Questo articolo prende spunto da una notizia apparsa su facebook, che vede come protagonista il cestista americano Charlie Yelverton, (rif. 1 - New York, 5 dicembre 1948). Partiamo da lontano (rif. 1): Esiodo – Le opere e i giorni – VIII sec. a.C.) : “Non nutro più alcuna speranza per il futuro del nostro popolo, se deve dipendere dalla gioventù superficiale d’oggi, perché questa gioventù è senza dubbio insopportabile, irriguardosa e saputa. Quando ero ancora giovane mi sono state
insegnate le buone maniere ed il rispetto per i genitori: la gioventù d’oggi invece vuole sempre dire la sua ed è sfacciata.”
Platone - Repubblica – IV sec. a. C.) “Oggi il padre teme i figli. I figli si credono uguali al padre e non hanno né rispetto né stima per i genitori. Ciò che essi vogliono è essere liberi. Il professore ha paura degli allievi, gli allievi insultano i professori; i giovani esigono immediatamente il posto degli anziani; gli anziani, per non apparire retrogradi o dispotici, acconsentono a tale cedimento e, a corona di tutto, in nome della libertà e dell’uguaglianza, si reclama la libertà dei sessi.” Ed ancora, sempre Platone da La Repubblica: “Hanno portato i giovani a non cercare altro che il lusso e l'ozio, sia fisico sia morale, li hanno resi molli e pigri, incapaci di resistere ai dolori e ai piaceri”
E veniamo a Charlie Yelverton che fu uno dei miei miti quand’ero giovane e godevo delle partite di basket. La squadra che più mi affascinava era la squadra di Varese vincitrice tra l’altro di varie coppe dei campioni, tra gli atleti che mi emozionarono cito alla rinfusa: Dino Meneghin, Aldo Ossola, Bob Morse, ed eccoci: Charlie Yelverton…
Di quest’ultimo mi esaltava l’abilità come giocatore, non sapevo che, copio e incollo da wikipedia : “...Venne scelto dai Portland Trail Blazers come ottava scelta del secondo giro, nel draft NBA 1971. Ma la sua esperienza nel massimo campionato fu breve, in quanto, aderendo alla protesta nera, prima di una partita, si rifiutò di alzarsi al momento dell'inno. Venne subito cacciato e per sbarcare il lunario si adattò a lavori modesti come il guidatore di taxi.
Dopo una breve esperienza in Grecia (da altra fonte scopro che se ne andò via perchè in Grecia arrivò la dittatura militare dei colonnelli ndr) approdò in Italia e fu acquistato dall'Ignis Varese, grazie all'allenatore Sandro Gamba che vedeva in lui l'erede di Manuel Raga. Nella stagione 1974-75 fu impiegato come "straniero di coppa" in quanto all'epoca in campionato era consentito l'utilizzo di un solo giocatore (e quello era Bob Morse nrd) proveniente da federazione estera. Grazie al suo contributo Varese vinse la sua terza Coppa dei Campioni." (rif. 1)
La società che più contesto è quella americana! Eppure quella società seppe produrre un Charlie Yelverton, amante del basket come lo può essere solo un negro di New York, che seppe rinunciare ad una carriera nella NBA per coerenza con i suoi principi. Già prima Cassius Clay che poi divenne Muhammad Ali aveva scosso il mondo con un gesto simile (rif. 2). I giovani non sanno fare sacrifici, dicevano gli antichi, qui anniamo giovani della società che meno mi sta simpatic, che hanno sacrificato tutto per dei valori. E' storia!
Per non parlare poi di Tommie Smith e John Carlos che con il loro pungo alzato guantato di nero, riuscirono ad ammutolire chi stava cantando l’inno americano (rif. 3) alle olimpiadi di Messico 1968. A dirlo fu il terzo atleta che stava a fianco di loro nel podio, l’australiano Peter Norman. Recentemente ho scritto su Aaron Bushnell (rif. 4) che è arrivato a socrificare la propria vita come gesto di ribellione contro le politiche del suo paese in Palestina. Ed è ora il momento di interrompere le elencazioni.
Giovani di valore ce ne sono e sempre ce ne saranno, contrariamente a quanto affermano i grandi padri della filosofia greca, la domanda da porsi è: come fare a convogliare queste energie in modo adeguato? E soprattutto, come stabilire quale sia la cosa adeguata?
Recentemente ho vissuto un fenomeno storico di portata mondiale, le restrizioni imposte per educare la popolazione con la scusa del covid 19. Un circa 10% di miei concittadini hanno dovuto sopportare soprusi incostituzionali (oltre che stupidi), tra essi molti erano giovani. Com’è che quei milioni di attivisti, (giovani o meno) cui la storia sta dando ragione, (vedi nota) non sono riusciti a far saltare il banco italiano o peggio quello del baraccone europeo? Com’è che la Von der Leyen condannata dalla corte UE per la poca trasparenza sui vaccini è ancora al volante del carrozzone Europeo? (rif. 5)
Costruire valide alternative politiche non è cosa facile e i gesti eclatanti dei vari nomi sopra citati non paiono utili per cambiare la situazione generale. Con le mie considerazioni mi fermerei qui.
Mirco Venzo, Treviso 06/09/2024 #qzone.it
rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Charlie_Yelverton
rif. 2 https://www.qzone.it/index.php/articoli-venzo-mirco/30-e-morto-muhammad-ali
rif. 3 https://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/572-un-bianco-di-valore
rif. 4 https://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/981-aaron-bushnell-io-ti-ricordo
rif. 5 https://www.ilmessaggero.it/mondo/von_der_leyen_covid_vaccini_condanna_cosa_e_successo-8246969.html e anche https://www.lastampa.it/politica/2024/07/17/news/von_der_leyen_condannata-14484323/
Nota: "A tre anni e mezzo di distanza dall’avvio delle campagne vaccinali contro il Covid-19, arriva anche l’ammissione dell’Agenzia italiana del farmaco italiana (AIFA): nessuno dei vaccini anti-Covid approvati e distribuiti in Italia è in grado di prevenire il contagio e quindi la diffusione del virus. L’AIFA lo ha messo nero su bianco in una risposta inviata all’associazione Arbitrium PSG" fonte : rif https://www.lindipendente.online/2024/08/19/covid-ora-lo-ammette-anche-laifa-i-vaccini-non-hanno-mai-impedito-il-contagio/