Hezbollah (che significa "Partito di Dio") è un potente movimento politico e paramilitare islamico sciita libanese, fondato nel 1982 con il supporto dell'Iran. (rif. 1) Spesso definito uno "stato nello stato", è diventato un attore centrale e dominante non solo in Libano, ma nell'intera geopolitica del Medio Oriente. Le Tre Anime del Movimento - Il gruppo non si limita a essere un'organizzazione armata, ma opera su più fronti: Braccio militare: Dispone di un arsenale e di milizie addestrate. Storicamente ha condotto attacchi terroristici ed è attualmente protagonista di scontri e conflitti contro Israele. Partito Politico: Ha una forte rappresentanza in Parlamento e nel governo libanese. Welfare e Servizi: Gestisce una vasta rete di assistenza sociale che include scuole, ospedali, banche e programmi di sostegno dedicati alla comunità sciita. A causa della sua storia e delle sue azioni, Hezbollah è classificato come organizzazione terroristica da diversi governi occidentali (inclusi gli Stati Uniti e vari Paesi europei). Altri Stati distinguono invece tra l'ala politica e quella militare,
oppure riconoscono l'organizzazione come un legittimo attore politico regionale. L'Iran resta il suo principale sponsor economico, politico e militare. Il movimento è nato all'inizio degli anni '80, durante la sanguinosa guerra civile libanese. Il pretesto scatenante è stato l'intervento e l'invasione nel Libano meridionale da parte di Israele nel 1982. Ispirato dalla rivoluzione islamica iraniana del 1979, Hezbollah è stato strutturato per opporsi alle ingerenze occidentali (e in particolare a Israele) e per tutelare la consistente minoranza sciita libanese.
L’interessante introduzione sopra proposta è recuperata da Google, e ora l’intervista proposta da Porta a porta al leader degli Hezbollah Hussein Hajj Hassan, uno dei fondatori del movimento armato libanese. L’intervista è del 7/5/2026 (rif. 2). La mia sintesi del suo intervento è questa: “Non esiste una separazione tra l’ala politica e quella militare, ci sono due ali e le teniamo unite. Pochi giorni fa un mio caro amico è stato martirizzato, era un professore universitario di sociologia ed economia, ma si è sacrificato sul campo di battaglia. Siamo tutti un solo partito: il partito di Dio”.
- Una parte del mondo chiede al vostro partito di disarmare l’ala militare, senza toccare quella politica.- “Il Libano è soggetto ad aggressione israeliana dal 1947. La resistenza è un diritto sancito dai trattati internazionali. Pochi mesi fa Netanyahu ha mostrato una mappa della Grande Israele; quella mappa comprendeva il Libano. Non è stato fatto da un attivista israeliano o da un rabbino, lo ha fatto il Primo Ministro! Come possiamo accettare una cosa del genere?
- Il problema è Netanyahu o se ci fosse un altro leader i rapporti tra Libano e Israele sarebbero diversi? - "La storia di Israele dimostra che non è un problema del leader, è il progetto stesso. Se controllate nella Costituzione Israeliana vedrete che non ci sono i confini… Vi sembra logico per uno stato non avere dei confini"?
Ho interrogato google a riguardo. Ecco la risposta:
Sì, è vero. Non esiste un singolo documento ufficiale paragonabile alla Costituzione italiana che contenga una definizione dei confini dello Stato.
La particolarità dell'ordinamento israeliano si articola in questi punti chiave:
-. Assenza di una costituzione formale: Israele è uno dei pochi Paesi al mondo a non avere una costituzione scritta e codificata. Il suo sistema si basa su una serie di Leggi Fondamentali (Basic Laws) e su una democrazia parlamentare.
-. Nessun confine dichiarato: Storicamente, al momento della fondazione dello Stato nel 1948, i leader guidati da David Ben-Gurion scelsero deliberatamente di non fissare confini definiti nel testo della Dichiarazione di Indipendenza, lasciando "ambiguità strategica" sulla futura estensione del territorio.
.- Situazione dei confini attuale: I confini ufficiali e riconosciuti a livello internazionale sono attualmente solo due: quello con l'Egitto (stabilito dagli accordi di pace del 1979) e con la Giordania (definito dal trattato di pace del 1994). I confini con Siria, Libano e i territori palestinesi rimangono invece oggetto di contesa e non sono mai stati formalizzati permanentemente come confini statali riconosciuti dall'ONU
Riprendo ad ascoltare Hussein Hajj Hassan: "Mi lasci dire chiaramente che noi non siamo contrari alla popolazione ebraica, non è mai stato un problema di religione! Il problema è la nascita dello stato sionista nel 1947! L’intero occidente è stato molto risoluto sull’esistenza di Israele, ma non sulla Palestina”.
Il Libano conta circa 5,9 milioni di abitanti
Un terzo circa sono mussulmani sciiti, un terzo circa sono mussulmani sunniti e un terzo circa sono di fede cattolica. Nel complesso le religioni ufficialmente riconosciute sono 18.
La popolazione in Palestina ammonta a circa 5,7 milioni di abitanti nel 2026, di cui circa 3,3 milioni vivono in Cisgiordania e 2,4 milioni nella Striscia di Gaza. Ambedue i territori sono inclusi nel progetto biblico della Grande Israele. se procede il progetto, la storia di quelle popolazioni sono segnate, sempre che non si fermi Israele, il problema è che questo stato ha il sostegno, non solo degli U.S.A., ma di tutto l’occidente.
Riprendiamo con l’intervista.
- Qualcosa sta cambiando rispetto al passato? - “Faccio una semplice domanda: il mondo intero sta facendo pressione sull’Iran affinché non abbia un arma nucleare. Non ce l’hanno, non ce prova che esista e lo dicono chiaramente che neanche la vogliono. Israele ha 250 bombe atomiche, il mondo però non punisce Israele, ma punisce l’Iran? E’ giusto?”
Netanyahu ha affermato che tutti i membri di Hezbollah sono dei bersagli, anche i politici, lei teme per la sua vita? - “No, conosciamo le dichiarazioni di Netanyahu, ma non lasceremo il campo di battaglia. Se Dio ordinerà che la nostra vita debba finire, vuol dire che deve finire! E se finiremo come martiri nelle mani del nemico sionista, allora che sia…E’ il nostro desiderio più grande! Saremo come ogni bambino, o donna o uomo o combattente che è stato martirizzato per mano del nemico sionista".
Il Libano ha bisogno per forza di hezbollah? - “Noi abbiamo dei problemi: le istituzioni sono totalmente soggette agli Stati Uniti e gli americani ci impediscono di combattere contro l’aggressore. Le decisioni di politica interna: l’America vuol dare le armi solo per combattere gli Hezbollah, ma non per difenderci da Israele".
Per voi Israele ha il diritto di esistere? - "Credo sia più importante il diritto dei palestinesi di avere uno stato, prima ancora di chiederci del diritto di Israele. Mi perdoni, ma con un intero popolo che viene spazzato via e perde la sua terra, e un altro popolo che prende il suo posto, venite a chiedermi del diritto di esistere del secondo popolo. E il primo popolo, non ha diritto di esistere? Israele ha una legge che dice di essere uno stato ebraico, ma hanno anche una legge che preclude uno stato ai Palestinesi, poi c’è quella mappa della Grande Israele. E il resto del mondo che fa? Niente! In particolare l’Europa"!
Onestamente non è vero che l’occidente non fa niente: copio e incollo dalla rete: “All'Iran sono state applicate centinaia di sanzioni individuali e diversi pacchetti di sanzioni globali da parte degli Stati Uniti, dell'Unione Europea e delle Nazioni Unite, in vigore ininterrottamente da oltre 40 anni e periodicamente aggiornate”. Per contro : “Non esiste un numero totale univoco di sanzioni applicate a Israele, poiché queste non vengono applicate come un blocco unico statale, ma sono il risultato di misure mirate, progressive e spesso unilaterali da parte di singoli governi e organizzazioni internazionali”. Tutto ciò quando sappiamo che le bombe israeliane non sono neppure ufficialmente dichiarate, e sappiamo che i soldati dell'esercito regolare israeliano stanno sterminando i civili nel Libano e nella Palestina, come sostiene il rappresentante degli hezbollah con l’accondiscendenza degli occidentali, degli europei e dell’Italia degli ultimi governi (ovvero da quelli nati dopo l’Unione Europea; prima la politica italiana cercava di aver rapporti sia con il mondo arabo, che con quello israeliano). Come giustamente ha ricordato l’intervistato è Israele ad avere le testate nucleari mai dichiarate, ed è sempre Israele ad invadere i confini altrui, almeno da decenni a questa, eppure il mondo si accanisce contro i paesi arabi. Il problema è che Israele è lo strumento mezzo cui alcune multinazionali occidentali possano trarre beneficio dal petrolio islamico, almeno così è stato in passato; oggi non esistono solo quelle entità economiche, ma altri attori stanno entrando nel gioco (i BRICS con la Cina e la Russia in testa). Degli ri-equilibri sono in atto e la partita è molto aperta. Mi pongo una domanda: com’è che un programma come "Porta a Porta" propone un’intervista così interessante “ad un nemico dell’occidente”? Forse davvero qualcosa sta per accadere, e la comparsa di una simile intervista in RAI ne è una conferma..
Mirco Venzo, Treviso 16/05/2026 #qzone.it
Rif. 1 https://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/1083-la-testa-del-serpente
Rif. 2 https://www.youtube.com/watch?v=gYkRO_MKR8o