Sono rimasto molto colpito della diffida inviata da Pietro Mattei, nipote di Enrico Mattei, alla Presidenza del Consiglio in cui si chiede di “togliere il cognome Mattei dal "Piano" per l'Africa”. La mia fonte (rif. 1) segue così: “...secondo l'erede l'azione del governo con il Piano sarebbe "in totale antitesi" con l'eredità di Enrico Mattei e l'uso del suo nome è "finalizzato a scopi di propaganda". Se non sarà rispettata la diffida, il nipote ha annunciato azioni legali in sede civile e penale”. Ciò accadeva un mese fa, ovvero il 27 marzo (2026). Ieri si è celabrata La festa della liberazione, "liberazione" che se da un lato ci sciolse dal cappio nazi-fascista, dall’altro ci ha consegnato nelle mani dei potentati anglo-americani, (rif. 2) come le molteplici basi americane presenti in Italia ci ricordano. Diamo la parola alla IA: “In Italia sono presenti oltre 120
infrastrutture militari, tra basi ufficiali, scali, depositi (come Camp Darby) e torri radar, con circa 13.000 militari americani. Le principali basi includono Aviano (PN), Sigonella (CT), Vicenza e Gaeta (LT)”. Oltre a ciò la recente storia dell'Italia pare a me la storia di un paese colonizzato, non solo dagli Stati Uniti, ma anche dalla UE, ricordo a chi mi legge, che in questi giorni ci stanno bacchettando perchè si vuole sforare il patto di stabilità, sancito dai trattati. Alla luce di tutto ciò, grazie all'iniziativa del nipote Pietro, ritengo utile ricordare chi fu Enrico Mattei.
Do la parola a wikipedia (rif. 3)
“...Durante la seconda guerra mondiale prese parte alla Resistenza, divenendone una figura di primo piano e rappresentandone la componente "bianca" in seno al CLNAI”. Insomma, Enrico Mattei fu un partigiano molto apprezzato, ma non fu l’unica battaglia combattuta da questo grande uomo italiano, che aveva anche un ulteriore obiettivo: combattere la povertà in Italia. A riguardo vi è un racconto narrato dallo stesso Mattei che ricorre spesso e val la pena riportarlo anche qui: «Una ventina di anni fa ero un buon cacciatore e andavo molto spesso a caccia. Avevo due cani, un bracco tedesco e un setter, e, cominciando all'alba e finendo a sera, su e giù per i canaloni, i cani erano stanchissimi. Ritornando a casa dai contadini, la prima cosa che facevamo era dare da mangiare ai cani e gli veniva dato un catino di zuppa, che forse bastava per cinque.
Una volta vidi entrare un piccolo gattino, così magro, affamato, debole. Aveva una gran paura, e si avvicinò piano piano. Guardò ancora i cani, fece un miagolio e appoggiò una zampina al bordo del catino.
Il bracco tedesco gli dette un colpo lanciando il gattino a tre o quattro metri, con la spina dorsale rotta. Questo episodio mi fece molta impressione. Ecco, noi siamo stati il gattino, per i primi anni…» (Enrico Mattei, 23 marzo 1961). La zuppa bastava per cinque, ci dice il narratore, ma l'ingordigia, l'avidità di chi aveva il potere, fece del male al piccolo gattino e noi siamo (Italia fine II guerra mondiale) il piccolo gattino.
Che cosa fece Mattei per far crescere il gattino Italia? Ridiamo la parola a Wikipedia “Nel 1945 fu nominato commissario liquidatore dell'Agip, che era stata creata nel 1926 dal regime fascista. Invece di seguire le istruzioni del Governo, Mattei riorganizzò l'azienda, fondando nel 1953 l'Ente Nazionale Idrocarburi (ENI), di cui l'Agip divenne la struttura portante. Sotto la sua guida, l'ENI diventò una multinazionale del petrolio, protagonista del miracolo economico postbellico”. “Sotto la sua presidenza, l'ENI negoziò rilevanti concessioni petrolifere in Medio Oriente e un importante accordo commerciale con l'Unione Sovietica. Queste iniziative contribuirono a rompere l'oligopolio delle Sette sorelle che allora dominavano l'industria petrolifera mondiale. Mattei introdusse inoltre il principio per il quale i Paesi proprietari delle riserve dovevano ricevere il 75% dei profitti derivanti dallo sfruttamento dei giacimenti”.
E' ora il momento di proporre un altro estratto dalla voce di Enrico Mattei, anche molto significativo: "Io l'anno scorso (non so l'anno, ma conta poco), nel mese di dicembre, fui chiamato ad incontrarmi co uno dei sette grandi (Mattei allude ad una delle sette sorelle, le principali compagnie petrolifere monopolizzatrici del mercato) uno dei più grandi; hanno un bilancio che è quasi pari al bilancio dello stato italiano. Era Montecarlo e tutta la collaborazione riguardava l'Italia. Dovevo tener su i prezzi, avremmo guadagnato tutti di più. E' proprio il contrario di quello che devo fare io che sono l'esponente dell'azienda di Stato, io devo cercare di portare al consumatore tutto quello che è possibile (il consumatore sono tutti gli italiani ndr). Io dissi: "Sa, in Italia credo abbiate finito di fare la politica Vostra, perchè da adesso in avanti la faremo noi!" Lo spezzone segue trattando di questioni legate alla Tunisia, per cui nord Africa, territori legati alla Francia, dove i due rappresentanti non trovarono un accordo".- rif. 4
E’ giunto il momento di fare un riassunto per comprendere la ragione per cui sono grato al nipote di Enrico Mattei. Mattei, che fu un partigiano, non cambattè solo il nazi fascismo, ma una volta liberata l’Italia, si attivò per combattere la povertà, ed a riguardo riteneva che un paese per crescere avesse bisogno di risorse energetiche a prezzi convenienti. Le cercò ovunque, allacciando relazioni commerciali che favorissero non solo la sua azienda e l'Italia, ma anche la controparte, ivi inclusi gli abitanti di coloro che avvicinava. Tra le nazioni con cui stinse relazioni importanti (tanto da far venire l’orticaria ai potentati anglo americani e francesi) annoveriamo i paesi mussulmani, non li cito per brevità, ma annoto che tra essi c'erano la Persia oltre, in altra area oggi sugli scudi, l’allora Unione Sovietica. Nell'estratto del rif. 4 è spiegato chiaramente che l'obiettivo dell'azienda di Stato è tenere bassi i prezzi, non puntando agli alti profitti, perchè questo danneggia tutti gli altri italiani. Enrico Mattei ci spiega perchè oggi il nostro paese è in crisi, le aziende privatizzate (quelle dalla sua ENI, ma le autostrade, le banche, la telefonia nl'acqua...) mirano ad aumentare i loro profitti, che altro non sono se non costi "gonfiati" per il resto degli operatori del sistema. Sono costi che paghiamo noi! La UE, che noi seguiamo pedissequamente, ha come obiettivo e ricetta per tutti i mali, le "privatizzazioni", dove quegli stranieri che Mattei voleva tenere fuori dalle scelte politico economiche italiane, impongono il loro volere, finalizzato a massimizzare il loro profitto!
Oggi chi si dichiara nazionalista, alludo alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, erede di quel passato fascista che proprio in nome del nazionalismo fece nascere l’AGIP nel 1926, si schiera a favore dell’Ucraina, (e quindi della UE) facendoci perdere l’opportunità di riallacciare i rapporti con la Russia permettendoci di tenere bassi i prezzi del gas, e si schiera con Israele, rendendoci ostili all’Iran e a molti abitanti del mondo arabo, complicandoci e rendendo costoso l'approvigionamento del petrolio, in ossequio ai voleri USA, a danno dei cittadini e delle imprese italiane. In definitiva si parla di "Piano Mattei", ma l’azione internazionale posta in essere da questo Governo, pare a chi scrive, come detto dal Sig. Pietro, l’esatto contrario a quanto posto in essere dal grande italiano morto. Ed è anche giusto ricordare che se Enrico Mattei è morto, è molto probabile che i mandanti siano stranieri, guarda caso forse proprio una delle nazioni con cui stiamo collaborando. E già perchè mentre la nostra Primo Ministro si sta zerbinando ai piedi di Stati Uniti e Unione Europea, (non si vuole qui commentare la sua scelta politica, giusta o sbagliata che sia) precludendo le risorse energetiche basilari a quel poco che rimane della nostra industria, la vita di Mattei testimonia di non essersi mai piegato di fronte a nessuno, per dignità personale, per dare dignità e prestigio alla sua patria, e soprattutto per poter meglio curare l’interesse dei suoi concittadini: gli zerbini non sono abili negoziatori!
La storia (e basta leggere un sito manco tanto specifico qual’è wikipedia) racconta che Mattei riuscì nel suo intentò, l’Italia per decenni ebbe le risorse utili per divenire una delle prime cinque industrie al mondo, e grazie alle sue relazioni internazionali, il nostro paese ebbe importanti rapporti con tutto il mondo islamico, pur essendo noi un paese marchiatamente cattolico. Mi chiedo: oggi possiamo dire lo stesso? La Russia sta apprezzando le posizioni del nostro governo? Ho dei dubbi. L'interesse delle nostre aziende, è tutelato? Ho delle certezze: certo che no! Tornando alla storia di Mattei ed alla sua azione è appurato che ciò non piacque ai grandi potentati stranieri che ne decretarono l’assassinio. Non so, oggi che scrivo, se l’ordine di omicidio partì dalla Francia, dagli Stati Uniti o dall’Inghilterra, differenti fonti le indicano tutte come possibili. Una cosa è certa, l’uso di amazzare chi disturba gli interessi petroliferi delle multinazionali americane, (o di rimuoverlo con la forza, come dimostrato dal rapimento del venezuelano Maduro - rif. 5), è oggi dichiarato senza peli sulla lingua, e ricordare Ali Khamenei e le sofferenze che stanno patendo oggi gli iraniani, mi pare doveroso. Mattei lottò contro la povertà non solo degli italiani, ma anche degli abitanti dei paesi con cui allacciava relazioni, affiancarlo oggi alla Meloni (che seguita a sostenere Israele) alle 5 Stelle o al PD (che resero Draghi, uno di coloro che si attivò per togliere allo Stato L’ENI e che armò l’Ucraina contro la Russia) è ledere la memoria di Enrico, che nacque il 29 aprile del 1906 (tra tre giorni celebriamo la sua nascita).
La libertà ci fu consegnata dai partigiani, cui Enrico Mattei era parte, ma fu accompagnata da benessere diffuso anche per il coraggio che alcuni uomini, tra cui ancora lo stesso Mattei, seppero porre sul campo per tutelare gli interessi di noi tutti. Mattei pagò con la vita la sua scelta, e bene, molto bene fa il nipote Pietro, a smarcarlo da chi usa il suo nome per farsi “bello”. In definitiva a ridosso di questo 25 aprile 2026 in cui non so di che liberazioni si debba festeggiare, sento di dover esternare la mia gratitudine non solo al fu Enrico, ma anche a suo nipote Pietro.
Mirco Venzo, Treviso 26 aprile 2026 #qzone.it
rif. 1 https://www.rainews.it/articoli/2026/04/gli-eredi-di-mattei-diffidano-il-governo-non-usi-il-suo-cognome-per-il-piano-9e97578d-da87-4fa1-a591-0b2c7d675211.html
rif. 2 https://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/644-25-aprile-2020
rif. 3 https://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Mattei
rif. 4 https://youtube.com/shorts/8Zj198wlrqA?is=PQZ-rLQlKMWgaEKW
rif. 5 https://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/1125-sequestrato-maduro-un-ennesima-dimostrazione-dei-valori-occidentali