme al suo uomo di fiducia: l’attuale leader iraniano. La realtà delle carceri è così conosciuta dai due religiosi, e se il più importante, Khomeynī, sarà esiliato, mentre Khamenei rimarrà in patria a tenere alta la fiammella dell’ideologia e della spiritualità. Traduzione di testi sacri, creazione di gruppi di lavoro con i giovani, e soprattutto mantenere contatti con l’esiliato Āyatollāh Khomeynī sarà la sua attività sino al 1979 quando le numerose rivolte tacitate col sangue e la povertà e la miseria arriverà ad un livello tale da rendere impossibile per i regnanti seguitare nella loro opera: milioni di persone invocano una nuova guida, e nasce la repubblica islamica dell’Iran.
Oggi si parla di dare dignità al popolo iraniano, andando a colpirli con i bombardamenti israeliani, ma la realtà è che dagli anni sesanta le interferenze verso l'Iran sono state numerose e questa realtà è anche frutto di tali interferenze. Riprendiamo ilo racconto per dire che alla morte di Khomeynī è Khamenei a sostituirlo con il benestare di quasi tutta la popolazione. Ma cos’è successo per i buoni che avevano addestrato la Savak? E’ successo che le trame occidentali fatte di ricchissimi intrecci economici, e non solo, con l'avvento degli Ayatollah, sono saltate, costoro non vogliono ingerenze esterne nel paese. A complicare la situazione vi è l’informazione che mi arriva da Istorica.it (rif. 5) che ci spiega negli anni 50, sotto la dinastia filo occidentale degli Reza Pahlavi, furono proprio gli Stati Uniti a stimolare l’avvio dell’energia nucleare in Iran, il progetto ha un nome: Atom for peace, l’obiettivo è contrastare l’influenza sovietica. Washington fornirà il primo reattore ed il combustibile all’uranio, si vuole fornire energia al paese.
La situazione è quindi assai contorta, come il lettore avrà intuito, e gli spazi di dialogo, se ci sono, sono ristrettissimi, non a caso Ali Khamenei parla di Grande Satana, riferendosi agli americani e di Piccolo Satana riferendosi ad Israele. Se la storia che ho cercato di riassumere (e semplificare), è contorta, fatta di nomi e episodi anche difficili da scrivere, la sua sintesi è, almeno per me, chiara: il capitalismo occidentale non vuole che le ricchezze del mondo arabo (leggi petrolio e gas naturale) vengono gestite autonomamente da chi abita in quei luoghi, ed ecco che a seconda dei casi si foraggia e si modificano gli assetti politici ora di una nazione ora dell’altra. La sentinella in quei territori è proprio Israele che, come ha recentemente detto il cancelliere tedesco Mertz “...sta facendo “il lavoro sporco per conto dell'Occidente”. Il lettore valuti come crede la questione, io direi che Israele fa il lavoro sporco che interessa ai grandi capitalisti occidentali, che, mi perdoni Pubble, sono la vera testa del serpente.
Chiunque ostacoli il flusso di denaro che deve sempre e solo andare a quel ristretto numero di conti correnti, posizionati in paradisi fiscali, è uno stato canaglia, sia esso Cuba, il Venezuela, la Russia e via discorrendo. Il vero problema è che in Iran, a parte la parentesi dei “buoni” Reza Pahlavi, (talmente buoni che gli iraniani sono insorti), la National Iranian Oil Company (NIOC) è posseduta dal governo iraniano risultando (fonte wikipedia) la terza al mondo per produzione totale di petrolio e gas, dopo Aramco (Arabia Saudita) e Gazprom (Russia). In Iran ci sono le terze riserve più copiose al mondo di petrolio e le seconde per il gas. Tutto ciò, ripeto, non è gestito dalla gente di Davos. Chi si preoccupa dei veli e dei diritti delle donne, ha compreso poco, a mio avviso, del problema iraniano.
Ultima sfumatura, la principale economia mondiale, quella cinese, è tra chi beneficia del petrolio degli Ayatollah… Questi bombardamenti ed il cambio di regime invocato da molti, potrebbero disturbare il colosso cinese che al momento osserva silente, ma la corda inizia a tirarsi… Spero esser stato utile.
Mirco Venzo, Treviso 21/06/2025 #qzone,it
rif. 1 https://www.youthttpsube.com/watch?v=6yJ7HpILtLY
rif. 2 https://www.youtube.com/watch?v=5WI8ZCA9NK0 (minuto 34)
rif. 3 https://it.wikipedia.org/wiki/Iran#Ricorrenze_nazionali
rif. 4 https://it.wikipedia.org/wiki/Mohammad_Mossadeq
rif. 5 facebook.com/reel/1028953076099397