Dirty teacher, un film per la televisione, nella versione italiana è stato tradotto in Bella e letale, (rif. 1) è stato diretto dall’americano Doug Campbell. L’impostazione è simile a quella del tenente Colombo, nel senso che già dalle prime scene si vede come andrà a finire. Si sposta quindi il focus a ritroso di qualche settimana, per ricostruire gli eventi che ci portano al momento finale che già si conosce, permettendo allo spettatore di ricostruire il puzzle. Dettagliare la trama in un giallo non è corretto, e a dirla tutta, se si considera questo un prodotto per la televisione da proporre ad un pubblico del pomeriggio, si può dire che è una pellicola che merita la piena sufficienza; al contrario se si hanno le aspettative di un film, si rischia di rimanere delusi. A mio giudizio tutti i protagonisti sono congrui al proprio ruolo (non ve ne sono molti, a dire il vero, ma si ritorna
al concetto che non si tratta di un film per le sale), in questo cast una spanna sopra va posta Josie Davis, una delle protagoniste, ovvero colei che ricopre il ruolo dell’insegnante cattiva.
Ecco, fosse un film mi sarei “arrabbiato” per la castità con cui si è proposta, ma considerato che è un prodotto per il pubblico di ogni età, allora devo riconoscere che questa attrice di più non poteva concedere, risultando colei che usa la sua avvenenza e la sua sensualità per sedurre il "povero" studente. Lo spettatore non ha nessuna difficoltà a comprendere perché ci riesca tanto agevolmente, così come la trama illustrerà al pubblico cosa spinga alla malvagità questa donna. Il contesto sociale tratteggiato è la media borghesia americana dove, udite udite, emergono anche alcuni problemi lavorativi (incredibilmente si parla di disoccupazione!). Alla fine comunque i buoni vincono, e la ragazzina protagonista della vessazione riesce ad entrare nel college, insomma; alla fine "vissero tutti felici e contenti", come vuole la migliore tradizione americana. Sceneggiatura di Barbara Kymlicka e Ken Sanders, non vi sono ad oggi commenti sul sito Davinotti.it e non ne sono meravigliato.
Mirco Venzo, Treviso 02/03/2026 #qzone.it