Sei giorni, sette notti (Six Days, Seven Nights) è un film del 1998 diretto da Ivan Reitman, interpretato da Harrison Ford ed Anne Heche, una commedia brillante dalle tinte romantiche. (rif. 1). La trama - Un’apprezzata donna in carriera newyorkese,: Robin Monroe, interpretata da Anne Heche, è invitata dal suo fidanzato Frank Martin (interpretato da David Schwimmer) in una sperduta isola del sud est asiatico, ove, per accedervi è necessario avvalersi della collaborazione di un pilota, Quinn Harris (interpretato da Harrison Ford) e del suo datato aereo. Tra la newyorkese e il pilota appare subito un’antipatia inconciliabile, troppo lontani i valori di riferimento ed il modo di concepire la vita, ma dopo tutto, che cosa lega queste due persone? Nulla, arrivati a destino ognuno se ne andrà per la sua strada, Robin a godersi la vacanza con il suo fidanzato, e Harris a scolarsi bottiglie di
whisky e, chissà, forse a sollazzarsi con Angelica, una prosperosa donna che è sua amica (Interpretata da Jacqueline Obradors). Così fosse la trama sarebbe troppo semplice, ed ecco che il destino farà in modo che i due, causa un viaggio improvviso e una tempesta, li vada ad isolare in un isola sperduta, quanto dura il soggiorno forzato? Il titolo ci può essere d’aiuto! Il film parte con buon ritmo, e molta brillantezza, poi, via via che la pellicola scorre e che i due protagonisti (e la coppia di co-protagonisti) vivono i giorni (e le notti), la trama vira verso il romanticismo perché tra i due nasce l’amore.
Va detto che se lo spettatore è interessato principalmente alle vicissitudini di Anne Heche e Harrison Ford, che sanno prendere la scena, vi è un contraltare a tinte meno cariche che vede protagonisti David Schwimmer e la procace Jacqueline Obradors che veste i panni della bella oca sexy. Il film si lascia guardare senza problemi anche perchè Harrison Ford sa essere brillante, ma la sorpresa è l’interpretazione della Heche che sa stare all’altezza del suo più noto partner professionale; mi ha sorpreso in positivo. Volutamente, a mio giudizio, paiono molto più sbiaditi gli altri due attori, per una scelta del copione, l’attenzione si voleva portare su di una coppia, mentre l’altra serve da diversivo, da contraltare, da supporto o se preferite per dare equilibrio morale. Quando finalmente i nostri due eroi decideranno che sono fatti uno per l’altro, lo spettatore non sarà turbato giacchè già era stato consumato un tradimento da parte “dei sbiaditi” che rendono moralmente accettabile la rottura del fidanzamento tra Robin Monroe e Frank Martin, e così tutti vissero felici e contenti senza manco un dubbio morale che possa turbare lo spettatore assecondato in tutto e per tutto. In bella sintesi è un filmetto da godersi per rilassarsi. In alcuni commenti di Davinotti emergono dei paragoni tra questa pellicola ed altre due, una con il celeberrimo La regina d’Africa (The African Queen) di John Huston (1951) con Humphrey Bogart e Katharine Hepburn; l’altro vede come riferimento Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto del 1974 diretto da Lina Wertmüller con Mariangela Melato e Giancarlo Giannini (rif.2).
Il rapporto con la prima pellicola pare a me riconducibile al personaggio maschile, sia Bogart che Ford sono bevitori incalliti, e non escludo che il film datato abbia influenzato nella trama e sia stato di spunto per tratteggiare i personaggi del più recente. Quanto al paragone con il film italiano a mio avviso non ci siamo proprio, è vero che una coppia conflittuale si trova in un isola deserta, ed è vero che tra i due “naufraghi”, nasce l’amore, ma la pellicola italiana è anche un film erotico che parla di politica. C’è il tema dell’attrazione sessuale, della società che con le sue sovrastrutture altera le pulsioni degli individui. Il capolavoro della Wertmüller è un film complesso al punto tale che non so se ci sarà chi saprà apprezzarlo completamente in futuro, quando molti italiani avranno perso le conoscenze politiche che erano patrimonio comune di ogni mio concittadino quando usci nelle sale. Spazio ai commenti dei Davinotti’s (rif. 3)
Rambo90 lo ritiene un buon film: 3 pallini - “A me piace. È una commedia d'avventura ricalcata sul modello della regina d'Africa; i battibecchi fra i due protagonisti sono divertenti e frizzanti, le (poche) scene d'azione soddisfacenti e il finale romantico. Ford è bravo, a suo agio negli strattonati panni di un pilota fallito e rozzo; la Heche gli tiene testa con la sua parlantina. Il resto del cast è anonimo, ma è un film godibile, nel complesso.”
Daniela, due pallini: “Coppia male assortita costretta alla convivenza forzata prima litiga poi pomicia. Harrison Ford, col suo fascino sgualcito, imita Bogart ubriacone ed allergico al sapone de La regina d'Africa, mentre Anne Heche è abbastanza peperina ed irritante da tenerlo sulla corda, però i due naufraghi annegano nella banalità di una sceneggiatura prevedibilissima. E' difficile ma non impossibile tirare fuori qualcosa di originale da uno spunto del genere ma non è questo il caso e la professionalità non evita la noia”.
Nancy, un solo pallino, tra le più critiche: “Filmaccio abbastanza trascurabile più adatto agli adolescenti che agli adulti: la storia è infatti quella di due persone di caratteri e stili di vita diametralmente opposti che si innamorano su un'isola deserta. Come a dire, ti amo solo se sei l'ultima persona rimasta al mondo. Irrilevanti musiche, regia e fotografia (anzi questa un po' scarsetta). Anche la presenza di Harrison Ford non aggiunge niente se non un po' di celebre carisma alla pellicola: ci sembra un Han Solo in vacanza (oltretutto pilota aerei!). Perdibile”.
Mirco Venzo, Treviso 15/07/2026 #qzone.it
rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Sei_giorni,_sette_notti
rif. 2 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/1008-travolti-da-di-l-wertmueller-1974
rif. 3 https://www.davinotti.com/film/sei-giorni-sette-notti-1998