E’ da poco terminato il 25 aprile con tutta una serie di inutili polemiche sulla presunta liberazione dell’Italia, nessuno ha colto la coincidenza numerica per parlare di ciò che è accaduto nel febbraio di quest’anno. Lo farò io. 25 (ecco il numero che ricorre) febbraio 2024: su di un profilo facebook un americano qualsiasi scrive: “Molti di noi amano chiedersi: ‘Cosa avrei fatto se fossi stato vivo durante la schiavitù? O durante le leggi Jim Crow degli stati del Sud? O l’apartheid? Cosa farei se il mio paese stesse commettendo un
genocidio?’ La risposta è: quello che stai facendo. Proprio adesso”.
Nel pomeriggio di quello stesso giorno (h 13,00 locali) questo giovane militare di venticinque anni, studiato, (era un informatico in forza all’esercito americano), davanti all’ambasciata israeliana di Washington si cospargerà di liquido infiammabile e si darà fuoco in diretta streming. Ecco che cosa afferma mentre sta per spegnersi: “Il mio nome è Aaron Bushnell: sono un membro in servizio attivo dell’aeronautica degli Stati Uniti e non sarò più complice del genocidio. Sto per intraprendere un atto di protesta estremo, ma rispetto a ciò che la gente ha vissuto in Palestina per mano dei loro colonizzatori, non è affatto estremo. Questo è ciò che la nostra classe dirigente ha deciso che sarà normale”. rif. 1a / 1b
Oggi che scrivo il nome di Aaron Bushnell resta sconosciuto ai più, i bombardamenti sui civili inermi di Gaza, seguitano indisturbati mentre uomini prestigiosi all’interno dell’apparato burocratico UE parlano di creare un comune esercito europeo, per fomentare il rischio di una guerra atomica contro la Russia, nel quasi totale silenzio dei media che stanno ciarlando come oche sul 25 aprile, presunta festa di liberazione italiana. Non dirò la mia sul 25 aprile italiano, ma voglio parlare della libertà e dei suoi eroi.
Il primo nome cui pensavo fino a poche settimane fa, quando si parlava di sacrificio per la libertà, era quello di Jan Palach! (rif. 2) Jan era un cecoslovacco, che nel cuore di Praga, si diede fuoco per protestare contro l'invasione dell’armata rossa. L’unione sovietica, per reprimere i venti di riforme che i cecoslovacchi stavano cercando di realizzare allo scopo di rendere più vivibile il loro paese, inviò l’esercito, con tanto di carri armati. Decenni a seguire da quel 16 gennaio 1968, se chiedevi ad un passante a caso in Piazza San Venceslao chi fosse Jan Palach, o in quale punto della spianata si fosse arso, la gente non avrebbe saputo risponderti. (Questo accadde a dei miei amici che visitarono quel luogo prima che il muro di Berlino fosse abattuto: è per tanto una testimonianza diretta, che vale per quel che vale). Il sistema comunista (dittatoriale) aveva tentato di cancellare quel nome dalla storia. Mentre nel paese per cui Jan aveva sacrificato la sua vita il suo nome era avvolto nell’oblio, nel resto del mondo Jan Palach rappresentava un mito, l’emblema di chi si sacrifica per la libertà, di chi ha degli ideali. Francesco Guccini, tra gli altri, contribuirà a rendere immortale questo giovane studente ceco dedicandogli una canzone: La primavera di Praga.
Noto che al pari di Palach, nel mondo occidentale, di Aaron Bushnell non se ne parla. Aaron è trattato al pari dei molti suicidi che accadono, e non si vuole riconoscere lui la forza del messaggio politico che ha voluto lasciare. In poche parole si sta cercando di cancellare proprio quel urlo disumano che questo ragazzo ha cercato di lanciare, per permettere a noi, ed alla nostra società, di rimanere umana. Tra i pochi articoli recuperati in rete che ho trovato, pare certo trattarsi di un gesto deliberato, ragionato, un gesto perfettamente assimilabile a quello del suo antesignano, ed è proprio su questo parallelismo che mi trovo a riflettere e, da pensatore libero, mi chiedo: "Com’è che la filosofia che si auto definisce portatrice di civiltà e democrazia vuole cancellare un gesto tanto forte e per nulla banale?" A Gaza seguitano anche ora che scrivo, a morire dei civili innocenti e la maggior parte di essi sono donne e bambini!
Nel contempo in quella che è definita "la culla della democrazia", gli Stati Uniti, le manifestazioni degli studenti che protestano contro le politiche di Netanyahu, sono represse con la forza. Quel grido “Free Palestine!” proferito ripetutamente da Aaron, mentre stava bruciando, non deve diffondersi, e per far ciò si cancella dalla storia il nome di quel militare statunitense, e si cacciano a forza gli studenti delle piazze dove protestano tranquillamente ripetendo quello stesso slogan. Più di 2000 arrestati! (rif. 3) ma i dati andrebbero aggiornati di ora in ora perché nel mondo (e in Italia pure) queste manifestazioni dilagano a macchia d’olio, sottaciute e screditate dai nostri media. Mentre i manifestanti sessantottini contro la guerra in Vietnam erano visti come eroi, questi sono “ragazzi che non hanno voglia di far nulla di buono”! Un doppiopesismo che deve far riflettere!
Qualcuno vede delle affinità per come i media sovietici e cecoslovacchi ai tempi di Palach trattarono la morte del giovane e come oggi i nostri media, quelli che oscurano le vicissitudini di Julian Assange ma che nel contempo esaltano la manifestazione (a forze politiche congiunte) in memoria del nazista dichiarato Alexei Navalny? Ci accorgiamo che la propaganda occidentale sta riservando l’identico trattamento che russi e cechi riservarono all'epoca a Jan Palach al nostro "eroe" contemporaneo Aaron? - Devo qui fare una precisazione, lo considero un eroe, ma invido i lettori a non emulare un simile gesto perchè tanto eroismo è risultato inutile ad oggi che scrivo!
Ogni 27 gennaio assistiamo alla commemorazione del genocidio ebreo perpretato dei nazisti e ricostruiamo quanto complicato fu quel teribile fatto storico, dove non v’era solo un pazzo scatenato a tirare le fila, (Adolf Hitler) ma tutta una serie di collaborazioni, di silenzi, di propaganda che fecero in modo che milioni di persone morissero nel silenzio generale, mentre la popolazione tedesca voltava la testa dall'altra parte. Oggi assistiamo a qualcosa di simile, questo è quanto affermo con questo mia articolo! A me gli americani da un po' risultano antipatici, sarà che studiando mi sono spostato dal lato dei pellirosse e non più dei cowboy. Se però mi chiedete il nome di un americano che stimo, oggi non ho dubbi, Aaron Bushnell è la risposta!
Mirco Venzo, 08/05/2024 #qzone.it
Post Scriptum: So che una ragazza ha compiuto qualcosa di simile a dicembre, davanti al consolato israeliano di Atlanta.
Non riesco a darvi maggiori informazioni perché in rete non riesco a far uscire la notizia (o qualche riferimento per poterla ricordare). Non so dirvi se questa lacuna dipende dalla mia scarsa capacità di muovermi nella rete o se è la rete che sa come occultare ai più, le notizie scomode.
Tutto ciò che so è legato al video del rif. 4
rif. 1a https://www.radiopopolare.it/la-storia-di-aaron-bushnell/
rif. 1b https://it.euronews.com/2024/02/26/usa-soldato-si-da-fuoco-allambasciata-di-israele-muore-in-protesta-per-gaza
rif. 2 https://it.wikipedia.org/wiki/Jan_Palach
rif. 3 https://www.rainews.it/articoli/2024/05/le-proteste-universitarie-pro-gaza-dilagano-dagli-stati-uniti-alleuropa-alloceania-03559e37-ca42-4f43-b394-8d4f3ab951c5.html
rif. 4 https://www.youtube.com/watch?v=L3pfYYXBOog