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20260811 CR il dialogoC’è un piccolo borgo in Carnia, circondato dai boschi e dal silenzio delle montagne friulane, dove ogni anno si compie un prodigio culturale di portata internazionale. Quel borgo è Illegio. Anche per il 2026, la Casa delle Esposizioni si trasforma nel centro nevralgico della grande arte con la nuova mostra intitolata "Il Dialogo", curata con consueta profondità spirituale e critica da don Alessio Geretti e promossa dall'instancabile Comitato di San Floriano. L'esposizione offre un viaggio straordinario nella bellezza lungo duemilacinquecento anni, mettendo in mostra capolavori che spaziano dall'antichità classica alla metà del Novecento. Un percorso millenario attraverso ben 52 capolavori.

Il percorso espositivo si snoda attraverso 4 distinte sezioni, tra dipinti ed un paio di preziosi manufatti, includendo ben quattordici opere totalmente inedite proveniente da collezioni private normalmente inaccessibili al pubblico. L'itinerario, cronologicamente parlando comincia nel lontano V secolo a.C., inaugurato dal prestito di un prezioso vaso greco a figure rosse. Da quel punto, il visitatore attraversa i secoli incontrando i giganti della storia dell'arte mondiale. Del Seicento, spiccano due capolavori straordinari di Caravaggio (Michelangelo Merisi), una grande tela del Guercino e i suggestivi volti notturni del pittore fiammingo Matthias Stomer (da cui derivano i volti simbolo del manifesto della mostra). Del Sette e Ottocento, la grazia di Giambattista Tiepolo, l'intensità emotiva di Francesco Hayez (presente con due opere, tra cui un toccante Ecce Homo), i paesaggi animati di Giovanni Fattori e la sensibilità urbana di Giuseppe De Nittis. Il Novecento è rappresentato con le firme rivoluzionarie della modernità, tra cui un disegno in carboncino e acquerello totalizzante di Pablo Picasso (l'Arlecchino). Oltre ai già citati, vi sarà la possibilità di vedere opere di Gaetano Domenichini, Silvestro Lega, Henrick Bloemaert, paoloPagani, Giuseppe Zancolli, Enrico Lionne, Stefano Bersani, Filippo Tarchiani, Gerrit van Honthorst, Denis Calvaert, Francesco Gandolfi, Glauco Cambon, Gerolamo Induno, Jhon Singer Sargent ed alrtri.

Il tema trattato nell'edizione di quest'anno rappresenta la grammatica del dialogo e le sue fratture. In un'epoca storica segnata da profonde tensioni e aspre polarizzazioni, la scelta del tema non è casuale. Il dialogo viene qui analizzato dal Comitato di San Floriano non come un semplice scambio formale, ma come ascolto profondo, responsabilità, ricerca della verità e concreta possibilità di pace. L'allestimento non si limita a celebrare l'armonia dell'incontro, ma indaga con coraggio anche le sue drammatiche interruzioni. Il percorso mostra la fragilità dei legami umani e il rischio del conflitto: dalle radici della violenza nel bronzo Caino uccide Abele di Giacomo Manzù, fino al teatro sociale delle apparenze nella Venezia settecentesca di Pietro Longhi.

L'arte diventa così uno specchio in cui riflettere sulle difficoltà comunicative della società contemporanea. Un percorso unico nel suo genere che fa riflettere dall'inizio alla fine delle 4 sezioni grazie anche all'insostituibile supporto narrativo delle diverse guide che, con competenza, enfasi e a volte qualche battuta ironica, accompagnano il visitatore passo-passo lungo un filo logico precostituito. Unico neo, ma perfettamente comprensibile nell'ottica dei curatori e delle loro disponibilità oggettive, è a volte il "forzato allineamento" di alcune opere al tema della mostra per le quali si è voluto darne "ex novo" un significato "adattato" per la loro presenza. Alla fine comunque non poteva mancare la disponibilità di un nutrito catalogo che al costo di 30 euro, oltre alle opere esposte regala anche molte altre chicche artistiche e storiche. Il successo di Illegio si conferma un modello di rigenerazione locale unico nel suo genere. Come ricordato durante la presentazione ufficiale svoltasi presso la Fondazione Friuli, la mostra vive grazie all'energia e alla dedizione di decine di giovani curatori, dipendenti e volontari del territorio carnico. Una periferia geografica che, per qualche mese, diventa centro universale del pensiero e dell'estetica.

La mostra sarà aperta presso la Casa delle Esposizioni (ex- canonica) sino all'8 novembre 2026 e si visita esclusivamente su prenotazione con visita guidata chiamando il numero 0433 44445 oppure via mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. L'impeccabile organizzazione della mostra ha previsto il parcheggio di tutti i veicoli circa 800mt prima dell'ingresso al paese (zona stadio) e servizio gratuito con navetta. Ed una volta ad Illegio, terminata la visita alla mostra, non potete non fare un salto nella vicinissima e famosissima "La Buteghe di Pierute", dove assaggiare una porzione dei loro sublimi Cjarsons. E se esagerate col cibo poi, per riequilibrare spirito e corpo, "un salto" alla vicina Pieve di San Floriano vi farà concludere la giornata in bellezza. Provare per credere. A noi il simpatico autista della navetta ci ha descritto la facilità del percorso con la frase "la fanno anche i bambini" … a Voi la risposta .. di ritorno alla navetta. Ringraziamo ancora Giuseppe, Jago, Filippo e la ragazza di cui purtroppo mi sfugge il nome per il loro simpatico, avvolgente ed impeccabile accompagnamento nel percorso della mostra.

Catia Roman
Immagine tratta dalla copertina del catalogo della mostra
Questo articolo è stato redatto sperimentalmente anche con il parziale aiuto dell'IA di Google

 

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