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20260507 VM piggy banksNel 2005 esce un film in DVD a firma di Morgan J. Freeman; da quel che ho compreso non è una produzione per le sale cinematografiche, e forse per questo in rete c’è molto poco, quasi nulla. Il titolo indicato in youtube dove l’ho visto (rif. 1) è Born Killers, tuttavia con questo titolo nel web esce un lavoro di Oliver Stone, tutto ciò mi convince che Piggy Banks è il corretto modo con cui devo intitolare questa recensione, anche perchè, il vocabolo in americano da un giusto riassunto all’opera. Il piggy banks è il porcellino salvadanaio dove c’è la fessura per inserire le monetine che cadono nella pancia del manufatto e, quando questa è piena, si rompe il maialino di terracotta/porcellana per contare il gruzzoletto accumulato.

La trama del film Piggy banks narra di un padre (interpretato da Tom Sizemore) il quale spiega ai due figli, John (interpretato da Jake Muxworthy) e Michael (Gabriel Mann), che quando c’è bisogno di denaro basta trovare chi te lo dia, la stessa cosa vale per tutto: hai bisogno di una casa, entri su quella che ti sembra la più adatta, ammazzi chi ci sta all’interno, e ci resti fino a che non è il momento di uscire. Della trama non dirò altro perché, trattandosi di un thriller, non voglio togliere gli elementi di interesse a chi questo lavoro non avesse visto. Un’ultima annotazione relativa agli attori, prioritaria sarà nel prosieguo della trama l’interpretazione della bella Lauren German che interpreta il ruolo di Gertle. 

Morgan J. Freeman dirige bene questa pellicola, anche se si comprende che il lavoro è improntato al risparmio, le scene all’aperto sono poche, (quelle poche però mi paiono realizzate con cura) e ci si concentra sugli ambienti chiusi (i più economici da realizzare, dove però i dialoghi devi saperli fare). Il risultato è una pellicola interessante  che, grazie anche alla voce fuori campo, risulta essere un efficace manifesto del nichilismo americano

Definizione di nichilismo: “Il nichilismo (dal latino nihil, "nulla") è la corrente filosofica che nega l'esistenza di un significato intrinseco, di valori oggettivi o di un fine ultimo nella realtà e nell'esistenza umana. Associato principalmente a Nietzsche, descrive la svalutazione dei valori supremi, spesso definita come "morte di Dio", portando a un senso di vuoto o alla necessità di creare nuovi valori”.

Ammetto che ho avuto grosse difficoltà a guardare questo film, proprio perché il messaggio che mi stava trasmettendo lo trovo orrendo; non che ci fossero delle scene particolarmente cruente, almeno nella versione da me visionata, tagliata di 15' rispetto all'originale, alcuni film di Quentin Tarantino mi paiono molto più crudi, ma è la filosofia della pellicola che non riuscivo a digerire. Il fatto è che Tarantino, mezzo dialoghi assurdi, a situazioni persino divertenti, sa rendere grottesche le sue scene pur se molto violente, sdrammatizzandole.

Questo non accade con Piggy banks che, a mio giudizio, è un lavoro che vuole parlare di filosofia,. A convincermi di ciò son subito le prime battute, ovvero la paternale che viene snocciolata allo spettatore prima che compaiano i titoli di testa, o, come appare chiaro dal testo che tra breve andrò a riportare. Prima di approfondire questo aspetto chiudo l’analisi cinematografica, anticipando che tutti gli attori svolgono più che egregiamente il loro compito, e mi spiace di non poter indicare chi ha interpretato il ruolo della ragazza che ha saputo introdurre un tocco di poesia, parlando delle giornate di neve. Questo personaggio, molto ben interpretato da questa sconosciuta ed intrigante attrice, ha avuto un ruolo chiave all’interno della storia, ma spiegarne il perchè mi costringerebbe a svelare la trama e quindi scelgo il silenzio non prima di averne indicato il nome per l’ho compreso dai dialoghi: Corabel Archer. Ultima nota di colore su Corabel, è bisessuale e spiega perchè, a suo giudizio, fare l'amore con una donna è decisamente più appagante che farlo con un uomo.

Ora è giunto il momento di proporre il monologo cui poc’anzi avevo accennato. A pronunciarlo è il padre dei due giovani adolescenti, sta illustrando loro come ci si deve comportare nella vita, dopo aver loro spiegato che il gioco degli scacchi è l’unica cosa veritiera nella loro esistenza, perchè lì, e solo lì, vince il migliore, ma soprattutto, in quel gioco si parte sempre alla pari. Non ci sono privilegiati e privilegi, mentre negli altri casi…: “Chi è il più sveglio? Chi bara! E quella gente la fuori, cazzo, quelli non vogliono giocare alla pari… La legge della sopravvivenza! Anche il darwinismo li fa cagare sotto… Devono andare a lavorare, pagano le tasse e vogliono che noi facciamo lo stesso…! Sono tutte cazzate! Abbiamo tutti i soldi che vogliamo e quegli idioti li conservano per noi! Sono i nostri salvadanai! Ci viene fame? Rompiamo il porcellino”. 

La pellicola spiega che i due fratelli, se hanno bisogno di soldi, prendono un malcapitato e lo convincono, anche torturandolo, a dargli il PIN del bancomat, poi, per non aver grane, lo ammazzano. Lo sventurato (ma direi anche stupido, per la loro visione del mondo), che lavora e rispetta le regole, è il loro piggy banks. I due giovani, quindi, vivono senza problemi economici, spostandosi continuamente per non farsi “beccare” dalle forze dell’ordine, senza lasciarsi alle spalle nessun testimone. Relazioni umane non ne hanno, il loro modo di vivere gli impedisce di avere amici, e gli istinti sessuali li risolvono con il “scopa e poi ammazza” quale regola di vita. 

C’è un problema evidenziato da un monologo di John: “... Non puoi guardarti alle spalle tutto il tempo. E’ da conigli, non da lupi” e così, alla fine John ammazza anche il fratello, l’unico con cui avesse un legame, e l’unico che sapesse cosa faceva, e perché lo faceva, ma, proprio per questo, era l’unico che poteva testimoniare contro. Michael era l’unico che lo potesse tradire; doveva essere eliminato (o io o lui ci fa capire il protagonista). E così John rimane solo! Solo quando l’incontro con Gertle, altra conoscenza cruciale, gli induce una riflessione basilare al fine della mia analisi. Eccola: “... avevo spezzato centinaia di quelle che voi chiamereste vite umane, e cosa avevo concluso? Non ero ricco e non ero soddisfatto! Non sapevo nemmeno se lo facevo con uno scopo oppure no… dovevo decidere se decimare il gregge era lo scopo in sé, o se invece avrei smesso se avessi ottenuto una spudorata somma di denaro…

Per sua ammissione questo ragazzo che per vivere ammazza la gente, questo giovane che è privo di relazioni umane, non è comunque soddisfatto. Forse una spudorata somma di denaro l’avrebbe appagato. Forse, perché comunque lui il problema del denaro non ce l'aveva, per sua stessa ammissione; salvadanai (piggy banks, ovvero persone da derubare e ammazzare) ce n’erano parecchie attorno a lui. Ed allora?

Ed allora il regista ha fatto un buon lavoro con il sottoscritto perchè è ben chiaro che si tratta di una famiglia di sociopatici. “La sociopatia, o disturbo antisociale di personalità (cluster B), è una condizione psicologica caratterizzata da una marcata indifferenza verso le norme sociali, le leggi e i diritti altrui, manifestata attraverso manipolazione, mancanza di empatia, rimorso o senso di colpa”.

Perché non riuscivo ad andare avanti con la visione di questa breve pellicola? Perché i giorni scorsi erano in me ancora ben chiare le questioni legate al caso Jeffrey Epstein che ci ha spiegato come chi tira le fila nel mondo, sia anche peggio della famiglia di John e Michael. I due fratellini non se la spassano con minorenni (giusto per fare un raffronto). Quanto alla filosofia di appropriarsi del denaro e delle case altrui basti guardare cosa sta facendo oggi Israele che ruba la terra ai palestinesi non prima (ma anche dopo) averli ammazzati. E cosa ha fatto Donald Trump? Si fa forse problemi ad ammazzare i civili (ed i leaders) degli altri paesi pur di impossessarsi del petrolio altrui? Il rapimento di Maduro, in Venezuela, e del tutto simile alle scene che i fratellini in questa finzione cinematografica realizzano, pur di impossessarsi dei beni altrui, Il povero legittimo proprietario della casa viene imbavagliato, immobilizzato, rinchiuso. Lui è impaurito, ma questo interesa poco ai due fratelli sociopatici, così come ritengo lo stato d'animo di Nicolàs Maduro interessi poco a Donald Trump. Sia i due fratelli in questo film, ma anche il Presidente dal ciuffo rosso manco paiono troppo felici, pur tuttavia pare non si vogliano fermare nel compiere i loro abusi. 

Donald Trump, in Iran, ha ammazzato il loro leader e capo religioso Ali Khamenei, pur di prendere il loro petrolio, seguendo pedissequamente la dinamica del piggy banks descritta in questa pellicola, con un'importante variante:  non ha la stessa efficacia dei delinquenti del film! Tutto il mondo è in subbuglio, (ivi compresi gli alleati degli Stati Uniti), perché la filosofia espressa in quest'opera, che è intitolato Born Killers (Assassini nati), è a mio modo di vedere, la stessa identica impostazione posta in essere dagli U.S.A., solo che mentre il DVD pensa di suscitare svago, la politica americana sta portando solo morte in giro per il mondo, senza portare nessun beneficio ad alcuno! E' proprio come afferma John nel monologo sopra citato.

Il 28 febbraio 2026, un bombardamento ha colpito la scuola elementare femminile Shajareh Tayyebeh a Minab, nel sud dell'Iran, causando la morte di un numero di bambine stimato tra 150 e oltre 165. Le fonti indicano che le vittime erano giovanissime studentesse e che l'attacco ha causato anche numerosi feriti" - Tra chi ha confermato i fatti (e le responsabilità) vi è il New York Times. La guerra in Iran, oltre alla morte portata a militari dei due schieramenti, l’eliminazione dei leader religiosi e politici, il massacro dei civili, cosa sta portando agli abitanti americani? Cosa sta portando a noi alleati degli Stati Uniti? Solo un aumento dei prezzi che danneggiano gli strati più deboli della popolazione. Morte e massacri senza che ci siano vincitori, questo è ciò che fa la nazione che si ritiene la protatrice di verità (come, d'altronde, si riteneva portatore di verità, il padre di John e Michael)!

Ecco quindi che se ll film, come già detto, spera di portare "divertimento" e pare pure di esserci esserci riuscito.- Copio e incollo un paio di commenti postati da chi ha visionato la mia stessa pellicola: @Ely-c8v “A me è piaciuto ... simpatico” oppure @sabrinaspreafico8964 : “Bello da vedere”- La politica di Donald Trump, (per nulla osteggiata dalla UE o dalla stessa Italia a guida Giorgia Meloni), perpetua la stessa filosofia della famigliola descritta da Morgan J. Freeman. la cosa che mi scombusola e costatare che una idea di vita proposta da un film  pare a me essere la stessa che l'intero mondo occidentale sta imponendo a taluni "malcapitati". La malata politica americana cosa sta portando? Morte su chi ha attaccato, morte dentro Israele, morte e crisi economica ai paesi arabi che ospitano le basi americane, problemi economici per i paesi amici degli U.S.A. (ovvero tutto il mondo occidentale) e non solo; caos in tutto il mondo. Inflazione agli stessi cittadini yankee che avavo votato Trump perchè lui le guerre aveva promesso di terminarle. Forse invecchiando mi ritrovo più fragile, ma questo film sta fotografando a mio giudizio i valori che l’occidente sta imponendo al resto del mondo a suon di bombe. Ho guardato il film per passare il tempo, e mi son trovato a riflettere sulla realtà geo-politica. Chiudo il mio "pippone": suppongo il regista non volesse nel 2005 anticipare i temi della politica americana di due decenni a seguire, non credo la pellicola avesse le velleità di Blade Runner (rif. 3). Ciò non toglie che oggi la dirigenza del mondo occidentale (U.S.A. - UE e ci aggiungo anche Gran Bretgna con Boris Johnson che si precipitò a convincere Zelensky a non firmare gli accordi di pace con la Russia). La dirigenza del mondo occidentale dicevo pare indifferente rispetto alla gente, incurante delle leggi internazionali, insomma si comporta come i sociopatici del film.

Sono solo due i commenti nel sito di Davinotti.it che, come avrete modo di constatare, hanno in approccio molto diverso dal mio, anche perchè si concentrano solo sull’aspetto cinematografico (rif. 4)

Buiomega71 - due pallini - Non male, dopotutto: “La voce narrante è assai fastidiosa, e il film inizia (con strage scolastica) con quelle che sembrano stantie pseudotarantinate (il proverbiale cadavere nel bagagliaio). Poi Freeman aggiusta il tiro in un racconto a flashback, prende di mezzo atti criminosi sullo stile Bo & Roy (ma la violenza sempre off screen), grotteschi omaggi a Psycho II (la gustosa scenetta con il tè e il badile e Lyn Shaye vogliosa granny) per poi sconfinare in una stramba (e a volte intensa) love story incestuosa tra chiacchiere, sesso e beffe del destino. Sgangherato, ma a suo modo curioso e bizzarro”. 

Capanelle - un pallino - Gravemente insufficiente!: “Comparsata iniziale di Sizemore nei panni del padre gangster che insegna ai suoi bambini quanto sia inutile lavorare. Il resto del film li vede cresciuti (male) ritornare sulle tracce del padre che intanto ha cresciuto due famiglie. Guazzabuglio denso di parole che vorrebbero far figo ma invece annoiano ed eventi che scimmiottano tarantino. Il tutto con una fattura da tv via cavo e girato prevalentemente in interni puntando sulla presunta telegenia degli interpreti.

Mirco Venzo, Treviso 05/05/2026 #qzone.it

rif. 1 https://www.youtube.com/watch?v=uh0WZNsEDyo&t=934s
rif. 2 https://it.wikipedia.org/wiki/Piggy_Banks
rif. 3 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/841-blade-runner-di-ridley-scott
rif. 4 https://www.davinotti.com/film/piggy-banks/30166 

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